29 Marzo 2017 Giudiziaria

LA SENTENZA: Caso Manca, 5 anni e 4 mesi alla Mileti

VITERBO – Monica Mileti condannata a 5 anni e 4 mesi e al pagamento di 18 mila euro di multa. Nonché all’interdizione perenne dai pubblici uffici. Per la donna, accusata di aver ceduto la dose mortale di eroina ad Attilio Manca, l’urologo originario di Barcellona Pozzo di Gotto, trovato cadavere nel suo appartamento in via Santa Maria della Grotticella, il 12 febbraio 2004, è arrivata la sentenza. È stata lei, per il tribunale viterbese, a vendere al dottore siciliano l’ultima, fatale dose di droga.

Accolte e aumentate le richieste del procuratore capo Paolo Auriemma formulate durante l’udienza dello scorso 15 marzo, che per la donna aveva chiesto 4 anni e 6 mesi. Una serie di prove inequivocabili, per la procura, hanno supportato l’accusa a carico della Mileti, già pluripregiudicata per questo tipo di reati, a partire dalle testimonianze, suffragate dai tabulati telefonici, che proverebbero il rapporto consolidato negli anni tra la pusher e il dottor Manca, a quelle identiche siringhe usate per le iniezioni di insulina trovate nell’appartamento del medico e a casa della romana.

”Che Manca fosse un assuntore sporadico di sostanze stepefacenti – ha spiegato Auriemma – lo dicono le testimonianze di persone incensurate, tutti professionisti, con nessun interesse a mentire. Tutte le altre ricostruzioni su questa vicenda – ha sottolineato il procuratore – sono mere supposizioni fantasiose”. Unica imputata nel processo, Monica Mileti, era accusata dalla procura viterbese di aver ceduto all’urologo la dose letale di eroina: da quel letto, in cui fu ritrovato dai sanitari del 118 e dai poliziotti tredici anni fa, il giovane non si rialzò mai. A far cadere, invece, l’accusa di morte in conseguenza di altro reato sono bastate le lungaggini burocratiche della giustizia. Essendo passati tredici anni dalla morte di Attilio Manca, sull’articolo 586 del codice penale è caduto il velo della prescrizione.

Attilio Manca aveva solo 35 anni, quando perse la vita. E da subito la sua scomparsa destò l’interesse della procura e dell’intera cronaca nazionale. Nonché della sua famiglia. Che per anni si è impegnata alla ricerca della verità: per la madre, il padre e il fratello del medico siciliano, infatti, si sarebbe trattato di un delitto di mafia.

Un omicidio commissionato direttamente dal boss Bernando Provenzano, per mettere a tacere l’unico testimone scomodo della sua latitanza. Attilio Manca. Che avrebbe operato il ”Capo dei Capi” in una clinica di Marsiglia durante una delle sue tante fughe all’estero. Ma per la procura quest’ipotesi non regge. Dietro la morte dell’urologo non ci sarebbe altro che un’overdose di eroina. Di cui la Mileti è responsabile.