MESSINA: VOTO DI SCAMBIO, L'OPERAZIONE 'MATASSA'. TUTTI I RETROSCENA DEL SISTEMA 'DAVID PAOLO', IL CONSIGLIERE COMUNALE ARRESTATO QUESTA MATTINA. "RICERCA DEL CONSENSO DESOLANTE". COINVOLTI MAFIOSI E FORZE DELL'ORDINE. IL RUOLO DEL MEDICO GIUSEPPE PICARELLA. GLI APPALTI AL CAS, I TRE PACCHI DI RISO, I TRE MESI E QUEL 'PATOLOGICO MERCIMONIO DEL VOTO'…

12 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

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SOPRA IL MOMENTO DELL’ARRESTO DI PAOLO DAVID. SOTTO INVESTIGATORI E MAGISTRATI ALL’ARRIVO IN QUESTURA PER LA CONFERENZA STAMPA – FOTO E. DI GIACOMO

IL SISTEMA ‘DAVID’ E IL VOTO DI SCAMBIO NELLE PAROLE DEL GIP MARIA TERESA ARENA. I SINGOLI CASI DI CORRUZIONE ELETTORALE.
“Nel corso delle indagini si è delineata una ricerca del consenso elettorale a dir poco desolante, che nulla ha a che vedere con la condivisione di un progetto politico poiché fondata solo ed esclusivamente su una gestione del voto come merce di scambio a fronte di denaro, derrate alimentari, disbrigo di pratiche amministrative, promesse di posti di lavoro. Tale “sistema” in cui il voto rappresenta una contropartita in cambio di favori è emerso come capillare e trasversale poiché comune a diversi schieramenti politici.
Per ciò che in questa sede rileva, nell’ambito del presente procedimento, ha assunto un ruolo di vertice nell’ambito di tale “sistema” DAVID Paolo, consigliere comunale del PD, particolarmente attivo nella segreteria politica dei due esponenti regionali e nazionali di riferimento, RINALDI Franco e GENOVESE Francantonio.
DAVID si è posto quale collettore di voti in cambio di denaro o altre utilità ed a tal fine si è avvalso della stabile collaborazione di una serie di personaggi che si sono messi a disposizione al fine di procurare un cospicuo numero di voti ed in favore dei quali si è speso, anche grazie ai rapporti, alle conoscenze di cui vanta, al fine di garantire contropartite immediate e dirette.
In tale contesto si è inserito in maniera stabile PERNICONE Angelo il quale rappresenta il trait d’union tra il politico e gli elettori in quanto costui, legato alla criminalità organizzata ed in specie al clan SPARTA’ ma anche a quello di VENTURA, si prodiga per garantire un pacchetto di voti con l’evidente obiettivo di assicurarsi l’affidamento di lavori da parte del Comune e non solo, garantendo come conseguenza, anche l’assunzione per sodali ed amici.
Di tale compagine, aderendo al progetto criminoso, ha fatto parte, in termini adeguati allo scopo PICARELLA Giuseppe.
Costui oltre che mettere a disposizione voti ottenuti anche dietro la minaccia del licenziamento dei propri dipendenti, ha garantito, attraverso le strutture dallo stesso gestite, assunzioni in favore di parenti ed amici degli elettori compiacenti. E ciò ha fatto, all’evidente fine di spendere i favori resi, con richieste di intervento presso politivi e funzionari regionali addetti al controllo di strutture sanitarie e simili.
Della struttura associativa hanno altresì fatto parte anche soggetti essenzialmente dedidi al procacciamento di voti, quali GENOVESE Stefano, LA MALFA Michelangelo e PERTICARI Adelfio.
Altri ancora (GIUNTI Baldassarre) si sono occupati della consegna del denaro o delle derrate alimentari agli elettori.
Come anticipato, il “sistema” elettorale come delineato, si è mosso, in una prima fase (elezioni politiche regionali dell’ottobre 2012 e nazionali del febbraio 2013) in favore dei candidati che figuravano nelle liste del Partito Democratico i quali, a loro volta, si sono spesi per accreditare il “procacciatore di voti” DAVID presso politici e funzionari regionali.
E proprio DAVID è il personaggio centrale del “sistema”.
Costui intrattiene stretti rapporti con i PERNICONE i quali, come si è visto, sono legati alle consorterie mafiose cittadine e cerca di favorirli, mettendoli in contatto con personaggi dai quali ritiene che costoro possano ricavare vantaggi nella assegnazione di lavori.
Con una convulsa attività di “supporto politico” DAVID spende le proprie conoscenze, i propri rapporti personali, parentali ed amicali e la propria influenza politica negli ambiti più vari (INPS, INAIL, ESERCITO, CAS) ma soprattutto, nel settore sanitario ed in particolar modo presso le strutture gestite da PICARELLA Giuseppe.
L’attività in parola è svolta in maniera sistematica, capillare, professionale, come dimostrano la moltitudine di contatti registrati nel corso del presente procedimento.
Tra dicembre 2012 e gennaio 2013 PERNICONE Angelo ed il figlio Giuseppe si sono rivolti a DAVID per ottenere appalti dal CAS. DAVID, tramite i politici di riferimento li accreditava presso il commissario straordinario Antonino Gazzara.
Il 12.1.2013 PERNICONE Giuseppe contattava DAVID e gli chiedeva: “o Paolo, sei andato dal grande papa” e David: “sono sotto sto salendo”.
Dopo qualche ora si registrava una telefonata tra l’onorevole GENOVESE e DAVID e subito dopo DAVID contattava il commissaro straordinario Gazzara, al quale chiedeva un appuntamento (“ti chiedo scusa, io sono ancora in segreteria dice Francantonio che sta uscendo ma io posso venire lunedi a trovarla?”), che gli veniva concesso (“si ci mancherebbe, certo, con piacere”).
Dubito dopo DAVID informava PERNICONE di aver concordato un incontro con il commissario.
Il 15.1.2013 era registrata una conversazione tra DAVID e D’ARRIGO Elisa da cui emergeva che in effetti costui aveva incontrato il commissario del CAS. DAVID, durante il dialogo con la donna, si mostrava compiaciuto per avere portato a compimento l’incarico che assumeva affidatogli da GENOVESE il quale, stando al narrato di DAVID, avrebbe detto a GAZZARA: “affidati a Paolo, significa che SONO IO” 
Elisa:pronto?
Paolo: eh
Elisa:che fai?
Paolo:sono andato da Gazzara
Elisa:eh? …non ho capito
Paolo:sono andato da Gazzara, dall’onorevole Gazzara
Elisa:ah
Paolo:ero andato prima…no
Elisa:eh
Paolo:però ho notato una cosa
Elisa:eh
Paolo: che lui ha controllato ed ha chiamato a Francantonio
Elisa:a si?…
Paolo:si
Elisa:perchè, per vedere se era vero?
Paolo:no, per vedere come si doveva muovere , no … e Francantonio gli ha detto “affidati a Paolo (ride), minchia … minchia mi ha detto vieni quando vuoi Paolo, scusami, io mi sono permesso perché non avevo capito, io ho chiamatoFrancantonio” – “no onorevole, si immagini” … hai capito?
Elisa: un cretino è secondo me
Paolo: cosa?
Elisa: è un cretino
Paolo: no, non è un cretino… minchia, ha uno studio megagalattico ah … non hai capito come mi ha trattato …mi ha detto, Francantonio mi ha risposto: affidati a Paolo…hai capito? Mi interessava capire la risposta, no, io non la sapevo, no … non hai capito il messaggio;
Elisa: si ho capito benissimo, certo che ho capito
Paolo: lui ha provato… minchia …. Inc.. quando vuoi qua, sono a tua disposizione sai … ciò significa, nonè che gli dice si non ti preoccupare, affidati a Paolo, significa che SONO IO… hai capito? No, mi interessa questa cosa… capire questo passaggio mi interessa, non intesa… mi è capitato ed ho capito
Elisa: certo giustissimo, hai fatto bene
Paolo: hai capito? Perché tu dici perché cosa, lascia stare il motivo …un motivo molto particolare… no, però lui mi ha detto, sai mi sono permesso di chiamare Francantonio e dirgli come mi dovevo muovere e lui mi ha detto di affidarmi a te, dimmi.. e si deve fare onorevole (ride)…
Elisa: certo … scusa un attimo, ti posso chiamare tra cinque minuti?
