L’ARRESTO DI MORACE: UNA COSTOLA DELL’INCHIESTA RIGUARDA IL GRUPPO FRANZA. I PARTICOLARI. SPIONAGGIO INDUSTRIALE – COINVOLTO IL CARABINIERE GISABELLA (CHE AVREBBE FATTO ASSUMERE LA FIGLIA IN UNA SOCIETA DI FRANZA) – IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI

Una costola dell’indagine riguarda il gruppo dei Franza di Messina. Alcuni soggetti appartenenti al gruppo dei Franza si sono mossi per ottenere vantaggi a loro favore in danno dei Morace, avvalendosi di un sottoufficiale dei carabinieri in servizio a Perugia, che avrebbe dovuto fare del dossieraggio in danno dei Morace e del loro gruppo. La figlia del sottoufficiale è stata poi assunta in una delle imprese del gruppo Franza. Questi in estrema sintesi i principali ambiti di sviluppo delle indagini, condotte con grande velocità “e con grande competenza” – aggiunge Lo Voi – dai carabinieri del Comando provinciale di Trapani e Palermo.

Ettore Morace “ha fatto della corruzione una modalità quasi ordinaria di gestione dei rapporti con i pubblici ufficiali con i quali veniva in contatto”. Lo afferma il gip nel provvedimento con il quale, stamane, l’imprenditore è stato arrestato insieme al deputato regionale e candidato sindaco per Trapani Girolamo Fazio e al funzionario regionale Giuseppe Montalto.
“Alcuni soggetti – ha dichiarato il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, come riporta nella cronaca live della conferenza stampa il sito http://www.tp24.it, sono risultati asserviti nei confronti di Morace per fargli ottenere migliori condizioni per i trasporti marittimi gestiti dalle sue imprese con le isole minori. In cambio Morace ha elargito remunerazioni di vario tipo”.
Anche Girolamo Fazio, per i magistrati, “è stabilmente asservito ai Morace” e avrebbe anche utilizzato espressioni minacciose nei confronti del dirigente regionale che aveva revocato il bando per i collegamento con le isole minori perchè reputato troppo esoso per le casse regionali.
Ettore Morace si sarebbe attivato anche per ottenere un intervento presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana per ribaltare la sentenza del TAR Sicilia dello scorso 21 febbraio con la quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines contro l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. L’annullamento era stato deciso dalla Regione a causa delle riscontrate sovracompensazioni ottenute – secondo i magistrati – attraverso l’indebita ingerenza di Salvatrice Severino, già dirigente del servizio 2 Trasporto regionale aereo e marittimo dell’Assessorato alle Infrastrutture e Trasporti, e di Fazio. Di fatto, con la decisione del Tar, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro.
Sempre Ettore Morace, insieme al fratello Gianluca, autorizzò una attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza, il gruppo Franza di Messina, con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private di Napoli e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, erano state ottenute importanti informazioni che confermavano i loro sospetti.
Girolamo Fazio – per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari – avrebbe, secondo gli inquirenti, boicottato la nomina di un consulente all’Assessorato alle Infrastrutture che non era gradito ai Morace, ottenendo in cambio l’assunzione di personale presso le loro imprese. Per sè Fazio avrebbe ottenuto, oltre a posti di lavoro, anche l’uso di una Mercedes e biglietti gratis per gli aliscafi.
Il terzo arrestato, Giuseppe Montalto – anche lui finito ai domiciliari – sarebbe riuscito ad ottenere il blocco della nomina di un consulente non gradito ai Morace e avrebbe affermato di averlo fatto con la collaborazione di alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle che avrebbero fatto mancare il numero legale in un’occasione in cui si doveva trattare la nomina. Avrebbe inoltre ottenuto l’assunzione di un amico giornalista presso l’ufficio stampa della Liberty Lines e una “più che favorevole” liquidazione del trattamento di fine rapporto con la Siremar Spa per la sua amica Marianna Caronia.
Ettore Morace sarebbe riuscito ad ottenere, entrando in contatto con personaggi politici di rilievo nazionale, l’approvazione in Parlamento di un emendamento che riduceva l’IVA sui trasporti marittimi. La sottosegretaria alle Infrastrutture e senatrice di Alternativa Popolare Simona Vicari è, infatti, indagata a tal proposito così come un altro esponente politico nazionale di cui, al momento, non si conosce il nome. Entrambi – affermano gli inquirenti – sono stati ricompensati, nel Natale 2015, con due orologi Rolex, uno da donna e uno da uomo. Il fratello di Simona Vicari è dipendente della Liberty Lines.
I magistrati avevano avanzato altre richieste di arresto per quanto riguarda l’ipotesi di turbativa d’asta, ma il gip non ha riconosciuto la sussistenza degli elementi.

