Messina, voto di scambio politico-mafioso. Arrestato consigliere comunale: "Comprava voti per Genovese e Rinaldi"

12 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

GIUSEPPE CAPURROPAOLO DAVID

GIUSEPPE CAPURRO E PAOLO DAVID

Sacchi della spesa, somme in denaro, assunzioni presso strutture sanitarie. A Messina le campagne elettorali per le regionali del 2012, per le amministrative e le politiche del 2013 sarebbero state condizionate da una compravendita di voti mediata dalle famiglie mafiose dei quartieri Camaro-San Paolo e Santa Lucia Sopra Contesse. Tra i 35 arrestati c’è anche un consigliere comunale, Paolo David, ex capogruppo Pd, fedelissimo di Francantonio Genovese ora transitato come il suo referente a Forza Italia. L’operazione che dalle prime luci dell’alba ha visto impegnati gli uomini della squadra mobile che stanno eseguendo gli ordini di custodia cautelare firmati dal gip Maria Teresa Arena su richiesta dei pm Liliana Todaro e Maria Pellegrino della Dda diretta da Guido Lo Forte. Ventisei gli arrestati, nove ai domiciliari e quattro complessi aziendali sequestrati. L’indagine della polizia ha decapitato tre famiglie mafiose che controllavano in modo capillare i due quartieri e che, dopo anni di ostilità, avevano siglato una vera e propria pax mafiosa. Traffico di droga, estorsioni, ma anche condizionamento degli appalti e delle forniture erano controllati dai clan che avevano affidato ad alcuni loro esponenti i rapporti con la politica e con ambienti delle libere professioni e dell’imprenditoria.

Le accuse al consigliere comunale. Un intero capitolo è dedicato ai rapporti con la politica. Il consigliere comunale in carica, già coinvolto nella Gettonopoli messinese, finito oggi in carcere è accusato di voto di scambio politico-mafioso. Le indagini hanno evidenziato l’esistenza di un’organizzazione che avrebbe raccolto un elevato numero di voti contando su persone gravitanti negli ambienti della criminalità organizzata che avrebbero attivamente procurato voti anche per esponenti della politica regionale e nazionale. Avrebbero “procurato voti al deputato regionale di Forza Italia Franco Rinaldi (ex Pd, ndr), al deputato nazionale di FI Francantonio Genovese (anche lui ex Pd e cognato di Rinaldi, ndr) e a se stesso per le elezioni regionali del 28-29 ottobre 2012, per le politiche del 24-25 febbraio 2013 e per le amministrative del 9-10 giugno 2013 a Messina”.

David (insieme ad alcuni degli arrestati: Angelo Pernicone, Giuseppe Pernicone, Baldassarre Giunti, Giuseppe Picarella, Stefano Genovese, Adelfio Perticari) “in cambio dei voti – spiegano gli investigatori – avrebbe offerto denaro, generi alimentari, assunzioni presso strutture sanitarie, agevolazioni per il disbrigo di pratiche burocratiche”. Un ex consigliere comunale, Giuseppe Capurro (Pdl), eletto il 27 novembre 2005, rimasto in carica fino al 7 aprile 2008 e candidato per il rinnovo del consiglio comunale del 2013 (non rieletto) è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver contribuito, senza farne parte, al rafforzamento del clan mafioso del rione messinese di Camaro, guidato da Carmelo Ventura. Capurro avrebbe accettato da Ventura la proposta di procurare voti in cambio di denaro.

Gli arrestati. In cella sono finiti Carmelo Ventura, 55 anni, di Camaro San Paolo, inteso “Carosello”; Andrea De Francesco, 45 anni di Bisconte; Lorenzo Guarnera, 55 anni di Camaro San Paolo; Salvatore Mangano, 37 anni di Cataratti, inteso “Panzazza”; Albino Misiti, 54 anni di Bisconte; Giovanni Moschitta, 57 anni; Adelfio Perticari, 46 anni, inteso “Adolfo”; Domenico Trentin, 37 anni; Giovanni Ventura, 35 anni di Camaro; Santi Ferrante, 61 anni già detenuto, inteso “Ricchiazzi”; Salvatore Pulio, 45 anni di villaggio SS. Annunziata; Fortunato Cirillo, 50 anni di villaggio Santo; Gaetano Nostro, 47 anni di villaggio San Filippo; Raimondo Messina, 43 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Giuseppe Cambria Scimone, 52 anni di Santa Lucia sopra Contesse, inteso “Peppone”; Giovanni Celona, 46 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Francesco Foti,53 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Francesco Giacoppo, 50 anni di San Filippo Inferiore; Angelo Pernicone, 61 anni, inteso “Berlusconi”; Giuseppe Pernicone, 35 anni di villaggio Santo; Luca Siracusano, 40 anni di Santa Lucia sopra Contesse, “U Biddicchiu”; Pietro Santapaola, 52 anni; Paolo David, 59 anni, consigliere comunale; Pietro Costa, 27 anni di Pistunina; Fortunato Magazzù, 27 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Francesco Tamburella, 33 anni di Santa Lucia sopra Contesse. Ai domiciliari: Vincenza Celona, 44 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Giuseppe Capurro, 61 anni, ex consigliere comunale; Giuseppe Picarella, 61 anni del villaggio Santo; Baldassarre Giunti, 57 anni del rione Villa Quiete; Stefano Genovese, 62 anni di villaggio SS. Annunziata; Carmelo Catalano, 24 anni di Santa Lucia sopra Contesse; Carmelo Bombaci, 34 anni; Massimiliano Milo, 37 anni del rione Aldisio; Rocco Milo, 40 anni del rione Aldisio. Sottoposte a sequestro preventivo le società “La Piazzetta s.n.c. di Ventura Giovanni & co.”; “Consorzio Sociale Siciliano”, con sede legale in Messina; “Ser. Ge. 93 Servizi Generali s.r.l.” con sede legale in Messina e “Cooperativa Sociale Angel” con sede legale in Messina. di ALESSANDRA ZINITI – la repubblica