MESSINA: COLPI DI SCENA AL PROCESSO CORSI D'ORO 2. IL PM: SU GENOVESE C'E' UN PROCEDIMENTO 'COPERTO'. GIA' DAL 2008 LA PROCURA AVEVA ACCESO I RIFLETTORI SULL'ARAM, ELIO SAUTA E LA MOGLIE GRAZIELLA FELICIOTTO

20 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

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Due colpi di scena durante l’ennesima udienza del processo Corsi d’Oro 2, il processo sui finanziamenti agli enti formativi messinesi che vede imputati anche i deputati Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. Il primo. I pm – l’aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto Fabrizio Monaco – per supportare ancora meglio la tesi dell’accusa, hanno tirato in ballo un vecchio fascicolo aperto dallo stesso Monaco nel 2008 e poi archiviato nel 2009 dal gip Daria Orlando, riaperto su richiesta della Procura (ancora Monaco) nel 2012 dal gip Monica Marino. I reati? Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. I nomi coinvolti sono quelli di Elio Sauta e della moglie Graziella Feliciotto. L’inchiesta riguarda la gestione dell’Aram e le operazioni sospette poste in essere dallo stesso Sauta nell’acquisto dell’immobile, sede dell’Aram, di Viale Principe Umberto.

GENOVESE ANCORA INDAGATO? – E mentre si stava ancora disquisendo sulle cosiddette ‘prove finali’ ex art. 507 c.p.p. prima di chiudere il dibattimento, e sulla necessità di acquisire altri atti depositati dalla Procura il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita – come riferisce Nuccio Anselmo questa mattina su Gazzetta del Sud –  tra le righe di una dichiarazione ha parlato di un procedimento ancora ‘coperto’ a carico dell’on. Francantonio Genovese, ovvero il principale imputato del processo. Quindi ci sarebbe un’inchiesta ancora ‘coperta’ sul parlamentare ed ex segretario regionale del Pd passato di recente a Forza Italia? La domanda è ovviamente rimasta sospesa, ma la frase è stata ben percepita da tutti i presenti, e anche dalle decine di avvocati che ormai da mesi partecipano ad uno dei processi indubbiamente più importanti degli ultimi anni. A cosa si riferiva l’aggiunto Ardita? Forse – ma è solo un’ipotesi – quell’affermazione è legata al procedimento congiunto tra le procure di Milano e Messina che si sta occupando dell’ipotesi di riciclaggio per i conti esteri dell’on. Genovese. 

Edg

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