LA FOTO DEGLI ARRESTATI – MEDICI, FALSI TUMORI AL SENO PER GIUSTIFICARE LE PLASTICHE: ARRESTATI I MEDICI LETTERIO CON IL FIGLIO ENRICO CALBO E MASSIMO MARULLO. IL COMUNICATO DELL’UNIVERSITA’

25 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

enrico-calbo-massimo-marullo-elio-calbo

NELLA FOTO I MEDICI ARRESTATI. MASSIMO MARULLO TRA ENRICO CALBO E IL PADRE LETTERIO

di Enrico Di Giacomo – La polizia ha posto agli arresti domiciliari tre medici, ritenuti responsabili di falso materiale e falso ideologico, peculato e truffa aggravata, commessi nell’esercizio delle loro funzioni di dirigenti del Policlinico universitario di Messina tra il 2011 e il 2013. Agli arresti sono finiti Letterio Calbo, 68 anni, all’epoca dei fatti direttore del Reparto di Endocrinochirurgia del Policlinico, Massimo Marullo, 59 anni, vicedirettore dello stesso reparto, ed Enrico Calbo, 40 anni, in qualità di specializzando.

Gli inquirenti hanno scoperto che venivano dissimulati degli interventi di chirurgia estetica additiva (mastoplastica), certificando l’esistenza di patologie oncologiche, di origine traumatica o malformativa. In alcuni casi si era poi reso necessario un secondo intervento per la sostituzione delle protesi difettose, impiantate nello specifico da Marullo ed Enrico Calbo, il quale, pur essendo ancora uno specializzando, operava talvolta anche da solo. All’alterazione della documentazione clinica avrebbe partecipato Letterio Calbo, padre di Enrico, nella qualità di direttore del reparto di Endocrinochirurgia.

Alle pazienti veniva richiesto il pagamento delle protesi impiantate per importi di qualche migliaio di euro, di cui i medici si appropriavano, omettendo di dichiarare all’azienda sanitaria sia l’indebito compenso ricevuto sia l’impiego di una diversa tipologia di protesi, rispetto a quelle in uso alla farmacia del Policlinico, in violazione del protocollo sanitario. Cio’ era possibile grazie all’apposizione sulle cartelle cliniche di etichette non corrispondenti a quelle delle protesi impiantate.

Il danno economico arrecato all’azienda, secondo gli inquirenti, non si limitava pero’ al mancato versamento delle somme corrisposte dalle pazienti. A un secondo livello si sarebbe infatti verificata la truffa ai danno del servizio sanitario regionale, cui venivano segnalati falsamente come casi coperti dall’assistenza interventi non coperti in tutto o in parte dal Servizio sanitario Regionale, per i quali non era quindi dovuto il rimborso.

IL COMUNICATO DELL’UNIVERSITA’ –

In relazione all’inchiesta della Procura di Messina che ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di docenti dell’Ateneo in servizio nell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “G. Martino”, l’Università in una nota comunica che “una volta che verranno notificati gli atti relativi, saranno adottati i provvedimenti del caso di concerto con l’Azienda”. L’Università evidenzia, inoltre, “come la vicenda giudiziaria nasca proprio da una segnalazione dell’Azienda ospedaliera che, insieme all’Ateneo, aveva anche comminato delle prime sanzioni”.

IL COMUNICATO DELLA QUESTURA
Personale della Sezione di Polizia giudiziaria – aliquota Polizia di Stato – ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Messina, Tiziana Leanza, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Antonella Fradà, nei confronti di tre medici del Policlinico, Letterio Calbo, 68 anni, all’epoca direttore del reparto di Endocrinochirurgia dell’A.O.U.; Massimo Marullo, 59 anni, all’epoca vicedirettore del medesimo reparto; Enrico Calbo, 40 anni, in qualità di specializzando presso il reparto, ritenuti responsabili in concorso tra loro dei reati di falso materiale e falso ideologico commesso dal P.U., peculato e truffa aggravata, consumati nell’esercizio delle loro funzioni di dirigenti medici dell’A.O.U. di Messina, tra il 2011 e il 2013:

La complessa attività d’indagini dei poliziotti della Sezione di Polizia Giudiziaria, avviata a partire dal giugno 2013, su delega della locale A.G., a seguito di segnalazione pervenuta dalla direzione generale dell’A.O.U. (parallela ad attività ispettiva interna che aveva dato luogo a delle sanzioni disciplinari) in ordine ad anomalie riscontrate in alcuni interventi eseguiti nel periodo 2012-13, consentiva di appurare la natura fraudolenta delle condotte poste in essere dai medici sopra indicati, non solo nei casi evidenziati, bensì per tutta una serie di interventi chirurgici praticati presso l’U.S.O.D. di Endocrinochirurgia del locale Policlinico, addirittura a partire dal 2011.

La condotta materiale consisteva nel dissimulare degli interventi di chirurgia estetica additiva (mastoplastica), certificando l’esistenza di patologie oncologiche, di origine traumatica e/o malformativa; in alcuni casi si era poi reso necessario un secondo intervento per la sostituzione delle protesi difettose, in precedenza impiantate dal Marullo e da Enrico Calbo, il quale ultimo, pur essendo ancora uno specializzando, operava o unitamente al Marullo o in via esclusiva.

La piena riuscita del programma criminoso, tradottosi poi, come è stato accertato, in un consolidato modus operandi, implicava la sistematica alterazione della documentazione clinica, cui concorreva a pieno titolo Letterio Calbo (padre di Enrico), nella qualità di direttore del reparto di Endocrinochirurgia, con l’effetto di trarre in inganno sia le pazienti, sia l’A.O.U., sia il Ssr.

Alle pazienti veniva richiesto il pagamento delle protesi impiantate, per importi di qualche migliaio di euro, di cui i medici si appropriavano, omettendo di dichiarare all’azienda sanitaria sia l’indebito compenso ricevuto, sia l’impiego di una diversa tipologia di protesi, rispetto a quelle in uso alla farmacia del Policlinico, in palese violazione del protocollo sanitario: ciò era possibile grazie all’apposizione sulle cartelle cliniche di etichette non corrispondenti a quelle delle protesi impiantate. Ma, ovviamente, il danno economico arrecato all’azienda, non si limitava al mancato versamento delle somme corrisposte dalle pazienti, essendo aggravato dalla regolare utilizzazione di sale operatorie e apparati della struttura pubblica.

Ad un secondo livello si verificava la truffa in danno del Ssr, cui venivano segnalati falsamente come rientranti nella casistica dei lea (livelli essenziali di assistenza) interventi non coperti in tutto o in parte dal Servizio sanitario Regionale, per i quali non era quindi dovuto il rimborso.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione