MESSINA, L’OPERAZIONE ANTIMAFIA ‘TOTEM’: ECCO TUTTE LE ACCUSE AL VICEPRESIDENTE DEL MESSINA CALCIO PIETRO GUGLIOTTA FINITO AGLI ARRESTI DOMICILIARI. ‘LA TOTALE ACCONDISCENDENZA’. LA TRATTATIVA, LA ‘BATTAGLIA’ DELLA ‘TIGRE’ LUIGI TIBIA PER AVERE IL LIDO DI MORTELLE, IL RIVALE COLOSI E LE SUE ‘AMICIZIE’ TRA LE FORZE DELL’ORDINE, LE INTERCETTAZIONI. E QUELLA PAURA CHE SI PENTISSE GIUSEPPE GATTO…

29 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

gugliotta pietro

TEODORO LISITANO DETTO MOSTRO

SOPRA PIETRO GUGLIOTTA ALL’USCITA DALLA QUESTURA. SOTTO TEODORO LISITANO, DETTO ‘MOSTRO’. FOTO ENRICO DI GIACOMO

PUBBLICHIAMO L’ATTO D’ACCUSA DEL GIP MONICA MARINO CONTRO IL COMMERCIALISTA PIETRO GUGLIOTTA, VICE PRESIDENTE DEL MESSINA CALCIO, DI CUI DETIENE IL 10 % DELLE QUOTE. 

LE ACCUSE IN SINTESI – 

GUGLIOTTA Pietro– MORGANTE Eduardo

2)    artt. 110, 416 bis c.p. per avere concorso, senza farne parte, nell’associazione mafiosa armata riconducibile a Tibia Luigi. In particolare: Gugliotta Pietro, mettendo a disposizione dell’associazione la sua funzione di commissario liquidatore della Garibaldi società cooperativa di navigazione a r.l., in liquidazione coatta amministrativa, proprietaria di due lidi balneari esistenti presso la struttura alberghiera Grand Hotel Lido – Giardino delle Palme, partecipava al matenimento e al rafforzamento, oltre che all’espansione dell’associazione medesima. Segnatamente, consapevole che Puglisi Antonello era stato indotto dal Tibia, a forza di intimidazioni, a desistere dal proposito di assumere la gestione di uno dei lidi, informava, per il tramite di Morgante Edoardo, Tibia del contenuto di un’offerta presentata da Colosi Gianfranco, attraverso la società Wasassa, sollecitando al Tibia il deposito di un assegno a titolo di cauzione, al fine di realizzare il proposito, già maturato, di affidare a costui la struttura comprensiva della piscina e del lido (denominata, poi, Lido Park), che veniva, dapprima concessa di fatto al Tibia, e poi formalmente data in locazione alla TI.DE. s.r.l., riconducibile a Tibia Luigi, benché la società non fosse formalmente costituita alla scadenza del termine per l’offerta e non disponesse di un conto corrente sul quale trarre assegni; MORGANTE Eduardo contribuiva al rafforzamento dell’associazione mafiosa facente capo a Tibia Luigi con condotte consistite nel mediare gli interessi a favore di Tibia, ponendolo in contatto con Gugliotta, conducendolo presso lo studio di costui, e presso il lido, fornendo la documentazione necessaria per acquisire il controllo di questa attività economica, informando Tibia, come sopra specificato, dell’offerta presentata dal Colosi, e delle condotte che avrebbe adottato il Gugliotta, e, infine, degli esposti avanzati da Colosi, a seguito della aggiudicazione della struttura al Tibia.In Messina, acc. nel giugno dell’anno 2014.

 

GUGLIOTTA Pietro– MORGANTE Eduardo– TIBIA LUigi

3)    artt. 110, 353, comma secondo, c.p., 7 del d.l. 152/1991, perché, in concorso tra loro, con le condotte sopra descritte, turbavano la gara indetta dal Gugliotta per la concessione in locazione delle strutture balneari di proprietà della cooperativa Garibaldi; con l’aggravante, per Gugliotta, di essere il soggetto preposto alla gara; con l’ulteriore aggravante di avere commesso il fatto per agevolare l’attività della associazione mafiosa nota come clan Giostra. In Messina, nel giugno del 2014.

 

LE ACCUSE 

Vista la richiesta di applicazione della misura cautelare depositata dal P.M. in data 22.01.16 espone quanto segue. Partendo dalla disamina dei reati contestati ai capi n. 2, 3 e 4 dell’imputazione e riservando per ragioni sistematiche l’analisi dell’associazione mafiosa di cui al capo 1 alla conclusione del presente provvedimento, può affermarsi che dall’attività di indagine compendiata principalmente nell’informativa della Squadra Mobile di Messina datata 21.07.15 (cd operazione Reset) si inferisce la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in capo agli indagati. In particolare l’attività di intercettazione telefonica e ambientale in uno ai servizi di appostamento ed alle acquisizioni documentali hanno dimostrato che era intenzione di Luigi Tibia gestire il lido-piscina insistente nella struttura turistico – balneare “Giardino delle Palme” di Mortelle, per la stagione estiva 2014. E’ da premettere che dello stabilimento, facente parte del complesso alberghiero “ Giardino delle Palme”, era proprietaria la società cooperativa Navigazione Garibaldi a r.l., ente sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, il cui liquidatore era il commercialista, Pietro Gugliotta. Dagli accertamenti svolti è emerso che il giorno 01.04.2014, presso lo studio del Dott. Pietro GUGLIOTTA, avrebbe avuto luogo la vendita al pubblico incanto della struttura alberghiera posta in liquidazione per un importo, quale base d’asta, di € 1508,593,60. Il Tibia, immaginando che attraverso la gestione dello stabilimento balneare avrebbe conseguito lauti guadagni, si è speso per ottenerla in affidamento, ed ha a tal fine, con metodologia tipicamente mafiosa, estromesso PUGLISI Antonio detto Antonello, che di fatto se l’era assicurata con il placet del liquidatore, Dott. Pietro GUGLIOTTA, come di seguito si illustrerà. Prima di procedere con la narrazione dei fatti oggetto d’indagine, è opportuno tratteggiare la figura di Luigi TIBIA, i suoi trascorsi criminali, le vicende giudiziarie in cui lo stesso è stato coinvolto ed i legami di intima coesione al clan cd ‘GIOSTRA’. Al Tibia è stato più volte riconosciuto lo status di soggetto pericoloso, e per tale ragione è stato sottoposto a misure di prevenzione, le cui disposizioni ha puntualmente violato, sì dimostrando la sua assoluta refrattarietà al rispetto dei dettami dell’Autorità e la sua non comune pervicacia a delinquere. Ne sono testimonianza le vicende connesse ai procedimento penali “Scilla e Cariddi”, “Game Over” ed “Arcipelago” in cui lo stesso è stato coinvolto, da cui si ricava la sua profonda aderenza alla consorteria criminale capeggiata dallo zio del predetto Luigi GALLI, e poi dal reggente, Giuseppe GATTO detto Puccio. In data 02.12.2009 il Tibia è stato tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 12/2008 R.G.A.A. emessa in pari data dalla Corte di Assise di Appello di Messina a seguito della condanna riportata dallo stesso per i fatti oggetto dell’operazione “Arcipelago”, e nelle motivazioni l’organo giudicante ne ha sottolineato il ruolo non marginale nell’ambito di un sodalizio mafioso ancora attivo. Anche indagini più recenti hanno confermato l’appartenenza di TIBIA alla consorteria criminale “GIOSTRA”, giacché – in data 15 luglio 2011 – è stato tratto in arresto dai Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Messina, con l’accusa di avere eluso, in concorso con la moglie, CUSCINA’ Maddalena e con PUGLISI Edoardo, le disposizioni di legge in materia di misure patrimoniali, avendo attribuito fittiziamente a terzi la titolarità dei beni mobili ed immobili facenti parte del patrimonio illegalmente acquisito dal clan mafioso “GIOSTRA”, al fine di agevolare l’attività criminosa del gruppo attraverso manovre finanziarie volte ad evitare provvedimenti di sequestro e confisca. Sono stati sequestrati al TIBIA, contestualmente all’emissione della misura custodiale, beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di euro 800.000,00 circa, e tra essi lo stabilimento balneare denominato “Il Pilone”. Tanto premesso, ricorrendone i presupposti di legge, sono state autorizzate le operazioni di intercettazione delle conversazioni e comunicazioni tra presenti a bordo della FIAT PANDA, con targa ET 922 EN, di proprietà di SMIRAGLIA Giuseppe, ma di fatto in uso al di lui figlio, SMIRAGLIA Calogero inteso Carlo, uomo di fiducia del Tibia, con il quale è stato in più circostanze visto (vedasi annotazioni del personale dipendente della Questura che ad esempio lo ha visto nel mese di agosto dell’anno 2012 consegnare al secondo banconote di vario taglio, per una somma complessiva pari ad euro 2.200,00. Significativa in ordine ai legami fra i due è la conversazione intervenuta nel pomeriggio di giorno 07.02.2014, al progressivo numero 166 (N. RIT PM 175/2014) registrata a bordo dell’autovettura FIAT PANDA di cui detto, tra SMIRAGLIA Calogero e l’avvocato Salvatore SILVESTRO del Foro di Messina. Il citato legale si trovava a bordo dell’autovettura intercettata giacché profittava di un passaggio fino agli imbarchi della società di traghettamento “Tourist & Caronte”, da dove avrebbe raggiunto poi la sponda reggina. Lungo il tragitto, SMIRAGLIA Calogero, che conduceva il veicolo, chiedeva a SILVESTRO quando sarebbe tornato e appreso che ciò sarebbe avvenuto l’indomani pomeriggio, intorno alle sei, si offriva per andarlo a riprendere. Ciò che rileva della conversazione intervenuta fra i due è che allorchè l’avv. Silvestro, in risposta alla domanda del suo interlocutore, diceva che si stava recando al carcere di Cuneo, per incontrare GATTO, storico affiliato all’associazione mafiosa operante a Giostra (<< domani devo andare in carcere a Cuneo, che devo “trovare” a GATTO! >>), SMIRAGLIA chiedeva al legale se ci fossero “buone possibilità” per lo stesso. L’avv. Silvestro rispondeva negativamente, aggiungendo che l’unico spiraglio che poteva aprirsi in favore del detenuto, discendeva da una decisione dello stesso di collaborare con la giustizia che non poteva escludere, data l’urgenza che il Gatto aveva manifestato di incontrarlo, cosa che al Silvestro era capitata allorchè altro suo cliente, Barbera Gaetano, aveva deciso di collaborare con la giustizia. Come concordato, il giorno seguente, al rientro da Cuneo, l’avvocato SILVESTRO trovava ad attenderlo SMIRAGLIA, che lo accompagnava a destinazione. Lungo il tragitto, lo SMIRAGLIA con riferimento alle ragioni del viaggio effettuato dall’avvocato, chiedeva allo stesso come stava ‘quell’amico loro’, se lo aveva visto bene (<< come stava quell’amico nostro…avvocato…tutto a posto? (…) com’era…che lo ha visto…bene? >>),ottenendo la seguente risposta: << si, tutto a posto! (…) no…tranquillo ! >>. Il giorno seguente, 09.02.2014, SMIRAGLIA Calogero, a bordo della medesima auto era in compagnia di Luigi TIBIA (n. 266, N. RIT PM 175/2014) il quale gli chiedeva se l’avvocato si fosse fatto sentire; lo Smiraglia rispondeva di averlo incontrato la sera precedente ed alla domanda del Tibia che voleva sapere se il legale gli avesse detto altro, replicava che, con riguardo “all’amico loro”, gli aveva garantito che era tutto a posto, che lo aveva visto sereno e tranquillo. Dal tenore delle conversazioni captate può trarsi la conclusione che il Tibia era interessato a sapere se il detenuto GATTO Giuseppe avesse deciso o meno di intraprendere il percorso collaborativo con la giustizia, ritenendo che tale decisione avrebbe determinato conseguenze nei suoi riguardi (facendo lui parte al pari del Gatto del clan ‘GIOSTRA’). La conversazione de qua è importante perché mostra il legame esitente fra lo SMIRAGLIA ed il TIBIA, essendosi il primo fatto carico di accompagnare il legale -e poi riprenderlo- per avere contezza dei comportamenti del GATTO da riferire poi al TIBIA. Quanto ai legami del Tibia con i congiunti ed in particolare con lo zio detenuto, Luigi Galli, è emersa la permanenza degli stessi. Il Tibia, in compagnia di De Leo Luciano e Mario Galli, si recava in Sardegna, in data 17 maggio 2012, per far visita allo zio, ivi detenuto presso il carcere di Nuoro. Si trattava, evidentemente, di una visita cui Tibia non poteva mancare: all’atto della sua scarcerazione avvenuta in data 16.04.2012, egli, infatti, era stato formalmente invitato a presentarsi, entro e non oltre 5 giorni, presso il Commissariato di P.S. di Messina Nord per essere nuovamente sottoposto alla misura di Prevenzione della Sorveglianza di P.S., con obbligo di soggiorno (interrottasi al momento dell’arresto avvenuto in data 15.07.2011). Tale invito veniva naturalmente disatteso dal Tibia, il quale ne approfittava per recarsi in Sardegna. I tre facevano ritorno a Messina in data 19.05.2012 ed in data 22.05.2012 la Polizia di Stato riusciva a notificare il provvedimento applicativo della Sorveglianza speciale di P.S. Anche negli anni successivi venivano fatte tali visite al boss in carcere, come dimostrano talune conversazioni: quella di cui al progressivo 2789 del 10 aprile 2014, intercorsa tra Luigi TIBIA e sua madre, GALLI Letteria, in cui quest’ultima gli riferiva che si era sentita con la zia Cettina, la quale, avvisando che alle sei avrebbe telefonato lo zio Luigi, voleva sapere quando lui fosse andato a trovarlo, se giorno 12 oppure il 19 (<< oh… Luigi ciao, senti… ha telefonato ora la zia Cettina… (…) …che alle sei telefona lo zio LUIGI… (…) …e voleva sapere tu quando vai, il 12 o il 19 ? >>). TIBIA dapprima rispondeva che per lui una data valeva l’altra (<< per me non è un problema, o il 12 o il 19 per me è lo stesso! >>), poi optava per giorno 19, specificando che sarebbe andato in compagnia della moglie, Maddalena (<< eh, le devi dire il 19 è confermato… io e Maddalena >>). GALLI Letteria concludeva asserendo che quando avesse telefonato, riferendosi verosimilmente alla moglie di suo fratello Luigi, le avrebbe dato conferma della loro presenza per giorno 19 (<< …ah va bene, le dico quando telefona di dirgli che andate il 19, va bene va… >>). In conseguenza delle superiori conversazioni sono stati esperiti opportuni accertamenti presso il portale dedicato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, appurando che il sopradetto GALLI Luigi era ristretto presso la casa circondariale di Catanzaro e che il TIBIA Luigi è andato a colloquio con lo stesso. Nel corso dei colloqui autorizzati non sono emerse novità degne di particolare rilievo, ciononostante, la presenza di TIBIA Luigi ai colloqui con lo zio, Luigi GALLI, esponente di spicco del clan “GIOSTRA”, costituisce prova che lo stesso non ha reciso i rapporti familiari, ma li ha mantenuti nonostante la detenzione carceraria ed il trascorrere degli anni. Tanto premesso in ordine al Tibia ed ai rapporti fra lo stesso e lo Smiraglia, tornando ai fatti oggetto dell’imputazione, é di particolare rilievo una delle prime conversazione da cui emerge l’interesse del Tibia per la gestione del lido-piscina intervenuta in data 09.02.2014 al progressivo 272, N. RIT PM 175/2014 :<< ora, tu, dimmi una cosa!..c’è la possibilità che io quest’anno potevo prendere quel lido, come lo prendo!!..la piscina, il lido di Mortelle, come fa uno.. >>. L’analisi del tracciato del geolocalizzatore satellitare ha dimostrato che mentre il Tibia parlava con lo Smiraglia i due raggiungevano la zona nord della città ed in particolare le immediate vicinanze del “Giardino delle Palme”, ove è stata rilevata la posizione del veicolo. Dai contenuti della conversazione del 09.02.2014 (registrata al progressivo 277 N. RIT PM 175/2014), si deduce che TIBIA era al corrente che la struttura era posta in liquidazione coatta, e pertanto si sarebbe dovuta tenere la procedura di vendita all’incanto (<< tutto all’asta! ed eccolo qua! ora qua…con la base lo lascia! >>), e proponeva a SMIRAGLIA l’affare di rilevarla in società, ritenendo, a sua parere, che i guadagni sarebbero stati davvero consistenti (<< la potevamo fare l’operazione, ma come…Carlo…veramente…questo…io penso che con un pezzo di diecimila euro per la stagione, “me lo fischio”! c’è tutta la piscina…ma lo sai che c’è? Qua c’è da guadagnare centocinquantamila euro…in due mesi! >>). La discussione proseguiva al progressivo seguente, il 278: lo SMIRAGLIA, commerciante di professione mostrava le sue perplessità, stante la gravosità dell’impegno economico, mentre Luigi TIBIA intravedeva ottime prospettive di guadagno (<< ah…poi nella piscina, ci sono…sessanta cabine per dormire! Appunto perché ti dico che i soldi ce li fa uscire dalle “orecchie”… sessanta cabine per dormire! stanza da letto, piccolo bagno e una piscina enorme! mettigli quattro scivoli in quella piscina, solo così, per giocare…ah! lo sai…incomprensibile… >>). Lo scetticismo dello SMIRAGLIA si desume anche dal seguito del dialogo (progressivo 279): << Noo! Hai ragione, però dico…ti dico ci vuole e quando ti dico un sacco di soldi da spendere, non ci vuole solo un 1.000.000. ma c’è ne vuole 2.000.000, però dico, perché i colossi, capisci a me, questa gente che ha i soldi non se lo sta prendendo ? […] Prendi Genovese, prendi Franza…Incomprensibile… >>. Secondo TIBIA, i citati Franza e Genovese non avevano interesse ad impiegare i propri capitali per condurre affari di questo tipo (<< Non ne fanno non hanno interessi >>), ed esponeva allo SMIRAGLIA i suoi progetti, (<< La piscina che c’è la farei lì tutta per i bambini…i scivoletti per i piccolini, ah!…dove ci sono là, in più là farei un paio di scivoli là, Carlo, che arrivano al mare per le persone più grandi, ah!…ma tutta strutturata, ah!…la vacanza, cose…bordello, recintato là…ma lo sai quello che vuole dire…le persone si farebbero anche il viaggio…le gran vendite per l’albero, ma lo sai che successo…ah! >>) e la convinzione che i guadagni sarebbero stati cospicui, tanto da consentirgli di recuperare le somme investite nel breve volgere di un anno di gestione (<< lascia stare che arriva a zero euro! come esci due milioni di euro tutto completo..Carlo!..tu mi devi dire una cosa Carlo..in una stagione li hai fatti! […] in una stagione li fai, te l’ho metto per iscritto!…in una stagione li fai!..lo sai a chi devi mettere? >>). La convinzione del TIBIA di realizzare cospicui guadagni si desume da quanto promesso dallo stesso a Carlo SMIRAGLIA : <<[…] ti faccio vedere che ti faccio odorare i soldi! […] >>. Altrettanto importante è la successiva riflessione, secondo cui – nel periodo di gestione – non vi era il tempo perché gli inquirenti potessero condurre a termine eventuali indagini sul suo conto, il che lo garantiva dall’emissione di ipotetici provvedimenti cautelari o ablativi che avrebbero potuto raggiungerlo (<< ma non c’è..(incomprensibile)..allora lo consumi..che dici!..Carlo non hanno neanche il tempo di indagare, che cazzo dici! una stagione, non hanno neanche il tempo!non hanno neanche il tempo! >>). Le riflessioni appena riportate dimostrano che il Tibia era ben conscio di poter destare ancora una volta interesse investigativo, anche alla luce dei suoi trascorsi giudiziari (ovvero del sequestro di beni mobili ed immobili recentemente sofferto) e che comunque era sua intenzione concludere l’affare ricorrendo a qualsivoglia metodi lecito o illecito con la conseguenza che si sarebbe potuto esporre a provvedimenti cautelari. Lo Smiraglia osservava che comunque (vedasi progressivo 282) al momento dovevano attendere l’espletamento delle procedure di gara connesse alla vendita, dopodiché, nella convinzione che l’asta fosse andata deserta, con una somma modesta – che poteva aggirarsi intorno ai 10.000,00 euro – avrebbero potuto ottenere il complesso balneare in gestione (<< Ma io penso che un pezzo di 10.000 euro ce lo da…lui… (incomprensibile parla sottovoce)… dice te lo metto per iscritto che te lo do a te dice…però dobbiamo parlare dopo il 7 Maggio che c’è… (batte la mano)…il 7 Marzo…che c’è l’asta… quando lo volete… subito ce lo danno… Carlo dice se vuoi l’agriturismo… ve lo do subito… vado la a Palermo …incomprensibile… subito te lo do !, metti mano… lo (fonetico dialettale : lo impupi)… non fare grandi spesate , perché non ti conviene >>). Il superiore dialogo mostra come lo Smiraglia aveva già dei contatti – pur non nominativamente indicati- che gli avrebbero assicurato il conseguimento della gestione del lido, a prescindere dall’interesse di eventuali terzi; non si vede quale altro significato possa darsi all’espressione già citata: “Ma io penso che un pezzo di 10.000 euro ce lo da…lui… (incomprensibile parla sottovoce)… dice te lo metto per iscritto che te lo do a te dice. La spavalderia del Tibia e la caratura criminale dello stesso emerge anche dalla considerazione che questi faceva in ordine agli effetti di un eventuale provvedimento di sequestro, che comunque non avrebbe intaccato i guadagni frattanto realizzati nei tre mesi della stagione estiva << eh, vabbè che fai me l’ho sequestri?..mettitelo in culo! Fammi fare la stagione a me!! >>. E’ questo l’atteggiamento tipico del delinquente incallito che fa una valutazione costi/benefici cioè fra i pregiudizi derivanti dall’adozione nei propri confronti di provvedimenti giudiziari ed i vantaggi connessi all’accaparramento di affari redditizi con modalità illegali. Stesse conclusioni si traggono dalle seguenti parole pronunciate dal TIBIA << me lo voglio prendere io!! ho visto l’affare, ci voglio vedere,arrivederci.. qual è il problema?…ho pensato, io parlando con te, mi farei una società con uno, che cazzo me ne fregherebbe, il problema qual è! mi sequestri il 10 per cento mio?..dico..è affitto!! >>, il quale mostrava di sapere come muoversi per eludere eventuali provvedimenti di sequestro, o comunque per limitarne i danni, secondo un sistema già collaudato. Che sin dal febbraio lo Smiraglia e il Tibia confidassero nella possibilità di ottenere, nonostante la liquidazione coatta, la gestione dello stabilimento balneare, qualora avessero voluto, si desume poi dalla seguente frase detta dal Tibia: “dobbiamo andare a chiamare a quello..così lo prendiamo, faccio le cose io..(parla sottovoce)… però nasce, non sia mai Dio, presta – nomi, cose hai capito!..io non (incomprensibile) ..ti dico la verità! >> Effettivamente i primi contatti con “quello”– di cui vi è prova- che poi condurranno all’affidamento in gestione del lido, sono intervenuti nel mese di gennaio. E’ dalla conversazione di cui al progressivo 113 del 12.01.2014, RIT PM 2/2014, intervenuta fra Giuseppe SCHEPIS, uomo fiducia di Luigi TIBIA e quest’ultimo, che emerge ciò.

