L'ATTENTATO DEL PARCO DEI NEBRODI: Il procuratore Lo Forte, "Presto sviluppi sull'agguato ad Antoci". Che oggi rilancia: "Da oggi parte la fase 2: è la mafia che deve avere paura di noi"

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“Sicuramente presto ci saranno sviluppi”. Il giorno dopo il drammatico agguato al presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, rimasto miracolosamente illeso nella blindata colpita da una pioggia di pallettoni sparati da tre sicari poi messi in fuga dalla polizia, alla Dda di Messina si fa il primo punto sulle indagini. Il procuratore Guido Lo Forte si dice sicuro che il pool di investigatori coordinato da tre dei suoi sostituti (Vito Di Giorgio, Angelo Cavallo e Fabrizio Monaco) riuscirà presto ad individuare mandanti ed esecutori dell’agguato. “Quello che emerge – è l’analisi di Lo Forte – è che la mafia sta rialzando la testa. La ‘terza mafia’ della provincia di Messina quella dei Nebrodi, una delle organizzazione criminale tra le più antiche e pericolose. Dopo che i clan di Barcellona Pozzo di Gotto e di Messina sono stati colpiti in maniera forte anche dalle operazioni antimafia, i ‘Batanesi’ e i ‘Tortoriciani’ stanno cercando di recuperare terreno e spazi”.

Le indagini della squadra mobile di Messina partono dalle tracce lasciate dal commando: quelle ematiche di una macchia trovata ad una decina di metri al di là delle pietre poste in mezzo alla carreggiata per fermare l’auto a bordo della quale viaggiava Antoci, e le possibili impronte digitali sulle tre bottiglie molotov ritrovate a terra e che, probabilmente, se ne avessero avuto il tempo, i sicari avrebbero lanciato sulla Thema blindata per costringere il presidente del parco dei Nebrodi ad uscire dalla vettura.

Per tutta la giornata di ieri e fino a tarda sera, sono andati avanti gli interrogatori, oltre che dello stesso Antoci, anche di tutti i testimoni della sparatoria, i due agenti di tutela del presidente del Parco, e il dirigente del commissariato di Sant’Agata di Militello Daniele Manganaro e l’agente che viaggiava con lui e che sono intervenuti sparando e mettendo in fuga il commando di killer che aspettava, appostato sui bordi della strada, l’arrivo dell’auto di Antoci che stava tornando a casa a Santo Stefano di Camastra dopo essersi trattenuto a cena a Cesarò dopo una manifestazione pubblica alla quale aveva partecipato insieme al sindaco per presentare il progetto di recupero di un immobile all’interno del Parco.

Un “attacco da guerriglia civile con scene da terrorismo mafioso”, dice un investigatore impegnato nelle indagini. La ricostruzione dell’agguato si basa sulle testimonianze della vittime: “Hanno visto il lampo procurato da ogni esplosione, ma non le persone che hanno sparato”. Per l’investigatore, la “mafia ha alzato il tiro” e un agguato del genere “non può non che essere deciso ad alti livelli”.

Da parte sua oggi Antoci, rinfrancato, rilancia la sua sfida: “Da oggi parte la fase due: è la mafia che deve avere paura, li colpiremo con legnate ancora più forti. Io non mi fermo, continuerò a fare soltanto il mio lavoro e il mio dovere. Ho riposato e dopo la fase 1, parte la fase due: andare avanti senza fermarsi con maggiore determinazione”.

“Loro attaccano? Noi attaccheremo ancora di piu’, non ci fermiamo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, intervistato dal TGR Sicilia sull’agguato al presidente del Parco dei Nebrodi, Antoci. Crocetta ha anche annunciato un giro di vite sulle macellazioni, per scoprire quelle che vengono effettuate clandestinamente. Intanto una delegazione della commissione parlamentare Antimafia, guidata dalla presidente Rosy Bindi, sarà lunedì 23 maggio nel pomeriggio a Sant’Agata di Militello nella sede del Parco dei Nebrodi. Sono previste le audizioni del Prefetto di Messina, con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, del Procuratore distrettuale Guido Lo Forte e del presidente Giuseppe Antoci.

Renzi e Carbone: “Antoci subcommissario Pd a Enna e Messina”. “Ho deciso, in accordo col segretario nazionale del Pd Matteo Renzi e la segreteria nazionale di nominare subcommissario di Enna e Messina Giuseppe Antoci”. Lo annuncia Ernesto Carbone commissario del pd di Enna e Messina. “La sua integrità, il suo profondo senso dello stato e delle istituzioni – aggiunge Carbone – non possono che motivare al meglio e fornire linfa nuova al pd che giorno dopo giorno qui stiamo ricostruendo. In zone come queste, difficili e complicate, c’è bisogno di uomini della statura di Giuseppe per dimostrare ancora una volta che il nostro partito è in prima fila nella battaglia contro la mafia e il malaffare. Nessuna zona grigia. Il nostro unico interesse è il bene della cosa pubblica. Solo così la sicilia potrà finalmente essere conosciuta non più come terra di cosa nostra, ma come terra degli uomini liberi”.

La commissione Ambiente presto in Sicilia. Sul caso interviene anche la commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera: “L’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi è

un fatto gravissimo, compiuto con modalità tipicamente mafiose. La Commissione Ambiente si recherà al più presto in missione in Sicilia per incontrare Giuseppe Antoci e le autorità locali, non solo per portare la solidarietà del Parlamento ma anche per comprendere bene la situazione sul campo e rafforzare la presenza dello Stato”, ha affermato Ermete Realacci, presidente della Commissione, a margine dell’audizione stamane del ministro Galletti. DI ALESSANDRA ZINITI – LA REPUBBLICA