Paolo: si, si, ciao ciao
Si coglie pienamente che DAVID è lusingato del fatto che GENOVESE, accreditandolo presso GAZZARA, gli abbia concesso fiducia piena al punto da dire “Affidati a Paolo, significa che SONO IO”. Non vi sono elementi per ritenere che il diretto interessamento di GENOVESE sia funzionale agli affari di PERNICONE e non piuttosto che la richiesta, sia pure nell’interesse di PERNICONE, sia stata assecondata in quanto veicolata da DAVID.
E’ certo che l’on. GENOVESE ha messo in contatto PICARELLA Giuseppe (che all’interno del sodalizio garantisce l’assunzione degli elettori di GENOVESE, RINALDI e DAVID presso le strutture sanitarie di cui è titolare, con il funzionario regionale FIORELLA Marco, in servizio presso l’assessorato alla Salute.
Infatti il 29.11.2012 DAVID contattava FIORELLA dicendo che lo chiamava per conto dell’on. Genovese, annunciandogli che l’indomani si sarebbe recato a Palermo per parlare con lui. In effetti, il giorno dopo DAVID si recava a Palermo insieme a PICARELLA Giuseppe, come si evince dai contatti registrati.
Al ritorno, PICARELLA si presentava presso la segreteria politica dell’on. GENOVESE per informarlo circa l’esito dell’incontro e ringraziarlo per il suo interessamento .
Dalle telefonate intercorse tra David e Picarella il giorno dopo si evince che l’on. GENOVESE si sarebbe impegnato a fornire ulteriori indicazioni per garantire la disponibilità del funzionario regionale nei confronti di PICARELLA (“Picarella: eh…ci darà delle indicazioni e ti teniamo informato gli ho detto; David: e lui ti ha detto ok, giusto?; Picarella: si, si si mi ha detto Ok, va bene…).
Il 18.1.2013 dalle parole di DAVID si coglieva una sintonia da parte di GENOVESE e RINALDI in merito al sistema elettorale utilizzato da DAVID.
Costoro, invero, stando a quanto dallo stesso sostenuto, “seguivano” le vicende relative ai contatti tra PICARELLA ed il funzionario regionale ed esprimevano apprezzamento per l’impegno elettorale profuso in loro favore. PICARELLA infatti, garantiva il tesseramento dei propri dipendenti e degli amici in vista delle elezioni politiche di febbraio (Picarella: nelle cose, io ti sto praticamente tesserando la gente vicina… quella che poi può procurare voti, ma questi sono diciamo, dipendenti, amici…) .
I contatti tra DAVID ed i PERNICONE erano frequenti e questi ultimi presenziavano a tutte le manifestazioni elettorali a fianco di DAVID.
Il 27.9.2012 si teneva una riunione politica presso il giardino del Santuario di Montalto per sostenere la candidatura di RINALDI alle imminenti consultazioni re-gionali alla quale prendevano parte PERNICONE Angelo e Giuseppe.
Nei giorni seguenti DAVID contattava PERNICONE Angelo e lo invitava alla segreteria politica di GENOVESE e RINALDI in vista di una cena elettorale presso il ritrovo Moschella.
In effetti il 16.10.2012, predisposto un servizio di osservazione presso il detto ritrovo sito a Giampilieri, alle 20,35 giungeva l’on. Genovese il quale poco dopo contattava PERNICONE Angelo, esortandolo a raggiungerlo al locale perché, di lì a breve, sarebbe dovuto andare via.
Ancora, il 18 ottobre, DAVID sollecitava PERNICONE Angelo, su richiesta dell’on. GENOVESE a recarsi il giorno dopo a Piazza Duomo dove era previsto il comizio del candidato alla presidenza regionale Rosario Crocetta, in quanto quest’ultimo, intendeva parlargli (“Paolo: Angioletto, mi diceva Francantonio domani sera alle otto e mezza al Duomo perché c’è Crocetta che ti vuole parlare”.
Il servizio di osservazione registrava l’incontro tra PERNICONE E GENOVESE.
Nei dialoghi captati all’indomani delle elezioni regionali PERNICONE Angelo esprimeva la sua soddisfazione per il risultato ottenuto dall’on. Rinaldi che aveva ottenuto 18.600 preferenze. Parlando con POLIZZOTTO Elvira, la mattina dello spoglio PERNICONE, riepilogava il risultato ottenuto nelle varie sezioni, grazie al suo apporto dal che discendeva, a suo avviso che, adesso, per gratitudine “si devono mettere a culo a ponte con me …” precisando “per quello che ha fatto, per quello che fa e per quello che dovrebbe fare problemi non ce ne dovrebbero essere…ora vediamo…io non mi sbilancio mai, ma sono sicuro che ce l’ha fatta…parliamoci chiaro perché ce l’ha fatta, ma.. (inc)…se la gente ha votato per come mi ha detto e per come abbiamo…”. Lo stesso pomeriggio PERNICONE si recava presso la segreteria politica degli onorevoli Genovese e Rinaldi.
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La stabilità e la sistematicità dei rapporti tra i principali procacciatori di voti con metodi illeciti ed i politici di riferimento, ed il diretto vantaggio in termini elettorali ricavato nelle prime due tornate elettorali porterebbero a ritenere – in termini che allo stato costituiscono, per il vero, solo un plausibile spunto investigativo, in quanto tale meritevole di approfondimento – che i due onorevoli possano avere avuto contezza del metodo utilizzato per procacciare consensi a vantaggio del partito d’appartenenza.
Ciò che è certo è che DAVID, che dalle indagini emerge come figura verticistica dell’associazione come delinata, si è mosso freneticamente alla ricerca di consenso elettorale dapprima in favore dei suoi referenti politici, ma anche in vista delle elezioni comunali che lo vedevano candidato e, dunque, per un interesse personale per il raggiungimento del quale non ha esitato ad invocare l’autorevole intervento dei due predetti onorevoli. E ciò ha fatto non disdegnando l’apporto di personaggi vicini alla criminalità organizzata messinese e sfruttando la fitta rete di rapporti personali.

I singoli episodi di corruzione elettorale e le condotte ascrivibili ai partecipi all’associazione.
Occorre adesso passare in rassegna la serie di episodi di corruttela elettorale posta in essere dagli odierni indagati per le quali non è stata avanzata alcuna richiesta ma che confermano, ad avviso di questo giudice, il giudizio di sussistenza della fattispecie associativa come sopra delineata, avuto riguardo alla incessante, sistematica, organizzata e programmata attività illecita posta in essere.
Le tre consultazioni tenutesi tra l’ottobre 2012 ed il giugno 2013 hanno determinato una lunga campagna elettorale da parte degli indagati, volta al procacciamento di voti con metodi illegali. E se al vertice dell’associazione è posto, per le ragioni sopra spie-gate DAVID Paolo, al suo interno non può non figurare PERNICONE Angelo che è risultato il più attivo “collaboratore” di DAVID e ciò tanto nella fase di ricerca del consenso quanto in quello della distribuzione delle utilità agli elettori.
Durante la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento regionale nelle quali era canditato l’on. RINALDI, DAVID e PERNICONE Angelo si occupavano di organizzare i vari appuntamenti elettorali (la cena presso il ritrovo Moschella, la riunione presso la Chiesa di Montalto, il comizio dell’on. Crocetta a Piazza Duomo durante il quale, proprio PERNICONE Giuseppe era l’addetto al servizio d’ordine , la cena presso il ristorante il Campanile.
Non è qui in discussione l’attività sopra detta in quanto manifestazione di un progetto politico e la ricerca di consensi a favore di soggetti nei confronti dei quali si ripone fiducia bensì il fatto che tale ricerca di voti è stata il frutto di una reiterata attività di corruzione elettorale. Ed in tali frangenti PERNICONE Angelo è risultato il principale canale di “smistamento” di buste contenenti generi alimentari, e non solo, in favore dei “promittenti elettori”.
Il dato risulta da numerose conversazioni captate nel corso delle indagini.
Il 17.10.2012, a ridosso delle elezioni, PERNICONE riferiva alla moglie di aver fatto la spesa “per gente che ha bisogno”, pur precisando che la maggior parte era la loro.
Che non si trattasse di una iniziativa di PERNICONE ma che fosse un progetto criminoso programmato e condiviso lo si evinceva da un passaggio del dialogo che PERNICONE Angelo intratteneva con la moglie allorquando le spiegava come aveva recuperato “la spesa” (mi ha mandato questo qua, il consigliere, di portargliela e gliela sto portando, no? perciò non so…”).
L’assiduità dei contatti e la lettura sistematica delle emergenze investigative consente di ritenere che “il consigliere” fosse proprio DAVID.