Lo Schepis informava il Tibia che tale Aldo lo aveva appena chiamato (<< ora…mi ha telefonato Aldo… >>) ed era in attesa di conoscere le sue determinazioni (<< sta aspettando a te! eh…sta aspettando a te! >>). Appena due giorni più tardi, il 14.01.2014, era Luigi TIBIA che sollecitava Giuseppe SCHEPIS affinchè avvisasse Aldo che lo attendeva in un certo posto << gli telefoni e gli dici che sono qua…a “coso”…a Aldo? >> , ottenendo rassicurazioni sul punto << eh! gli sto telefonando! >>, (n. 198 RIT PM 2/2014). Trascorsi tre minuti circa, nella conversazione ascoltata al successivo progressivo 199, N. RIT PM 2/2014, Luigi TIBIA avvisava lo SCHEPIS che era tutto a posto facendogli ragionevolmente intendere che Aldo lo aveva raggiunto. Pur nulla trapelando in ordine alle ragioni di tale incontro, è significativo, anche alla luce degli esiti delle indagini svolte, che il luogo convenuto per l’incontro fosse sito in contrada Serra – pressi Mortelle, come attestato dalla rilevazione della cella di telefonia mobile sulla quale è transitato il segnale. Successivamente all’incontro anzidetto, la figura del sedicente Aldo riappariva in data 14.03.2014 (progressivo 2256 N. RIT PM 2/2014) allorchè telefonava al TIBIA, presentandosi confidenzialmente come Aldo (<< compare, sto disturbando? Aldo sono! >>), chiedendogli di poterlo incontrare, senza specificare il luogo (<< ci vediamo là? >>), ottenendo dal suo interlocutore risposta positiva (<< no…sono le cinque e un quarto…io per le cinque e mezza…sei meno venti…sono là…Aldo! >>). Il giorno seguente, Aldo e Luigi TIBIA concordavano un ulteriore incontro tra loro, come provato dalla conversazione ascoltata al progressivo 2281 (N. RIT PM 2/2014), nella quale quest’ultimo dava appuntamento ad Aldo intorno a mezzogiorno, presso la sua rosticceria (<< eh! dico io, ci vediamo verso mezzogiorno? dico…là…alla “cosa”, perchè io ho appuntamento più tardino… (…)alla rosticceria…da me! >>). Le ragioni degli incontri tra Luigi TIBIA e Aldo attestati dalle conversazioni intercettate, si spiegano alla luce di successive conversazioni, quale quella registrata al progressivo 30 del 19.03.2014 (RIT PM 336/2014). La citatata conversazione è intervenuta fra Aldo ed il dott. GUGLIOTTA Pietro; in particolare, in essa il predetto Aldo concordava un appuntamento con il GUGLIOTTA; il modo di relazionarsi del primo con il secondo (i due si davano del tu) mostra il rapporto confidenziale esistente fra i predetti. Considerata la contiguità temporale fra gli incontri avvenuti fra Aldo e Tibia e fra Aldo e Gugliotta e l’interesse del primo all’acquisizione della struttura alberghiero, – balneare di Mortelle di cui era liquidatore il secondo, sono stati effettuati approfondimenti istruttori e in particolare disposte le intercettazioni sulle utenze in uso ad Aldo, che fungeva evidentemente da trait d’unione fra i Tibia ed il Gugliotta. L’utenza utilizzata da quest’ultimo nelle conversazioni d’interesse è risultata intestata a GIANNETTO Giovanni; dagli accertamenti condotti allo stato civile dell’anagrafe della Casa Comunale di Messina si è appurato che nello stato di famiglia della madre di GIANNETTO Giovanni, figurano SANTORO Concetta, MORGANTE Eduardo, che ne è il genero ( coniugato con GIANNETTO Natalina ). E’ emerso ancora dal successivo controllo al Sistema Informativo Interforze del Centro Elaborazione Dati, che il predetto Morgante annoverava precedenti penali e pendenze; inoltre, in una circostanza, segnatamente in data 16.02.2013, era stato sottoposto ad un controllo di Polizia nel comune di Patti – Via Dei Pini – unitamente a CINGARI Antonino, COSTA Amedeo ed al liquidatore Dott. GUGLIOTTA Pietro. E’ stata sottoposta a monitoraggio anche l’autovettura in uso al GUGLIOTTA (autovettura individuata attraverso dei mirati appostamenti effettuati da personale dipendente, il quale – in esito agli stessi – ha appurato che il liquidatore era solito utilizzare una TOYOTA modello AYGO, numero di targa ET 226 EN). I contatti da ultimo riportati si spiegano alla luce del fatto che si approssimava l’01 aprile 2014 giorno fissato per la vendita – presso lo studio del Dott. GUGLIOTTA Pietro – dei beni della cooperativa Navigazione Garibaldi a r.l.. Nella giornata successiva, come si evince dalla telefonata registrata al progressivo 2636 ( RIT PM 02/2014) MORGANTE veniva contattato da TIBIA Luigi il quale – nel corso della conversazione – gli chiedeva se vi fossero sviluppi per quella questione, verosimilmente riferendosi alle procedure di vendita della struttura di cui si è detto (<< Come chi è !, compare, siamo a mare […] No niente!, che novità abbiamo, ma non ti ricordi giorno uno, giorno due >>). MORGANTE gli rispondeva di non averne, ma gli assicurava che avrebbe provveduto in serata (<< Aah si,no…parlando con te non ci sono andato, questa sera ci avvicino >>); TIBIA quindi lo esortava ad informarlo in merito (<< Ci avvicini e mi fai sapere ? >>). Non si sa se lo stesso giorno MORGANTE abbia messo al corrente TIBIA degli sviluppi della procedura di vendita della struttura, nondimeno, qualche giorno più tardi, segnatamente il 07 aprile 2014, lo stesso telefonava a GUGLIOTTA Pietro, chiedendogli se era nelle sue intenzioni proporre il bando per l’affidamento del lido (<< mi sono dimenticato di domandarti ….dico…questa settimana…lo fai il bando del coso…del Lido ? >> (progressivo 699, N. RIT PM 396/2014). Il Gugliotta rispondeva che si era già adoperato per ottenere la necessaria autorizzazione e che quando l’avesse ottenuta avrebbe potuto dare corso alle relative procedure (<< il bando del Lido…io già ho mandato tutto…per avere l’autorizzazione, quando mi arriva l’autorizzazione…faccio il bando >>). Illuminante degli sviluppi della vicenda concernente l’affidamento in gestione della struttura balneare, è la conversazione captata in data 02 aprile 2014 (N. RIT PM 395/2014) intercorsa a bordo dell’autovettura Toyota Aygo, tra il liquidatore Dott. Pietro GUGLIOTTA e PUGLISI Antonio detto Antonello, alla presenza di VENUTI Giovanna. Gli stessi, prima di incontrarsi, si sentivano per telefono e, nel corso della conversazione (n. 1165, RIT PM 336/2014) PUGLISI Antonello chiedeva a GUGLIOTTA se potevano recarsi assieme al lido, perché i tempi stringevano (<< non ti preoccupare… me lo immagin… io lo so !… io ti so !… io ti so ! statti tranquillo !… io sai che ti volevo dire della tua cortesia… e se noi qualche… ci possiamo fare qualche passeggiatina… io… perchè… perchè poi tu lo sai il tempo poi scalza >>), GUGLIOTTA lo metteva al corrente che si stava recando proprio lì, quindi i due su accordavano per vedersi (<< e vogliamo andare ? posso venire ? vengo con te ? >>). Nel tragitto che conduce a Mortelle, GUGLIOTTA riferiva al PUGLISI che l’asta era andata deserta (<< sì, l’asta è andata deserta >>), e questi gli rappresentava che l’aveva contattato proprio per avere lumi al riguardo (<< eh ed io per questo ti avevo telefonato per (inc.)…eh…speriamo che si aggiusta ma intanto dice che porta brutto tempo ora >>); quindi GUGLIOTTA gli proponeva di acquistare il lido in società (<< Antonello, ora noi ci compriamo il Lido, io e tu >>); PUGLISI accoglieva la proposta anche in ragione del fatto che l’affare commerciale poteva rappresenatare uno sbocco occupazionale per il proprio figlio (<< eh.. ne sarei felice … farei felice a mio figlio…. mio figlio tipo lo hai visto com’è…. tipo va è ragazzo, tipo nonostante abbia sta bambina cose, mi ha telefonato qualche tre o quattro volte, perché, perché dice papà, siccome questo è ….. (inc…)..che devo fare..(inc.)..che aspettiamo..(inc.)… no perché, perché qua lo fanno fuori Messina e dopo Barcellona, invece a Reggio c’è un posto che c’è una dottoressa brava che molti messinesi vanno là che li fa più veloci, perché qua è a periodi >>). GUGLIOTTA rilevava però, che occorreva superare un “ostacolo” sorto a cagione dell’atteggiamento assunto da MORGANTE Eduardo, il quale, a suo avviso, aveva parlato troppo, facendo sorgere così l’interessamento di altra gente nei confronti della struttura in questione (<< ora noi abbiamo uno scoglio da superare […] quello che ti dicevo io perché ALDO parla assai >>). GUGLIOTTA aggiungeva che MORGANTE aveva già condotto gli interessati sul posto (<< inizialmente lui li ha portati là, io gli ho fatto vedere >>), manifestando la sua contrarietà alla possibilità che costoro potessero realmente mostrarsi disposti ad acquisire il lido, tanto da sostenere che egli stesso li avrebbe eventualmente dissuasi dai loro intenti (<< se al 31 non vendo io pubblico chi vuol partecipare partecipa per l’affitto punto…. sì, va bene ma ora gli dico, digli “mi sa fannu o largu” (n.d.r. di non interessarsi più) >>). Nel prosieguo del brano – pur non pronunciandone il nome – si comprende che gli interlocutori individuavano gli aspiranti all’acquisizione della struttura in Luigi TIBIA e nei suoi affiliati, allorché GUGLIOTTA chiedeva a PUGLISI se costoro avessero avviato un’attività commerciale di rosticceria (<< ma hanno fatto una rosticceria? >>), e quest’ultimo gli rispondeva di si, spiegando che la stessa sorgeva in Via Manzoni – quartiere Giostra – nei pressi di un supermercato (<< l’hanno fatto e…… in un certo senso come se fosse la via Manzoni, eh…… […] quella che parte da piazza Castronovo e sale […] ….come se fosse…fosse Giostra […] alto alto, c’è un supermercato pure >>). Nel mese di gennaio 2014, Luigi TIBIA aveva avviato l’attività commerciale all’insegna “ I sapori del mattino”, con sede legale in Via Manzoni 84/86, costituendo a tal fine una società in accomandata semplice, in cui lui era socio accomandante, mentre sua moglie, CUSCINA’ Maddalena, era socio accomandatario.
Trascrizione della conversazione intercettata :
TOYOTA tg. ET226EN – GUGLIOTTA P. (RIT PM 395/14) – prog. 284 del 2.4.2014 ore 10.36
Interlocutori
GUGLIOTTA Pietro
PUGLISI Antonio (detto Antonello)
Giovanna
Ore 10.37′.01”
GUGLIOTTA: ciao ANTONELLO
PUGLISI: ragazzi scusate io ho chiamato
GUGLIOTTA: no, no
PUGLISI: come andiamo?
GUGLIOTTA: no
PUGLISI: tutto a posto
GUGLIOTTA: sì (inc.)
PUGLISI: no, perchè mi era sorto….non credo che mi doveva telefonare
GUGLIOTTA: nooo
PUGLISI: perchè avevamo detto….eravamo rimasti…che ci vedavamo qua…
GUGLIOTTA: no, nella Cesare Battisti un casino
PUGLISI: no e poi questo fatto che non si può camminare, come andiamo?
GUGLIOTTA: bene siccome do.. ci sono delle persone che vengono da Palermo che vogliono vedere l’albergo
PUGLISI: eh
GUGLIOTTA: e sto andando là
PUGLISI: certo
GUGLIOTTA: con la scusa
PUGLISI: bravo facciamo
GUGLIOTTA: l’uno e l’altro
PUGLISI: tutto a posto?
GUGLIOTTA: sì, l’asta è andata deserta
PUGLISI: eh ed io per questo ti avevo telefonato per (inc.)…eh…speriamo che si aggiusta ma intanto dice che porta brutto tempo ora
…OMISSIS…
Ore 10.42′.53”
GUGLIOTTA: Antonello, ora noi ci compriamo il Lido, io e tu
PUGLISI: eh.. ne sarei felice … farei felice a mio figlio…. mio figlio tipo lo hai visto com’è…. tipo va è ragazzo, tipo nonostante abbia sta bambina cose, mi ha telefonato qualche tre o quattro volte, perché, perché dice papà, siccome questo è ….. (inc…)..che devo fare..(inc.)..che aspettiamo..(inc.)… no perché, perché qua lo fanno fuori Messina e dopo Barcellona, invece a Reggio c’è un posto che c’è una dottoressa brava che molti messinesi vanno là che li fa più veloci, perché qua è a periodi
GUGLIOTTA: ora noi abbiamo uno scoglio da superare
PUGLISI: e tu lo sai la nostra vita eh… (ride)
GUGLIOTTA: no, dico per l’affitto della piscina no
PUGLISI: eh..
GUGLIOTTA: quello che ti dicevo io perché ALDO parla assai
PUGLISI: eh…certo io lo so perché si sono fatti sentire quelli là pure
GUGLIOTTA: no, da me no
PUGLISI: da lui, no capace che e’ stato lui che ha cercato loro
GUGLIOTTA: inizialmente lui li ha portati là, io gli ho fatto vedere
PUGLISI: sì, sì, sì, sì lui li aveva portati anche per altre cose (inc.)
GUGLIOTTA: eh… bravo… bravo
PUGLISI: sì va bene….. (inc.)…….. ora non lo so e certo… che questi qua lui ha detto che si sono fatti sentire
GUGLIOTTA: no, lui mi ha chiesto….
PUGLISI: (inc.)…forse
GUGLIOTTA: ah verso metà marzo, inizio marzo – senti ALDO io non posso dire niente perché ho l’asta, perché se giorno 31 vendo io non posso fare niente
PUGLISI: certo… (inc.)…non c’entriamo
GUGLIOTTA: se al 31 non vendo io pubblico chi vuol partecipare partecipa per l’affitto punto…. sì, va bene ma ora gli dico, digli “mi sa fannu o largu” (n.d.r. di non interessarsi più)
PUGLISI: no perché, allora era nel mese di gennaio – dicembre, periodo di natale, che lui ha detto… ha esposto questa cosa ora tu in poche parole, parlando con lui, io non voglio giudicare, perché lascia che giudica me, però ti dico tu a te chi ti porta a parlare se già avevamo parlato …(inc.)….non parlare perché questi qua nonostante ora sono… si stanno…. hanno fatto un sacco di cose, ognuno si vuole allargare sempre di più, eh…non è buono, perchè non è buono…perchè dobbiamo mandare nella confusione però…. lasciamo stare
GUGLIOTTA: ma hanno fatto una rosticceria?
PUGLISI: sì, hanno fatto una rosticceria
GUGLIOTTA: ma dove?
PUGLISI: l’hanno fatto e…… in un certo senso come se fosse la via Manzoni, eh……
GUGLIOTTA: uhm
PUGLISI: sì, non so se tu conosci la zona dove c’era….. la c’è un bar…. che si chiamava bar Ragno…c’è uno che….
GUGLIOTTA: ma la via Manzoni qual è?
PUGLISI: la via Manzoni è
GUGLIOTTA: quella che parte da piazza Castronovo e sale
PUGLISI: però qua invece è a scendere…. è alla fine alto no ….. c’è uno che vende pesci che ha una cosa, con una bancarella però grandissima con gli ombrelloni e installa sempre là fuori molti la conoscono e…..
GUGLIOTTA: e allora alla circonvallazione là sopra?
PUGLISI: no, non è circonvallazione …è sempre da….del tipo…
GUGLIOTTA: via Manzoni
PUGLISI: ….come se fosse…fosse Giostra
GUGLIOTTA: ma è in alto, allora
PUGLISI: alto alto, c’è un supermercato pure
GUGLIOTTA: sì, lo so
PUGLISI:: e poi c’è pure un mercatino che tipo lo chiamano è il mercato questo qua dove c’è uno che vende pescestocco, uno che vende frutta…(inc.).., la macelleria Castorina
GUGLIOTTA: ho capito dico da quelle parti è questa rosticceria
PUGLISI: e da quelle parti scendendo sulla sinistra, una volta c’era un tabacchino qua tipo c’è tutt’ora il tabacchino, nella zona, prima c’era una rosticceria e poi se l’era presa lui, ma non ha fatto in tempo, ora se le ripresa lui e ha fatto pure bar cornetteria cose, tutte queste cose, ….. ora certo non lo so io (inc.), non è che…certo…. il problema c’è, per dire non e’ al 100%, però c’è….. c’è…. perché giustamente lui non sapendo, potrebbe dire ma io dice lo sapevo prima,
GUGLIOTTA: uhm
PUGLISI: quando invece non è così, perché io questa cosa come l’ho saputa, non è che la sapevo
GUGLIOTTA: sì, sì
PUGLISI:: che io giustamente, ….. perché lui niente addirittura lui giustamente se era quel fatto……..

