MESSINA: Inchiesta aste fallimentari, uno degli indagati: "Macchina del fango". Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'avvocato Domenico Andrè, difensore del carabiniere Francesco Biondo, nel novero dei coinvolti nell'inchiesta di Reggio Calabria sulle aste giudiziarie a Messina

La presente si rende necessaria per la difesa dell’onore e della reputazione del signor Francesco Biondo, in servizio presso il Nucleo radiomobile Carabinieri di Messina.

Biondo è assolutamente estraneo a tutti i fatti che gli vengono contestati sui giornali e sugli organi di stampa, lo stesso nelle ultime 24 ore ha subito un attacco improvviso alla propria dignità ed al rispetto dell’onorabilibità sua e della propria famiglia.
Allo stesso nei giorni scorsi è stato notificato soltanto un avviso di proroga delle indagini preliminari, nel quale non si fa riferimento in maniera più assoluta alle condotte contrarie alla legge che lo stesso avrebbe ipoteticamente tenuto, ma l’unico riferimento è a sterili indicazioni di articoli del codice penale.

Non si comprende, quindi, quali siano le fonti giornalistiche che hanno animato una simile campagna mediatica nei confronti di un rispettabilissimo ed integerrimo appartenente alle forze dell’ordine, lo stesso non ha mai avuto nulla a che fare con il Tribunale fallimentare né si è mai interessato di aste giudiziarie. Biondo non conosce nessuno degli altri indagati, se non Romeo, poiché tenente colonnello dell’Arma dei carabinieri.