E che la distribuzione delle buste di spesa fosse funzionale a “comprare” voti lo si evince dal dialogo captato il 29.10.2012 allorquando PERNICONE Angelo e la moglie commentavano il successo elettorale conseguito dal RINALDI (“mi sembra che ne ha presi più di 10.000”) e commentavano che chissà quanta altra “spesa” avevano fatto oltre quella che avevano distribuito loro (Elvira: più di 10.000 voti… minchia; Angelo: certo ma non solo a Messina, a Messina e provincia perchè …Elvira: in provincia va bene, ma loro non è che hanno fatto solo quella spesa, chissà a quante altre persone gliel’hanno fatta… Angelo: va bene, ma che c’entra, a me ha dato quella, pare che ha fatto solo quella.
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Già pochi giorni dopo le elezioni che avevano registrato il successo di RINALDI DAVID era chiamato a sdebitarsi.
La prima richiesta registrata in ordine di tempo era relativa all’assunzione della nipote FINOCCHIARO Letteria. Il 10.11.2012, infatti, PERNICONE E DAVID si sentivano in mattinata e poco dopo PERNICONE avvisava la nipote di preparare i documenti attestanti la sua qualifica di operatore sanitario .
La Finocchiaro, poco dopo consegnava i documenti alla cugina PERNICONE Valeria e subito dopo PERNICONE avvisava DAVID di avere “quelle carte”.
Trascorsa una settimana PERNICONE sollecitava DAVID ad intervenire in favore della nipote.
DAVID a sua volta, il giorno dopo, alle 10,26 contattava il dott. PICARELLA Giuseppe, amministratore unico della casa di riposo per anziani Villa Aurora s.r.l., tra i cui soci figurano anche i figli Cristina ed Alessandro.
PICARELLA Cristina è altresì socia della MED.EA s.r.l. struttura sanitaria privata, che ha tra i soci anche Trimarchi Giovanni, Trimarchi Duilio e Trimarchi Concetta.
Durante la telefonata DAVID chiedeva a PICARELLA notizie “per quel colloquio” ed il suo interlocutore, si mostrava quasi sorpreso per la sollecitazione, ribadendo il suo impegno e la sua totale disponibilità “si tranquillo…ci mancherebbe altro”  espressione, a sua volta, di un interesse personale.
Che la frenetica attività svolta da DAVID fosse, comunque, orientata verso il proprio diretto interesse all’elezione al consiglio comunale lo si ricava dai numerosi altri contatti registrati che delineano il modus operandi dello stesso che nulla ha a che ve-
dere con l’impegno di un futuro candidato per la ricerca di consensi.
Il sistema utilizzato dal consigliere, finalizzato ad ottenere la riconferma al consiglio comunale il cui rinnovo era previsto per giugno 2013, era come detto fondato sullo scambio di favori quali assunzioni presso le strutture di PICARELLA, interventi per garantire il riconoscimento di indennità ed ogni altra utilità funzionale ad assicurarsi il maggior numero di consensi.
Gli episodi oggetto dell’informativa sono innumerevoli. Qui di seguito verranno ricostruiti i più significativi in quanto utili a dimostrare l’esistenza di una struttura organizzativa stabile finalizzata alla compravendita di voti.
In taluni casi non si attendevano neppure le richieste ma veniva “spontaneamente” offerte utilità.
Così il 31.10.2012 DAVID nel ringraziare tale BARILA’ Giuseppe per il sostegno elettorale prestato in occasione delle regionali  gli proponeva di fare assumere la moglie o la figlia presso una delle strutture riconducibili al Picarella . Nel prosieguo si apprendeva, nel corso di un dialogo tra DAVID e PICARELLA
Cristina che la moglie di Barilà era stata assunta ma non aveva intenzione di proseguire nell’attività lavorativa che reputava troppo pesante.
E’ estremamente significativo il commento che DAVID condivideva con la figlia del dott. PICARELLA: “noi il nostro dovere lo abbiamo fatto, Cristina, che faccio ti posso mandare un’altra persona?”, laddove con l’espressione “dovere” non può che intendersi il ricambiare quella “disponibilità” che BARILA’ evidentemente in occasione delle consultazioni elettorali aveva offerto e doveva ancora prestare per le due elezioni a venire.
DAVID chiedeva poi tramite PICARELLA Cristina l’assunzione di RICHICHI Rocco che gli era stato segnalato da CALVO Roberto come si evince dalle telefonate
tra i soggetti interessati.
RICHICHI, a differenza della moglie di BARILA’, ha prestato attività lavorativa per la società MED.EA. (della quale è socia PICARELLA Cristina), per diciotto mesi, come risulta dagli accertamenti svolti presso l’INPS.
Che DAVID si sia interessato per l’assunzione di RICHICHI non per mera benevolenza bensì nell’ottica dello scambio elettorale lo si evince dal dialogo intercorso con CALVO Roberto allorquando si interrogava: “ma il voto di questo ce l’ho o ci ho rimesso pure il voto…ma non mi rompere i coglioni non è che possiamo fare fate bene fratelli, siamo sotto elezioni”.
E che l’interesse di DAVID a questo punto fosse funzionale al procacciamento dei voti per le elezioni amministrative lo si evinceva dal fatto che in occasione dei dialoghi intercorsi con RICHICHI per sue vicende personali, continava a richiedere consensi come contropartita per il suo interessamento.
Dopo l’assunzione, infatti, RICHICHI, tramite l’amico CALVO Roberto, contattava DAVID per chiedere il suo intervento al fine di ottenere il pagamento delle spettanze arretrate dovutegli dai PICARELLA. DAVID prontamente contattava il dott. PICARELLA sollecitando il pagamento, quanto meno, di una parte delle somme dovute al dipendente.
RICHICHI, ottenuto il pagamento delle spettanze informava DAVID il quale non perdeva l’occasione per sottolineare il suo interessamento e chiedere un suo fattivo impegno sul piano della ricerca dei consensi: “eh, Rocco ti raccomando…sentiamoci, poi per queste amministrative… che ho bisogno una mano d’aiuto da te…grazie Rocco, però se tu non mi dici…un po, se tu mi chiami un pomeriggio, ci possiamo vedere 10 minuti, mi fai una cortesia”.
E che tutto sia improntato il termini di reciproco scambio lo si evince dalla circostanza che PICARELLA chiedeva l’intervento del suo amico e sodale DAVID per ottenere il suo intervento presso il dott. Marco Fiorella, funzionario, all’epoca dell’Assessorato Regionale alla Salute, grazie al rapporto che lega DAVID al deputato GENOVESE a nome del quale chiedeva un incontro con il funzionario .
Il 30.11.2012 DAVID e PICARELLA si recavano a Palermo per incontrare il funzionario.
Il giorno successivo PICARELLA si presentava alla segreteria politica di GENOVESE per ringraziare lui ed in cognato RINALDI per l’interessamento.
In prossimità delle feste di Natale DAVID e PICARELLA valutavano di comprare un regalo per il dott. Fiorella, considerando tale spesa un “investimento sicuro”, un modo per “dare l’olio a questi di Palermo” (“…gli dici che cosa possiamo fare, se poi parlando con te lui scende gli prendiamo un pensierino, gli prendiamo un pensierino e glielo facciamo…Peppe investimenti sicuri sono gli compriamo pure una cintura qua dall’amico mio è mio fratello dunque non ho problemi capisci, la compriamo qua e gliela mandiamo, sai questi a Palermo gli dai l’olio va bene Giuseppe: eh sono d’accordo con te, sono d’accordo con te Paolo: bravo, dico io non ho bisogno…ma è giusto farlo lo facciamo insieme”.
A riprova dell’illecito meccanismo di scambio reciproco di favori PICARELLA, garantiva, in vista delle prossime elezioni nazionali, il maggior numero di voti possibili sfruttando la sua influenza sui dipendenti delle strutture da lui gestite: “Giuseppe: nelle cose, io ti sto praticamente tesserando la gente vicina …quella che poi può procurare voti, ma questi sono…diciamo dipendenti, amici …”.
PICARELLA, pochi mesi più tardi, allorquando era in corsa il suo “amico” DAVID per le amministrative gli riferiva, a riprova del suo massimo impegno, che addirittura aveva minacciato di licenziamento i propri dipendenti ove non avessero votato nel senso da lui richiesto (“ho detto..guardate se non vi date da fare perdete il posto…così senza mezze parole) .