Dalla conversazione sopra riportata si desume l’interesse del GUGLIOTTA di acquistare la struttura balneare in discorso e di coinvolgere nell’affare il PUGLISI (<< GUGLIOTTA : Antonello, ora noi ci compriamo il Lido, io e tu >>); non sfugge però l’atteggiamento ambiguo del liquidatore che da una parte si accordava con il Puglisi, dall’altro non lesivava informazioni a terzi mostrandosi disponibile a far vedere loro la struttura, atteggiamento questo criticato dal Puglisi come si desume da un passaggio del dialogo sopra riportato:
GUGLIOTTA: inizialmente lui li ha portati là, io gli ho fatto vedere
PUGLISI: sì, sì, sì, sì lui li aveva portati anche per altre cose (inc.)
GUGLIOTTA: eh… bravo… bravo
PUGLISI: sì va bene….. (inc.)…….. ora non lo so e certo… che questi qua lui ha detto che si sono fatti sentire
GUGLIOTTA: no, lui mi ha chiesto….
PUGLISI: (inc.)…forse
GUGLIOTTA: ah verso metà marzo, inizio marzo – senti ALDO io non posso dire niente perché ho l’asta, perché se giorno 31 vendo io non posso fare niente
PUGLISI: certo… (inc.)…non c’entriamo
GUGLIOTTA: se al 31 non vendo io pubblico chi vuol partecipare partecipa per l’affitto punto…. sì, va bene ma ora gli dico, digli “mi sa fannu o largu” (n.d.r. di non interessarsi più)
PUGLISI: no perché, allora era nel mese di gennaio – dicembre, periodo di natale, che lui ha detto… ha esposto questa cosa ora tu in poche parole, parlando con lui, io non voglio giudicare, perché lascia che giudica me, però ti dico tu a te chi ti porta a parlare se già avevamo parlato …(inc.)….non parlare perché questi qua nonostante ora sono… si stanno…. hanno fatto un sacco di cose, ognuno si vuole allargare sempre di più, eh…non è buono, perchè non è buono…perchè dobbiamo mandare nella confusione però…. lasciamo stare

Invero, nei giorni a seguire, l’interesse di GUGLIOTTA per l’acquisto e/o gestione della struttura veniva meno a differenza del PUGLISI, il quale continuava ad ambirvi. Dagli esiti dell’attività captativa risulta che nei giorni a seguire PUGLISI si premurava di avviare dei lavori di pulizia presso la struttura in parola, proprio perché riteneva di essere lui il destinatario, quale logica conseguenza di quanto oramai deciso e concordato, riguardo l’affidamento della stessa. GUGLIOTTA gli affidava – seppur in maniera informale – ovvero nelle more di poter dare seguito alle necessarie incombenze, la gestione della struttura balneare in liquidazione, segnatamente il lido. Si segnala la conversazione registrata il 18.04.2014, al progressivo 2217 (N. RIT PM 336/2014) in cui GUGLIOTTA avvisava TRISCARI, il quale aveva gestito il lido l’anno precedente, che alle 15.30 sarebbe andata una persona di nome PUGLISI (<< ascolti alle tre e mezza viene una persona che si chiama Puglisi ! >>); il Triscari gli garantiva che si sarebbe recato presso la struttura di lì a breve. Appena più tardi, nella conversazione di cui al progressivo 2218 (N. RIT PM 336/2014) PUGLISI confermava a GUGLIOTTA di essere giunto nei pressi del lido (<< e io sono arrivato qua… ora mi sto avvicinando la al lido ? >>), e questi gli riferiva che la persona che aveva interessato, e che si chiamava TRISCARI, gli aveva assicurato di essere anch’essa in arrivo (<< eh lui mi ha detto che era… che stava scendendo… che era sotto alle tre e mezza… si chiama TRISCARI >>). PUGLISI comunicava a GUGLIOTTA di essere davanti la porta dell’albergo (<< io sono qua davanti alla porta dell’albergo ! >>), e questi – nella circostanza – lo autorizzava a chiedere chiarimenti a TRISCARI riguardo il funzionamento della piscina (<< vedi che lui… se tu vuoi gli puoi domandare pure a lui per la piscina… il funzionamento… >>). PUGLISI chiedeva ulteriore conferma a GUGLIOTTA se poteva farlo (<< eh… io siccome non sapevo, ti dico io non sapevo se dovevo… posso… io posso parlare allora giusto ? certo ! >>), e questi gli rinnovava il proprio consenso (<< si !… si ! >>). Il 23.04.2014 interveniva altra conversazione fra GUGLIOTTA e PUGLISI, al progressivo 2422 (N. RIT PM 336/2014) in cui i due si accordavano nuovamente per vedersi presso la struttura de qua. Il giorno seguente, 24.04.2014, vi era altra telefonata tra i predetti (progressivo 2526 N. RIT PM 336/2014) durante la quale PUGLISI chiedeva al liquidatore la disponibilità delle chiavi per accedere alla struttura balneare giacché nel pomeriggio aveva fissato un appuntamento con una persona, alla quale voleva mostrare qualcosa all’interno della stessa (<< si, e io questo ti volevo dire, se volevi, era buono, anche perché così… vedi tu se mi potevi lasciare le chiavi, perché siccome forse pomeriggio voleva venire uno che gli volevo fare vedere >>). In particolare, PUGLISI – nella circostanza – auspicava che il GUGLIOTTA fosse presente giacché intenzionato a fare delle fotografie, inoltre, approfittando della circostanza, avrebbe stilato un inventario e fatto una cernita di ciò che non era servibile (<< cosi noi veniamo facciamo due foto, vediamo quello che si può portare, cosi tu mi dici pure le cose che non ci servono, vengono li per fare,…. però è meglio perché il tempo si sta aggiustando un pochino >>). GUGLIOTTA assentiva, proponendo a PUGLISI di raggiungerlo allo studio, così assieme si sarebbero recati al lido con la sua macchina (<< passi dall’ufficio da me, lasci il motorino e andiamo con la mia macchina >>). Inoltre, PUGLISI, sottolineando che erano in corso di esecuzione i lavori di pulizia, adeguamento e quant’altro necessario alla messa in funzione della struttura, metteva al corrente GUGLIOTTA che aveva già dato incarico per la stampa della brochure illustrativa (<< poi un’altra cosa, io sto facendo tutta la pulizia e tutte cose, io ti volevo dire un’altra cosa importante siccome stiamo facendo le brochure… >>), e gli chiedeva se in essa potevano promuovere il sito indicandolo come ‘ lido di Mortelle ‘ (<< noi gli possiamo mettere lido di Mortelle?. >>, ottenendo risposta positiva. GUGLIOTTA poi avvisava il PUGLISI di aver già predisposto la determina per l’affidamento da fare firmare a suo figlio Samuele (<< io, avevo preparato, ho preparato la determina da far firmare a Samuele >>). Che di fatto il lido fosse affidato in gestione al PUGLISI si desume anche dalla discussione avente ad oggetto una bolletta relativa ad un conguaglio ENEL; PUGLISI rappresentava al suo interlocutore che per il ripristino dell’impianto elettrico era necessaria una somma considerevole, tuttavia aveva interessato al riguardo suo fratello, verosimilmente per la messa in opera dell’impianto (<< guarda, pur essendo un’elettricista io ti parlo chiaro c’è da spendere tantissimo ! però sto parlando con mio fratello io perchè con te >>). GUGLIOTTA lo rassicurava, gli raccomandava di documentare lo stato dei luoghi con delle fotografie, di fare pulire a fondo e con cura (<< che si dovrà dare una ramazzata una pulita magari all’interno… fagli le foto dove c’è la cacca dei cani… dov’e c’è tutta quella sporcizia… >>), e PUGLISI ribadiva che stava provvedendo al riguardo, tanto che – nella circostanza – si trovava al lido assieme agli operai (<< si qua sono con gli operai ! >>). Il giorno seguente, 29.04.2014 (al progressivo 2712 N. RIT PM 336/2014) GUGLIOTTA raccomandava a PUGLISI di chiudere con i lucchetti, sottolinenandogli che le chiavi doveva possederle esclusivamente il custode (<< uh… dico tutto quello che c’è da fare… da mettere lucchetti, se c’è qualche catena qualcosa dico le chiavi le deve avere esclusivamente il custode ! >>), ovvero lui (<< che è Puglisi ! >>), dato che l’accesso all’interno doveva essere precluso a chicchessia (<< non li deve avere più nessuno, e nessuno deve entrare la dentro! >>). GUGLIOTTA lo esortava poi a far intervenire un ferraiolo per ripristinare la porta forzata, chiudendola (<< no…. tu ti ho detto chiama un ferraiolo…. chiami un ferraiolo ! >>), e la spesa per tale lavoro l’avrebbe addebitata con fattura alla società Garibaldi (<< si fanno le fatture come Garibaldi… tutto quello che c’è da spendere… che io lo devo mettere in sicurezza… >>). Quanto illustrato – come già ampiamente sostenuto – prova in maniera inoppugnabile che il liquidatore aveva raggiunto già l’accordo con PUGLISI Antonio detto Antonello, affinché la gestione della struttura balneare posta in liquidazione coatta fosse affidata a quest’ultimo per la stagione estiva 2014, predisponendo a tal fine la determina per l’affido ed ogni atto prodromico ad essa (<< GUGLIOTTA : io, avevo preparato, ho preparato la determina da far firmare a Samuele >>). I propositi del Puglisi venivano frustrati, però, dall’ingerenza di Luigi TIBIA il quale, al corrente delle dinamiche sopra tratteggiate, immaginando che sarebbe stato estromesso dalla gestione del lido, interveniva in maniera risoluta e, assumendo contegni riconducibili al paradigma della metodologia mafiosa, raggiungeva lo scopo che si era prefisso, coartando la volontà della sua vittima, costretta a rinunziare alla gestione del lido per evitare più gravi conseguenze. E’ quanto si desume dalle intercettazioni intervenute nella tarda mattinata del 2 maggio. Quel giorno Giuseppe SCHEPIS ( utenza intercettata in forza del decreto n. RIT PM 92/2014) provava a telefonare al Morgante ( RIT PM 396-14 prog. 2003 ) mentre era in compagnia di Luigi TIBIA con il quale discuteva, mentre il telefono in uso a MORGANTE squillava. Di lì a poco, il predetto MORGANTE veniva immortalato dall’obiettivo della telecamera collocata in Via Manzoni e rivolta in direzione del fabbricato ove ha sede l’attività commerciale “I Sapori del Mattino”; in particolare egli, ivi giunto a bordo di motociclo, si appartava nei pressi dell’ingresso del locale anzidetto, ove colloquiava per circa quindici minuti con Luigi TIBIA. Alle 12.35 MORGANTE Eduardo telefonava a PUGLISI Antonio detto Antonello, concordando con lo stesso (nel corso della conversazione registrata al progressivo 2007 N. RIT PM 396/2014) – di incontrarsi (<< PUGLISI : eh! ci vediamo …sai dove, ci vediamo tra dieci minuti vicino a casa mia ? […] …Oppure a casa mia, dove vuoi tu >>). Concluso l’incontro con MORGANTE, PUGLISI telefonava a GUGLIOTTA, e, nel corso della conversazione registrata al progressivo 2893 delle ore 13.31 (N. RIT PM 336/2014) lo metteva al corrente di essere stato contattato e di aver parlato con Aldo (<< Si, lo so, perché è venuto, mi ha chiamato Aldo […] eh, mi ha tenuto un quarto d’ora, mi ha contato, mi ha raccontato un sacco di storie… >>) e gli esponeva delle perplessità in ordine a quanto dettogli da quest’ultimo. GUGLIOTTA gli proponeva allora di incontrarsi (<< eh, bene ti dovevo chiamare, perché poi magari se ci possiamo vedere un attimino >>) assicurandogli di essere persona che teneva fede agli impegni assunti (<< perché io sono di parola… >>) e invitandolo a non tenere in considerazione il Morgante (<< Si, si, lascialo stare, lascia stare,stare, stare >>); Puglisi quindi mostrava fiducia nei confronti del Gugliotta definendolo persona “precisa (<< …(sov.ne di voci)…Non mi devi dire niente, Pietro, per quanto ti voglio bene, non mi devi dire niente, altrimenti mi fai sentire male, perché tu, sei più che preciso….cade la linea. >>). Frattanto TIBIA, verosimilmente insospettito dalle esternazioni del MORGANTE in relazione alla probabilità che la concessione riguardo la gestione del lido potesse essere affidata ad altri, ed in specie a PUGLISI Antonello, decideva nel pomeriggio dello stesso giorno di effettuarvi un sopralluogo (come risulta dal gps che individuava l’autovettura nella SS.113 in località Mortelle nei pressi dell’ingresso del Lido Aragosta) portando con sé a tal fine ALOISIO Paolo, oltre al fedelissimo SMIRAGLIA Calogero e LISITANO Teodoro. Terminato il sopralluogo, i predetti salivano sul mezzo ( progressivo 5996) e quando si allontanavano commentavano quanto accaduto ed in particolare la discussione avuta con il Puglisi e con la moglie che avevano incontrato sul posto.
Si riporta integralmente il contenuto della conversazione:
Interlocutori:
SMIRAGLIA Calogero
TIBIA Luigi
ALOISIO Paolo
LISITANO Teodoro
(Salgono nuovamente in auto SMIRAGLIA, TIBIA, LISITANO e ALOISIO)
LISITANO: oh attento alla gamba ah
TIBIA: lui perchè si è buttato lui questo cesso
LISITANO: attento alla gamba quando…(inc.)
SMIRAGLIA: quello….quello è un Lupo
LISITANO: (inc.)
SMIRAGLIA: che ti pare che sia fesso questo?
TIBIA: perchè si è buttato?
SMIRAGLIA: non lo vedi che la parlantina dove se ne va quello io lo conosco
TIBIA: ma perchè si è buttato?
SMIRAGLIA: perchè è figlio di puttana
TIBIA: si apriva
SMIRAGLIA: e vuole fare la babbaria, perchè non si vuole esporre, perchè lo può….se lo può prendere pure tutto
ALOISIO: questo quale CARMELO?
TIBIA: no (inc.)
SMIRAGLIA: nooooo, il lupacchiotto là
LISITANO: chi?
TIBIA: coso…
SMIRAGLIA: ANTONELLO
TIBIA: quello te lo dico io
ALOISIO: tutto se lo può prendere?
TIBIA: ma ora tu dimmi quello che devo fare io? Che devo fare io?
SMIRAGLIA: ha un’abilità è figlio di puttana
TIBIA: che devo fare ora io con questo?
SMIRAGLIA: con chi?
TIBIA: qua…che dobbiamo fare io devo sapere?
SMIRAGLIA: dobbiamo trovare una persona…io sono pronto vengo io in prima persona, ma dobbiamo trovare a qualcuno per metterglielo sotto il nome
TIBIA: dico io
SMIRAGLIA: io che devo fare, dimmelo tu
TIBIA: tu che hai la parlata io purtroppo…
SMIRAGLIA: io vado, io dappertutto…(inc.)
TIBIA: io lo sapevo, io lo sapevo che il discorso
SMIRAGLIA: (inc.) questo merda lo sapevamo noi…
TIBIA: che si era messo lui, però…
SMIRAGLIA: ….lo sapevamo ce l’ha detto la prima volta quello là che ci ha incontrato
TIBIA: però merda pure lui
SMIRAGLIA: merda quello là con i capelli bianchi rifatti
TIBIA: merda perchè mi aveva girato
SMIRAGLIA: però perdonami…devi essere onesto…

SMIRAGLIA (progressivo 5997) lamentava il raggiro ai loro danni, architettato da gente che definiva indegna, capace di accordarsi a loro insaputa (<< con me è sincero, quando quello ha portato questa notizia io che ti ho risposto, vedi che questo con ANTONELLO è cazzo e culo, ci sta facendo la sceneggiata e allora aspetta un attimo fratello perchè poi io divento un cornuto, ho ragione quando ci fanno la faccia davanti e da dietro sono indegni? >>).Eloquente la risposta di TIBIA, determinato a raggiungere il proprio scopo, tanto da dirsi disposto a concedere al PUGLISI la gestione del lido, solo a condizione di spartire a metà i ricavi tra loro (<< guarda appena io voglio comparire bene gli dico “senti una cosa, fai tutte cose e dividiamo a metà, ciao, ciao” [… ] (inc.)…non mi passa per la minchia >>). SMIRAGLIA mostrava fastidio per l’atteggiamento che PUGLISI aveva tenuto nei suoi riguardi, tanto da aver pensato di picchiarlo, per poi desistere (<< lui mi riprende a me, io ti giuro mi dovrebbero morire i miei figli, per i bambini e per te non l’ho picchiato […] perchè…perchè non lo dovevo picchiare con quella parola >>). Asseriva poi di conoscere PUGLISI e di essere sicuro che l’indomani mattina lo stesso avrebbe receduto dai propositi di gestione della struttura (<< no, lascia tutte cose, io lo conosco bene […] lascia tutto, domani mattina… >>). TIBIA continuava a manifestare il suo intento di gestire comunque la struttura, sottraendola con prepotenza a chicchessia (<< sì, domani gli fa piacere…io se voglio..glielo prendo…domani mattina gliela faccio prendere…. …. sì, ma non gliene lascio, forse non ci siamo capiti, non gliene lascio >). SMIRAGLIA si mostrava della stessa idea del Tibia, quella cioè di non lasciare (<< no, lasciare noi non dobbiamo lasciare, intanto prima dobbiamo trovare una persona e poi non lasciamo niente. perchè poi…(inc.)….glieli sto facendo fare io personalmente in tutti i posti non ne ho problemi e cominciando lui…lo sai come si defila il primo di tutti…lui…perchè il personaggio….lo sa che gliela mette in culo…quando vuole, perchè mi conosce lui >>) e TIBIA aggiungeva che qualsiasi escamotage avesse potuto studiare il Puglisi, sarebbe stato costretto comunque a lasciargli la gestione del lido (o parte degli introiti). Durante il tragitto di rientro (vedasi progressivo 5999) TIBIA ribadiva che una possibile soluzione consisteva nel far gestire la struttura a PUGLISI e riservarsi il 50% dei ricavi (<< lo devi vincolare, lo devi vincolare in un modo che mi sta bene pure a me …dice “no, se non te lo prendi tu, non me lo prendo neanche io…allora gestiscilo tu…fai tutte le cose….dimmi le spese….e dividiamo la pagnotta ciao ti saluto” (si sentono sbattere le mani) >>), proposta condivisa dallo SMIRAGLIA anche perché avrebbe consentito loro di non figurare nella società (<< e inoltre compare lui >>). L’eventualità della “cogestione estorta” veniva ulteriormente ribadita da TIBIA come si desume dal passo che integralmente si riporta:
Interlocutori:
SMIRAGLIA Calogero
TIBIA Luigi
ALOISIO Paolo
LISITANO Teodoro
Inizio Trascrizione
SMIRAGLIA : di questo
TIBIA : lo devi vincolare, lo devi vincolare in un modo che mi sta bene pure a me …dice “no, se non te lo prendi tu, non me lo prendo neanche io…allora gestiscilo tu…fai tutte le cose….dimmi le spese….e dividiamo la pagnotta ciao ti saluto” (si sentono sbattere le mani)
SMIRAGLIA : e inoltre compare lui
TIBIA: che me ne fotto
SMIRAGLIA : meglio ancora questa cosa…pensata
TIBIA : io tento questa cosa…”poi se tu te ne vuoi uscire…perchè io agli occhi della tua famiglia che io sembro il cattivo e tu sembri il buono…non esiste”—che c’è una fragola…ce la dividiamo mezza ciascuno
SMIRAGLIA : ma tu la conosci a questa…ROSA
TIBIA : non la so, no
SMIRAGLIA : ROSA pericolosa è…parola mia….dalle mie parti…se ne andava pure a bruciare macchine…lei…(inc.)…lui…un porco è….
TIBIA : sì lo vedevo io
SMIRAGLIA : ma lui lo sai che faceva?
TIBIA : e quella puttana è…per davvero…la figlia di CARMELO?
ALOISIO: uhm, uhm
SMIRAGLIA :(inc.)….perchè la moglie di CARMELO, la sorella di CARMELO tutte…(inc.)…sono….
TIBIA : di CARMELO, di chi parli tu?
SMIRAGLIA : di quello di quella parte
TIBIA: e chi li conosce?

