RASSEGNAWEB – MESSINA, L'OPERAZIONE MATASSA: Giuseppe Capurro, l'amico degli amici di Camaro

13 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

ALESSANDRA SERIO – DA TEMPOSTRETTO.IT – “Un giorno Franco Sanfilippo si presentò a casa mia in compagnia di Capurro, il padre del titolare della palestra, il quale mi disse di essere amico di mio padre e che voleva chiudere la vicenda. Io mi sono messo a disposizione dicendo che da parte mia la questione era chiusa. In tale circostanza ricordo che vi fu un controllo di Polizia. Lo stesso Sanfilippo ed altri ragazzi di Camaro, come tale Iovino, “Panzazza”, mi hanno detto che il Capurro nella sua veste di politico, era sempre stato a loro disposizione ed all’occorrenza, aveva elargito anche somme di denaro. So che in cambio di voti il Capurro ha fatto dei favori a Ferrante, al Ventura, a “Franco tredici” ed altre persone”. E’ il 2011 ed a parlare è il pregiudicato Francesco Comandè appartenente al clan Ventura, pentitosi.

Parole pesanti come pietre, che il collaboratore riferisce agli investigatori. Dal canto loro gli investigatori non si accontentano delle dichiarazioni di un pentito, ma prima di mettere con le spalle al muro il consigliere comunale di lungo corso cercano i riscontri. E i PM Liliana Todaro e Maria Pellegrino, titolari dell’inchiesta, credono di averli trovati, adesso, per questo Capurro è andato ai domiciliari. E’ accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Per gli investigatori il rapporto tra i Ventura e Capurro è strettissimo, lo dimostrano le numerosissime conversazioni dirette tra i due, e quelle tra Capurro ed altre presone legate ai clan. Poi i favori elargiti. “Mi hanno detto che Capurro era amico degli amici di Camaro, per questo dovevo lasciare stare ai suoi”, spiega il pentito. Un altro del clan che parla di Capurro è Antonino Genovese, arrestato ieri, intercettato nel 2012: “PIPPO CAPURRO si sta candidando anche come sindaco”

UOMO: “minchia però persone questo assai ne aiuta questo, appena vai e gli chiedi un favore, minchia questo….”) .

GENOVESE:li fa, li fa lui UOMO: lo sai come l’ho conosciuto io,

FRANCO GENOVESE: ma soldi ne ha, mi sembra che ne ha pochi..

UOMO: minchia ne ha

GENOVESE:”mucca”…omissis

Indagando sugli affari di Carmelo Ventura e sul suo darsi da fare per mettere su attività commerciali, e per “schermarle” agli investigatori intestandole ai figli, in particolare il forno e il panificio di Camaro, per evitare il sequestro, il pregiudicato conversa spesso con il consigliere comunale, che si mette a disposizione per aiutarlo a risolvere diversi intoppi. Non è l’unico soggetto “noto” e sospetto intercettato a parlare con Capurro di faccende da sbrigare. In cambio, secondo gli investigatori, sono arrivati parecchi voti alle elezioni. l consigliere comunale. Del forno, per esempio, Capurro ne parla con un uomo, nel 2013, facendo la conta dei voti attesi, e con Giovanna Grifò, collega candidata alle amministrative ed anche lei eletta con parecchie preferenze. CAPURRO: là quel forno…abbiamo aggiustato

UOMO:ah…ha finito….dallo zio CARMELO

CAPURRO: ho aggiustato (squillo) …è successa una storia….(inc.)..solo io lo potevo risolvere (squillo)

UOMO 2: (inc.)….si rischia…significa…che (inc.).. i salti mortali ci vogliono

CAPURRO: solo io allora perché….