L’indagine ha anche un filone riguardante il gruppo dei Franza. Alcuni soggetti appartenenti al gruppo si sarebbero mossi per danneggiare i Morace, avvalendosi di un sottufficiale dei Carabinieri, Orazio Gisabella, in servizio a Perugia, che avrebbe dovuto raccogliere informazioni dannose per la compagnia trapanese. La figlia del sottufficiale è stata poi assunta in una delle imprese del gruppo Franza. Per il militare il gip ha disposto la sospensione dal servizio.
“Un’indagine complessa – ha rimarcato il procuratore capo Lo Voi – condotta velocemente e con grande competenza – dai carabinieri dei Comandi provinciali di Trapani e Palermo. Un caso unico di collaborazione tra due Comandi provinciali”. Il procuratore ha spiegato i meccanismi della corruzione riguardanti le compensazioni per la gara del trasporto marittimo con l’intervento integrativo della Regione Siciliana. Si tratta di 63 milioni di euro, somma incassata dai Morace per garantire il servizio di trasporto con le isole minori. Le indagini sono durate dieci mesi e si sono avvalse anche di una consulenza tecnica.
“Non è un’indagine – ha commentato il procuratore aggiunto Dino Petralia – ma un romanzo della corruzione: c’è un connubio tra imprenditoria, politica, operazioni di dossieraggio, pubblica amministrazione. Tutto è partito da un atto coraggioso, leale e straordinario di un funzionario regionale che ha preso il posto del precedente e che, di fronte ad una Procura credibile, si è aperto ad una totale dichiarazione su tutto ciò che accadeva in quel contesto”. Il riferimento è al dirigente regionale Fulvio Bellomo che ha rivisto le condizioni di favore nelle gare per il trasporto marittimo praticate da Montalto alla compagnia dei Morace.
Quello di oggi, hanno spiegato i magistrati, è il filone principale dell’inchiesta, altri saranno inviati per competenza ad altre Procure, tra cui quella di Trapani e Messina.
“Siamo stati veloci – ha proseguito Petralia – perchè sulla corruzione c’è una domanda di giustizia da parte dei cittadini e anche l’ufficio del gip ha risposto in maniera rapida ed efficace”.
Circa l’arresto di Girolamo Fazio il procuratore Lo Voi ha affermato: “Noi non ci occupiamo di politica”. E in riferimento anche alla misura di prevenzione chiesta dalla Dda per il senatore Antonio D’Alì, altro candidato sindaco per Trapani, giunta a pochissime ore dalla chiusura dei termini per la presentazione delle liste, ha sottolineato: “I tempi delle indagini e i tempi della politica sono diversi, perché si tratta di due attività diverse. Può, occasionalmente, capitare che ci siano sovrapposizioni. Quando capita ciò non autorizza ad affermare che vi sia pregiudizialmente un sistema ad orologeria”.
Su d’Alì, Lo Voi ha spiegato: “La sentenza di appello per D’Alì è stata depositata il 13 aprile, un mese fa. Il confezionamento di una proposta di misura di prevenzione, in così breve tempo, risponde da solo a qualunque ipotesi di giustizia ad orologeria”.

IL COMUNICATO UFFICIALE DEI CARABINIERI

All’alba i Carabinieri dei nuclei investigativi di Palermo e Trapani hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le indagini hanno consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche.
Il GIP ha dunque emesso misure cautelari, di diversa natura, nei confronti di:

– MORACE Ettore, armatore, titolare della “Liberty Lines”, condotto in carcere.

– FAZIO Girolamo, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, sottoposto agli arresti domiciliari;

– MONTALTO Giuseppe, capo della segreteria particolare dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e mobilità, sottoposto agli arresti domiciliari.

Inoltre il gip disponeva la sospensione dal pubblico ufficio di Orazio GISABELLA, militare dell’Arma dei Carabinieri, in servizio presso altra regione.
L’indagine è stata incentrata sulla figura dell’armatore Ettore MORACE, proprietario della Liberty Lines – compagnia di navigazione con sede in Trapani e leader nel settore del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci – e prendeva avvio dal riscontro di gravi irregolarità circa l’affidamento, proprio a favore della Liberty Lines, dei servizi di collegamento a mezzo unità veloci per le isole Egadi ed Eolie. Nello specifico, si accertava un sovradimensionamento della compensazione finanziaria, ottenuto attraverso l’indebita ingerenza di SEVERINO Salvatrice, già dirigente del servizio 2 trasporto regionale aereo e marittimo dell’assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonchè del deputato regionale trapanese FAZIO Girolamo.
Nel corso delle investigazioni veniva, tra l’altro, verificato che:
– esisteva una reale cointeressenza economica tra l’armatore MORACE e l’onorevole FAZIO, tale da poter ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo. Si è, altresì, registrato un notevole attivismo del MORACE nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali “gonfiati”;
– MORACE gode del forte appoggio del Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, Senatrice Simona VICARI (il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines). Attraverso l’interessamento della stessa, il MORACE riusciva ad ottenere nel periodo monitorato:
· la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’IVA dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines;
· il ritiro della proposta di nomina di un consulente, inviso a MORACE, all’Assessorato Regionale ai Trasporti;
– il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione, Giuseppe MONTALTO, sfruttando il suo ruolo, otteneva da MORACE:
· l’assunzione di un amico giornalista, presso l’ufficio stampa di Liberty Lines;
· la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con “Siremar s.p.a.” dell’amica Marianna CARONIA;
– MORACE si attivava anche per ottenere un intervento presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del TAR Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. Tale annullamento era stato operato dalla Regione Siciliana, a causa delle riscontrate sovracompensazioni. Di fatto, con la decisione del TAR, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro;
– MORACE, unitamente al fratello Gianluca, imbastiva un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza. L’attività veniva attuata con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, gli armatori MORACE riuscivano ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti;
il “Gruppo Franza” poneva a sua volta in essere manovre per danneggiare il concorrente MORACE, condotte anche grazie al concorso del citato GISABELLA.

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