Infine, SMIRAGLIA (progressivo 6000), dopo avere ancora narrato ulteriori circostanze riguardo la sua conoscenza pregressa con PUGLISI, metteva in guardia TIBIA sostenendo che era comunque opportuno agire con intelligenza ed astuzia perché la controparte avrebbe potuto interessare le forze dell’ordine (<< qua fratello ora ci vuole intelligenza e astuzia […] ti sto dicendo bisogna fare questo….perchè questi si difendono con la Questura >>). TIBIA mostrava di non lasciarsi intimorire da cio e ribadiva che era comunque intenzionato a seguire la sua strada, superando ogni ostacolo che si fosse frapposto (<< no, io non gliene lascio […] e questi …(inc.)…con la Questura si difendono >>). La determinazione del TIBIA, le espressione dallo stesso usato e l’atteggiamento assunto, costituiscono tratti distintivi e sintomatici del suo spessore criminale e del metodo tipicamente mafioso che utilizza per piegare le vittime. Che il Puglisi abbia percepito pienamente l’intimidazione subita e si sia piegato al volere del Tibia si desume da quanto accaduto il pomeriggio dello stesso giorno. PUGLISI – dopo l’incontro con TIBIA – dapprima tentava di comunicare con MORGANTE, non ottenendo risposta, poi incontrava il liquidatore Dott. GUGLIOTTA Pietro, mettendolo al corrente degli eventi. E’ quanto si ricava dai brani registrati ai progressivi 2927 e 2929 (RIT PM 336/2014) relativi alle conversazioni avvenute tra PUGLISI e GUGLIOTTA.
Trascrizione della conversazione intercettata :
Interlocutori :
GUGLIOTTA Pietro
PUGLISI Antonio, detto Antonello
Inizio trascrizione
(Squilli)
GUGLIOTTA PIETRO : … non gliene affitto Lido.
PUGLISI ANTONELLO:…Incomprensibile sov.ne di voci…No adesso dobbiamo vedere se li poss……Incomprensibile sov.ne di voci…
GUGLIOTTA PIETRO:…no niente..
PUGLISI ANTONELLO: adesso di quanto …Incomprensibile sov.ne di voci…
GUGLIOTTA PIETRO: no non me ne faccio dare autorizzazione
PUGLISI ANTONELLO:…dato che sono personaggi
GUGLIOTTA PIETRO:..non me ne faccio dare …
PUGLISI ANTONELLO:…che se la facciano passare loro che sono personaggi…
GUGLIOTTA PIETRO: No,no,devo parlare con…
PUGLISI ANTONELLO: anzi , io lo sai cosa ti dico che….Incomprensibile..glieli raccomandiamo, ti giuro ma noi non sappiamo neanche quello che gli ho detto…questo lo capisci che non ti risponde neanche a te, se no è guai con loro e con loro…
GUGLIOTTA PIETRO: con chi con loro ?.
PUGLISI ANTONELLO: con i “fidusi”…squillo…a tuo fratello!…io neanche me…incomprensibile…gli ha raccontato tutte cose, tutto per filo e per segno, che siamo di famiglia per bene to…to tre lauree, sua sorella professoressa e queste cose, siccome lo vuole bene a tutti eh. eh Mario MARCHESE ha preso e lo ha “salato” lo ha “salato” ma tu cosa gli conti ma che gli conti…ma che cosa gli racconti a quello che è una gazzetta.(ndr uno che racconta tutto).
riattacca mette giù.

Trascrizione della conversazione intercettata :
Interlocutori :
GUGLIOTTA Pietro
PUGLISI Antonio, detto Antonello

inizio trascrizione
PUGLISI ANTONELLO: …Questi erano lì dentro…questi vengono con i tir, perchè accanto a lui c’è quello di Universo Casa, che hanno i tir hanno cose che si portano magari i muri…squillo…però guarda che io a te non ti sto dicendo niente perchè so che tu a me non mi tradiresti mai, perchè il altrimenti per queste cose se lo sa mia moglie me ne potrei scappare di casa.
GUGLIOTTA PIETRO : No,no.
PUGLISI ANTONELLO: mi dice , tu mi devi dire soltanto che la tua vita è cambiata devi andare per questo…squillo…avanti, ma siccome io non posso sentirli , perchè io so chi…incomprensibile squillo…perchè io ti rispetto…però noi dobbiamo sapere quello che gli ha detto, io davanti a loro gli ho telefonato ad ALDO e non mi ha preso il telefono, non mi ha preso il telefono…può essere che era con te.
GUGLIOTTA PIETRO: non mi sta prendendo il telefono…
PUGLISI ANTONELLO: …adesso è con loro…
GUGLIOTTA PIETRO: Ma con me sbaglia a non prendermi il telefono.
PUGLISI ANTONELLO: senti a me può essere che si trova con loro.. quello che gli stanno raccontando …io non prendo il telefono…incomprensibile squillo…ma che facciamo prendiamo all’indietro lui non prende il telefono, altrimenti io devo venire a piedi da Louders..una volta non ci credevo a questo fatto il signore esiste…perchè lui …quello che gli hai fatto tu, altro che salta.

E’ lampante che GUGLIOTTA e PUGLISI parlassero dell’affidamento della struttura balneare di Mortelle, difatti GUGLIOTTA nel primo dei due brani, esordiva dicendo che il lido non l’avrebbe affittato al TIBIA (<< … non gliene affitto Lido >>), e, per giustificare tale decisione come una scelta non sua, preannunciava che non avrebbe richiesto l’autorizzazione (<< no non me ne faccio dare autorizzazione >>). PUGLISI conveniva (<< dato che sono personaggi […] …che se la facciano passare loro che sono personaggi… >>) aggiungendo che -data la personalità dei soggetti interessati che definiva personaggi, se la dovevano vedere loro senza la mediazione del Gugliotta. E’ significativo che il PUGLISI – nel corso della discussione – definisca Tibia ed i suoi “personaggi”; se si considera il contesto in cui le frasi sono state espresse e la vicenda occorsa, è evidente che il predetto li ritenga persone capaci di condizionare, di incidere sulle altrui libere manifestazioni di volontà, in forza dello spessore criminale. Che uno dei “personaggi” fosse il TIBIA trova altresì conferma nel fatto che il PUGLISI diceva che il primo era vicino a “quello” di UNIVERSO CASA, che si individua in SMIRAGLIA Calogero detto Carlo, come si dirà (<< …Questi erano lì dentro…questi vengono con i tir, perchè accanto a lui c’è quello di Universo Casa, che hanno i tir hanno cose che si portano magari i muri…squillo…però guarda che io a te non ti sto dicendo niente perchè so che tu a me non mi tradiresti mai, perchè il altrimenti per queste cose se lo sa mia moglie me ne potrei scappare di casa >>). MORGANTE Eduardo rispondeva solo al terzo tentativo di chiamata effettuato da GUGLIOTTA e, nel corso del breve colloquio tenuto (registrato al progressivo 2931, N. RIT PM 336/2014) quest’ultimo sollecitava il primo a raggiungerlo allo svincolo autostradale di Boccetta, poiché doveva parlargli con urgenza, cosa che il MORGANTE faceva. Mentre MORGANTE discuteva con GUGLIOTTA e PUGLISI, dopo un po’, alla presenza degli stessi, colloquiava telefonicamente con Luigi TIBIA con cui si dava un appuntamento (progressivo 2045, N. RIT PM 396/2014). Nel corso della telefonata, si ascoltava la voce fuori campo di PUGLISI, il quale rifletteva sull’opportunità di allontanarsi da Messina così “ da non percepire neanche la puzza “(<< e quando tu dici….”che me ne devo andare in altri pae…. e uno neanche la puzza >>), termine usato in senso dispregiativo per definire coloro che con i loro metodi violenti lo avevano prevaricato. GUGLIOTTA cercava di rasserenarlo, sollecitandolo alla calma ed invitandolo a raggiungere la moglie, suggerimento che il PUGLISI recepiva, anche perché quest’ultima, presente al confronto avvenito con TIBIA ed i suoi, a dire dello stesso stava poco bene, iniziando ad accusare dolori al petto (<< no perché a lei gli sta prendendo il dolore nel petto… >>), sicuramente provata per la discussione avvenuta al lido, che l’aveva vista spettatrice. Quando il PUGLISI se ne andava, GUGLIOTTA e MORGANTE raggiungevano la rosticceria “I sapori del mattino” di Via Manzoni, ove incontravano Luigi TIBIA, come provano i filmati registrati dalla telecamera orientata in direzione della predetta attività commerciale. Terminato l’incontro, MORGANTE telefonava a PUGLISI chiedendogli se poteva raggiungerlo a casa perché doveva parlargli (<< no, siccome io sto salendo ti volevo vedere un…un minuto… >>), e questi (vedasi progressivo 2047 N. RIT PM 396/2014) gli rispondeva che l’avrebbe atteso sotto casa (<< eh…va beh ora scendo un attimo, non ti preoccupare ci vediamo sotto …un bacio >>). Personale dipendente riscontrava la presenza dei predetti MORGANTE e PUGLISI in Via Palermo, pressi civico 247, intenti a dialogare tra loro. Che il PUGLISI avesse deciso di recedere dalla gestione della struttura balneare si trae dal contenuto della conversazione avvenuta il giorno seguente ai gravi accadimenti illustrati, il 03.05.2014 (progressivo 2954 N. RIT PM 336/2014) allorchè il predetto si sfogava con il GUGLIOTTA. Nella circostanza lo metteva al corrente di essersi recato al lido e di aver provveduto a ritirare quanto di sua proprietà, pulire, rassettare e chiudere (<< cosi tiracchiamo andiamo avanti, senti io sono andato li, ho preso le cose, perché aveva la taglia erbe, tutte le cose, ho sistemato tute le cose e adesso, ho inquadrato li ho pulito, ho chiuso, e poi li tutto apposto, in caso poi noi ci vediamo lunedì, non ti preoccupare pazienza, andiamo avanti, la nostra vita è questa, noi facciamo sacrifici, e noi siamo questi, non ci sono altre discussioni…. >>), esprimendo tutta la sua delusione per l’episodio che lo aveva visto triste protagonista il giorno precedente. GUGLIOTTA si diceva anch’egli parecchio dispiaciuto (<< a me sai quanto mi dispiace che tu >>) e PUGLISI ribatteva che dovevano prendere le distanze da quelle bassezze (<< lo so, lo so tu non devi aggiungere niente non devi aggiungere altro, perché so, che lo dici con il cuore, però poi lunedì parliamo, su tante cose perché poi…..poi le tagliamo queste discussioni, a noi non ci interessano queste bassezze, siamo un poco, poco, io un gradino su, tu sei in terrazza “incomp” >>).
Trascrizione della conversazione intercettata :
Interlocutori
GUGLIOTTA Pietro
PUGLISI Antonio (detto Antonello)
inizio trascrizione
GUGLIOTTA : pronto
PUGLISI: Pietro buongiorno, come andiamo
GUGLIOTTA: buongiorno ANTONELLO tu?
PUGLISI: cosi tiracchiamo andiamo avanti, senti io sono andato li, ho preso le cose, perchè aveva la taglia erbe, tutte le cose, ho sistemato tute le cose e adesso, ho inquadrato li ho pulito, ho chiuso, e poi li tutto apposto, in caso poi noi ci vediamo lunedì, non ti preoccupare pazienza, andiamo avanti, la nostra vita è questa, noi facciamo sacrifici, e noi siamo questi, non ci sono altre discussioni….
GUGLIOTTA: a me sai quanto mi dispiace che tu
PUGLISI: lo so, lo so tu non devi aggiungere niente non devi aggiungere altro, perché so, che lo dici con il cuore, però poi lunedì parliamo, su tante cose perché poi…..poi le tagliamo queste discussioni, a noi non ci interessano queste bassezze, siamo un poco, poco, io un gradino su, tu sei in terrazza “incomp”
GUGLIOTTA: questa mattina mi aveva chiamato GIANFRANCO e mi ha detto, glielo hai detto di pulire, gli ho detto guarda ieri sera mi ha chiamato e mi ha detto, che siccome ci sono troppe spese
PUGLISI: la verità, la verità
GUGLIOTTA: c’è troppo….
PUGLISI: manca questo, manca materiale, non le possiamo affrontare tutte queste spese
GUGLIOTTA: lui non è nemmeno….
PUGLISI: questa forza non la ho
GUGLIOTTA: gli ho detto… mi ha detto che con malincuore vuole lasciare tutto
PUGLISI: lasciare tutto, bravo, bravo
GUGLIOTTA: glielo ho detto più di una volta, ma lui
PUGLISI: bravo, bravo
GUGLIOTTA: ma lui ha fatto una riunione di famiglia e hanno deciso…
PUGLISI: bravo bravo, bravissimo, anche se in un certo senso è anche la verità, non ti preoccupare
GUGLIOTTA: poi noi lunedì ci vediamo, tu le chiavi ce le hai tu giusto?
PUGLISI: si certo io…. perchè non gliele posso portare, perchè poi parlano tutti
GUGLIOTTA: no, no non gliele devi dare a nessuno, le devi dare a me
PUGLISI: certo “incomp” poi parliamo lunedì, poi deve venire lunedì un amico nostro che si deve fare la partita…. poi te lo presento come un cliente, un bravo ragazzo, è idraulico cose
GUGLIOTTA: se io dovessi scendere domani sera a Messina, pomeriggio ti chiamo
PUGLISI: bravo, con piacere ci prendiamo un caffè e stiamo 10 minuti insieme, un bacione grazie del pensiero ciao grazie ciao
GUGLIOTTA: ciao

Due giorni più tardi, il 04.05.2014, nella conversazione registrata al progressivo 2093 (N. RIT PM 396/2014), TIBIA e MORGANTE concordavano di incontrarsi l’indomani mattina. TIBIA, che nella circostanza era in compagnia di SMIRAGLIA, chiedeva conferma a MORGANTE se aveva avuto modo di parlare (<< dico io domani mattina ci vediamo, tu già hai parlato? >>), e questi rispondeva in senso affermativo (<< sì, sì, sì, sì >>). L’atteggiamento tenuto dal GUGLIOTTA nella vicenda è stato a dir poco ambiguo; si è detto della proposta rivolta al Puglisi “Antonello, ora noi ci compriamo il Lido, io e tu” e delle informazioni date al MORGANTE già nel gennaio destinate al TIBIA cui era stato fatto vedere il lido. Il 6.05.06 il Gugliotta (a bordo della propria autovettura TOYOTA AYGO, targata ET 226 EN) ancora intavolava trattative con altre persone cioè con COLOSI Gianfranco (progressivo 1385). COLOSI dapprima proponeva al suo interlocutore l’eventualità di accogliere nella struttura i profughi, stipulando una sorta di convenzione con il Ministero degli Interni (<< il Ministero dell’Interno […] per il dormire in questo senso sono al Pala Nebbiolo…è un’operazione troppo bella questa >>), poi lo sollecitava ad accelerare le trattative, anche perché per lui ciò avrebbe costituito un tornaconto in termini economici (<< e che te ne frega, anzi PIERO hai…il tuo tornaconto da rappresentante della GARIBALDI perché…perché prendi più soldi…no? >>), chiedendogli a tal riguardo quale fosse la sua perplessità (<< eh…allora non capisco la tua perplessità….no..non ti capisco io >>), e GUGLIOTTA replicava che era determinata dall’ingerenza di Luigi TIBIA, al quale non poteva opporsi, anzi doveva accondiscendere pena atti ritorsivi (<< la perplessità, la perplessità oggi è quello di là sopra LUIGI, che cazzo fai, che gli devo dire? […] che gli devo dire? […] un bordello succede, quello fa lo sfregio >>). COLOSI sposava le considerazioni di GUGLIOTTA dichiarando che anche lui non voleva avere a che fare con gente di quel genere, riferendosi a TIBIA, che si imponeva con prepotenza prevaricando gli altri, costringendoli a sottostare alle sue volontà (<< perché pure che tu vuoi fare la gara, ora ci sto….. quello li chiama le persone e li fa impaurire a tutti, pure io se lui mi chiama….no, che mi spavento…ma chi mi porta per niente… […] eh………pure io me la farei alla larga, PIERO….no, perché tu che faresti?…..Dico chi si mette con questa gente, per quale motivo….(tossisce)…no……no, no stavolta no…va beh io sempre però tra virgolette ah….se aprissi la piscina lui non può passare questo non c’è ombra di dubbio….su questo non ci puoi scrivere “carni i porcu”….qua non c’è nessuno….no? >>). La conversazione proseguiva (al progressivo 1386) allorchè COLOSI chiedeva a GUGLIOTTA di chiarirgli le sue intenzioni (<< mi fai capire, tu mi devi fare capire quello che vuoi fare, minchia certe volte veramente >>), quest’ultimo rispondeva dichiarando di essere parecchio confuso e di non sapere bene come comportarsi (<< non lo so, non lo so […] boh sono confuso >>), ribattendo che anche il suo interlocutore non aveva le idee chiare; GUGLIOTTA: “sono confuso anche perché tu…..cosa, poi me ne dici un’altra; COLOSI: ah sì ora sono io che prima dico una cosa e poi un’altra). Tornando all’atteggiamento assunto da TIBIA e dai suoi nella vicenda è eloquente la conversazione intervenuta sempre il 06 maggio 2014 (N. RIT PM 175/20146357) a bordo della FIAT PANDA in uso allo SMIRAGLIA, fra quest’ultimo, TIBIA Luigi ed ALOISIO Paolo che verteva sui rischi che correvano per le modalità con cui avevano avuto in gestione il lido. SMIRAGLIA invitava TIBIA alla prudenza nella convinzione che potevano ritenerli responsabili di estorsione e di turbativa d’asta per i comportamenti tenuti (<< …. vuoi sapere che succede te lo dico io…e continua…”mi ha fatto banniare questo…(inc.) […] l’estorsione di sopra ci accollano […] estorsione, turbativa d’asta e non si ripercuote su quell’altra cosa…che stai dicendo […]..vedi che si ripercuote >>). TIBIA ammetteva che potevano accusarli anche di atteggiamenti mafiosi (<< mafiosi certo >>), e SMIRAGLIA lo confermava, dichiarando che PUGLISI era persona capace di dichiarare che loro nella circostanza avevano impaurito la bambina (<< bravo…questo non c’è discussione…ma tu dico…ANTONELLO PUGLISI… […] voi non lo conoscete, quest’altro personaggio era uno…e uno fanno due…le parole tu pesale…sua figlia poi si spaventa…”chi mi figlia, si è spaventata la bambina”…io conosco tutta la famiglia…”mia figlia è stata, non c’entro niente io, la bambina si è spaventata…che vuoi è successo questo…questo…sono andati ad interrogarla….la bambina”… >>), ed a tale riguardo esprimeva la convinzione che già si fossero rivolti ai Carabinieri (<< ti sto dicendo…che questi già sono andati a parlare e sanno tutto i carabinieri >>).
Interlocutori:
SMIRAGLIA Calogero
TIBIA Luigi
ALOISIO Paolo
Inizio Trascrizione
SMIRAGLIA : giusto o no
ALOISIO: no non c’è neanche da paragonare, perchè quelli là non è che giocano ad armi pari
SMIRAGLIA : aspetta ma ci stai portando…tu lo vedi…sei sulla soglia del muretto giusto con la cosa che è gia al…90…80%, che ritorna fertile…si riprende le sue cose…basta una “tumpulatedda i chisti” e cade da quella parte…mille per mille
TIBIA: no…(inc.)…cade no, ma non c’entra niente CARLO lo sai perchè, non c’entra niente quel discorso che…(inc.)
SMIRAGLIA : …. vuoi sapere che succede te lo dico io…e continua…”mi ha fatto banniare questo…(inc.)
TIBIA : che c’entra sono libero io, che vuole dire…che cazzo
SMIRAGLIA : ho capito
TIBIA : e io sono libero di fare quello che voglio
SMIRAGLIA : l’estorsione di sopra ci accollano
TIBIA : l’unica cosa ti può fare pagare……
SMIRAGLIA: l’estorsione di sopra ci accollano
TIBIA: si può fare qualche cattiveria tipo turbativa d’asta…bordelli
SMIRAGLIA : estorsione, turbativa d’asta e non si ripercuote su quell’altra cosa…che stai dicendo
TIBIA : no ti fanno capire….ti fanno la tragedia
SMIRAGLIA :..vedi che si ripercuote
ALOISIO: e capace che ti dicono…(inc.)
SMIRAGLIA : si ripercuote anche su di là…ti fanno i rapporti negativi…tutte cose negative…si ripercuote là LUIGI, ci possiamo scommettere quello che vuoi fratello, te lo posso garantire io si ripercuote là e perdiamo “sceccu cun tutti i carrubbi” te lo posso garantire…ohu…forse non mi spiego…io sono accanto a te…andiamo dove vuoi e quando vuoi e facciamo qualsiasi cosa, non me ne fotte un cazzo…forse va, non lo devo ripetere sempre…però per il mio punto di vista io vedo pure questo…poi se tu dici decidiamo che si deve prendere, andiamo e lo prendiamo, come finisce…finisce…però ti faccio vedere che sono infami e ci sono tre…tre infami…
TIBIA: sì, ma tre infami…
SMIRAGLIA: perchè falsi sono
TIBIA: …si devono sedere al Tribunale per dire che cosa
SMIRAGLIA: per dire che cosa…te lo dico io…che siamo andati e gliela abbiamo tolto con la forza…loro si fanno le “pecore”
ALOISIO: (inc.)
SMIRAGLIA: …e ce la mettono in culo
TIBIA: mafiosi certo
SMIRAGLIA: bravo…questo non c’è discussione…ma tu dico…ANTONELLO PUGLISI…
ALOISIO: sai che dico io
SMIRAGLIA: voi non lo conoscete, quest’altro personaggio era uno…e uno fanno due…le parole tu pesale…sua figlia poi si spaventa…”chi mi figlia, si è spaventata la bambina”…io conosco tutta la famiglia…”mia figlia è stata, non c’entro niente io, la bambina si è spaventata…che vuoi è successo questo…questo…sono andati ad interrogarla….la bambina”…
ALOISIO: (inc.)
SMIRAGLIA: (inc.)….sua figlia…(inc.)…e faceva la stupida
ALOISIO: lui troppo…(inc.) mi sembrava che fosse…”parata” (n.d.r. vestita a modo) ROSA…
SMIRAGLIA: va boh, ma la conosci a sua moglie? Sua moglie napoletana è….ohu…”sbagliano le femmine…la bambina…che vuoi si è spaventata per suo padre… noi non vogliamo sapere più niente di queste cose…” non l’hai sentito…”noi andiamo in chiesa…”….lo sai come si rifugiano…
ALOISIO: (inc.)…c’era qualcuno che doveva sentire….per come parlavano, sembra che ci fosse qualcuno che doveva sentire….glielo ho detto io, quando poi lui ha capito in quel modo…gli ho detto….”se vuoi….(inc.)..”
TIBIA: sì, ma poi lui vuole che ci sia andato….l’ha chiamato di nuovo dice “no, io vado…(inc.)….”…gli ha detto…”….aggiustiamo la piscina” e lui aggiustiamo la piscina per quale motivo…dice…” poi me la discuto io, perchè la piscina è la mia”
SMIRAGLIA: lo sai che gli diceva “io è da una vita che spendo soldi qua…tu pensi…”…cioè lo sai che fanno questi una persona che ti dicono “lavati a facci chi sii megghiu i mia”
TIBIA: come insieme
ALOISIO: (inc.)
SMIRAGLIA: ….ma va….
TIBIA: perchè è la sua…
SMIRAGLIA: ….ma li conoscete le persone….
TIBIA: perchè è la sua…
ALOISIO: e che ne sai… (inc.)….me li prendo io…(inc.)
TIBIA: no, bisogna vedere ciò che vuole fare…io l’unica cosa che la devo mettere nel sacco (n.d.r. modo di dire)….”signor COLOSI come vuole fare lei, facciamo”
ALOISIO: certo
SMIRAGLIA: stai attento a quello che dici, misurale tutte e pesale tutte
TIBIA: perchè se uno se la dovrebbe prendere, gli dovrebbe dire…”senti che minchia vuoi tu qua?”
ALOISIO: (inc.)
TIBIA: e che….
ALOISIO: lo so, potrebbe parlare così…quando…è…(inc.)…
TIBIA: ma perchè in regola sei tu
SMIRAGLIA: quando parla con una persona
ALOISIO: eh bravo
SMIRAGLIA: uomo…come a te che se la vuole discutere
ALOISIO: …con questi qua, ragazzi secondo me qua a Messina, non si può fare niente a meno che non hai…e non è cosa sua…una capra di queste…a favore tuo…
SMIRAGLIA: che è? Cosa hai fatto?
TIBIA: mi sono mangiato..(inc.)
SMIRAGLIA: ah sembravi pensieroso
ALOISIO: a meno che non hai una capra di questi…in questo modo a favore tuo….
SMIRAGLIA: devi cambiare vita Ciccio, te ne devi andare da quella parte
ALOISIO: sì ma poi….e non può essere…perchè questi li fanno…da che mondo e mondo…(inc.)
SMIRAGLIA: ti sto dicendo…che questi già sono andati a parlare e sanno tutto i carabinieri
TIBIA: glielo ha dovuto dire chiaro lui, certo glielo ha dovuto dire la cosa… è salito là sopra…dice…”minchia va beh da domani ti….”
SMIRAGLIA: anzi lo sai quello che fanno…con la scusa….”(inc.) …prendere altre cose…che abbiamo un’indagine in corso”….gliela fanno prendere per forza a COLOSI…senza soldi…fagliela prendere a COLOSI che c’è un’indagine in corso
TIBIA: sì…(inc.)
ALOISIO: (inc.)….gli ha fatto gola pure…
SMIRAGLIA: e quello prende…”cazzo, con le palle”
TIBIA: e lui gli ha dovuto dire…così almeno….
SMIRAGLIA: hai capito…lui era senza soldi…guadagna i soldi… e suo padre gliela mette in culo…(inc.)
TIBIA: dice appena lui viene e ti minaccia…lo arrestiamo
SMIRAGLIA: bravo…in tre minuti…si mette qualche due là…che si divertono allo stesso tempo e fanno…l’unione
TIBIA: no, perchè fanno no…perchè i carabinieri con lui possono fare quello che vuole
SMIRAGLIA: certo
TIBIA: l’anno scorso c’era tutta la Squadra Mobile là
ALOISIO: lo vedi là
TIBIA: che erano seduti, che non pagavano…
SMIRAGLIA: perciò….ma che state dicendo…se poi dobbiamo fare i contrastoni là…il fratello di nostro fratello che è un dawn…se facciamo queste minchiate che glielo dobbiamo regalare…ci sarebbe un tornaconto…vedi che stiamo andando rischiamo questo…ma abbiamo questo…ah…a posto…ancora non sappiamo neanche come ci butta…
TIBIA:…va beh…butta…butta bene
SMIRAGLIA: a chi?….Non mi hai capito cosa voglio dire…
ALOISIO: (inc.)
SMIRAGLIA: a chi PAOLO? A chi dimmi?
ALOISIO: no, perchè neanche la stagione farebbe fare
TIBIA: no, a luglio finisce il periodo
SMIRAGLIA: non ti scordare le parole di tuo fratello, questo che è venuto adesso è più infame degli altri
TIBIA: tutti infami sono questi qua non pensare che siano buoni
SMIRAGLIA: niente ….prendiamo….

