I vincitori del Premio Galeno 2017, il ‘Nobel’ della farmaceutica. A IRENE PATERNITI di MESSINA il premio per la ricerca clinica o sperimentale riservato a giovani ricercatori

Si è tenuta a Milano,  la cerimonia finale del Premio Galeno 2017, il ‘Nobel’ della farmaceutica. Proclamati i 5 vincitori: Ocaliva* di Intercept Pharma (categoria Farmaco di sintesi chimica) per cirrosi biliare primitiva; Praxbind* di Boehringer Ingelheim (categoria Farmaco biologico) frammento di anticorpo in grado di neutralizzare l’effetto anticoagulante; Strimvelis* di Gsk (categoria Farmaco orfano) trattamento per l’immunodeficienza grave; Gardasil 9* di Msd (categoria Farmaco immunologico) vaccino contro 9 tipi di Papillomavirus umano; Gilenya* di Novartis (categoria Real World Evidence) per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla. La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Zepatier* di Msd (categoria Farmaco di sintesi chimica) per l’epatite C.

Vincitori ex aequo del Premio per la ricerca clinica o sperimentale, riservato a giovani ricercatori, sono Matteo Di Minno(Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate – Università di Napoli “Federico II”) e Irene Paterniti (Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali – Università degli Studi di Messina). La valutazione delle candidature al Premio Galeno è a cura di un Comitato scientifico indipendente, presieduto da Pier Luigi Canonico, dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’.

Quest’anno ci sono state 60 candidature da parte di giovani ricercatori, inoltre ben 10 farmaci sono entrati nella rosa dei possibili vincitori finali.

La prima edizione del Premio Galeno Italia si è svolta nel 1992 e per festeggiare questo 25.esimo anniversario, si è istituito anche un Premio speciale riservato esclusivamente ai farmaci già vincitori in una delle precedenti edizioni italiane del Galeno. Il Premio speciale ha valutato il complesso di studi in grado di confermare o ridefinire l’efficacia e la sicurezza di un farmaco nel contesto della normale pratica clinica.

Un Commento

  • Maria Paola La Ferla Rispondi

    22 giugno 2017 at 22:19

    Bravissima, Irene!!!

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