Il dialogo tra i due delinea con chiarezza i rapporti tra i due: DAVID nel chiedere a PICARELLA l’assunzione trimestrale di soggetti, precisa, ove ve ne fosse bisogno, che si trova in debito nei confronti di costoro perché si stanno spendendo sul piano della ricerca del consenso elettorale (“perché mi sta aiutando veramente…si è messo a disposizione…e poi è un amico mio e dell’amico mio capisci chi dico…”).
E PICARELLA dal canto proprio, a fronte del proprio interesse personale lo informa dell’elenco che sta predisponendo dei voti sicuri in seno alle proprie strutture, sicuri perché ottenuti, con una spregiudicatezza fuori dal comune, anche dietro la minaccia del licenziamento.
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Ancora, DAVID in vista delle consultazioni amministrative, si metteva a disposizione di una sua conoscente (GUERRERA Paola) per intercedere con un funzionario del Policlinico, tale Emilio De Salvo al fine di garantire al figlio di lei, lavoratore precario, la stabilizzazione. Un primo contatto tra i due si registrava il 23.11.2012 allorquando la GUERRERA chiedeva al consigliere se fosse possibile fare rimanere il figlio definitivamente al Policlinico dove era stato assunto per un mese come archivista “chiamo Emilio De Salvo e gli dico che lui è un amico mio di famiglia … chiamo Emilio e gli dico che è cosa mia … me la vedo io … mi dai tutte coswe ed io avvicino da Emilio”)
Non è dato sapere se l’interessamento mostrato vi sia stato, certo è che se vi è stato non ha sortito l’effetto sperato.
Il 15.2.2013, infatti, la GUERRERA telefonava a DAVID e dopo aver anticipato una disponibilità a dargli i voti di tutta la famiglia (“eccomi qua! Senti io ne ho parlato con mio figlio, diciamo, noi siamo disponibili per quanto riguarda il voto,. Non c’è dubbio su me o su lui, qua ora glielo dico a tutta la famiglia…puoi stare tranquillo!) avanzava una richiesta di aiuto per il figlio “Paolo…per mio figlio ci sono possibilità diciamo per farlo entrare in qualche posto, per dargli una mano, non so…”. DAVID concordava nell’immediatezza un incontro nei pressi della casa dello studente raccomandandole di portare il curriculum.
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Numerosi sono gli episodi di corruzione elettorale posti in essere da DAVID rispetto a suoi interventi presso commissioni mediche, in virtù della spendita del nome del fratello Egidio, ispettore l’INPS.
Rinviando per una compiuta disamina degli episodi che non costituiscono, come detto, oggetto di richiesta di misura ma che servono a delineare il modus operandi consolidato funzionale ad un uso distorto delle normali dinamiche nei rapporti tra cittadini, politici e pubblica amministrazione appare necessario soffermarsi su alcuni episodi che appaiono assolutamente significativi.
In occasione delle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra tenutesi nell’aprile del 2013 DAVID riceveva un sms da un suo elettore, FRENI Gaetano, il quale visto l’esito delle primarie, garantiva il proprio voto e quello di qualche amico” (“Ciao sono Gaetano freni genero di Mario crupi visto l’esito delle primarie come ti ho detto il mio voto e di qualche amico sara per te ciao a presto”.
L’impegno non era certo disinteressato dato che dopo qualche giorno FRENI telefonava a DAVID chiedendogli “un interessamento” anche per il riconoscimento dell’invalidità civile in favore della cognata per la quale era stata fissata la visita presso la Commissione Medica sita presso la Cittadella Sanitaria per il 6.5.2013 .
DAVID si metteva subito a disposizione; chiedeva a FRENI di inviargli tutta la documentazione ospedaliera “perché ne posso parlare con lui”, salvo naturalmente, a ridosso delle elezioni amministrative di giugno, ricordare a FRENI l’impegno assunto .
All’esito delle consultazioni era lo stesso FRENI a contattare DAVID comunicandogli il numero di voti che gli aveva procurato .
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Analoghe modalità si colgono nei dialoghi intercorsi il 6 e 7 maggio 2013 tra DAVID e ZUCCARELLO Franco il quale gli chiedeva una raccomandazione per una visita medico-legale presso l’INAIL cui doveva sottoporsi tale Renzuccio (“Zuccarello: … siccome è venuto l’amico mio dice che doveva passare una visita all’infortuni, gli è arrivata una carta, di controllo; David: e non lo so, domani io ora devo vedere se c’è mio frateello…”). Quando Zuccarello si metteva a disposizione per la raccolta di volti, per ripagarlo del suo “interessamento” (“senti qua Paoleddu ma in queste elezioni non sei da nessuna parte immischiato?”) DAVID si mostrava sorpreso che ZUCCARELLO non fosse a conoscenza della sua candidatura: “minchia lo sa tutta Messina dove sono immischiato…sarebbe minchia…sarebbe da morire se io dovessi dire … non sono da nessuna parte …”.
Il 7 maggio ZUCCARELLO si trovava con l’amico presso l’INAIL “per passare la visita medica” e telefonava a DAVID chiedendogli se passava per “prendere un caffè”; DAVID rispondeva che li avrebbe raggiunti “ora passo” . Dopo l’incontro il candidato chiedeva all’amico di informarlo circa l’esito della visita per sapere come si era comportato colui al quale era stata effettuata la “segnalazio-ne” (“Franco dammi notizie di come si comporta quello là che gli ha raccoman-dato…quando finisce la visita…perché poi prende e glielo dico a mio fratello, hai capito?” )
Conclusa la visita i due si risentivano. ZUCCARELLO lo rassicurava che era “tutto a posto” e subito dopo gli garantiva un valido sostegno elettorale (“della mia famiglia già 4 già sono sicuri…poi mia suocera…cose…amici…parenti…una ventina di voti…ti ddubbu”) .
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A gennaio 2013 tale PERRELLO Giuseppe chiedeva a DAVID di intercedere presso suo fratello, funzionario dell’INPS per agevolare l’esito di una visita medica presso l’INAIL per conto di un suo amico a nome SCRIMA Nicola. Si coglie nel dialogo che PERRELLO, nel dire che il suo amico ha una scuola calcio, lascia chiaramente riferimento alla possibilità di raccogliere voti; si coglie, altresì, la prontezza di DAVID il quale subito si offre di accompagnarli ( “Perrello: ti disturbavo per un mio amico; D: tu non mi disturbi mai dimmi; Perrello: sarebbe competenza di tuo fratello Egidio, più per una questione INAIL però non lo voglio disturbare direttamente; David: non ci possimao incrociare lunedì mattina? quando vuoi tu … Perrello: ti volevo preannunciare siccome questo mio amico è ferroviere nonché ha una scuola calcio di bambini; David: andiamo assieme Peppe… non c’è problema…mi chiami alle otto e mezza e scendiamo all’INAIL… glielo diciamo prima e lo accompagna lui, hai capito?”.
Il 4 febbraio, DAVID informava PERRELLO che il fratello li aspettava a mezzogiorno ed il successivo 7 febbraio il consigliere diceva all’amico di riferire a SCRIMA di rivolgersi direttamente dall’ispettore Egidio David.
A causa di un disguido, il giorno previsto per la visita, PERRELLO telefonava a DAVID dicendo che il fratello non c’era ed a questo punto il consigliere raccomandava all’amico di riferire a SCRIMA di attenderlo che lo avrebbe accompagnato personalmente (“fai una cosa, dagli il mio numero e gli dici di aspettare … vediamo chi è il medico e vado io a nome di mio fratello …”).
SCRIMA in effetti contattava subito dopo DAVID ed i due si mettevano d’accordo.
Il 7.5.2013, a ridosso delle consultazioni amministrative, DAVID chiedeva a PERRELLO di ricambiare la disponibilità in termini di consenso (“DAVID: ti ringrazio perché mi arriva qualche messaggio tuo della tua lealtà e della tua amicizia …Mi ha fatto sapere che qualche amico ti ha avvicinato e dici… sai sono io impegnato con Paolo David”) e l’uomo si metteva subito a disposizione con parole che denotavano la gratitudine per quanto aveva fatto (“sei sempre stato squisito e quindi sarà un piacere e un dovere” .
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La ricerca di consensi non si è limitata ad interventi per intercessioni del tipo descritto poiché come merce di scambio per ottenere voti sono state elargite anche modeste somme di denaro.