Lo SMIRAGLIA ribadiva nel seguito del discorso il concetto (progressivo 6358), cioè la preoccupazione per un’imputazione per estorsione (<< l’estorsione di sopra ci accollano >>), valutando l’opportunità di fare un passo indietro, in attesa dell’evolversi degli eventi (<< aspetta e oggi se si deve fare…un passo indietro…si fa….(inc.)…capisci ciò che voglio dire…se oggi si deve fare un passo indietro si fa….se oggi bisogna fare un passo indietro si fa….aspetta….aspetta…domani non si sa…domani non si sa…. >>). TIBIA rispondeva che avrebbe incontrato gli interlocutori per discutere (<< comunque io mi devo vedere e appena mi vedo si vede…..sì……. >>), e SMIRAGLIA gli consigliava di farlo in luoghi aperti, abbastanza frequentati, non nei vicoli (<< poi locali molto….ah….locali aperti…va in un locale chiuso…non te ne andare nei vicoli …nelle cose…perchè sono scaltri…dove c’è gente…perchè non hai niente da nascondere >>). Nel seguito del discorso SMIRAGLIA dichiarava che la questione si era ingarbugliata a loro sfavore, e ciò a cagione delle persone che ne erano coinvolte, segnatamente Carmelo ( TRISCARI, ndr), Antonello ( PUGLISI, ndr ), Aldo ( MORGANTE, ndr ) e COLOSI ( Gianfranco, ndr ), che riteneva avessero rapporti rispettivamente a Squadra Mobile, Carabinieri, Guardia di Finanza e Questura (<< si sono ingarbugliate le carte, lo sai perchè ho paura che si siano ingarbugliate….perchè prima…..perchè ora so chi c’è in mezzo…le persone che ci sono…hai capito […] no, no sto parlando di CARMELO, di ANTONELLO, di ALDO e di COLOSI…eh…quattro….Squadra Mobile….Carabinieri…Finanza e Questura…eh…quattro ci siamo messi… >>). TIBIA, sprezzante delle Istituzioni e manifestando pervicacia nel seguire i propri propositi, redarguiva SMIRAGLIA, reo di non aver compreso che per lui quella era una battaglia (<< no…è….è…non hai capito…è una battaglia >>).
Trascrizione della conversazione intercettata :
SMIRAGLIA Calogero
TIBIA Luigi
ALOISIO Paolo
Nunzio (figlio di TIBIA)
Inizio Trascrizione
SMIRAGLIA : siamo entrati in una….siamo entrati in una cesta con le serpi …siamo in una cesta con le serpi…
TIBIA: sì ma non possono dire perchè io sto sempre sul chi va là nel parlare…
SMIRAGLIA : …. ho capito…ora sì hai ragione, secondo me…perchè quello dice “ma sai io è da una vita che ce l’ho…io…faccio…così”…dice…”e così che mi stai dicendo, niente a posto…non c’è soluzione…” e poi uno studia…un qualcosa….per me….per me….io la vedo così….perchè se ti danno….se ti aprono uno spiraglio…di entrata è quella….è studiata…
TIBIA : e che fai?
SMIRAGLIA : che fai?
TIBIA : per miracolo ti dice “te la lascio” tu la lasci tu…ma fammi capire…
SMIRAGLIA :ti lascio non te lo dice più
TIBIA : e se lui dice LUIGI, va io non ne ho problemi te la puoi prendere…dimmi?
SMIRAGLIA: l’estorsione di sopra ci accollano
TIBIA: si può fare qualche cattiveria tipo turbativa d’asta…bordelli
ALOISIO: eh…con tutto il cuore
TIBIA : ah?
SMIRAGLIA :..e a questo punto ci vorrebbero due testimoni persone perbene…(inc.)….due testimoni persone per bene e no “munnizza”
TIBIA: dico mi stai capendo
SMIRAGLIA: sì…a questo punto ci vogliono i testimoni giusti…
ALOISIO: guardi signor COLOSI, siccome io…ho avuto…un passaggio burrascoso
SMIRAGLIA: …per lei è un problema che lo mette per iscritto da un avvocato
ALOISIO: da un notaio, da un avvocato
SMIRAGLIA: da qualcuno che lei non ha…perchè dico va parla con lui…
TIBIA: e come lo metti CARLO, qua c’è una gara d’appalto…io…che…. non posso partecipare…
SMIRAGLIA: questa è pure un’altra cosa
TIBIA: …..CARLO…hai capito…
ALOISIO: (inc.) interrogatorio…(inc.)
TIBIA: ….mi stai capendo CARLO?
SMIRAGLIA: ….sì certo che ti sto capendo…no io m’incazzo perchè quell’altra sera lo dovevo picchiare a quello…(impreca)…ma se non si fa la cosa….lo picchio appena lo vedo…sì…va bene…lo dovevo picchiare, perchè io le persone le peso…lui ora quello…con cui ci siamo presi noi…io ho preso 100 parole a tavola….come ci siamo presi noi non ci prende nessuno…con quella faccia da cazzo che hanno ancora…si incontrano si fanno il sorrisino e si abbracciano…ora useranno COLOSI…(inc.)…hai capito….secondo me non sei stupido….intelligenza…
TIBIA: (inc.)…
SMIRAGLIA: aspetta e oggi se si deve fare…un passo indietro…si fa….(inc.)…capisci ciò che voglio dire…se oggi si deve fare un passo indietro si fa….se oggi bisogna fare un passo indietro si fa….aspetta….aspetta…domani non si sa…domani non si sa….
TIBIA: sì non si sa…dai che deve fare…con questo
SMIRAGLIA: e (inc.) che cosa si deve fare con questo…domani non si sa punto….
TIBIA: questa è tutta cosa della magistratura hai bisogno…(inc.)…va beh…mettiamo nel sacco va….
SMIRAGLIA: certo….questa per te…la strada gli stai facendo…l’hai capito o no come te lo debbo dire (impreca)
TIBIA: mettiamolo nel sacco…così almeno l’arrestiamo…
SMIRAGLIA: e con una cosa che ci possiamo andare pure senza soldi, perchè quelli vanno là e si …(inc.)
TIBIA: che non abbiamo niente
SMIRAGLIA: diciamoci che c’è un’indagine in corso e che ci serve…(inc.)
TIBIA: come mai ieri non lo voleva e oggi lo vuole
SMIRAGLIA: ah…ah…se è vero…i nostri ragionamenti, giusto… c’è “acqua fresca”
TIBIA: certo che c’è acqua fresca
SMIRAGLIA: giusto…ci siamo…ma ora non c’è n’é più…ora…gli stiamo…dicendo…pronta…è…”venite….sedetevi…e mangiatevi l’insalata”….LUIGI……eh…eh…mille per mille
TIBIA: comunque io mi devo vedere e appena mi vedo si vede…..sì…….
ALOISIO: (inc.)
SMIRAGLIA: poi locali molto….ah….locali aperti…va in un locale chiuso…non te ne andare nei vicoli …nelle cose…perchè sono scaltri…dove c’è gente…perchè non hai niente da nascondere
TIBIA:…che c’entra io pure se c’è uno della Squadra Mobile mi parlo regolare
SMIRAGLIA: eh…bravo…è meglio ancora anzi…
TIBIA: che escono tutte queste chiacchiere…signor COLOSI…come volete vuoi…tenetevela….vi saluto…
SMIRAGLIA: a posto…va…. il Signore vuole che faccia un’altra cosa…punto e basta….
ALOISIO: (inc.)…
TIBIA: e quello gli ha detto l’avvocato
SMIRAGLIA: ora quest’altra gara d’appalto…scusami un minuto….
TIBIA: ….gli ha detto l’avvocato….gli ha detto l’avvocato….
SMIRAGLIA: perdonami un secondo, io volevo conoscere quest’avvocato…(inc.)….
TIBIA: sì ma gli ha detto all’avvocato…
SMIRAGLIA: ….uno scopino come questo di poco fa come aveva le gare d’appalto che la Capitaneria fa…(inc.)
TIBIA: no, le gare d’appalto no….no le gare d’appalto della capitaneria…ce l’ha il curatore….decide ….
SMIRAGLIA: allora sarà una munnizza questo curatore
TIBIA: ….il curatore…però il curatore……gli ha detto…
ALOISIO: però il curatore sta facendo quello che cazzo vuole…
TIBIA: ….noooo….gli ha detto “se io ho la parola con l’amico di ALDO”……a tipo che non mi conosce a me
SMIRAGLIA: come si chiama questo curatore? Ma ti sei informato perchè poi…(inc.)
TIBIA: non posso no mi ha dato pure…(inc.)…a posto…domani………….andiamocene va……”NUNZIO cosa devi fare oh papà”………..ma che dici il curatore, dice “va io sono rimasto con l’impegno con quel giovane, ma che figura mi fai fare”
SMIRAGLIA: “se no il ragazzo poi lo fai ingarbugliare”……(squilli di telefono)…..
NUNZIO: papà andiamo….
TIBIA: aspetta un attimo che sto parlando
SMIRAGLIA: si sono ingarbugliate le carte, lo sai perchè ho paura che si siano ingarbugliate….perchè prima…..perchè ora so chi c’è in mezzo…le persone che ci sono…hai capito
TIBIA: no, c’è lui…CARMELO….e l’altro…
SMIRAGLIA: e quello….quattro sono….
TIBIA: il curatore GUGLIOTTA si chiama
SMIRAGLIA: no, no sto parlando di CARMELO, di ANTONELLO, di ALDO e di COLOSI…eh…quattro….Squadra Mobile….Carabinieri…Finanza e Questura…eh…quattro ci siamo messi…
TIBIA: no…è….è…non hai capito…è una battaglia
SMIRAGLIA: persa….persa…fratello….perchè tu sei con la…(inc.)…

Nei giorni a seguire MORGANTE Eduardo non cessava di prestare il proprio contributo a Luigi TIBIA, svolgendo il diligente ruolo di intermediario tra lo stesso ed il liquidatore della struttura, Dott. GUGLIOTTA. In particolare il 09 maggio 2014 (2458 RIT PM 396/2014) i due si davano un appuntamento senza illustrarne le ragioni al telefono (<< verso le 18.00 là, ciao […] ah …al Prestige, sì okay >>) che si rivelavano successivamente (n. 2464 N. RIT PM 396/2014) allorchè il primo telefonava al Dott. GUGLIOTTA avvisandolo che intorno alle ore 18.00 l’avrebbe raggiunto in compagnia di quella persona, con la quale aveva già concordato l’appuntamento (<< vedi che verso le 18.00 vengo con quello […] minchia ho preso l’appuntamento, sì >>). Personale in servizio presso la Questura appurava che alle ore 18.20 circa giungevano sul Viale San Martino – con due motocicli – rispettivamente il menzionato MORGANTE Eduardo ed un giovane dai capelli chiari a bordo di uno di essi, mentre sull’altro viaggiavano TIBIA Luigi e DE LEO Luciano. Si fermavano nei pressi del civico 268, dopodiché, mentre il giovane dai capelli chiari rimaneva in strada per controllare i motocicli, gli altri tre entravano nel portone dello stabile in cui ha sede lo studio del Dott. GUGLIOTTA. Dalla conversazione del 09.05.2014 di cui al progressivo 17078 (N. RIT PM 1446/2013) si capisce che all’incontro anzidetto avrebbe dovuto prendere parte anche SMIRAGLIA Calogero inteso Carlo, a riprova della sua piena complicità. Infatti, in essa, TIBIA lo sollecitava asserendo che da un’ora attendeva invano il suo arrivo (<< me ne vado CARLO, vai…tu hai voglia di giocare…mi hai detto sto arrivando…sto facendo…e da un’ora che sono sotto >>), avvertendolo che sarebbe andato via qualora tale ritardo fosse perdurato (<< dove sei dimmelo CARLO, parlami con….perchè me ne vado con la motocicletta >>). L’incontro con il Dott. GUGLIOTTA si teneva come peraltro si desume dal colloquio intervenuto quella sera fra il predetto e la propria compagna, SORCE Luciana (vedasi progressivi 1549 e 1551, N. RIT PM 395/2014). Nel predetto GUGLIOTTA narrava a Luciana di un accordo in origine tra PUGLISI Antonio detto Antonello e MORGANTE Eduardo detto Aldo per la gestione della struttura, o comunque di parte di essa (<< […] che cosa è successo, inizialmente a PUGLISI….ALDO MORGANTE…si sono messi d’accordo che se lo volevano gestire loro… >>). In seguito – proseguiva GUGLIOTTA – anche COLOSI Gianfranco aveva mostrato interesse, in virtù del fatto che aveva gestito la piscina ed il lido in passato, ma aveva assunto un atteggiamento ambiguo, in alcune circostanze esprimendo l’intenzione di acquisire la struttura per gestirla, o parte di essa, in altre sostenendo l’esatto contrario, sicché egli, alla luce delle contraddizioni rilevate, verosimilmente in conseguenza del manifestato interesse di TIBIA, aveva deciso di incontrare quest’ultimo, per il tramite di MORGANTE, al fine di chiarire quali fossero le sue reali intenzioni, (<< praticamente COLOSI se ne va da….ALDO MORGANTE e gli fa “ a me la piscina, non mi interessa e PIERO non gliela vuole affittare a nessuno, la vuole affittare solo a me”….poi parla con me…anzi no, no, no e ci fa “ a me la piscina non interessa completamente”…..e…….e……poi viene da me e mi fa “PIERO a me la piscina interessa e……tu qua non devi fare entrare a nessuno”….poi ci va ALDO…. “ALDO vedi che non gliene possiamo affittare a quello, perché gli interessa a COLOSI”….parla con COLOSI…. “no a me non interessa niente”…..e allora siccome le persone non sono cretine, giusto!….allora una volta per tutte gli ho detto ad ALDO…ma questo stringendo…stringendo…gli ho detto “guarda, fai venire a questo qua e la chiariamo una volta per tutte”….gli ho detto io a questo qua… “tu mi devi fare….tu mi devi fare due passaggi….mi devi fare questa cortesia…ti prendi a COLOSI e gli dici quello che vuole fare…perché siccome COLOSI mette in giro che io non ne voglio fare, che io voglio fare…che lui la vuole…che lui non la vuole…” gli ho detto…a me allora tutto questo bordello……. >>). In relazione all’incontro in argomento, Luciana gli chiedeva se si riferisse a quelle persone che aveva ricevuto nel pomeriggio, apostrofandole “porci” in senso dispregiativo, ritenendole poco raccomandabili, (<< ma quei porci che sono entrati da te? […] ma che erano facce pure e caste? >>); GUGLIOTTA concordava con la compagna, estendendo le medesime valutazioni anche nei riguardi di Antonello PUGLISI (<< no caste e pure no […] ma perché ANTONELLO com’è…come lo vedi? Puro e casto? LUCIANA te la prendi tu questa macchina? >>).
Interlocutori:
GUGLIOTTA Pietro
SORCE Luciana
Inizio trascrizione
(Gugliotta insieme a Luciana Sorce salgono in auto)

GUGLIOTTA: allora praticamente il buon COLOSI tu sai che con me ….dico ha avuto degli alti e bassi no! fino a quando io non gli ho messo tutti i lucchetti e non l’ho fatto entrare più dentro
SORCE: e ora perché lo stai facendo entrare in mezzo alla…(inc.)
GUGLIOTTA: No…e ora ti spiego…..c’è un motivo…non sta facendo quello che vuole…..io sto accarezzando la tigre…..ma non sta facendo quello che vuole….poi quando si è avvicinato il periodo di affittare sto…sto…questa piscina e il Lido…….. dico ancora non ho concessione…me la devono dare….stamattina sono andato al Genio Civile….che cosa è successo, inizialmente a PUGLISI….ALDO MORGANTE…si sono messi d’accordo che se lo volevano gestire loro…
SORCE: va beh, ma la so tutta questa storia…
GUGLIOTTA: …eh ma
SORCE: ora perché sta succedendo le cose….
GUGLIOTTA:…eh ma se non ti racconto la storia tu come puoi sapere perché ci sono questi….perché tu non sai le cose precedenti
SORCE: hai detto che è venuto quello là che se lo voleva prendere…quello là
GUGLIOTTA:….e allora
SORCE: ….che non so come si chiama e non voglio neanche saperlo
GUGLIOTTA: scusa mi annoio a raccontarti le cose…io te li voglio raccontare e poi tu la pensi come dici tu…
SORCE: e ma io per me…io non metto completamente
GUGLIOTTA: e no…ma interessati…non mi fare parlare
SORCE: io…(inc.)
GUGLIOTTA: praticamente COLOSI se ne va da….ALDO MORGANTE e gli fa “a me la piscina, non mi interessa e PIERO non gliela vuole affittare a nessuno, la vuole affittare solo a me”….poi parla con me…anzi no, no, no e ci fa “ a me la piscina non interessa completamente”…..e…….e……poi viene da me e mi fa “PIERO a me la piscina interessa e……tu qua non devi fare entrare a nessuno”….poi ci va ALDO…. “ALDO vedi che non gliene possiamo affittare a quello, perché gli interessa a COLOSI”….parla con COLOSI…. “no a me non interessa niente”…..e allora siccome le persone non sono cretine, giusto!….allora una volta per tutte gli ho detto ad ALDO…ma questo stringendo…stringendo…gli ho detto “guarda, fai venire a questo qua e la chiariamo una volta per tutte”….gli ho detto io a questo qua… “tu mi devi fare….tu mi devi fare due passaggi….mi devi fare questa cortesia…ti prendi a COLOSI e gli dici quello che vuole fare…perché siccome COLOSI mette in giro che io non ne voglio fare, che io voglio fare…che lui la vuole…che lui non la vuole…” gli ho detto…a me allora tutto questo bordello…….

prog. 1551 ore 19.05’.58’’
GUGLIOTTA: …..a me non piace, siccome COLOSI ha sempre detto “ci parlo io, ci parlo io, ci voglio parlare io, ci voglio parlare io” ma non parla…e allora una volta per tutte ora questo lo incontra e gli dice “COLOSI che vuoi fare, la vuoi tu prenditela, non la vuoi tu me la prendo io”…anche perché siccome si conoscono…tutto qua in breve….io devo andare qua…dove la metto questa macchina LUCIANA
SORCE: non ho idea
GUGLIOTTA: poi qua non c’è ne malavita e che…non c’è….no, no, non si tratta di questo…si tratta che non…..
SORCE: ma quei porci che sono entrati da te?
GUGLIOTTA: oh Dio…buono va…
SORCE: ma che erano facce pure e caste?
GUGLIOTTA: no caste e pure no
SORCE: per niente
GUGLIOTTA: ma perché ANTONELLO com’è…come lo vedi? Puro e casto?….

