MESSINA, L'OPERAZIONE ANTIMAFIA 'TOTEM': LA GESTIONE DELLE SCOMMESSE ON LINE. IL RUOLO DELLA POLISPORTIVA SPORTING CLUB TRA 'CALCIO VIRTUALE' E 'CHA CHA CHA'

29 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

ARRESTATI TOTEM

DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE FIRMATA DAL GIP MARINO

Polisportiva Sporting Club

E’ stata oggetto di controllo in data 27.10.14 anche la Polisportiva Sporting Club, ubicata in Messina, via Bisignano n. 5 lett. E il cui presidente è Gugliemino Antonino. E’ da premettere che sono stati registrati diversi contatti tra il predetto e Schepis Giuseppe, da cui si desume che il primo doveva soldi al secondo. Fra le altre conversazioni utili a tal fine si menziona quella avvenuta il 07.04.2014, al progressivo 2516, RIT PM 92/2014. In essa, GUGLIELMINO tranquillizzava SCHEPIS asserendo che entro sera avrebbe avuto la disponibilità del denaro (<< e…no…ti chiamo io oggi…e ci vediamo! entro stasera ho i soldi…stai tranquillo! […] no, nel pomeriggio…Peppe, perchè me li porta questo all’una!quindi ti chiamo io e ti dico: Peppe vediamoci un minuto…anche se devo venirti io incontro… >>). Tuttavia il Guglielmino non riusciva a reperirlo e ciò determinava la contrarietà dello Schepis. La riscossione di denaro è stata argomento anche della conversazione datata 07.06.2014, al progressivo 5160 (N. RIT PM 92/2014) avvenuta anch’essa entro la prima decade del mese. In tale conversazione, Giuseppe SCHEPIS riferiva a GUGLIELMINO che in mattinata si era trovato dalle sue parti, ma si era dimenticato di passare (<< io questa mattina parlando con te mi trovavo per là…però poi mi è caduto di mente mi sono scordato ora mi sono ricordato nell’aria, nell’aria in area in area mi sono ricordato >>), e questi gli dava appuntamento giovedì perché solo allora avrebbe avuto disponibilità, datp che – il giorno precedente – gli avevano consegnato un assegno che avrebbe potuto incassare non prima di mercoledì (<< eh! no ci vediamo giovedì Peppe perchè non ne ho […] te lo dicevo pure ieri perchè mi hanno dato un assegno che mi scade mercoledì, perciò…hai capito? >>). Tale contrattempo suscitava la palese contrarietà dello SCHEPIS, come consta dalla conversazione 5441 del 12.06.2014 N. RIT PM 92/2014 in cui GUGLIELMINO informava SCHEPIS di essere andato in banca, apprendendo che l’assegno non era in valuta (<< sono andato in banca e ancora non è entrato in valuta >>), e questi, alla notizia, si indisponeva, gli rammentava che gli aveva assicurato che avrebbe adempiuto giovedì (<< Nino che dobbiamo fare mi hai detto giovedì >>), e che adesso tale circostanza l’aveva messo in difficoltà e gli contestava che non era un comportamento corretto nei suoi riguardi (<< però Nino cosi a me mi metti in difficoltà, perchè ora tu così a me mi metti in difficoltà a me così, perchè se tu mi dici in un modo e io ho fatto in un modo […] …non funziona così…ora io dopo che tu mi dici giovedì…e io gli DICO va bene non ti preoccupare giovedì, ora tu mi dici no… >>). GUGLIELMINO, incalzato dai rilievi mossi dal suo interlocutore, continuava a giustificare di non aver potuto mantenere l’impegno giacché costretto ad incassare l’assegno e, siccome non era entrato in valuta, gli era stato negato il prelievo del contante (<< l’ho so Peppe, ma ero convinto anche io che il direttore per dire mi faceva la cortesia e me lo cambiava, invece l’ho dovuto versare e mi entra in valuta…mercoledì, il direttore mi ha detto” io quello che posso fare che martedì vieni e ti faccio fare un prelievo dice e il resto quello che entra poi te lo prendi”… >>). A questo punto interveniva personalmente Tibia Luigi, il quale contattava il Guglielmino (vedasi conversazione n. 5978, decreto N. RIT PM 92/2014) rammentandogli gli impegni presi (<< io peggio di te sono…non è…che…se abbiamo un impegno è una cosa così… >>); quest’ultimo, ribadendo che la sua intenzione non era quella di non pagare, gli proponeva altre soluzioni (<< come infatti gli ho detto a PEPPE….gli ho detto “fammi dare un po’ di tempo…o vi do due macchine e un totem”…eh…..cerchiamo di trovare un’altra soluzione …..tu capiscimi…non è che non voglio pagare…attenzione… >>), quale quella di dargli due macchine ed un TOTEM (<< oh…..vi do due macchine e un totem >>), la corsa dei cani oppure il calcio virtuale, quest’ultimo non prima che fossero trascorsi tre mesi (<< ecco……oppure tra un mese mi arriva una corsa di cani nuova….mi arriva […] il calcio virtuale però mi arriva tra tre mesi LUIGI, perché ci stanno lavorando […] di arrivare mi arriva….di arrivare…mi arriva…..ma mi arriva tra tre mesi… >>). TIBIA si mostrava interessato al calcio virtuale (<< il calcio virtuale mi interessava a me >>) e GUGLIELMINO gli prometteva che lo avrebbe accontentato, procurandoglielo (<< e allora mi metto “all’opera” ( n.d.r. mi do da fare), vediamo se te lo posso trovare…prima di….prima di tre mesi….dai….però te lo do a te…solo….attenzione…. >>), sottolineando tuttavia che avrebbe dovuto attendere almeno tre mesi, perché questi erano i tempi imposti dai fornitori (<< ….loro, loro sono stati chiari con me…attenzione…dice…i tempi per il calcio virtuale sono tre mesi…io quello che posso fare è…di fare pressione e di farmelo dare prima…il più prima possibile… >>). Come accennato è stato effettuato un controllo presso la polisportiva de qua il 27.10.14; fra gli altri locali della sede della polisportiva, ve ne era uno adibito a Sala SLOT, poiché all’interno vi erano disposti 9 (nove) apparecchi di intrattenimento. Di tali dispositivi solo due, con cassone grigio ed altezza più bassa rispetto agli altri, non erano perfettamente funzionanti, mentre gli altri 7 venivano individuati per come appresso descritto :

