MESSINA: Un'assoluzione e un proscioglimento per l'ex presidente ATO 3 Antonio RUGGERI

10 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

ruggeri

ALESSANDRA SERIO – TEMPOSTRETTO.IT – Un proscioglimento e una condanna nel giro di 24 ore. E’ questo il bilancio di due giorni di processi per Antonio Ruggeri, sul banco degli imputati, in entrambi i casi, per vicende relative a quando era presidente del cda dell’Ato 3.

La I sezione Penale del Tribunale ieri lo ha condannato a 10 mesi, pena sospesa, per peculato: era accusato di aver utilizzato, in due occasioni, l’auto di servizio della società d’ambito a fini personali. Ruggeri dovrà anche risarcire il Comune di Messina con mille euro e pagare spese legali e processuali. Palazzo Zanca si era infatti costituito parte civile, con l’avvocato Alessandro Visigoti.

L’indagine era stata aperta dopo la presentazione di un esposto in cui venivano segnalati numerosi viaggi effettuati l’estate scorsa dall’auto di servizio dell’allora commissario fra Messina e Falcone. Gli uomini della sezione di PG della Polizia hanno accertato che i viaggi erano stati effettivamente effettuati fra il mese di agosto e di settembre 2011.

Gli investigatori avevano acquisito gli atti relativi ai passaggi dell’auto dai caselli di Villafranca e Falcone; una tratta ritenuta sospetta dagli inquirenti: a Falcone infatti Ruggeri possiede la residenza estiva ed i passaggi della vettura sono stati registrati nelle prime ore della mattinata ed in tarda serata. Ruggeri ha sostenuto che tutti gli spostamenti sono stati effettuati a fini istituzionali.

Oggi invece il GUP Monica Marino lo ha prosciolto perché il fatto non sussiste, insieme al direttore tecnico Michele Trimboli e all’ingegnere Bendetto Aliberti, allora responsabile del servizio Igiene Ambientale della stessa Ato. In questo caso i tre erano accusato di omissione di atti d’ufficio: non avrebbero effettuato, così come intimato in un’ordinanza sindacale, la rimozione di materiale di risulta che si era accumulato a Camaro, una vera e propria discarica abusiva.

La vicenda risale al 2009 e ai tre la Procura contestava di “non essersi attivati per tempo per recuperare le somme necessarie”. In questo caso il Giudice per l’Udienza preliminare ha dato ragione ai difensori, gli avvocati Marcello Scurria, Carmelo Vinci e Lori Olivo, che hanno argomentato proprio sulla impossibilità di far fronte al servizio, con i conti in rosso. In entrambi i casi l’ex capo di Gabinetto dell’allora sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, è stato assistito dall’avvocato Laura Autru Riolo, suo storico difensore.

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