Significativa è l’espressione usata dal GUGLIOTTA, per indicare il TIBIA da lui definito tigre che “stava accarezzando” , in quanto lumeggia la pericolosità di quest’ultimo di cui il GUGLIOTTA era assolutamente consapevole. I contatti proseguivano nei giorni seguenti, come si desume dalle conversazioni di cui ai progressivi 1573, 1574 e 1575 N. RIT PM 395/2014. MORGANTE il 10.05.2014 confermava a GUGLIOTTA di avere appuntamento l’indomani con TIBIA, in maniera tale che assieme gli avrebbero fatto visionare la struttura (<< domani alle 11.00 ho appuntamento con TIBIA, gli facciamo vedere là >>). Nel prosieguo del dialogo GUGLIOTTA rivolgendosi a MORGANTE, chiedeva se TIBIA avesse compreso che lui era in buona fede (<< ma lui lo ha capito che io sono in buona fede…va perché… […] TIBIA >>), ottenendo risposta positiva (<< certo, certo lo ha capito…che c’entri tu… >>); ancora, MORGANTE evidenziava che piuttosto era lui, riferendosi a se stesso, che costituiva per TIBIA un intralcio poiché – sempre a suo avviso – quest’ultimo era convinto che lui preferiva il subentro di COLOSI nella gestione, perché con COLOSI poteva disporre di margini per lucrare, mentre TIBIA gli avrebbe precluso ogni possibilità in tal senso (<< il problema ero io, perché lui che pensa…se quello apre il Lido…che pensa che io l’ho fatto cadere…con lui non potevo “mangiare” (n.d.r. guadagnare, trarre profitto)…e con….e con COLOSI…ho mangiato…perciò questo qua dice “ALDO tu…”…io siccome non ne voglio discussioni…oramai…(inc.) >>).
Che l’incontro con TIBIA stabilito per l’indomani tra MORGANTE e GUGLIOTTA, ci sia stato, trova riscontro nel brano registrato al progressivo 2530 di giorno 11.05.2014 (N. RIT PM 396/2014) in cui MORGANTE, che era appunto in compagnia di GUGLIOTTA, come si evince dalle espressioni captate in modalità ambientale, comunicava a TIBIA che loro erano già là (<< qua siamo! che cosa dobbiamo fare? >>), ottenendo la seguente risposta (<< a Ganzirri…sono! ciao! >>). La disamina delle celle d’aggancio del segnale del telefono di MORGANTE, in costanza del dialogo, conferma che l’incontro doveva avvenire presso la struttura balneare: la cella agganciata era, infatti, quella insistente a Torre Faro. Che fra gli altri aspiranti alla gestione rimasti delusi ci fosse poi Gianfranco COLOSI, si ricava dai contenuti della conversazione registrata al progressivo 1735 del 13.05.2014, a bordo dell’autovettura TOYOTA AYGO, avvenuta tra MORGANTE e GUGLIOTTA, in cui quest’ultimo diceva << non gli è andato giù a COLOSI […] non gli è andato giù che quest’anno è senza Lido lui >>; MORGANTE ne comprendeva il malcontento, motivandolo con la rinuncia ai lauti guadagni che essa gli avrebbe garantito (<< quello lo sapeva che “la pila” (n.d.r. i soldi)…la pila si guadagna là, hai capito!…se non si guadagnava la pila >>). Che TIBIA Luigi avesse sostanzialmente assunto la gestione dell’attività balneare lido-piscina di Mortelle, inserendosi prepotentemente nella trattativa con le modalità illustrate, con la preziosa collaborazione di MORGANTE Eduardo detto Aldo, il quale ha fatto da tramite all’accordo con il commercialista GUGLIOTTA Pietro, trova conferma anche nella conversazione registrata in data 20.05.2014 (progressivo 422 del RIT 265/14) in cui TIBIA ribadiva a SMIRAGLIA Calogero che dovevano attivarsi per iniziare i lavori (<>) e che – essendo la stagione estiva alle porte – dovevano fare in fretta (<>); il brano de quo dimostra ancora una volta il pieno coinvolgimento dello SMIRAGLIA nel programma criminale del primo. In particolare, Luigi TIBIA sottolineava di aver bisogno della collaborazione di ALOISIO Paolo per effettuare i lavori agli impianti elettrici ed avere conoscenza di ciò che occorreva per ripristinare le opere all’interno della struttura (<<eh…l’ho capito però io ho bisogno di PAOLO, ho bisogno di cose…come siamo combinati?>>). L’aspetto che concerne il coinvolgimento nei lavori di Paolo ALOISIO trova conferma nei contenuti della conversazione registrata in data 21.05.2014, al progressivo 6869 del RIT 252/14, nella quale lo stesso telefonava a TIBIA Luigi riferendogli che si stava recando sul posto (<>) e chiedendo se vi fosse qualcuno ad attenderlo (<>), ottenendo dal Tibia la risposta che alle 15.00 sarebbero andati gli operai per la piscina (<>) e che lui sarebbe intervenuto personalmente per coordinare i lavori (<>). Dopo che Luigi TIBIA aveva preso possesso della struttura, facendo allacciare l’erogazione dell’energia elettrica in maniera tale da consentire ai tecnici ed alle maestranze impiegate di poter dare corso ai lavori di cui si è detto, GUGLIOTTA telefonava a tale CARUSO Sebastiano detto Nello, chiedendogli con riferimento al lido-piscina all’interno della struttura “Giardino delle Palme”, come fosse possibile che la persona che ne aveva acquisito la gestione fruisse dell’erogazione di energia elettrica, sebbene le formalità riguardo la voltura dell’intestatario dell’utenza non fossero state ancora esperite (<< scusami se ti disturbo, ascoltami parlando del Giardino delle Palme […] eh….mi dicono siccome io ho dato la custodia a uno che…..per il Lido, solo per il Lido […] perchè mi dicono che questo qui si è fatto attaccare la corrente….ma come se l’attacca la corrente elettrica se io non ho fatto ne contratto, ne niente …. >>). A tale proposito, giorno 21.05.2014, nella conversazione di cui al progressivo 4192, N. RIT PM 336/2014, CARUSO, verosimilmente dipendente della società distributrice dell’energia elettrica in quella struttura, rispondeva che era stato avvicinato da terze persone, le quali, per conto della persona cui si riferivano, avevano chiesto l’allaccio del contatore, e comunque successivamente gli avrebbe spiegato meglio di persona (<< allora lui, mi ha richiesto l’allaccio […] no da me altri sono venuti […] e poi te lo spiego >>); GUGLIOTTA rimaneva perplesso continuando ad asserire che tale allaccio era stato chiesto ed ottenuto abusivamente (<< e ma come ti richiede l’allaccio sotto quale nome? Se io non ho fatto affitto, ne niente come te lo richiede? >>).

Trascrizione della conversazione :
Progressivo: nr. 4192 del 21.05.2014 delle ore 09.55′.48”
Interlocutori:
GUGLIOTTA Pietro
CARUSO Sebastiano detto Nello
Inizio trascrizione
(In ambientale Gugliotta parla con Colosi di telefonare a qualcuno)
GUGLIOTTA: NELLO
CARUSO: ehi
GUGLIOTTA: scusami se ti disturbo, ascoltami parlando del Giardino delle Palme
CARUSO: eh
GUGLIOTTA: eh….mi dicono siccome io ho dato la custodia a uno che…..per il Lido, solo per il Lido
CARUSO: lo so
GUGLIOTTA: lo sai?
CARUSO: certo
GUGLIOTTA: eh lo sai….eh…senti…ma…
CARUSO: più cose di te?
GUGLIOTTA: ….che c’è corrente elettrica già là
CARUSO: io che ne so, no a me non risulta
GUGLIOTTA: non ti risulta vero!
CARUSO: perchè?
GUGLIOTTA: perchè mi dicono che questo qui si è fatto attaccare la corrente….ma come se l’attacca la corrente elettrica se io non ho fatto ne contratto, ne niente ….
CARUSO: no, (inc.)
GUGLIOTTA: ….con quale titolo viene all’Enel a chiedere la corrente elettrica?
CARUSO: allora lui, mi ha richiesto l’allaccio
GUGLIOTTA: e ma come ti richiede l’allaccio sotto quale nome? Se io non ho fatto affitto, ne niente come te lo richiede?
CARUSO: allora…allora io ti faccio una domanda, se io esco pazzo e mi intesto la luce di casa tua
GUGLIOTTA: eh
CARUSO: giusto!
GUGLIOTTA: eh
CARUSO: tu dici ma poi…minchia…non è giusto…(inc.)….ma in effetti io ti pago la luce a te
GUGLIOTTA: no
CARUSO: non so se sono stato chiaro
GUGLIOTTA: no, no, non sei chiaro scusami, nel senso che….lui non è…che può chiedere la luce, un contratto a nome della Garibaldi, assolutamente no!
CARUSO: no a nome suo l’ha fatto
GUGLIOTTA: la deve chiedere…la…la deve chiedere come TRISCARI Katia sua figlia o TRISCARI Carmelo lui
CARUSO: no da me altri sono venuti
GUGLIOTTA: altri e chi?
CARUSO: e poi te lo spiego
GUGLIOTTA: ah, ma io…ma tu non puoi vedere se TRISCARI Katia o TRISCARI Carmelo c’è un’utenza ENEL
CARUSO: eh……una parola…..TRISCARI Katia…
GUGLIOTTA: o TRISCARI Carmelo, là nella SS. 113 località Mortelle…ne avrai una…perchè abitano…come abitazione, perchè penso che abitano là di fronte
CARUSO: ma questi che hanno preso in gestione?
GUGLIOTTA: ancora niente…so….lui è solo custode del Lido e basta ancora non ha preso niente
CARUSO: ma di quale Lido? L’Aragosta o…
GUGLIOTTA: Aragosta…Aragosta…Aragosta…
CARUSO: no io parlo del Lido dell’albergo
GUGLIOTTA: no Aragosta io parlo, quale altro Lido…Aragosta
CARUSO: ma l’altro l’hai affittato tu?
GUGLIOTTA: no ancora non ho affittato niente
CARUSO: ma vedi che io gli ho fatto il contratto
GUGLIOTTA: tu mi devi guardare il Lido Aragosta
CARUSO: allora…allora…

Ore 09.58′.41”
…OMISSIS…
(Caruso effettua un controllo sul suo terminale)
…OMISSIS…
Ore 09.59′.20”
GUGLIOTTA: va beh nello controlla, oggi pomeriggio quando ci vediamo ti…..
CARUSO: va bene, va bene ciao
GUGLIOTTA: non ti faccio perdere tempo
CARUSO: ciao, ciao, ciao