Il 20.4.2013 PERNICONE Angelo contattava tale SANTAMARIA Giovanni il quale lo informava che poco prima DAVID gli aveva elargito 50 euro “SANTAMARIA:…ho parlato due minuti che è di premura e mi ha detto: dimmi il problema che hai…gli ho detto io il problema che … io devo parlare, non mi ha fatto neanche parlare, dice tu ti devi stare con Angelo e te la devi vedere con Angelo, fai quello che ti dice Angelo…così mi ha detto…e che problema hai? Ha preso 50 euro e me li ha dati, e basta senza che mi ha fatto aprire bocca…mi ha detto qualsiasi cosa veditela con Angelo, mi ha dato 50 euro, compare, vado e gli compro due cose… va bene?”).
Che il soggetto che aveva elargito 50 euro fosse DAVID lo si coglie dai dialoghi intercorsi tra costui ed Angelo PERNICONE.
DAVID che si trovava in compagnia di GIUNTI Baldassarre veniva avvisato da PERNICONE Angelo che di lì a breve sarebbe stato raggiunto dal soggetto di cui gli aveva parlato qualche giorno prima in quanto si stava recando all’Annunziata.
Che SANTAMARIA Giovanni fosse uno dei soggetti individuati come coloro dai quali ottenere il voto a fronte di modeste regalie quali 50 euro o buste contenenti generi alimentari lo si evince dal dialogo intercorso il 26.4.2013 tra costui e PERNICONE Angelo il quale, tra l’altro, nell’occasione lo riprendeva aspramente per il modo esplicito adoperato nel parlare al telefono:
Angelo: pronto?
Giovanni: ed io ancora aspettavo la tua telefonata
Angelo: e, la mia telefonata oggi, a dire la verità non l’ ho potuta fare
Giovanni: non l’hai potuta fare ….
Angelo: mi dica
Giovanni: si mi dica il cazzo mi dica… dove dovevamo andare per farmi portare qualcosa di spesa a casa?
Angelo:guarda io in questo minuto sto parlando ora non mi,ti ho detto 50 volte che la spesa, non spesa non devi parlare di spesa per telefono, vediamo quante volte te lo devo dire
Giovanni: va bene
Angelo:tu mi devi dire che ci prendiamo un caffè e poi parliamo … è già arrivata, la devo caricare
Ci vuole il tempo di caricarla, ciao
Giovanni: mi chiami tu?
Angelo: si, ti chiamo io …stai tranquillo che te la faccio arrivare, ciao
E non vi è dubbio che si tratti del “prezzo” del voto e non di una liberalità a favore di soggetti in condizione di indigenza avuto riguardo al tono adoperato da chi attende “la spesa” (“si, mi dica un cazzo mi dica…dove dovevamo andare per farmi portare qualcosa di spesa a casa”).
A ciò si aggiunga che se si fosse trattato solo di un gesto di generosità PERNICONE non si sarebbe premurato di esortare l’amico ad utilizzare un linguaggio meno esplicito (“tu mi devi dire ci prendiamo un caffè”).
La mattina dopo, durante una telefonata intercorsa tra PERNICONE Angelo e la moglie CENTO Maria, si apprendeva che la donna stava preparando delle buste di “spesa” da distribuire a diverse persone tra le quali indicava anche SANTAMARIA. Si richiama l’attenzione sin d’ora sull’ultimo inciso del dialogo allorquando la CENTO dichiara che si sta provvedendo alacremente alla distribuzione delle buste di generi alimenti perché “più poco ne restano meglio è”.
Omissis Si salutano e lui le dice che è a Provinciale.
A. PERNICONE: …ero con tuo figlio da Veronica…
M. CENTO: se li sono presi quelle cose di Veronica?
A. PERNICONE: si…e già altre due gliele ho date pure io…
M. CENTO: a…meno male…meno male…
A. PERNICONE: ora faccio altre due buste…
M. CENTO: gli telefono a Meluccia e le dico se verso l’una e mezza mi manda a Enzo…oppure alla bambina
A. PERNICONE: ma pure ora può passare se vuole…e se li prende.
M. CENTO: a pure…tu non scendi più fino all’una che prendi a me…giusto?
A. PERNICONE: no…alla mezza, che ora è ora?
M. CENTO: non so che ora è…le 11:50 mi pare…
A. PERNICONE: e va bene…io sono al gabinetto…
M. CENTO: potevi andare da Veronica
A. PERNICONE: si con quello schifo che c’è la dentro…
M. CENTO: perciò ti è rimasto…Meluccia …Tindara …gliela portano loro questa sera dice…Omissis Parlano della figlia che deve andare in bagno.
M. CENTO: allora non gliene sono rimaste in macchina a lei?
A. PERNICONE: si…due
M. CENTO: quelle..
A. PERNICONE: Tindara e Mario
M. CENTO: e diglielo di prenderle in giornata
A. PERNICONE: e già sta andando Pina e poi va Mario, oggi pomeriggio alle 5…e ora vediamo se ne posso fare qualche altra e gliela do…cancello queste due che le ho dato…è venuto pure Santamaria…
M. CENTO: e non erano cancellate quelle che le hai dato?
A. PERNICONE: si, però ne ho fatte altre due e gliele ho date pure.
M. CENTO: ah
A. PERNICONE: ma chi c’era…Manna…Manna Filippo…
M. CENTO: e…si
A. PERNICONE: e quella la…la marocchina…
M. CENTO: Carenna…Caremma…
A. PERNICONE: Caremma…così gliela ha portata Santino De Francesco…hai capito?
M. CENTO: e…meno male…più poco ne restano e meglio è Angelo…non mi piacciono le cose la, ma no per tuo figlio…gli dobbiamo fare quella a Peppe…gliel’hai detto?
A. PERNICONE: no l’ho dimenticato…”
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Dai dialoghi captati nei due mesi precedenti le elezioni amministrative emergeva in maniera inequivoca il contributo offerto al sodalizio da parte di PERNICONE Angelo, del figlio Giuseppe con la fattiva collaborazione di GIUNTI Baldassarre e PERTICARI Adelfio (ritenuto affiliato al clan VENTURA).
Quest’ultimo, infatti, assunto con le modalità di cui si è detto in precedenza presso il CONSORZIO SOCIALE SICILIANO del quale è amministratore PERNICONE Giuseppe, presente in occasione dello scarico della spesa da distribuire come contropartita di consenso elettorale, chiedeva, come è già stato evidenziato, a PERNICONE di procurargli un appuntamento con DAVID, “quello che portava lui” (“vedi se vuole na para i voti…ci serve a noi una cortesia”). PERNICONE organizzava l’incontro presso la segreteria politica di DAVID. Il giorno successivo, PERTICARI telefonava a PERNICONE chiedendogli dove doveva prendere i manifesti di DAVID “per attaccarli”, lasciando intendere che aveva ottenuto disponibilità in relazione alla “cortesia” che lui ed altri gli avevano chiesto.
Il 25 maggio si registrava un accadimento a dir poco singolare.
Ai fini della distribuzione delle merci veniva utilizzata un’ambulanza. Infatti, a pochi giorni dalle amministrative, si registravano contatti tra PERNICONE Angelo e tale BORGIA Salvatore che si davano appuntamento presso un patronato sito in via Marche ove, dal servizio di osservazione predisposto, si notava giungere alle ore 9,25 un’ambulanza denominata CITTA’ DI MESSINA tg. EA396SY intestata a Città di Messina Onlus con sede in via Industriale is. G29/B che si fermava davanti all’ingresso del patronato.
Gli occupanti dell’ambulanza scendevano dal mezzo e con l’aiuto di PERNICONE Angelo caricavano buste contenenti generi alimentari a bordo della stessa, dopo di
che l’ambulanza ripartiva e giunga in via G. Pilli la merce, sempre con l’aiuto di PERNICONE veniva introdotta nell’edificio corrispondente a quello in cui risiede la famiglia di PERNICONE
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Tra i soggetti che attivamente hanno partecipato alla campagna elettorale di DAVID, nel suo interesse ed in quello dei politici di riferimento RINALDI e GENOVESE, vi è GIUNTI Baldassarre.
Per delineare la personalità del GIUNTI va ricordato che costui annovera numerosi
precedenti penali (rapina, ricettazione ed altro). Il 29.3.2008 è stato tratto in arresto nel proc. n. 9079/04 R.G.N.R. c.d. op. Nikita per estorsione ed usura insieme a FERRANTE Santi, TORTORELLA Fabio e TORTORELLA Giovanni. Il 21.12.2009 veniva arrestato per rapina ai danni del supermercato ALIS di Scala Torregrotta.
