MESSINA: IL FALLIMENTO DELLA GEDIM COSTRUZIONI. GLI ONOREVOLI BASILIO E ANTONINO GERMANA' CONDANNATI ANCHE IN APPELLO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA (3 ANNI E DUE MESI)

27 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

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LA CORTE D’APPELLO DI MESSINA HA PARZIALMENTE RIFORMATO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO NEL PROCESSO SCATURITO DAL FALLIMENTO DELLA ‘GEDIM’ COSTRUZIONI, IMPRESA EDILE DI BROLO, IN CUI CONFLUI’ LA DITTA ‘VENERE’. RIDETERMINATE A TRE ANNI E DUE MESI DI RECLUSIONE LE PENE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA A CARICO DELL’EX SENATORE BASILIO GERMANA’ E DEL FRATELLO ANTONINO, EX DEPUTATO REGIONALE E NAZIONALE, MENTRE PER L’IMPRENDITORE CONO DI LUCA LUTUPITTO LA CONDANNA E’ STATA RIFORMULATA IN TRE ANNI E DIECI MESI. IN PRIMO GRADO I DUE GERMANA’ ERANO STATI CONDANNATI A TRE ANNI E OTTO MESI CIASCUNO MENTRE A DI LUCA IL COLLEGIO DEL TRIBUNALE DI PATTI AVEVA INFLITTO QUATTRO ANNI E OTTO MESI. LA CORTE D’APPELLO MESSINESE HA QUINDI RICONOSCIUTO NEI LORO CONFRONTI LE ATTENUANTI GENERICHE EQUIVALENTI ALLE RESIDUE AGGRAVANTI CONTESTATE DA CUI E’ STATA ESCLUSA QUELLA RELATIVA AL CONCORSO DI PIU’ DI CINQUE PERSONE NEL REATO. LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO HA QUINDI DISPOSTO IL NON LUOGO A PROCEDERE NEI CONFRONTI DI ALTRI TRE IMPUTATI, GLI IMPRENDITORI VINCENZO MILIO CARUSO, FRANCESCO MOLICA, DI BROLO, ED IL PIRAINESE VINCENZINO SPICCIA. PER LORO, CONDANNATI IN PRIMO GRADO A DUE ANNI IN RELAZIONE AD UN SOLO CAPO D’IMPUTAZIONE, E’ INTERVENUTA LA PRESCRIZIONE E LA REVOCA DI QUANTO DISPOSTO A LORO CARICO IN SEDE DI RICONOSCIMENTO CIVILE. A CARICO DI BASILIO E ANTONINO GERMANA’ E DI CONO DI LUCA LUTUPITTO DISPOSTO INVECE IL PAGAMENTO IN SOLIDO NEI RIGUARDI DELLA PARTE CIVILE DELLE SPESE DI GIUDIZIO, QUANTIFICATE IN 1200 EURO. PER IL RESTO LA CORTE HA CONFERMATO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO PRONUNCIATA DAL TRIBUNALE DI PATTI IL 28 GIUGNO 2013, CON LE PENE ACCESSORIE, A CARICO DEI GERMANA’ E DI LUCA DI 5 ANNI DI INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI E 10 ANNI DI INABILITA’ ALL’ESERCIZIO D’IMPRESA. AL CENTRO DEL PROCEDIMENTO UN GIRO DI AFFARI RISALENTI AI PRIMI ANNI ’90, CONCLUSO CON LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO DELLA ‘GEDIM’, NEL FEBBRAIO DEL 1996. SECONDO L’ACCUSA I DUE GERMANA’, ASSIEME A DE LUCA, ERANO GLI AMMINISTRATORI DI FATTO DELLA SOCIETA’ DICHIARATA FALLITA, MENTRE SULLA CARTA GLI AMMINISTRATORI UNICI, PRIMA DELLA ‘VENERE’ E POI DELLA ‘GEDIM’, ERANO MOLICA, RICCIARDELLO E SPICCIA. TUTTI ERANO ACCUSATI DI AVERE DISPOSTO LE SCRITTURE CONTABILI IN MODO TALE DA NON RENDERE POSSIBILE LA RICOSTRUZIONE DEGLI AFFARI E DEL PATRIMONIO DELLA SOCIETA’ O COMUNQUE IN MODO DA RENDERLA DIFFICOLTOSA, AL FINE DI PROCURARSI UN INGIUSTO PROFITTO, RECANDO PREGIUDIZIO AI CREDITORI. TRA LE CONTESTAZIONI PER GERMANA’ E DI LUCA, QUINDI, ANCHE QUELLE DI AVER FAVORITO GLI INTERESSI DI TERZE IMPRESE, DA LORO GESTITE, A SCAPITO DELLA STESSA ‘GEDIM’, E LA DISTRAZIONE DI SOMME DI DENARO IN FAVORE DI ALTRI SOGGGETTI. IL PG AVEVA CHIESTO LA CONFERMA DELLE CONDANNE, AL TERMINE DI UNA DURA REQUISITORIA. I DUE FRATELLI IN PRIMO GRADO ERANO STATI RITENUTI CONCORRENTI ESTERNI NEI REATI DI BANCAROTTA E NON AMMINISTRATORI DI FATTO. DIFENSORI GLI AVVOCATI NINO CACIA, GIUSEPPE DI PERI, CARMELO OCCHIUTO E MIMMO MAGISTRO. DA GAZZETTA DEL SUD DEL 27-05-16