Di estrema importanza sono le conversazioni di cui ai progressivi 4201 e ss (N. RIT PM 336/2014) in cui vengono illustrati con chiarezza i termini economici relativi alla proposta di affitto avanzata da Luigi TIBIA. GUGLIOTTA, discutendo relativamente alle autorizzazioni demaniali (<< e allora ti volevo aggiornare su alcuni aspetti relativamente all’autorizzazione demaniale >>), informava il suo interlocutore di aver ricevuto solo una proposta di affitto per il lido-piscina pari ad euro 12.000,00, – come detto quella del TIBIA, con spese di ripristino a carico dell’affittuario (<< noi per gli affitti io sono combinato così, per quanto riguarda la piscina ho una sola richiesta di 12.000 più tutto quello che occorre per ripristinare a carico di chi è che se la prende >>), mentre per ciò che concerneva il lido ‘Aragosta’ le richieste erano più di una, e quindi, a suo avviso, forse era necessario indire un’evidenza pubblica (<< per quanto riguarda invece il Lido, ho più richieste…. […] ….e allora sul Lido, secondo me si dovrà fare un’evidenza pubblica >>). Speculare il dialogo (di cui al progressivo 7156 N. RIT PM 175/2014) intervenuto tra SMIRAGLIA Calogero, ALOISIO Paolo e TIBIA Luigi, in cui quest’ultimo sosteneva di aver avanzato un’offerta pari a 12.000,00 euro (<< .. ah io ho fatto…..in pratica l’offerta qua è di 12.000 >>). Per ciò che concerne invece il lido ‘Lido Aragosta’, per il quale TIBIA non aveva mai nutrito alcun interesse, GUGLIOTTA telefonava a COLOSI Gianfranco, sollecitandolo come si desume dalla conversazione di cui al progressivo 4250 (N. RIT PM 336/2014) del 22.05.2014, a fargli pervenire quella offerta giacché l’indomani mattina sarebbe dovuto andare a Roma (<< ascolta siccome io domani mattina devo andare a Roma […]eh…tu che fai me la fai pervenire quella offerta, oggi? >>). Il giorno seguente, 23.05.2014, COLOSI informama GUGLIOTTA di essere in possesso della richiesta (<< dico quando torni tu, niente perchè mi ero fatto firmare quella richiesta apposta….. >>), e questi gli chiedeva di mandargliela tramite mail (<< mandamela via email >>). Il manifestato interesse di GUGLIOTTA nell’affidare la gestione del lido “Aragosta” a Gianfranco COLOSI non si concretizzava poiché tra i due sorgevano delle controversie che ne incrinavano i rapporti e che si sono traducevano in contenziosi giudiziari. Lo sviluppo della vicenda della gestione del lido si desume dalle conversazioni intervenute nel mese di maggio. Il 26.05.2014 (al progressivo 3465, N. RIT PM 396/2014) TIBIA telefonava a MORGANTE Eduardo detto Aldo per chiedergli – riferendosi alla struttura estiva anzidetta – quando fosse stato possibile ottenere le chiavi in quanto aveva necessità di sgomberare gli ambienti dal materiale ivi giacente (<< …dico io, ma quando me le dà le chiavi di là ? […] devo… devo uscire tutto quel materiale… >>). MORGANTE, nella circostanza riferiva a TIBIA di avergli lasciato alla rosticceria i documenti (<< eh! Ma dimmi una cosa, vedi che ti ho lasciato le carte là […] …le porti al tuo commercialista… >>) affinché potesse portarli al commercialista e gli chiedeva a che punto fosse con la costituzione della ditta, e TIBIA rispondeva che stava provvedendo (<< si… te la sto dando… certo, la stiamo… la stiamo preparando […] eh… ma una settimana… una settimana che non me la stanno dando dalla Camera di Commercio… >>) e che lo statuto era quasi pronto (<< hai capito… è già quasi fatto lo statuto e tutte cose >>). MORGANTE gli assicurava poi che si sarebbe fatto carico di riferire al liquidatore, Dott. GUGLIOTTA di mandare il custode (<< va bene… domani che è, martedì… mercoledì… gli dico giovedì se gli può mandare il custode… qualcuno… >>), aggiungendo che era andato sul posto sabato mattina, osservando ciò che era stato già tolto (<< sabato mattina… sabato mattina sono venuto, ho visto… ho visto tutta la spazzatura che hai buttato là fuori… tutte cose… >>) e constatando la presenza dei suoi operai (<>). In 30.05.2014 (progressivo 3626, N. RIT PM 396/2014) MORGANTE chiedeva a TIBIA se aveva la possibilità di raggiungerlo (<< e non puoi avvicinare qua che c’è il… >>) perché era in compagnia del Dottore (<< no…c’è l’altro…il dottore! >>), e questi gli garantiva che si sarebbe presentato nel giro di dieci minuti/un quarto d’ora circa (<< eh…va bene! io…dai…un qua…dieci minuti un quarto d’ora ed arrivo…dai… >>). Un ulteriore contatto veniva registrato il 03.06.2014 (progressivo 3780, N. RIT PM 396/2014); MORGANTE ricordava a TIBIA che l’indomani mattina sarebbe andato là l’avvocato (<< a casa, dimmi una cosa domani mattina, io me lo sono dimenticato, poco fa sono passato di là…domani mattina ricordati che alle 09.00, alle 09.30 viene quello là >>), raccomandandogli di fargli trovare chiuso (<< fagli trovare chiuso là…..dove…..dove….. >>). TIBIA garantiva di aver compreso, senza null’altro aggiungere né precisare (<< ho capito, ho capito, ho capito >>), e MORGANTE, prima di concludere, ribadiva di non dimenticare ciò che gli aveva raccomandato per l’indomani (<< va bene…..ti raccomando per domani…ah…non te lo dimenticare >>). Mentre il TIBIA seguiva i lavori funzionali all’apertura al pubblico dello stabilimento, chiedendo anche di apportare delle modifiche allo stato dei luoghi (come quando chiedeva al GUGLIOTTA, di poter chiudere un ambiente con dei pannelli (<< senti una cosa, ma……gli posso fare là la chiusura? […] una cosa in pannelli >>), GUGLIOTTA lo invitava a curare quelle formalità che erano necessarie per la chiusura della procedura di affidamento. GUGLIOTTA in particolare invitava TIBIA a mandargli LUCIANO ( DE LEO, ndr ) :<< ….ah….eh…eh…eh… siccome….oggi…oggi…scade la richiesta….di chi è interessato a fare l’affitto, infatti oggi se tu mi mandi a LUCIANO…io gli faccio firmare le…… >> e gli chiedeva di emettere un assegno, promettendo che non l’avrebbe incassato (<< va beh ora facciamo una cosa, tu oggi pomeriggio mi mandi a LUCIANO e io gli faccio firmare, gli faccio firmare l’istanza perché oggi scade il termine entro mezzogiorno…gli fai un assegno…ma non lo cambio non ti preoccupare, va beh >>). MORGANTE interveniva nella discussione assicurando a GUGLIOTTA che lui già lo aveva informato in tal senso (<< io già glielo ho detto >>), ma TIBIA obiettava, evidenziando che lui ancora non possedeva un conto e quindi non poteva emettere assegni (<< però un assegno io no… te lo faccio…qualunque assegno…non ce l’ho ancora il conto…non me l’hanno fatto perché…. >>). GUGLIOTTA allora lo invitava a far emettere l’assegno a LUCIANO, sempre con la promessa che non l’avrebbe incassato (<< eh…no….no….LUCIANO non ce l’ha lui personalmente, tanto non lo cambio io >>) e TIBIA replicava che il notaio (<< dice il notaio mi ha detto…”LUIGI…..” >>) stava provvedendo alla registrazione della ditta (<< eh dice “ LUIGI passa una settimana, dieci giorni per darmi l’iscrizione” >>) però vi erano dei tempi da osservare, quindi allo stato non poteva accendere un conto in banca (<< dice “LUIGI perciò….” …dice…bene o male non mi hanno dato neanche l’atto, quindi non posso andare neanche ad aprire il conto corrente in banca >>). GUGLIOTTA, appreso ciò, gli chiedeva se l’istanza per ottenere in gestione il lido sotto la denominazione TI.DE., l’avessero inoltrata in carenza delle formalità esperite presso il notaio (<< ma allora, allora…quando lui mi ha fatto l’istanza sotto il nome TI.DE. srl ancora non avevate fatto niente dal notaio >>) e TIBIA rimanendo vago sul punto, si limitava a dire che la ditta era costituita (<< no, no era pronta >>), precisando tuttavia che era opportuno indicare il nominativo, riferendosi a DE LEO Luciano, in maniera tale da non figurare nelle trattative; doveva insomma apparire che era stato DE LEO a condurle e lui sarebbe subentrato solo all’atto della costituzione della società (<< come vi ho detto io fatela al nominativo così evitate….evitate…che voi lo sapevate… […] il mio nome…no…..il mio nome…poi lui….lui si è preso questa cosa in gestione e poi noi ci siamo fatti la società…buongiorno e buonasera (sbatte le mani) ….è una cosa pure pulita per voi >>). Così facendo, anche GUGLIOTTA sarebbe stato garantito, nel senso che non gli poteva essere mossa l’eventuale contestazione di aver affidato la gestione ad un personaggio come Luigi TIBIA. Se TIBIA adottava tutte le cautele necessarie ad eludere eventuali provvedimenti nei suoi riguardi, GUGLIOTTA di contro lo rassicurava sostenendo che avrebbe sistemato tutto lui (<< eh va bene oggi…ma…ma…..oggi mi sistemo…se voi siete già andati a firmare dal notaio non fa niente […] eh va bene, fammi fare a me non ti preoccupare e……..stavamo parlando di un’altra cosa….oggi scadono queste cose no! >>), mostrandosi accondiscendente ad ogni richiesta di TIBIA (<< allora io, oggi gli devo mandare tutte cose al comitato di sorveglianza….loro….loro… mi girano poi lo star bene, per fare gli affitti….e poi…aspetta un giorno, due giorni e poi facciamo quelle pareti, quelle cose che vuoi fare tu…mi dici come li vuoi fare e li facciamo… >>). La questione economica veniva ancora una volta affrontata anche al progressivo 2458; ivi in particolare TIBIA chiedeva una dilazione in due tranche (<< (inc.)…la prima cosa… per dire….essenziale…poi…quando gli do la metà…metà ora….metà dopo…lei non è che deve parlare….. >>) per aver la possibilità (<< man mano che incasso…esci di qua…esci di là….aggiusta di qua….aggiusta da quella parte… >>) di incassare frattanto i guadagni della gestione. GUGLIOTTA non si opponeva a tale proposta (<< va beh questo lo sistemiamo dai >>); mostrava, invece, delle perplessità in ordine alla richiesta del TIBIA che gli proponeva l’incasso in nero per la seconda quota, non per ragioni di correttezza, ma perché aveva avuto brutte esperienze allorchè aveva seguito questa strada in passato (<< non ci siamo capiti!…il 50% quanto è? Un esempio quanto la dobbiamo suddividere questa cosa? .. allora noi abbiamo fatto….noi abbiamo fatto 12.000 più iva….giusto!….12.000 perché l’iva tanto non conta…quanto è 12…più iva…14…eh…sono 7…ora e gli altri 7 magari fai due assegni…tre assegni… ..ma quello unico pagamento pure a fine stagione…a metà…non mi interessa quello…per giustificare noi…l’uscita…i 7000 euro…tutti bianchi o tutti neri…com’è? >>. Dei termini del rapporto economico concluso con TIBIA, il GUGLIOTTA informava MORGANTE; questi perorava gli interessi del TIBIA, facendosi portatore delle relative richieste (<< perchè se no…no ma tu a questo…se tu gli fai una fattura a….a COSTA, tipo quattro cose le hai dovute aggiustare o gliela hai dovuto dare così “rugnusa” (n.d.r. deteriorata) questa piscina a questo….sì….12…..ma 3000 euro glieli ho spesi là dentro io…cioè per dargliela mezza…. >> e GUGLIOTTA replicava che avrebbe studiato il modo di trovare una soluzione adeguata (<< e ora vediamo va come me la posso studiare ALDO >>). La totale accondiscendenza del GUGLIOTTA alle richieste del TIBIA ed ancor più l’attivarsi del primo perché il secondo non corresse alcun rischio di non aggiudicarsi la gara, si desume da varie conversazioni fra cui quellle captate in modalità ambientale all’interno di un locale ricavato all’interno del lido ed adibito ad uso ufficio (N. RIT PM 627/2014) . Come già esposto il liquidatore, Dott. Pietro GUGLIOTTA, al momento dell’accordo pre-affido, aveva pattuito con TIBIA il deposito della garanzia economica, ed il termine ultimo stabilito era per le ore 12.00 del 06 giugno 2014, perché poi doveva trasmettere la pratica da inviare al comitato di sorveglianza. Nel frattempo, una circostanza non prevista aveva fatto sì che il GUGLIOTTA, tramite il suo intermediario, MORGANTE Eduardo detto Aldo, sollecitasse nella stessa giornata il deposito dell’assegno da parte del TIBIA, poiché ritornando nel suo studio, dopo l’incontro in mattinata tenuto con quest’ultimo, aveva appreso del deposito di un’ulteriore istanza pervenuta prima della scadenza del termine. L’istanza de qua era stata presentata da parte di una società riconducibile a COLOSI Gianfranco, per un’offerta di 30.000,00 euro che riguardava la gestione di entrambe le strutture poste in affido, Lido Aragosta e Piscina-Lido (<>). A seguito di tale contingenza, MORGANTE esortava TIBIA a presentarsi entro le ore 19.00 nello studio del GUGLIOTTA, onde adempiere con sollecitudine all’impegno pattuito, depositando a tal fine l’assegno cauzionale di 6000,00 euro, posto che vi era il serio rischio di compromettere l’accordo già raggiunto (<>) e TIBIA garantiva al suo interlocutore che si sarebbe presentato allo studio non oltre le 18.45 (<< spero che io arrivo per le 18.45 là […] va bene, l’importante è che ci aspetti…stiamo andando >>).
Trascrizione della conversazione intercettata :
Utenza TIBIA nr. 3495635182 (RIT PM 2-14) prog. 4040 del 06.06.2014 delle ore 17. 57’. 46”
Interlocutori:
TIBIA Luigi
MORGANTE Eduardo detto Aldo
Inizio trascrizione
TIBIA: sìì
MORGANTE: dove sei compare, ancora lì
TIBIA: no io ora sto aspettando a lui che venga qua a prendermi e veniamo tanto hai detto che fino alle 19.30 è là
MORGANTE: fino alle 19.00 ti ho detto compare, no fino alle 19.30
TIBIA: eh alle 19.00 e alle 19.00 siamo là dai
MORGANTE: e alle 19.00 e qualcosa…..almeno alle 18.45 no alle 19.00 precise, casomai glielo dico…..dico va…
TIBIA: no…alle 19.00, noi è possibile che arriviamo per le 18.45, vediamo…dai
MORGANTE: uhm, uhm ma dove sei ora tu?
TIBIA: ora io là sto aspettando a lui che mi prenda qua…
MORGANTE: ah….sei laggiù ancora buttato…
TIBIA: hai capito….ah….
MORGANTE: ah….ho capito, ho capito
TIBIA: tanto noi ora a lui gli dobbiamo portare solo il documento e basta…e il coso…
MORGANTE: e il coso…
TIBIA: l’assegno
MORGANTE: hai capito quello…perchè là….e ti fa vedere l’assegno che gli ha dato
TIBIA: ma che me ne fotte di quello, che mi interessa di quello
MORGANTE: ma ti rendi conto, compare
TIBIA: (ride) …va beh…lui è andato per quella parte te lo dico io è così…
MORGANTE: nooo c’è scritto per tutte e due cose…là e scritto
TIBIA: eh…eh
MORGANTE: c’è scritto là nella richiesta…c’è scritto richiesta di Lido e piscina e…..poi….offerta di 30.000 euro e gli ha lasciato una cauzione di 15.000 euro
TIBIA: va beh certo la metà
MORGANTE:la metà là è…hai capito….ha capito qua….
TIBIA: lo so, io gli avevo fatto l’assegno di 6000
MORGANTE: hai capito…eh…ora gli ho detto invece…al dottore…gli ho detto io…vedi che bestia, neanche il conto bene si è saputo fare…perché l’offerta è di più, perciò ora “u babbu” ora si prende…ora prende lo chiama lunedì…e glielo lo fa….e glielo fa prendere….dice…”tieni qua, perché l’offerta è di più”….lo vedi che è cretino…
TIBIA: va beh…
MORGANTE: (inc.)
TIBIA: …va beh ma lui non penso che se lo voleva prendere là…sai
MORGANTE: compare…se…gli ha lasciato…cosa, ancora “legna” (n.d.r. modo di dire) ci metti tu? Se gli ha lasciato la cauzione
TIBIA: ormai
MORGANTE: ….come non gliela voleva prendere…(inc.)…là è
TIBIA: ma fatta sotto il suo nome?
MORGANTE: là è….ora compare tu vai là e…lo vedi
TIBIA: dico io sotto il suo nome?
MORGANTE: nooo, lui la società sua non la può mettere…un’altra società, ma sempre la sua è…ma un ‘ altra società, perché la sua non la può mettere, perché la sua ha un debito…non la può mettere hai capito?
TIBIA: (impreca)..(ride)
MORGANTE: hai capito, quanto è indegno questa persona
TIBIA: (ride)
MORGANTE: e va beh…la colpa…non ci fa niente
TIBIA: ma se la vede lui…che schifezza
MORGANTE: va beh, ti raccomando vai se no salta tutte cose, compare
TIBIA: ma che discussioni fai…ora mi sto partendo di qua…
MORGANTE: ciao, ciao
TIBIA: spero che io arrivo per le 18.45 là
MORGANTE: eh va beh, ciao
TIBIA: va bene, l’importante è che ci aspetti…stiamo andando
MORGANTE: allora…allora glielo dico, ciao..ciao
Conclusa la conversazione, MORGANTE contattava GUGLIOTTA dicendogli avverte di non andarsene giacché avrebbero depositato entro le 18.45 (<< non te ne andare, alle sette meno un quarto, viene…”coso”… >>).
Iluminanti le superiori conversazioni perché mostrano come MORGANTE e GUGLIOTTA si siano attivati perché il TIBIA raggiungesse lo scopo, fornendogli informazioni determinanti che il TIBIA ha messo subito a frutto, attivandosi per procurare l’assegno da depositare, avvalendosi della collaborazione di Luciano DE LEO: <> (n.4043)….” fatti dare un foglio, fatti dare un foglio e glielo facciamo là”………..” DE LEO: e …devo portare il documento?……….TIBIA: sì un documento e un foglio di assegno………… “se lo fa dare da suo padre”
La vicenda ha sostanzialmente avuto termine con la ratifica dell’accordo di affido stipulato rispettivamente con TRISCARI Carmelo, per il “lido Aragosta” per l’importo di 20.000,00 euro, e con la TI.DE. srl (dagli accertamenti condotti alla CCIAA di Messina, tale società è stata iscritta nel registro delle imprese in data 12.06.2014, con un capitale sociale di euro 900,00, versato dai due soci, TIBIA Luigi e DE LEO Luciano, in misura pari al 50% del suo ammontare per ciascuno di essi) per il “lido-piscina”, riconducibile a TIBIA Luigi e DE LEO Luciano, per l’importo di euro 12.000,00. A completare il quadro probatorio in ordine alle vicende concernenti l’affidamento delle strutture balneari in questione, vi è la documentazione, acquisita, in data 7.10.2015, presso gli uffici del Dipartimento Regionale delle Attività Produttive, autorità di vigilanza della cooperative in liquidazione coatta amministrativa. I documenti acquisiti, invero, riscontrano appieno il tenore delle conversazioni intercettate e lo svolgimento dei fatti, come emergenti dall’attività di captazione, e sopra descritti. Ed invero, in data 07.01.2014, il commissario liquidatore della coop. Garibaldi, Gugliotta, richiedeva all’Assessorato regionale delle attività produttive -servizio ispettivo e vigilanza cooperative- di essere autorizzato alla vendita con incanto del compendio immobiliare e mobiliare della cooperativa, in un unico lotto, al prezzo complessivo di € 1.508.593,60. Ottenuta l’autorizzazione in data 5.02.14, faceva pubblicare l’avviso di vendita sul quotidiano Gazzetta del Sud e sul sito internet www.astegiudiziarie.it, per come effettivamente riscontrato dalla p.g. Risulta, inoltre, provato, anche sotto il profilo documentale, l’interesse che Puglisi Antonello aveva mostrato in ordine alla gestione del lido (formalmente tramite il figlio Samuele). Ed invero, in data 19.02.2014, Samuele PUGLISI, presidente e legale rappresentante della Pianeta Verde soc. coop., faceva pervenire al liquidatore una manifestazione di interesse all’affidamento in gestione, per la stagione estiva 2014, della piscina con annesse cabine soggiorno e spazio demaniale della struttura balneare (v. all. 35 della cit. relazione). La gara per la vendita con incanto fissata per l’1.04.16 andava deserta ed il commissario liquidatore stilava il relativo verbale di esperimento dell’asta (all. 38) In data 07.04.2014, poi, GUGLIOTTA richiedeva al comitato di sorveglianza di esprimere un parere in merito a talune proposte di affitto stagionale delle strutture, formulate, in particolare, da TRISCARI Katia (figlia di Triscari Carmelo), relativamente al lido balneare, e, asseritamente, da altre tre imprese, interessate all’area della struttura comprendente la piscina, con le cabine balneari e la zona dell’arenile. Il liquidatore, in effetti, rappresentava al comitato l’opportunità di pubblicizzare, sul quotidiano locale, l’intenzione della cooperativa di procedere ad affitto delle strutture in parola, indicendo, per l’appunto, una gara. Per quanto desumibile dalla documentazione esaminata, tuttavia, non pare che il liquidatore abbia sollecitato il parere del comitato in ordine ad una tempestiva ed efficace pubblicizzazione della procedura di gara. In data 28 maggio 2014, il comitato esprimeva un parere positivo alla pubblicizzazione dell’invito a manifestare proposte per l’affitto delle strutture della cooperativa. L’avviso della procedura di gara, relativo all’affitto delle strutture, era, dunque, pubblicato (con un trafiletto), in data 2 giugno, sul quotidiano la Gazzetta del Sud che si riporta nella parte che ivi interessa: ASS.REG.ATTIVITA’ PRODUTTIVE-L.C.A. D.A. 1286 del 7.05.09. La procedura concorsuale avvisa che procederà ad affittare per la sola gestione estiva 2014, previa concessione demaniale, il lido balneare denominato “Aragosta” e l’area esterna alla struttura alberghiera comprendente la piscina e le cabine soggiorno…. Gli interessati dovranno far pervenire le proprie dichiarazioni di intenti, non impegnative, unitamente ad una proposta di canone ed alle proprie generalità, entro il termine perentorio del 6.06.14 ed entro le 12.00 presso lo studio Gugliotta Pietro… Alla proposta dovrà essere allegato un assegno bancario pari al 50 % dell’intero importo oltre agli estremi anagrafici della ditta partecipante. L’affitto sarà aggiudicato, previo parere del Comitato di sorveglianza, al miglior offerente. La visita dei luoghi è prevista per il giorno 4.06.14 ore 9.30.
Il termine ultimo per formulare le offerte era fissato – come già emerso dalle conversazioni intercettate – a distanza di soli quattro giorni dalla pubblicazione cioè il successivo 6 giugno. Alla scadenza del termine, per come risulta dalla documentazione acquisita ed in linea con il tenore delle conversazioni intercettate, presentavano offerte tre imprese: 1) l’impresa Triscari offriva l’importo di €.20.000,00 oltre IVA per il lido balneare(poi denominato “Aragosta”); 2) la società Ti.De., per l’area comprensiva della piscina del Giardino delle Palme, con le relative cabine e la spiaggia antistante, offriva € 12.0000,00; 3) la società Wasassa, per entrambe le strutture (lido e piscina), offriva l’importo complessivo di € 30.000,00. Gugliotta comunicava dette circostanze al comitato di sorveglianza, aggiungendo che la Sicilia Service ed altre 3 società che avevano visionato l’area nel giorno stabilito, avevano rinunziato poi a presentarsi, affermando falsamente che “…entro le ore 12,00 del 6 giugno” (termine ultimo per la presentazione delle proposte), erano pervenute “numero tre offerte con allegati assegni…”. In realtà, come si è visto, solo nel tardo pomeriggio di quel 6 giugno, Tibia (sollecitato da Morgante) aveva provveduto, tramite il De Leo, a reperire l’assegno a garanzia dell’offerta, da recapitare presso il Gugliotta. Per come anticipato dal Gugliotta al Morgante, il liquidatore, con motivazione a dir poco scarna, si determinava a favore di Tibia, segnalando al comitato di sorveglianza l’opportunità di affidare le strutture, rispettivamente, al Triscari ed alla Ti.De, secondo le offerte formulate “..anche in considerazione dei lavori di manutenzione straordinaria dopo i furti e i saccheggi subiti, che saranno accollati a totale carico delle due ditte offerenti, oltre il prezzo offerto …” (v. mail inviata il 6.6.2014 dal Gugliotta a tale avv. Antonio Ilacqua, presidente del comitato di sorveglianza). Il comitato esprimeva, con motivazione altrettanto sintetica, parere positivo all’affitto delle strutture alle imprese Triscari e TI.DE. (v. mail del 12.6.2014); a distanza di qualche giorno, il successivo 14 giugno, Gugliotta stipulava i due contratti di affitto con le suddette imprese ed in pari data richiedeva al Dipartimento dell’assessorato territorio ed ambiente_ Demanio Marittimo- l’autorizzazione ai sensi dell’art. 45/bis C.N. per affidare la gestione delle attività secondarie annesse allo stabilimento balneare alla società Tide. Per come risulta dagli atti del proc. n. 949/15 R.G.N.R. (allegato al presente proc.), poi, per per l’anno 2015, la situazione si manteneva identica; ed invero, solo l’impresa Triscari e la TI.DE. presentavano offerte per l’affitto stagionale delle strutture e ad esse venivano affidate (v. mail intercorse tra Pietro Gugliotta e l’avv. Antonio Ilacqua del 24 aprile e del 11 maggio 2015). Oltre allo svolgimento della gara nei termini sopra esposti, altri gravi, profili di anomalia nella gestione della cooperativa, venivano contestati al commissario liquidatore dall’autorità di Vigilanza. Ed invero, con nota prot. 60635 del 25.11.2015, il Dipartimento Regionale delle Attività Produttive, Servizio Vigilanza e servizio Ispettivo esponeva che l’attività svolta dal liquidatore appariva “…dedita principalmente alla conservazione dei cespiti aziendali e non a soddisfare l’interesse della massa creditoria…” e contestava al liquidatore di avere proceduto all’affitto delle strutture in contrasto con quanto disposto dalla legge fallimentare (come si è detto, la cooperativa, il l.c.a., era stata dichiarata in stato di insolvenza ai sensi della l. fall., ai sensi dell’art. 202 della l. fall., con sentenza emessa dal Tribunale di Messina in data 30.10.2009) ed in assenza dell’autorizzazione rilasciata dalla medesima Autorità: “…codesto Ufficio… ha provveduto ad affittare delle strutture balneari appartenenti alla società Garibaldi, attività che sembrerebbe essere stata esercitata in contrasto con quanto previsto a tal riguardo, dall’art. 104/bis della L.F. e con modalità diverse da quelle previste dall’art. 107 della stessa legge: poiché nessuna autorizzazione risulta rilasciata da questa Autorità al riguardo vorrà codesto Ufficio fornire urgenti notizie…”.

