OPERAZIONE 'MATASSA'. IL TDL RIDIMENSIONA LE ACCUSE, IN LIBERTA' L'EX CONSIGLIERE COMUNALE PIPPO CAPURRO

31 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

CAPURRO CACIA

NEI GIORNI SCORSI GLI AVVOCATI NINO CACIA E DANIELA AGNELLO AVEVANO DEPOSITATO UNA MEMORIA DIFENSIVA NELLA QUALE SI CONTESTAVA LA SUSSISTENZA DELLA GRAVITA’ INDIZIARIA.

DAL WEB – Alessandra Serio – Torna in libertà l’ex consigliere comunale Giuseppe Capurro. Il Tribunale della libertà (presidente Genovese) ha annullato in toto l’ordinanza di custodia cautelare disposto per lui lo scorso 12 maggio nel blitz Matassa e, dopo circa una ventina di giorni di domiciliari, da oggi Capurro è di nuovo libero.

Soddisfatti i difensori, gli avvocati Nino Cacia e Daniela Agnello: “La decisione adottata dal Tdl restituisce la serenità a Giuseppe Capurro. In attesa di leggere le motivazioni si può soltanto immaginare che il Tribunale abbia riconosciuto l’insussistenza della gravità indiziaria, così come documentato nella memoria difensiva da noi presentata. Giuseppe Capurro è sempre stato un uomo impegnato in politica e nel sociale, a disposizione di tutti i cittadini, ma ha sempre lavorato con grande dignità e spirito di sacrificio nell’interesse delle fasce più deboli, nell’interesse del rinnovamento e del risanamento della città. Al tribunale è stata offerta – al pari di quanto fatto innanzi al gip durante l’interrogatorio di garanzia – la possibilità di fare chiarezza sulla vicenda politico giudiziaria che ha coinvolto il Capurro, per il quale rimane invariata la primitiva valutazione difensiva di assoluta irrilevanza penale delle condotte contestate nell’ordinanza custodiale.”

Il Tribunale ha anche fatto cadere una delle accuse a Carmelo Ventura, che però resta in carcere come Adelfio Perticari, ritenuto uomo del suo gruppo mafioso. Dal passaggio al Riesame, quindi, l’indagine sui nuovi clan cittadini e i presunti referenti politici ne esce ridimensionata, ma soltanto sotto il profilo delle esigenze cautelari. L’inchiesta intanto va avanti e tra qualche giorno si torna al Tribunale della Libertà: la Procura insiste infatti nel chiedere gli arresti degli altri indagati, richiesta rigettata dal GIP Maria Teresa Arena, che ha dato il via libera all’arresto soltanto per 35 persone. da tempostretto.it