GRIFÒ: pronto …

Nella fase degli accordi elettorali – scrivono gli inquirenti nell’ordinanza – CAPURRO confidava alla CRIFO’ che avrebbero potuto contare sull’appoggio elettorale di VENTURA nel caso in esame evocato come quello della “pizzeria a Camaro superiore”. Il riferimento al panificio di VENTURA è ragionevole ove si consideri che effettivamente l’esercizio è posto nelle immediate adiacenze di un autolavaggio (“vedi che a Camaro superiore c’è la pizzeria la … la pizzeria la …che ci porta ed il lavaggista, capisci”)

Nel 2012 Carmelo Ventura incontra e chiacchiera spesso con il consigliere per risolvere i suoi problemi amministrativi, ed in una occasione il referente criminale di Camaro viene filmato ad entrare ed uscire dal Comune proprio con Capurro. I due poi parlando di come il consigliere, grazie ad un dirigente dell’ufficio urbanistica di Palazzo Zanca, abbia fatto ottenere un alloggio popolare ad una loro comune conoscenza. Grazie al dirigente, Capurro avrebbe evitato al soggetto anche la denuncia penale.

CAPURRO: sali te lo dico io…appena arrivi tu al Boccetta, saliamo subito di là….oh vuoi raccontata la storia? E allora a suo padre gli faccio dare la casa, giusto…lavoratore dipendente gli faccio dare la casa…(squilla il telefono) …mio figlio!…”NINO ti ho portato l’assicurazione…e la busta”…perché cammina senza assicurazione (…)”…dimmi…novità…più tardi, c’è qualche novità, sì….ti faccio sapere…vedi che ti ho portato l’assicurazione da mettere nello specchio…là…se no…c’è mancata esposizione…e c’è il verbale e una busta che era tua..e allora dagliela…e perché non lo sapevi? E allora perché io l’ho mandato a fare in culo..sì…sì…lui è…e va beh…ma è stato premiato…BUZZANCA è stato premiato, lo hai visto che è stato premiato…sì LILLO…LILLO…sì lo so…eh….LILLO…sì lo so lo so….ciao” (chiude la conversazione con il figlio)…e allora che fanno…questo qua gli sistemo io a suo padre…sarebbe PIPPO…il figlio…il nipote di…PIPPO NUNNARI…CARMELO CAMBRIA….eh…

VENTURA C.: PEPPE come si chiama…

CAPURRO: PEPPE, PEPPE… “MILLE E UNA NOTTE”…dopo di che…resta….contro di me in campagna elettorale…beh…ognuno è libero di ….

VENTURA C.: a chi ha portato?

CAPURRO: a CURTO’…a SALVATORE CURTO’…uno di “Cammari” che non è salito mai, che si fa vedere solo nelle campagne elettorali…eh…insomma questo ha preso…gli ha pagato tre rate della macchina….”lo sai PIPPO mi ha pagato tre rate della macchina”…”eh va beh non è che ti sto dicendo niente”…”hai capito devo portare a lui che devo fare”…perfetto.

Tra i contatti di Capurro nei concitati mesi elettorali c’è anche il “solito” Angelo Pernicone. Il giorno dopo il voto per l’elezione del presidente della Regione, nell’ottobre 2012,” PERNICONE Angelo e CAPURRO si congratulavano reciprocamente per il successo elettorale (PERNICONE: auguri! CAPURRO:auguri anche a te ce l’abbiamo fatta Angelino, tutto a posto”). Il connubio di reciproco interesse tra i due emergeva in maniera evidente da due sms che PERNICONE Angelo inviava su entrambe le utenze in uso a CAPURRO ì con i quali gli rinfacciava di essersi speso, ed evidentemente esigendo maggiore disponibilità dal consigliere, minacciava di non fare altrettanto in occasione delle imminenti elezioni comunali alle quali era interessato direttamente CAPURRO. “VEDI CHE NN VOGLIO RINCORERTI NN MI FARE PENTIRE E RICORDATI CHE A MAGGIO CI SEI TU. BUONA NOTTE. A POCHE PAROLE POCO INTENDITORE..”