Così ricostruiti i fatti possono rassegnarsi le seguenti conclusioni: sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di cui ai capi 2) 3) e 4) dell’imputazione. Sicuramente si ravvisa la qualificata probabilità che TIBIA, SMIRAGLIA, LISITANO e ALOISIO abbiano posto in essere l’estorsione di cui al capo 2) . La società riconducibile al TIBIA è riuscita, infatti ad aggiudicarsi la gara nei termini sopra esposti e nei mesi estivi di luglio ed agosto TIBIA con il suo gruppo ha gestito lo stabilimento balneare, concludendo la stagione nel mese di settembre, investendo in essa capitali per renderla fruibile ed adeguarla, ha allestito diverse attrattive al fine di reggere la concorrenza nel settore, organizzando – fra l’altro – feste ed eventi musicali. Che siano state usate minacce e che sia stato usato il metodo mafioso per conseguire tale risultato si desume dai dialoghi commentati che dimostrano come il TIBIA abbia decretato – senza mezzi termini- e senza consentire ad alcuno di replicare, che il lido doveva essere gestito da lui e che gli eventuali interessati si sarebbero dovuti ritirare al suo cospetto, lasciandogli la metà dei guadagni; come detto il TIBIA ha aggiunto che non si sarebbe fermato davanti a nulla: denunzie, interventi delle forze dell’ordine, provvedimenti giudiziari ecc. pur di vincere la “battaglia”. La decisione del TIBIA è stata condivisa ed appoggiata dallo SMIRAGLIA che è stato parte dei dialoghi in cui è stato affrontato l’argomento. Le espressioni usate dal TIBIA e dallo SMIRAGLIA che hanno parlato di estorsioni, turbativa d’asta, di mafiosità di cui avrebbero potuto accusarli, dimostra che i predetti hanno consapevolmente tenuto le condotte illecite, consapevoli delle conseguenze penali in cui sarebbero potuti incorrete per piegare il TIBIA; considerati i precedenti del TIBIA costui non ha certo menzionato, senza cognizione di causa, i reati di estorsione ecc, conoscendo bene le condotte che li integravano. La decisione repentina presa dal PUGLISI che non avrebbe mai rinunziato ad un affare per il conseguimento del quale aveva speso già tempo ed energie (avendo, come detto, intrapreso i lavori di pulizia ecc del lido nel possesso del quale era stato già immesso) di lasciare il lido senza nulla obiettare, conforta le superiori conclusioni; a ciò si aggiunga che il PUGLISI non ha neppuro voluto, per timore, consegnare le chiavi ai subentranti, per evitare che si rendesse chiara la dinamica degli eventi. L’espressioni usate dal PUGLISI nel parlare di TIBIA e dei suoi fedeli, quali lo SMIRAGLIA, lumeggiano la consapevolezza della caratura criminale di coloro che avevano preteso che lui rinunziasse all’affare; la persona offesa ha parlato di “personaggi”, di “puzza” ecc. Deve ancora considerarsi che PUGLISI Antonello annoverava a proprio carico pregiudizi penali che per quanto risalenti, appaiono degni comunque di menzione. Si è accertato che il 20.03.1988 è stato deferito dalla Squadra Mobile di Messina per il delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso, l’08.05.1993 è stato tratto in arresto i esecuzione dell’ordine di custodia cautelare in carcere n. 142/1993 RGNR – n. 500/1993 RG GIP ( Luigi SPARACIO + 128 ) emesso nei suoi confronti per i delitti di associazione a delinquere, art. 75 l. 685/1975 e 74 l. 309/1990; il 06.07.1993 è stato raggiunto da O.C.C.C. n. 233/1992 RGNR – n. 1656/1992 RG GIP perché ritenuto responsabile del delitto p. e p. dall’art. 73 DPR 309/1990 ed ancora il 23.11.1993 arrestato nell’ambito del procediemnto n. 1155/1993 RGNR – n. 1923/1993 RG GIP perché ritenuto responsabile del delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv, 110 c. p., 71 e 80 del DPR 309/1990. Il Tribunale di Messina – sezione Misure di Prevenzione- con decreto del 05.12.1995, ha irrogato nei confronti di PUGLISI Antonio la misura della Sorveglianza Speciale della P. S. con obbligo di soggiorno, ritenendo fondati gli indizi raccolti a carico dello stesso. In data 06.06.2007, il Tribunale di Messina – seconda sezione penale collegiale – lo ha ritenuto colpevole del reato p. e p. dall’art. 416 bis, limitatamente al periodo compreso tra il 1991 ed il 31.12.1992, condannandolo alla pena di anni quattro e mesi quattro di reclusione. Il curriculum criminale del PUGLISI rende ancor evidente il carisma criminale del TIBIA e la forza delle pressioni esercitate dal predetto; è stata l’apparteneza del TIBIA ad un’organizzazione mafiosa attiva ed in grado di controllare il territorio, ad aver spinto infatti il PUGLISI a recedere dalle proprie intenzioni, così rinunciando a prospettive di guadagno e di lavoro. Correo del TIBIA nel consumare l’estorsione in contestazione è sicuramente stato lo SMIRAGLIA; il dialogo del 2.05.14 intervenuto fra lo stesso ed il TIBIA, successivo all’incontro con il PUGLISI depone in tal senso. Lo SMIRAGLIA nel commentare gli eventi, ha riferito della discussione di cui lui era stato parte attiva con il PUGLISI, del modo in cui costui lo aveva chiamato nell’occasione “personaggio” e della circostanza che si era dovuto trattenere perché stava per picchiare l’uomo, a dimostrazione del ruolo attivo avuto nella vicenda e non di mero spettatore. Peraltro come compiutamente illustrato lo SMIRAGLIA condivideva lo stesso progetto del TIBIA, tant’è che sin dal febbraio 2014 sono state registrate telefonate di interesse fra i due che pianificavano come agire per ottenere la gestione del lido, utilizzando anche metodi illeciti, per superare eventuali “intoppi”. Del ruolo assunto dallo SMIRAGLIA ha parlato lo stesso PUGLISI allorchè ha raccontato al GUGLIOTTA quanto accaduto il 2.05.14, riferendosi allo stesso come a quello di UNIVERSO CASA:<< Questi erano lì dentro…questi vengono con i tir, perchè accanto a lui c’è quello di Universo Casa, che hanno i tir hanno cose che si portano magari i muri…squillo…però guarda che io a te non ti sto dicendo niente perchè so che tu a me non mi tradiresti mai, perchè il altrimenti per queste cose se lo sa mia moglie me ne potrei scappare di casa >>.

Si ritengono correi dei predetti anche LISITANO TEODORO e ALOISIO PAOLO. Costoro hanno accompagnato il TIBIA presso il lido per il “confronto” con il PUGLISI; sono scesi della macchina supportando con la loro presenza il TIBIA rendendo più efficaci le pressioni da costui esercitate. A ciò si aggiunga che l’ALOISIO ha dato il suo contributo per la predisposizione dell’impianto elettrico del lido. I due, come si vedrà nel prosieguo, sono da ritenersi affiliati al clan capeggiato dal TIBIA avendolo affiancato in varie attività illecite; anche il 2.05.14 i predetti hanno accompagnato il TIBIA per piegare il Puglisi alla volontà del primo. La condotta che presenta gli elementi costitutivi del reato di estorsione è chiaramente aggravata per essere stata posta in essere da più persone riunite al fine di agevolare gli scopi dell’associazione (aumentando le attività economiche controllate) utilizzando il metodo mafioso; la forza di intimidazione dei predetti si desume dalle parole spese dal PUGLISI sul conto del TIBIA e dello SMIRAGLIA di cui detto e dalla repentina decisione presa dallo stesso di rinunziare alla gestione assunta del lido. Quanto al TIBIA ha posto in essere l’azione nei tre anni dalla cessazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Si ravvisa anche il reato di cui al capo 4, contestato al GUGLIOTTA, al MORGANTE ed al TIBIA. Quanto alla condotta posta in essere dal liquidatore non è stata per nulla improntata a canoni di buona fede e di imparzialità, cui un pubblico ufficiale dovrebbe ispirarsi. Come si è detto, egli ha assunto le decisioni prescindendo dalla convenienza o meno della scelta, decidendo in un primo tempo, di affidare la gestione delle strutture balneari riconducibili alla cooperativa – quanto meno di quella comprensiva della piscina – a Puglisi Antonello poi al Tibia, pur mostrando, all’apparenza, di non volere desistere dal suo intendimento (“…lido non gliene affitto”). In realtà l’evoluzione della vicenda ha dimostrato che Gugliotta abbia poi sposato la causa del TIBIA e non si sia determinato all’affidamento in questione, costretto da intimidazione mafiosa, ma ha decisio scientemente, facendo calcoli di opportunità di schierarsi dalla parte del più forte, adoperandosi, anche con condotte del tutto irregolari, perché Tibia assumesse il controllo dell’ attività economica. E che le determinazioni del Gugliotta non siano state frutto di estorsione, ma, piuttosto, di mero calcolo, emerge dai comportamenti tenuti in occasione della gara indetta; benché avesse la possibilità di mutare la direzione, Gugliotta sollecitava Tibia a formalizzare l’offerta, raccomandandogli di integrarla con la documentazione necessaria e con il deposito di un assegno a titolo di cauzione. Quando poi apprendeva che la società, attraverso la quale Tibia voleva rilevare la struttura, non era ancora formalmente costituita e non poteva, dunque, emettere un assegno bancario in garanzia, anziché defilarsi, incurante delle evidenti carenze ed anomalie che caratterizzavano l’operato di Tibia, conveniva sul fatto che costui non comparisse formalmente nella vicenda, sicchè, in seguito, egli avrebbe potuto giustificarsi, innanzi a terzi, sostenendo che non fosse a conoscenza del coinvolgimento di Tibia in queste attività economiche (Tibia: “..così evitate….evitate…che voi lo sapevate…”). Del resto, ancora prima della definizione della procedura per l’affidamento, il possesso della struttura era già in mano al Tibia. Le irregolarità non finivano qui. Gugliotta, infatti, truccava la gara cui era preposto, rivelando notizie che avrebbero dovuto restare riservate (il pervenimento di un’offerta, nel frattempo formulata dal Colosi, con relativo deposito di un assegno in garanzia), ed “aggiustando” le carte della gara, sollecitando il deposito di un assegno a corredo dell’offerta del Tibia. Tale condotta emergeva, come detto, nel corso del colloquio telefonico tra Morgante e Tibia, intercorso nel pomeriggio del 6 giugno 2014, nel corso del quale il primo avvisava il boss dell’offerta concorrente, raccomandandogli (benché, per quanto è dato comprendere, il termine per le offerte fosse già scaduto alle ore 12,00 di quel giorno), di far pervenire in serata al liquidatore l’assegno su citato. Ancorchè l’offerta del Colosi fosse di fatto più bassa (tra l’altro formulata senza escludere la possibilità di aumento), rispetto alla somma tra l’offerta di Tibia per la struttura della piscina e del lido (€ 12.000), e l’offerta Carmelo Triscari (€20.000) per la gestione del lido Aragosta (Morgante: << ora gli ho detto invece…al dottore…gli ho detto io…vedi che bestia, neanche il conto bene si è saputo fare…perché l’offerta è di più, perciò ora “u babbu” ora si prende…ora prende lo chiama lunedì…e glielo lo fa….e glielo fa prendere….dice…”tieni qua, perché l’offerta è di più”….lo vedi che è cretino…>>) e dunque in astratto più vantaggiosa, anche perché i lidi erano adiacenti e la gestione in capo ad un solo imprenditore fosse preferibile, anticipava al Morgante il suo giudizio, nel senso che (per realizzare il proposito, ormai maturato, di affidare la struttura al Tibia), avrebbe considerato separatamente le due strutture, e le relative offerte, aggiudicandole, l’una al Triscari e l’altra a Tibia. Il Gugliotta, inoltre, benché l’assegno del Tibia fosse tardivo e, per quanto è dato comprendere dalle intercettazioni, neppure intestato alla impresa che avrebbe dovuto gestire l’attività, si mostrava disponibile a riceverlo; era infatti Tibia, dal canto suo, ad attivarsi per reperirlo, attraverso De Leo Luciano, il quale, all’uopo, ne procurava uno del padre. Che il GUGLIOTTA abbia continuito a spendersi per il TIBIA emerge anche da ulteriori conversazioni come la seguente : << è difficile da vendersi ALDO, quella non si venderà mai lo sai perché….perchè…ricade su area demaniale in parte e si devono pagare i soldi guarda…ora devi avere 47.000 euro… io gliela volevo vendere a TIBIA, quel pezzo di terreno…quello edificabile >>. Proseguendo, lo stesso precisava che intendeva vendergli il lido, che attualmente gestiva TRISCARI ( Lido Aragosta ), ed un appezzamento di terreno (<< lui guarda se prende (inc.)…io gli voglio vendere il Lido quello di TRISCARI e quell’apprezzamento di terreno…con tutte cose…e tutto 250.000 euro con …(inc.)…e tutte cose… >>) per un importo complessivo pari a 250.000,00 euro. Quanto alla piena consapevolezza della caratura criminale di Tibia in capo al Gugliotta è emersa in maniera evidente da una conversazione tra presenti intercorsa tra lo stesso ed una donna, tale Luciana Sorce, nel corso della quale egli riepilogava l’intera vicenda. Il GUGLIOTTA nell’occasione definiva il TIBIA una “ tigre” che lui stava accarezzando. Che Gugliotta fosse a conoscenza che Tibia dirigesse una solida organizzazione criminale, si desume anche da quanto dallo stesso detto nel corso di una conversazione avuta con il COLOSI già riportata in cui dichiarava che non era opportuno contraddire il TIBIA : “un bordello succede, quello fa lo sfregio”. Non può dubitarsi, dunque, che Gugliotta, con le condotte sinora tratteggiate, abbia consapevolmente contribuito al rafforzamento dell’associazione mafiosa, della sussistenza della quale si dirà di seguito in maniera diffusa, consentendo che si accaparrasse il controllo dell’attività economica di cui si discute. Per costante giurisprudenza il ruolo di concorrente esterno all’associazione di tipo mafioso viene assunto da colui che, anche se non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce comunque un contributo concreto, specifico, consapevole e volontario (anche occasionale o episodico), di natura materiale o morale, che esplichi un’effettiva rilevanza causale nella conservazione o nel rafforzamento delle capacità operative dell’associazione e sia diretto alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso (Cassazione penale, sez. VI, 21/05/2014, n. 39106 ). Come ampiamente esposto il Gugliotta con la sua condotta ha consentito al gruppo TIBIA di acquisire il controllo di un’attività che ne ha accresciuto la forza economica ed il prestigio. L’aiuto è stato dato al gruppo e non al singolo come può desumersi dalla circostanza che il GUGLIOTTA ha operato nell’interesse del vertice dell’associazione ben consapevole della circostanza che questi agiva per il gruppo e coadiuvato dal gruppo; come detto il GUGLIOTTA ha discusso più volte con il PUGLISI che lo aveva messo delle intimidazioni subite il 2 maggio dal TIBIA e dallo SMERIGLIA “personaggi” davanti ai quali non poteva farsi altro che cedere. Le stesse conclusioni valgono con riguardo alla posizione di Aldo Morgante, che è stato mediatore degli interessi del Tibia nei rapporti con il Gugliotta, ai fini del conseguimento della gestione dello stabilimento balneare. E’ Morgante: 1) ad aver posto in contatto Tibia con il Gugliotta, 2) ad aver condotto a seguito degli accadimenti del 2 maggio, il Gugliotta al cospetto di Tibia, 3) a far visionare a TIBIA la struttura ed fargli approntare i primi lavori necessari 4) a fornire al Tibia le carte necessarie per formalizzare l’offerta per la gestione del lido, 5) a segnalare a TIBIA, evidentemente informato da Gugliotta, la necessità di tenere chiuso il lido per sviare un avvocato che avrebbe dovuto recarsi ivi per un sopralluogo, 6) a informare Tibia che Colosi aveva presentato un’offerta per la gestione dei lidi di Mortelle, rassicurandolo sulla condotta di favore che, nei suoi confronti, il Gugliotta avrebbe adottato, sollecitando il deposito dell’assegno a garanzia, 7) a premurarsi, dopo l’aggiudicazione della gara, di informare Tibia che Colosi, estromesso dalla gestione delle strutture, intendeva ostacolare gli aggiudicatari, rivolgendosi a varie forze dell’ordine, sollecitando controlli ed accertamenti, 8) a compenetrarsi nella tutela degli interessi criminali del clan, laddove esprimeva rancore e propositi violenti e vendicativi nei confronti del Colosi – che, con le sue iniziative, poteva mettere a repentaglio l’attività economica acquisita – discutendo con Tibia e Triscari sulle eventuali contromisure da adottare. L’insieme di tali elementi è sufficiente per sostenere che, con le sue condotte, il Morgante abbia concorso al conseguimento degli scopi del clan, consentendo che il gruppo mafioso di Tibia acquisisse il controllo dell’attività economica in questione, ed adoperandosi per il suo mantenimento. Si ravvisano anche gli estremi del reato di turbativa libertà degli incanti, ipotesi prevista dall’art. 353 c.p. che punisce chiunque con violenza o minaccia o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto delle pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti; se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall’autorità agli incanti o alle licitazioni la pena è della reclusione da 1 a 5 anni e con la multa da € 103,00 a 1032,00. Nel caso di specie si è svolta una procedura per l’affidamento in gestione di alcuni beni per conto di una pubblica amministrazione, tale qualificandosi la liquidatela, cioè la società cooperativa Garibaldi dichiarata in stato di insolvenza, ai sensi dell’art. 202 del R.D. n. 267/1942, con sentenza emessa dal Tribunale di Messina in data 30.10.2009. Per espressa disposizione normativa (art. 199 della l. fall.) il commissario liquidatore è, per quanto attiene all’esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale e per il compimento delle operazioni di liquidazione del patrimonio sociale, nonché per le altre attività riguardanti l’ente in stato di insolvenza, deve operare secondo le direttive dell’autorità di vigilanza. La turbativa ricorre, per costante giurisprudenza non solo in costanza di gara, ma anche nella procedura che precede la gara, attraverso determinate irregolarità rispetto all’ordinario “iter” procedimentale a condizione, però, che sia possibile dimostrarne la specifica finalizzazione al turbamento della gara (cass. pen. sez. 6, 25705/2003 Rv. 225934); il bene tutelato infatti non è solo la libertà di partecipazione agli incanti ed alle gare in genere, ma anche la regolarità formale e sostanziale dello svolgimento della gara stessa in tutte le sue fasi e sviluppi. Come visto la condotta complessiva tenuta dal Gugliotta è stata funzionale a favorire il Tibia ancor prima dello svolgimento della gara (si consideri l’attività ostruzionistica posta in essere prima dell’avviso pubblicato sulla Gazzetta ai danni delle società riferibili al Colosi). Quanto alla gara, si ravvisa anche in quelle procedure amministrative cosiddette “informali” o di “consultazione” nelle quali la pubblica amministrazione fa dipendere l’aggiudicazione di opere, forniture o servizi dall’esito dei contatti avuti con persone fisiche o rappresentanti di quelle giuridiche le quali, consapevoli delle offerte di terzi, propongono le proprie condizioni quale contropartita di ciò che serve alla pubblica amministrazione. Siffatto orientamento è stato, in seguito, più volte ripreso e confermato dalla Suprema Corte in relazione a varie fattispecie concrete ritenendo la configurabilità del reato in ogni situazione nella quale la P.A. proceda all’individuazione del contraente attraverso una libera competizione tra più concorrenti quale che sia il “nomen iuris” conferito alla procedura (Cassazione penale Sez. 6^, n. 13124 del 28/01/2008, dep. 27/03/2008, Cassazione penale, sez. VI, 13/03/2014, n. 32237). Nel caso in esame, è agevole rilevare come il contenuto dell’avviso di gara presentasse sostanzialmente i tratti identificativi dell’avvio di una procedura ad evidenza pubblica inerente all’assegnazione in gestione di beni della cooperativa in regime di liquidazione coatta. Come detto la decisione è stata assunta dopo che il liquidatore aveva chiesto il parere al Comitato di Sorveglianza. L’ avviso che ha avuto pubblicizzazione sul quotidiano locale stabiliva come detto il termine per il deposito delle istanze, le caratteristiche delle domande, la garanzia economica che i concorrenti dovevano fornire, a mezzo dell’allegazione dell’assegno. Nell’avviso ancora si indicava il criterio che sarebbe stato seguito per l’assegnazione, cioè quello del miglior offerente; la liquidatela si era impegnata quindi a fare una valutazione comparativa delle domande optando per la soluzione più vantaggiosa. Il reato posto in essere è chiaramente aggravato dall’art. 7 del D.L. 152/91 essendo- come detto- la condotta stata posta in essere per agevolare l’associazione mafiosa capeggiata dal TIBIA consentendone l’acquisizione di un’importante atttività economica. Passando alla disamina dei capi di imputazione 15) e 16), la prova della consumazione degli stessi discende dalla captazione delle conversazioni e comunicazioni autorizzate nell’ambiente interno di una cabina insistente nell’area del “Lido Park”, adibita ad ufficio.

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