Il suo coinvolgimento nell’attività associativa finalizzata alla corruzione elettorale si evince dal compendio in atti da cui emerge che costui svolge una continua attività di proselitismo (si rinvia agli all. 556 e ss.) prendendosi “le cose per farle firmare per le primarie” e chiedendo ben presto “gli altri fogli…perché ho gli altri nominativi così li riempiamo subito”.
Va detto che, per quanto DAVID si avvalga della collaborazione di GIUNTI, cerca di tenerlo più possibile distante da “Francantonio”.
L’assunto si evince chiaramente dalla conversazione registrata il 31.10.2012 tra DAVID e PERNICONE Angelo. Dopo una premessa condivisa tra i due secondo cui “se la città non si mette in moto siamo fottuti tutti”, PERNICONE chiedeva a DAVID, alla luce delle risultanze elettorali regionali di organizzare un incontro, anche con Francantonio per dirgli “due paroline” (…tu… ora che è finito tutto, la prossima settimana prepara quella cosa a Rometta con lui e gliele dico io due paroline… come eravamo rimasti noialtri… Francantonio tu devi venire pure tu con noi…dico non più di dieci, io sabato mattina sono da lui perché voglio parlare anche con, con Franco io va”).
DAVID chiedeva a PERNICONE se bisognava invitare anche Ubaldo e PERNICONE rispondeva “ora vediamo, ora vediamo mi sembra che ti sta sopra il cazzo”. DAVID pur rispondendo negativamente (“nooo assolutamente no, no…per- ché è un amico, no ti sbagli molto”, spiegava il proprio punto di vista: (“il problema è che Ubaldo deve capire un pochettino di stare calmo, perché non è che sono perso-ne, lo sai prendi e li porti capisci a me, a me dispiace perché questa gente ci dobbiamo comportare uno si deve comportare bene altrimenti non “quaglia” più la cosa.Ora se noi siamo, a me che lui lo ha conosciuto ora per la campagna elettorale gli spunta là, a me non piace ecco”.
Si comprendeva durante il dialogo che era stato proprio PERNICONE Angelo a “presentare” GIUNTI a DAVID il quale spiegava che la “confidenza” che GIUNTI si prendeva non era affatto gradita atteso che i due politici erano persone che non “accettavano certe cose” ma soprattutto occorreva che DAVID e PERNICONE (che facevano risalire la loro vicinanza all’on. GENOVESE in circa quattro/cinque anni) continuassero ad essere amici perfetti ed anche corretti nei confronti…”.
Non erano gradite le licenze che GIUNTI e tale SALVATORE si prendevano (“ora che se ne spuntano tutti e due … che dice , sai io voglio portare a tizio a parlare con Francantonio. Francantonio è un leader non è uno sciacquapalle…di via Palermo o di….Anche perché Francantonio nemmeno lo conosce ….”.
PERNICONE che dimostrava di aver ben compreso il discorso, condivideva la necessità di rapportarsi con il politico in un certo modo ed affermava: “tu vedi quando io parlo con Franco… come parlo? Io me sono andato subito non l’ho voluto disturbare…non sono quello, il tipo che parla sempre, che fa, che dice…. Non sono il tipo di quello che lecco…tu lo sai, io quello che co…io parlo e parlo bello chiaro, due parole e me ne vado…quando lui sarà più clamo, più libero, io mi far’ vedere,m tanto io sono sempre” e DAVID “hai ragione Angelo, però tu sei da cinque anni là, lavori con noi…”
GIUNTI, invece, stando alle parole del consigliere non si sapeva comportare (“siamo stati amici, non abbiamo né obblighi né doveri, punto Abbiamo rapporto di collabo-razione, dice sai a me piace fare politica, va bene… ma nel giusto e con l’educazione giusta… io glielo dico una volta,. Due volte, dopodiché mi rompo i coglioni, ecco”). DAVID chiedeva a PERNICONE di parlare con GIUNTI per tentare di arginarlo: “tu gli devi dire guarda. Dico Francantonio non ha nbessun rapporto con lui compare! Stop. Dico Francantonio poveraccio non c’entra niente, io ho presentato questa situazione, una persona ci vuole aiutare, ci può dare dieci voti. Punto, stop”.
Il dato che emerge è che DAVID che si avvale della collaborazione, ai fini della compravendita di voti anche di soggetti legati alla criminalità e comunque pregiudicati, tenta di evitare che costoro si avvicinino alla segreteria politica degli onorevoli GENOVESE e RINALDI.
Ora, non è dato sapere se PERNICONE Angelo abbia parlato con GIUNTI chiedendogli di stare al “proprio posto” certo è che GIUNTI ha continuato a partecipare all’organizzazione di cene elettorali e comizi, ad accompagnare DAVID nei suoi spostamenti, provvedere all’attività di tesseramento, ma soprattutto ha continuato a raccogliere consensi con il metodo consueto.
Costui, infatti, grazie alle informazioni ricevute da alcuni patronati, circa lo stato di indigenza dei alcune famiglie , ha distribuito generi alimentari in cambio della promessa di voti con un’attività che si è andata via via intensificando nella settimana precedente le elezioni.
Il 29.1.2013 si registrava una significativa conversazione tra DAVID e GIUNTI; vi era stato un inconveniente in merito alla distribuzione della consegna di derrate alimentari ad un nominativo indicato nella lista predisposta da PERNICONE ma che era stato segnalato da GIUNTI, tramite evidentemente un patronato (David in proposito affermava “il patronato è mio”). Si coglieva in maniera tristemente evidente come la compravendita di voti avvenisse anche a fronte di “un pacco di pasta” o “tre pacchi di riso” (“GIUNTI: valeva la pena che ci intromettevano, tre pacchi di riso” … DAVID: io Ubaldo non me ne intendo,
io non so chi va a prendere la spesa, io so soltanto che gli avevo dato autorizzazione e pago per 15/20 persone, punto stop. Ubaldo io no lo so come cammina questo foglio, dico glielo abbiamo consegnato); (“DAVID: compare io vado e gli compro il mangiare e me ne fotto, non posso litigare con PERNICONE perché ha il coso, o con Peppe nappa, non so queste cose…Ubaldo te l’ho detto ieri, se gli devo comprare il mangiare perché questi hanno problemi vermanente io glielo compro, io me ne fotto…Ubaldo non è che siamo Zorro o D’artagnan…Ubaldo…una persona come te che mi sta vicino…deve fare meno polmiche, Paolo non glien’è arrivato, strappiamo e andiamo a comprare il mangiare, prendo 30, 50 euro… ma Ubaldo non mi puoi mettere a me a parlare con questa gente hai capito o no?…io volo alto in queste cose, Ubaldo non mi interessano capisci…La politica è risolvere i problemi, allora manca questo coso, Paolo, da prendere…ciao tu e ciao io e basta invece di farmi chiamare dalla signora borgia, dal signor Salvatore, dal signor Peppinello, a me che cazzo, io vado gli compro da mangiare e me ne fotto… ma tu ti rendi conto che io è tre quarti d’ora che sono al telefono per un pacco di pasta?…”).
Il 16.2.2013 BORGIA Salvatore, che gestisce un patronato nella zona di Provinciale, telefonava a GIUNTI per dirgli che “la persona” poteva andare a ritirare la spesa. La persona in questione era MANUGUERRA Orazio al quale GIUNTI diceva di andare a nome suo a prelevare la spesa presso il patronato .
Lo spasmodico mercimonio a fini elettorali è svolto in maniera capillare e trasversale.
La compagine associativa non si limita ad elargire favori e prebende a “gente comune”, a soggetti vicini alla criminalità organizzata ma anche ad appartenenti alle forze dell’ordine.
Il 10.5.2013 DAVID contattava PAPALE Lorenzo, comandante della Stazione Carabinieri Giostra con il quale concordava un appuntamento.
Poco dopo, DAVID telefonava all’ufficiale medico dell’esercito, Alfonso Zizza (che appellava “fratello” e con il quale faceva riferimento ad una riunione con i “venerabili”) e gli riferiva del suo interessamento volto a fare ottenere un posto di lavoro alla consuocera del maresciallo Papale (“sto andando perché c’è là…c’è la consuocera di Papale e vediamo se la posso fare lavorare là, nella cosa di Trimarchi… Papale il maresciallo dei carabinieri…”)
Non deve sfuggire che “il contenitore” per le assunzioni è ancora una volta rappresentato dalle strutture dirette dal fidato e sempre disponibile PICARELLA.
