7 Marzo 2017 Cronaca di Messina e Provincia

CALCIO, LA RIFLESSIONE: PALERMO, CATANIA, MESSINA. CHE DIO CI AIUTI! di Ciccio Manzo

C’era prima il Palermo dei Toni, Pastore, Cavani, Bellotti, Dibala. Il Catania di Montella, Simeone, Mjialovich e il Messina di Massimino, Scoglio, Caccia, Bellopede, Catalano, Schillaci. E quindi di Aliotta, Franza, Di Napoli, Zampagna, Sullo e Buonocore.

Di tutto e di tutti oggi ci sono solo i ricordi e le nostalgie. Resta la storia, quella non si cancella.

Anche il baluardo Zamparini, turbolento ma geniale, “bancomat” per decine di allenatori veri o presunti, lascia il gagliardetto ROSANERO dopo tanti anni in mani ancora bianche per il calcio. Arriva una cordata (termine che ora sostituisce il vecchio ‘proprietario di Società’ o ‘presidente padrone’) con un controverso showman Paul Baccaglini, multitatuato e ex iena, ex conduttore radiofonico, ex modello nudo con il corpo macchiettato in ogni angolo. “Vuole riportare la squadra in Europa”, ha detto Zamparini. Ma Baccaglini in Europa non ha proprio mai fatto affari. Anzi, non ha proprio fatto affari nel calcio. Anzi, forse non ha nemmeno fondato l’Integritas Capital, il fondo di investimenti che il Palermo calcio nel suo comunicato ha citato come nuovo futuro acquirente della società. Ma siamo qui, vedremo che regalo ci ha preparato il Maurizio Zamparini 2017.

Baluardo di ritorno a Catania e’ invece Pietro Lo Monaco, dopo un quadriennale transito nella città dello Stretto.

Lui il Catania ce l’ha nel cuore e della squadra etnea è padre di tanti successi e tante scoperte. Lui il calcio sa cos’è, è difficile prenderlo per il naso. Spesso arrogante, cinico e antipatico ma certamente uomo di calcio capace e determinato. Capita in un Catania multipenalizzato in LegaPro e spera di ripetere qualche miracolo da amministratore delegato (per lui si legge “faccio tutto io”). In Lo Monaco dirigente di calcio ci credono tutti, il suo passato è da medaglia. Temiamo però che debba combattere tanto e ripartire dalle sue intuizioni per la resurrezione del LIOTRO catanese. Troppe corazzate in questi gironi di LegaPro con tanti denari ed investimenti (vedi Venezia, Parma, Alessandria, Cremonese, Lecce, Foggia). Un risultato ai play off più complicati e frequentati dalla storia del calcio con una sola promossa fra 30 sembra un sogno presuntuoso. Ma sappiamo che Pierre Lo Monaco ci penserà quantomeno e ci tenterà. I suoi fedelissimi si aspettano questo dal coriaceo AD siculo-campano. Così anche sotto l’Etna non c’è che aspettare e sognare

Sul carro dei nuovi sogni palermitani e catanesi si tuffa con caparbietà un Franco Proto Ennese che restituisce ad uno sbandato Messina di una sbandata “cordata” la sua buona dose di sogni e speranze di calcio e pace societaria. Il tifoso messinese riguadagna entusiasmo come fosse arrivato un emiro o un cinese vero. E fin qui tutto bello e anche legittimo. Ma Proto degli Emiri e dei Cinesi ha qualcosa in meno (i denari) e qualcosa in più (la competenza e l’esperienza nel mondo pallonaro). I denari non fanno la felicità, ma se altri messinesi si vestono da PROTO si possono ‘ammucchiare’ per un progetto almeno più sereno e futuribile.

La competenza invece non ha bisogno dei “DINERO”, ma è una dote intangibile, accumulata attraverso esperienze positive e negative e conoscenze nei piani importanti del circo calciofilo. Messina ci crede. E credo che sia giusto così. Ora tutti si aspettano i fatti. In una sola parola: “Risultati”.

In chiusura la Trinacria calcistica cambia look. A sentir loro (Zampa, Pierre e Franco di Troina) dovrebbe essere l’ultimo anno di tormenti. Il tifoso è sempre portato a credere, ma non è mai espressione di ottimismo alla cieca. Quindi si affida sempre ad altre ‘entità superiori’ e recita in coro: CHE DIO CI AIUTI !

@cicciomanzo