– Cassone nero denominato MAGIC, contenente il gioco TRIPLE STAR 2000;

– Cassone nero denominato MAGIC, contenente il gioco WILD WILD WEST;

– Cassone nero denominato MAGIC, contenente il gioco AGENT MAX 008 la cui colonna della Marca ALBERICI mod. tipo SHUTTLE riportava il seriale nr. 5012016059;

– Cassone nero denominato CHERRY SLOT 2, contenente un multigaminetor con 10 giochi;

– Cassone nero denominato MAGO, contenente l’omonimo gioco la cui colonna della Marca ALBERICI mod. tipo SHUTTLE riportava il seriale nr. 5012016056;

– Cassone nero denominato CHA CHA CHA, contenente il gioco OLYMPIAN GAMES;

– Cassone nero contenente il gioco GNOMOS.

Il GUGLIELMINO è stato assunto a sommarie informazioni in ordine alla presenza degli apparecchi di intrattenimento senza l’assistenza del difensore (che doveva presenziare essendo il sopracitato indagato del reato di cui al capo 18), con la conseguenza che le dichiarazioni del predetto sono inutilizzabili. Gli apparecchi sopra indicati o quanto meno alcuni sono stati procurati al Guglielmino dal gruppo Tibia; è quanto si desume da alcune conversazioni intercorse fra Schepis e SANTAMARIA Pietro.  Tra esse, quella del 30.01.2014 ( progressivo 268, N. RIT PM 92/2014) in cui Giuseppe SCHEPIS telefonava al SANTAMARIA, chiedendogli se si fosse occupato lui dell’apparecchio di intrattenimento denominato ‘cha cha cha’ (<< e…quella “cha cha cha” (n.d.r nome di apparecchio di intrattenimento) che mi hai…l’hai fatta tu? >>) perché non “scaricava” (<< no…perchè non mi scarica… >>). Quest’ultimo gli suggeriva di telefonare ad Alessandro perché lui si trovava a Trapani (<< no…io sono a Trapani! >>), quindi gli chiedeva dove fosse collocato l’apparecchio e Giuseppe SCHEPIS rispondeva che si trovava a Contesse (<< qua…al “coso”…nel…a Contesse! >>).       SCHEPIS rappresentava poi al suo interlocutore di aver riscontrato altresì il malfunzionamento del distributore (<< domani mattina? no…perchè mi devi guardare anche un distributore… >>) che erogava denaro in maniera incontrollata (<< non concludo niente, perchè io ora sto andando via…se lui possibilmente mi dice ora…non possiamo fare niente…invece domani mattina ci sei anche tu…vieni anche tu un minuto, perchè mi devi guardare un distributore che manda soldi “in quella maniera”! >>), cioè somme maggiori rispetto quelle introdotte per essere cambiate, e SANTAMARIA gli garantiva che avrebbe provveduto, avvisando al riguardo anche Carmelo (<< e dopo che vado…ci possiamo vedere…io casomai glielo dico a Carmelo…anche… >>). Secondo il rilevamento del segnale mobile del telefono intercettato, che risultava agganciato alla cella collocata in Via Consolare Valeria 420 – Messina, può dedursi che, nella circostanza in questione, Giuseppe SCHEPIS si trovasse presso la sede della polisportiva ‘Sporting Club’. L’indomani, 31.01.2014, i due si risentivano ( conversazione registrata al progressivo 370, N. RIT PM 92/2014 ) e concordavano di incontrarsi. SCHEPIS riferiva a SANTAMARIA di essere disponibile dopo mezz’ora, e questi gli dava appuntamento direttamente sul posto, ove sarebbe giunto con il furgone (<< no compare, che ne so… ci vediamo direttamente là, vengo con il furgone… >>) per riparare il guasto. Gli chiedeva di rammentargli il malfunzionamento dell’apparecchio (<< ..e ci leviamo il pensiero; quindi che ha la macchinetta …Peppe scusami, che ha? >>), e SCHEPIS replicava che non scaricava, non funzionava la ‘cha cha cha’ (<< non scarica, non funziona inc… non lo so, che ti devo dire […] la “Cha Cha Cha” >>). La denominazione dell’apparecchio, ‘ cha cha cha ‘ e l’ubicazione dello stesso, segnatamente a Contesse, quali elementi emersi nel corso delle conversazioni sopra riportate, consentono di affermare che oggetto della conversazione fosse il cassone contenente il gioco OLYMPIAN GAMES ubicato presso la sede della polisportiva ‘ sporting club ‘, di GUGLIELMINO Antonino. Il denaro menzionato nelle conversazioni intercorse fra GUGLIELMINO e Schepis alla luce della circostanza da ultimo evidenziata ed in assenza di altre relazioni esistenti fra il primo ed il gruppo Tibia, era con ogni probabilità dovuto a titolo di quota parte dei guadagni conseguiti a mezzo degli apparecchi rinvenuti nella sala. Da quanto detto può ritenersi raggiunta la prova, in termini di qualificata probabilità, che presso la Polisportiva de qua erano presenti 7 dispositivi illegalmente detenuti in quanto privi del nulla osta di cui all’art. 110 del TULPS e della prescritta targhetta recante codice identificativo AAMS (tant’è che sono stati sottoposti a sequestro amministrativo) e che quanto meno quello denominato CHA CHA CHA, contenente il gioco OLYMPIAN GAMES era stato procurato dal gruppo Tibia.