Zizza, evidentemente a conoscenza del meccanismo di compravendita dei voti usato dall’amico, gli suggeriva di attendere i risultati elettorali per verificare l’effettività dell’impegno prima di favorire Papale (“Alfonso: a te ti conveniva aspettare dopo le votazioni Paolo…minchia ti bagni prima!). Ma DAVID rispondeva: “compare…io i debiti li pago l’hai capito tu! io li pago compare tu brutta figura non ne devi fare”.
Zizza ribadiva che avrebbe atteso i risultati (“no va bene, ma io avreu avrei aspettato le votazioni, lo facevo…lo tenevo…perché poi le cose quando sono…tutto facile, poi sembra che cadono “da naca”).
A questo punto DAVID, rassicurando l’amico spiegava il metodo.
Il “gioco” consiste nel fare assumere una persona per tre mesi in modo che il beneficiato si darà ancora più da fare nell’attività di procacciamento di voti al fine di garantirsi il rinnovo del contratto di lavoro (“Paolo: no Alfonso … non è così il gioco…ora si deve mettere a pecorina e si deve mettere a correre di più, compare c’è la possibilità gli scade il contratto ora per tre mesi, gli faccio fare tre mesi sei mesi capisci?…mi segui Alfonso).
Chiusa la conversazione con Zizza, DAVID contattava PICARELLA Cristina alla quale caldeggiava l’assunzione della consuocera di Papale precisando che gli stava particolarmente a cuore e che peraltro il militare era anche amico dell’ufficiale medico ma soprattutto esplicitava il concetto dello “scambio” precisando che il Papare lo “stava aiutando molto” (“Paolo: allora Cristina…gioia, io sono…allora intanto per dirtelo perché poi forse tuo papà non ti ha dato l’osa …io gli avevo detto che era una persona a cuore, quella che ti dicevo che mi hai chiamato tu …che gli scade…è la tanto per farti capire quanto mi sta a cuore, è la parente del maresciallo Papale comandante dei Carabinieri di Giostra…mi segui…dunque per farti capire quanto mi sta a cuore perché è una persona….non solo che mi sta aiutando, ma è un amico di giusto …capisci è un amico, mio di Alfonso ZIZZA del giro nostro và…hai capito ecco … dunque ecco perché ti dico occhio nel senso di trattarla bene di vedere tu come sistemarla, ora io ti do il nominativo”.
A questo punto DAVID chiedeva a Cristina PICARELLA- la quale si informava che che la donna vesse il titolo di OSA ottenendo risposta affermativa -(Cristina: ma dico questa signora è Osa; Paolo: si, si è Osa certo che è Osa; Cristina: okay , va bene), di occuparsi dei contatti con la donna personalmente in quanto lui era particolarmente indaffarato (Paolo:ora io ti do il nominativo e il numero di telefono …eh…li chiami tu …ti faccio chiamare…che devo fare? Cristina: come vuoi tu, per me è indifferente la cosa Paolo: mi fai la cortesia tu, te la vedi tu così…fammi questo regalo, perché io sono sottacqua per ora capisci! Cristina: va bene…aspetta che prendo carta e penna…allora dimmi…nome, cognome e numero di telefono Paolo; Paolo: allora… ascolta…LIUZZO Angela”).
*****
A ben vedere quanto DAVID aveva detto a Zizza circa il ritorno del metodo utilizzato volto ad ottenere la gratitudine dei “favoriti” ed un maggiore impegno elet-torale trovava immediato riscontro nei fatti.
Infatti il 10.5.2013 durante una conversazione intercorsa tra DAVID, PAPALE ed un’altra candidata nelle liste del PD, tale Gabriella Gatto nonché con il marito di costei, Cosimo Raffone, PAPALE si metteva a disposizione della donna per “intercessione” di DAVID:
“DAVID: mi compare io sono io sto già lavorando per tua moglie e per te e guarda…
RAFFONE: eh..
DAVID: parlavo di te ed indovina con chi sono davanti… con il comandante Papale
RAFFONE: con chi
DAVID: con il maresciallo Papale
RAFFONE: il maresciallo Papale come no! eh certo
DAVID: io gli ho detto vedi che a me interessa che inserisci Gabriella con me… “mi Paolo ma è il mio ginecologo” aspetta che te lo passo… aspetta aspetta
PAPALE: dottore Raffone
RAFFONE: eh buonasera maresciallo come va!?
PAPALE: bene lei?
RAFFONE: abbastanza bene grazie!
PAPALE: siccome avevo parlato con Paolo e mi aveva detto che c’è questo binomio
RAFFONE: eh
PAPALE: io sono a disposizione non ce ne stanno problemi quelli che garantiamo a lui li garantiamo anche a sua moglie senza problemi
RAFFONE: eh grazie grazie maresciallo…
PAPALE: va bene? a disposizione
RAFFONE: grazie grazie va bene grazie
PAPALE: e di che ci mancherebbe altro gli passo a Paolo arrivederci”.
*****
La LIUZZO, suocera del figlio di Papale, che evidentemente non aveva bisogno di quel lavoro che le era stato offerto da DAVID, lo aveva rifiutato e PAPALE chiedeva a DAVID di fare assumere la nipote, anche lei in possesso della qualifica di operatore sanitario.
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Il maresciallo Papale non è l’unico esponente delle Forze dell’ordine che beneficia dei favori del David ricambiandoli con incondizionata disponibilità a raccogliere consensi per lui.
Infatti tra i sostenitori del politico vi sono anche GENOVESE Stefano e LA MALFA Michelangelo, appartenenti alla Polizia di Stato in servizio in questa città.
I numerosi contatti registrati tra questi ultimi due ed il DAVID delineano uno stabile rapporto improntato ad un patologico mercimonio del voto.
Ed ecco che uno dei più nobili diritti costituzionali viene svilito per dare corso ad un desolante scambio di utilità.
Per un verso i primi tendono ad assicurarsi l’assunzione di familiari, affini ed amici oltre che vantaggi della più svariata natura; il candidato, per parte sua, si assicura un rilevantissimo pacchetto di voti (Genovese: se ti occorrono numeri io te li faccio fare i numeri, non è un problema).
Centinaia di consensi in occasione delle “primarie” oltre che delle altre competizioni elettorali sono stati così scientemente orientati per finalità che nulla avevano a che vedere con l’esercizio del diritto al voto.
Ed è emblematica la conversazione tra DAVID e GENOVESE del 22.11.2012 allorquando il poliziotto riferiva di avere raccolto, al bar (Sayonara, non si comprende come a lui riconducibile) 180/ 200 moduli per le primarie e di averele consegnate ad un ex consigliere di quartiere, Fraschilla Giuseppe. DAVID lo riprendeva dicendo che Fraschilla, avrebbe “fatto proprio” il risultato (“no compare, quando li fa lui glieli porta e gli cerca…bla bla bla… non glieli fare fare a Fraschilla perché quello se li vende lui hai capito?”).
Secondo quanto emerge dal dialogo captato tra DAVID e D’Angelo Nicoletta il 7.12.2012 il figlio di GENOVESE Stefano sarebbe stato assunto, non è dato sapere però dove, grazie all’intercessione di DAVID (Genovese è individuato come il poliziotto che lavora all’Annunziata “quello che abbiamo iscritto a suo figlio e poi l’hanno fatto lavorare” ).
Anche LA MALFA si è proposto per organizzare riunioni politiche insieme a GENOVESE Stefano alle quali avrebbero partecipato numerose persone; DAVID raccomandava che si trattasse di “persone giuste”, in vista delle elezioni politiche che vedevano candidato l’on. Genovese (“perché io sto praticamente sto preparando una cosa buona, hai capito, perché anche parliamo di presenza … possono essere cento… cento giusti”). LA MALFA non mancava nella stessa conversazione di chiedere ai due politici con i quali DAVID riferiva di dover parlare “nell’occasione, domani, dopodomani digli di quel fatto di qui fogli là se sono andati a buon fine o meno … hai capito”.
Significativa è anche la cautela con la quale i soggetti parlano al telefono raccomandandosi di non esplicitare troppi particolari nei loro dialoghi (“poi ne parliamo di presenza”).
E la conferma che non si trattasse di un disinteressato impegno elettorale da parte di LA MALFA la si aveva il giorno dopo, 15.1.2013 quando GENOVESE Stefano chiedeva a DAVID com’era finita “con Michele per il fatto della figlia”; il consigliere rispondeva di non avere chiamato RINALDI in quanto era rimasto con LA MALFA che si sarebbero incontrati e lo avrebbero chiamato insieme. A questo punto GENOVESE passava il telefono a LA MALFA il quale gli riferiva di avere incontrato un tale POLLARA e teneva a precisare a DAVID quanto segue per dirti che io non vendo fumo, hai capito?”.
