15 Marzo 2017 Giudiziaria

Caso Manca, la procura chiede 4 anni e mezzo per Monica Mileti

Nessuna sentenza, per ora. Gli avvocati della 50enne romana accusata di aver ceduto al medico siciliano Attilio Manca la dose di eroina che lo uccise nel 2004, hanno chiesto un rinvio per la loro discussione.

Nessuna arringa, nessuna sentenza, solo la requisitoria del procuratore capo Paolo Auriemma, che ha chiesto per Mileti, “pluripregiudicata per questo tipo di reati”, una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione e 35 mila euro di multa, con l’aggravante della cessione continuativa.

“L’istruttoria dibattimentale – ha detto il procuratore Auriemma – si è svolta tenendo conto della complessità dei fatti e delle varie tesi, tra cui quelle della difesa dei familiari di Manca. Per ogni ipotesi è stata presentata una prova: dall’analisi del capello, ad esempio, è emerso che il medico, pur non essendo un tossicodipendente, era purtroppo un assuntore occasione di eroina.

Quel 12 febbraio del 2004, Manca ha assunto la sostanza mentre era da solo in casa: le due siringhe d’insulina ritrovate, infatti, contenevano solo il suo sangue – continua il procuratore Auriemma -. Del cugino Ugo, invece, è stata trovata un’impronta nel bagno del medico. Ma dai tabulati telefonici è emerso che non era a Viterbo il giorno della morte.

Che Manca facesse uso di eroina fin da giovane è stato confermato anche dai suoi amici di infanzia, tutti professionisti, tutti incensurati, senza alcun interesse a mentire. L’unico soggetto maggiormente pregiudicato è il cugino Ugo, condannato con pena sospesa per detenzione di arma nel lontano 1994”, conclude il procuratore Auriemma.

A dodici anni dalla morte dell’urologo dell’ospedale di Belcolle e a tre dall’inizio del processo a Mileti, la sentenza del giudice Silvia Mattei dovrebbe esserci il prossimo 29 marzo. Tutto slittato di due settimane, con la sospensione della prescrizione.

Per la famiglia Manca, quello a Mileti è da sempre un “processo-farsa”. Per loro, la morte di Attilio è stato un delitto di mafia: il medico è stato eliminato dopo aver visitato e curato il boss della mafia Bernardo Provenzano. Una tesi che, finora, non ha trovato conferma nelle aule di giustizia. “E’ un’ipotesi fantasiosa – ha detto nella requisitoria il procuratore Auriemma -. In nessun atto è scritto che Manca sia stato in Francia. E’ incredibile che dopo anni, alle spalle di questo processo, si continui a ipotizzare tutto questo. Sono solo supposizioni, ma i processi si fanno sulle prove e in questo caso sono solide”. da http://www.tusciaweb.eu