La gestione delle scommesse on line sul sito betxgames.com e betlive5000.com

Nel corso dell’indagine si è appurato che il canale di approvvigionamento di risorse economiche di cui si è avvalso il clan per accrescere le proprie disponibilità, è stato anche quello della gestione delle scommesse on line. Come già detto il betting è riservato allo Stato che lo esercita attraverso concessionari selezionati tramite gara pubblica. La concessione può avere ad oggetto la raccolta fisica ed on line. I concessionari sono tenuti al rispetto di specifici obblighi di trasparenza nonché di tracciabilità e di identificazione a tutela degli interessi generali, dell’ordine pubblico, dei giocatori, dei minori. Il concessionario autorizzato è inoltre destinatario di imposizioni fiscali commisurate al volume della raccolta di scommesse. Il flusso delle scommesse raccolte dai concessionari confluisce ed è registrato, in via informatica e in tempo reale, in un unico totalizzatore nazionale tenuto e gestito dalla Sogei Spa. Il circuito illegale di raccolta delle scommesse opera sia su rete fisica che on line:

a)     sotto il primo profilo (rete fisica) operano i CTD (Centri trasmissione dati) ovvero agenzie di scommesse non autorizzate, in cui i clienti effettuano le giocate che l’operatore, in virtù di un contratto con la società madre, poi registra sul server di una società straniera priva di concessione in Italia, ma autorizzata nel paese ove la stessa ha sede legale (perlopiù in ambito UE). L’operatore raccoglie le giocate e paga le vincite, effettuando poi le compensazioni degli importi con la società “madre”. Tali CTD operano in assenza dell’autorizzazione di AAMS, cioè in assenza di concessione all’allibratore estero ed in difetto della licenza amministrativa di cui all’art. 88 TULPS ( che non può essere data ai soggetti, privi di concessione). Le scommesse accettate dai CTD non sono, ovviamente, né tracciate né controllate.

b)    sotto il secondo profilo (raccolta on line) operano i siti gestiti da operatori privi di concessione in Italia, sovente con sede legale in paesi a fiscalità agevolata, ed oltretutto sottratti ad ogni imposizione fiscale.

 

La raccolta illegale di scommesse, sia su rete fisica sia on line, configura, secondo la normativa vigente – il reato previsto dall’art. 4 comma 4 bis L. 401/1989 e se ne è reso responsabile il gruppo Tibia il quale ha raccolto le scommesse su portali esteri ed in particolare sul sito www.betlive5000.com. Quest’ultimo risulta di proprietà della Web Gaming Corporation ltd, compagnia registrata in Malta in Apartment 21 Charles count (suite 83), St. Luke’s road, pietà PTA 1027. L’organizzazione facente capo al Tibia ha predisposto e realizzato una rete capillare sul territorio cittadino ed in periferia di punti deputatati alla raccolta delle scommesse, controllati telematicamente dai suoi referenti che, disponendo di profili di livello superiore, sono stati in grado di introdursi nella rete e tenere sotto stretta osservazione i conti gioco. Sin dai primi risultati investigativi, contenuti nell’informativa dei Carabinieri di Messina Centro (proc.5634/11 RGNR) è stato possibile delineare il contesto, il funzionamento e l’organigramma del sodalizio facente capo a Tibia Luigi e dedito alle scommesse illegali.

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