BARCELLONA: DETENUTO CON PROBLEMI PSICHICI SI SUICIDA

23 Giugno 2016 Cronaca di Messina

Nuovo dramma in carcere, dove a Barcellona Pozzo di Gotto un detenuto con problemi psichici si è tolto la vita. S. C. di 40 anni si è suicidato nella sua cella dell’ex OPG.

Lillo Navarra, segretario regionale del Segretario Autonomo di Polizia Penitenziaria per la Sicilia, informa che “il detenuto, minorato psichico, era arrivato a Barcellona Pozzo di Gotto da Palermo Pagliarelli a inizio mese. Fino al mese di gennaio era stato ubicato al III reparto in camera singola. Successivamente, quindi da fine gennaio, aveva chiesto di poter stare in cella con altri detenuti, e, sentito il parere di tutti i vari operatori penitenziari, si era disposto che stesse in cella con altri minorati psichici al piano terra del II reparto. E’ un suicidio inspiegabile: era sereno, ordinato, pulito, sorridente ed aveva acquistato con l’ausilio del Cappellano un discreto guardaroba: tute nuove, giacche, scarpe da ginnastica. I compagni erano contenti di lui. E come elemento dalla evidente minorazione psichiatrica, non arrecava fastidi ad alcuno, non manifestava aggressione fisica o verbale. Effettuava colloqui con i familiari sporadicamente e anche le telefonate verso familiari erano rade. Voleva andare in una comunità a Catania, ma la sua situazione giuridica non era però definita. Infatti, arrestato nel marzo del 2015 per rapina, dipendeva dal Tribunale di Catania, ed era in corso di trattazione il primo grado di giudizio”.

Per Donato Capece, segretario generale del Sappe, “questo nuovo ennesimo drammatico suicidio di un detenuto evidenzia come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia Penitenziaria (che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento) a gestire queste situazioni di emergenza. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

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