RASSEGNAWEB – Gestione migranti a Fondachelli, tra i 6 indagati anche il sindaco Marco Pettinato e l'ex sindaco

22 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

Ruota intorno l’Istituzione per i servizi sociali e assistenziali del Comune la nuova inchiesta della Procura di Barcellona sulla gestione dell’accoglienza migranti nel centro di Fondachelli Fantina. La Squadra Mobile ha eseguito una serie di perquisizioni a tappeto, portandosi via una gran mole di documentazione, computer e anche i telefonini di servizio, e la Procura di Barcellona ha notificato l’avviso ai sei indagati.

Si tratta dell’ex sindaco Franco Pettinato, l’attuale figlio Marco, attualmente primo cittadino, il fratello Daniele, indagato in veste di dipendente della struttura, all’epoca dei fatti contestati, l’avvocato Rosa Angela Mazzeo, attuale dirigente dell’Istituzione, l’ex coordinatrice del centro Alessandra Tafuro e il mediatore culturale Riani Imed. L’inchiesta è affidata ai sostituti Sarah Caiazzo e Federica Pajola, a lavoro sotto il coordinamento del procuratore capo Emanuele Crescenti, che al suo insediamento ha ripreso il fascicolo già esistente in Procura e gli ha dato nuovo impulso, chiedendo che venga fatta piena luce. Le ipotesi di reato oggi al vaglio sono falso e truffa e, per il secondo filone di indagine, maltrattamenti.

A far scattare i riflettori degli investigatori messinesi, guidati dal capo Giuseppe Anzalone, sono state le relazioni dei volontari dell’organizzazione umanitaria Save The Cildren, i quali qualche giorno fa hanno ispezionato la struttura, e le segnalazioni del personale socio sanitario che a più riprese è stato impiegato nelle strutture, in questi anni. Quattro gli stabili dedicati all’accoglienza, compreso un centro dove sono stati ospitati i minori, in grado di accogliere complessivamente poco più di 150 persone. E al Comune si lavorava ad un ampliamento dell’offerta. Gli accertamenti della Squadra Mobile mirano a fare luce sulla gestione complessiva: partendo da alcuni presunti episodi di maltrattamento verificatisi, gli accertamenti si sono estesi alla gestione dei fondi dedicati ma soprattutto alla documentazione della vita degli ospiti, dalle cartelle sanitarie al resto degli atti che documentano il loro numero complessivo, i fondi ripartiti, i beni loro offerti, la destinazione dei contributi e come sono stati poi effettivamente spesi e il personale impiegato. Una delle strutture era prima destinata all’accoglienza degli anziani.

Alessandra Serio – TEMPOSTRETTO.IT