Dopo due giorni DAVID e GENOVESE Stefano si risentivano ed a GENOVESE che chiedeva “vi state muovendo?” , DAVID rispondeva “si, si … volevo dirti che poi non abbiamo potuto parlare, Michele deve stare tranquillo compare, calmo, tranquillo… compare lui ha voglia di fare vedere, di esplodere… ha voglia di ottenere non di fare”; il collega provava a giustificarlo (“di fare… ha voglia di fare non di ottenere…”) e rendeva esplicita la finalità di tanto “movimento” (“dobbiamo pensare al futuro, dobbiamo pensare”). DAVID, nel ribadire la propria disponibilità nei confronti del collega di GENOVESE (“ma poi la sistemo, la cosa sua poi la facciamo poi io ti dico perché…”).
Il concetto era reso ancora più esplicito il 24.3.2013 quando DAVID e LA MALFA concordavano di incontrarsi per lo scambio degli auguri di Pasqua, da estendere anche all’on. Francantonio Genovese e dopo i convenevoli di rito, DAVID esprimendo parole di apprezzamento nei confronti del poliziotto per il lavoro svolto durante la campagna elettorale e garantendosi l’impegno per le amministrative che lo vedevano candidato, toccava le corde giuste, parlando “dei figli” (“D: siccome hai fatto un buon lavoro perchè compare, ti sei spaccato il culo, perchè ormai.. L: assolutamente! c’è stato un attimo così di tregua eccetera, ma ora si inizia di nuovo assolutamente! che vuol dire! D: hai fatto un ottimo lavoro.. dunque! L: e poi l’amicizia è alla base di ogni cosa D: l’amicizia Michele gioia noi facciamo tutto… Michele parliamoci chiaro noi lavoriamo tutti per lo stesso fine che sarebbero i figli L: esatto, esatto! D: compare la verità è questa! L: esatto! D: sono i nostri figli! punto! L: esatto” (All.661).
Le finalità della spasmodica campagna elettorale si colgono a piene mani in ogni discussione sin qui riportate. Si tratta di un illegale sistema di accaparramento del consenso improntato ad uno scambio di utilità del più disparato genere, tutte finalizzate al perseguimento di finalità private.
Così, oltre quelle sin qui esposte:
– le conversazioni con TOCCI Santi  funzionali all’avvicinamento del figlio, militare dell’esercito;
– ancora la telefonata con SCANDURRA Rosario, genero di GENOVESE Stefano (progr. 24579 del 19.3.2013 all. 659) che chiede a DAVID funzionale ad una “raccomandazione” presso la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali in funzione dell’apertura “di un altro negozio”;
-la telefonata del 18.4.2013 tra PERNICONE Giuseppe ed ASPRI Orazio nel corso della quale il primo riferiva al secondo dell’interessamento di DAVID (“allora tutto a posto là…pure quello è positivo e convalidato… ti resta solamente la … la cassa edile…”) anche grazie all’intervento di GIUNTI (“mi ha chiamato Baldo…”) ed alla conseguente necessità che ASPRI mantenesse la parola data in merito agli impegni assunti sul piano elettorale (“io ho parlato con lui … che tu ti sei reso disponibile con la tua famiglia per il discorso delle votazioni…”)
All’esito delle amministrative DAVID risultava rieletto e GENOVESE Stefano gli telefonava per raccomandargli di ringraziare anche LA Malfa che tanto si era speso per lui. A tanto il consigliere provvedeva tempestivamente riferendo subito dopo a GENOVESE Stefano dicendo di aver detto a La MALFA “dimmi Michele… gli ho detto, sono a disposizione… chiamami, hai il mio numero… qualsiasi cosa… con Stefano… o vuoi chiamare tu … chiama” e GENOVESE di rimando “ti pare che si scordano i compagnoni…”.
Alla serata di ringraziamento organizzata da DAVID presso il Giardino Corallo non potevano mancare PERNICONE Angelo e Giuseppe, GENOVESE Stefano e LA MALFA Michelangelo.
Sussistono, alla luce delle emergenze sin qui compendiate, i gravi indizi tanto del reato associativo quanto di quelli contestati ai capi 29 e 34.
L’indagine ha disvelato l’esistenza di una struttura criminale dedita, con tratti di sistematicità adattati e funzionali alla celebrazione delle competizioni elettorali, ad un’attività di illecito condizionamento della libertà di voto.
E’ emerso, con tratti di chiarezza ben superiori a quelli richiesti per l’emissione di un provvedimento cautelare, un articolato programma delittuoso escogitato ed attuato in spregio della dignità degli elettori, considerati come soggetti da adescare ma essi stessi disponibili a svilire la libertà di voto a merce di scambio, attraverso un complesso meccanismo di prebende e promesse che, in una realtà sociale oltremodo degradata, quale quella locale, trova terreno fertile.
A capo di essa, indubitabilmente si colloca il DAVID.
Costui appare, all’evidenza, intento ad una spasmodica quanto patologica attività di procacciamento del consenso elettorale ed a tal fine non ha esistato a manifestare assoluta disponibilità a soddisfare le più svariate richieste di intervento, segnalazione, raccomandazione formulategli da cittadini/elettori nella misura in cui costoro si dimostrassero “sensibili” alle sue richieste. Ed anzi, a coloro i quali avevano gia dato prova di un significativo impegno, ha addirittura offerto, senza neppure “richieste” in tal senso, posti di lavoro, dando così attuazione al quello che con un termine oltremodo significativo, all’amico Zizza, ha descritto come “il gioco”.
Al sodalizio hanno senz’altro aderito i PERNICONE i quali, già ritenuti gravemente indiziati di far parte del clan di Santa Lucia sopra Contesse e comunque vicini ad altri clan operanti sul territorio cittadino, hanno costituito un efficace e concorrente canale di procacciamento – quello costituito da persone talmente “disperate” da accontentarsi di una busta della spesa o di 50 euro a fronte del proprio voto – in vista dell’attuazione del programma associativo.
E’ appena il caso di ribadire come i PERNICONE, alla stregua di GIUNTI, che si è efficacemente attribuito la qualità di “uomo sulla strada”, ben lungi dall’essere galoppini elettorali, appaiono mossi comunque, nel loro agire, anche da interessi di carattere personale.
Così in tal modo utilità proprie e gli opachi interessi del sodalizio si fondono in un coacervo talora indistinguibile.
Peculiare ed infungibile appare il ruolo assunto, in seno al sodalizio, da PICARELLA Giuseppe. Costui ha messo a disposizione del sodalizio le strutture parasanitarie e sanitarie a lui riconducibili, elevate a “contenitore” pronto a raccogliere coloro i quali si fossero dimostrati disponibili a vendere il loro voto. E ciò ha fatto, alla stregua dei soggetti sopra indicati perché, ben consapevole che il mantenimento di rapporti con esponenti politici di primo piano, fosse assolutamente indispensabile per garantirsi rapporti con funzionari regionali utili ai propri interessi economici.
Certamente in termini di adesione stabile al programma criminale così come sopra delineato si è posto GENOVESE Stefano il quale si è dimostrato disponibile ad apportare il proprio consistente ed ovviamente interessato contributo alla realizzazione dei fini delinquenziali del sodalizio.
A diverse conclusioni deve pervenirsi, allo stato, quanto a LA M. M. Le emergenze non permettono, allo stato, di attribuirgli una veste diversa da quella di postulante pronto a mercificare il proprio voto e quelli che sarebbe riusciti a procacciare solo perché desideroso di ottenere un posto di lavoro per la figlia.
Che tale funzione abbia assunto tratti di sistematicità non è dato affermare nei limiti delle valutazioni probabilistiche richieste in questa sede.
Le emergenze non consentono, inoltre, di ricostruire, allo stato, in termini sufficientemente chiari il ruolo che secondo la prospettazione d’accusa PERTICARI avrebbe assunto in seno al sodalizio. Non sufficientemente chiarite appaiono infatti, finalità dell’incontro procurato da PERNICONE con il consigliere e comunque gli eventuali impegni elettorali che da quest’ultimo sarebbero scaturiti.
Quanto a P. Cristina ritiene questo decidente che la stessa si sia limitata a svolgere compiti meramente esecutivi in relazione alle determinazioni assunte dal di lei genitore.
Se ciò configura un grave quadro indiziario a suo carico, il ruolo marginale dalla stessa rivestito, assume rilievo sotto il diverso profilo della sussistenza delle esigenze cautelari.