#LA NOSTRA GALLERY# – MUSICA: TAORMINA SI INCHINA A SUA MAESTA’ EDDIE VEDDER. UN CONCERTO INDIMENTICABILE di Vincenzo Cardile

27 Giugno 2017 Culture

FOTOGRAFIE ESCLUSIVE DI ENRICO DI GIACOMO

DI VINCENZO CARDILE – Sai quando ti svegli in un lunedì estivo dal caldo torrido e già ti senti stanco? Quando vorresti fare di tutto anzichè scendere il piede dal letto e cominciare una nuova settimana di lavoro, mentre i tuoi figli scorrazzano per casa pronti per andare a mare? Ecco, proprio questo lunedì, mentre percorro finalmente la riviera nord con la Vespa, guardando col gli occhi del cuore la spiaggia che è già un tappeto di asciugamani e stuoie colorate, quasi accecato dal mare brillante di oro caldo, svolto.

Leggo un whatsapp di un amico che mi scrive di aver trovato due biglietti per il concerto di Eddie Vedder. Appuntamento alle 19 ‘al Boccetta’, prendere o lasciare… Eddie Vedder chi? Mi chiedo. E mi si aprono tutti i file mentali alla ricerca di questo cantautore, e quando finalmente capisco di chi si tratta, rido solo, rendendomi conto della fortuna che mi ritrovo. Ho un genio della musica mondiale servito su un piatto d’argento, a trenta chilometri da casa mia, in uno dei posti più suggestivi al mondo, dove lo spettacolo a volte fa da spettacolo al mito, cioè il Teatro Antico di Taormina.

Giunti a Taormina, parcheggio l’auto al ‘Lumbi’ mezzo vuoto, e penso che al teatro non ci sarà poi così tanta gente…. Errore! Doppia data sold out!! Ed entratoci, mi accorgo del perché. Mi guardo intorno e vedo gente di tutto il mondo accalcata sulle gradinate, venuta apposta per questo concerto da ogni angolo della terra dove c’è una radiolina… e capisci quanto sia piccolo e chiuso il tuo di mondo, provinciale direi, si provinciale.

Il teatro, illuminato color porpora, o striato di luci calde, è gremito in ogni ordine di posto, e sul palco vedi solo un tappeto con chitarre, tante chitarre e strumenti a corda.

Acclamato in ogni lingua del mondo, entra il tipico rockettaro americano, un tipaccio sulla cinquantina, capello lunghetto, occhi di ghiaccio, barbetta incolta che farebbe girare la testa a nove donne su dieci…. rock puro, voce roca e profonda… si siede, prende la chitarra e comincia a sciorinare il suo grunge caldo, ballate di colore che ti fanno sognare e ti danno l’idea di quel rock anni 80 che ormai non trovi più.

Canta i suoi Pearl Jam, accenna i REM, e tra un bicchiere di vino e un brindisi con la platea estasiata, fa risuonare la sua chitarra, passando dall’ukulele all’armonica con una semplicità che solo un vero fuoriclasse riesce a dare.

Il meglio lo dà in coppia con l’altro chitarrista (spesso accompagnati anche da un quartetto d’archi, i Red Limo String quartet), un altro ‘scarso’ come lui, tale Glen Hansard, un dublinese che ha duettato con tutti i grandi della musica mondiale, forse uno dei più sottovalutati chitarristi di tutti i tempi, praticamente un genio (cantautore, chitarrista e attore irlandese, voce e chitarra del gruppo rock The Frames e del del duo The Swell Season con Markéta Irglová, duo che ha vinto l’oscar 2008 per la miglior canzone originale, “Falling Slowly” tratta dal film “Once”).

Suonano dannatamente al punto da sembrare avere più mani… i loro giri di riff sono impressionanti perchè uniscono velocità d’azione e simmetria di suono… il pubblico è in delirio, soprattutto quando Eddie scende dal palco e si unisce in un abbraccio col suo pubblico. Tutto molto rock, tutto molto grunge…

E così scivoli via tra le note di Long Road, Bad – cover U2, Wish list, I’Am Mine, Can’t Keep, Without You e tante altre. Ti sciogli nel suo slang e ti emozioni fra le note magiche, incastonate tra le stelle e un teatro unico che resta incantato. Io, fra tutte, ho scelto Sleeping by Myself…

Stasera si replica, e voi che perdete tempo dietro me, ascoltatemi… andate ad emozionarvi, ne vale veramente la pena. Un giorno potrete dire, c’ero anch’io…

 

Eddie Vedder ha tenuto ieri sera, lunedì 26 giugno, al Teatro Greco di Taormina il primo dei due concerti previsti – il secondo si terrà questa sera, martedì 27 giugno.
Ecco la scaletta delle canzoni che ha cantato:
Musiche d’apertura:
Batman Theme
Tuolumne (dalla colonna sonora di “Into the wild”)

Long Road
(Pearl Jam)

Bad
(U2 cover)

Wishlist
(Pearl Jam)

I Am Mine
(Pearl Jam)

Can’t Keep
(Pearl Jam)

Without You

Sleeping by Myself
(con Red Limo String Quartet)

It Happened Today
(R.E.M.) (con Red Limo String Quartet) (Eddie Vedder aveva cantato nei cori della versione originale; I R.E.M. l’hanno suonata dal vivo la sera del loro scioglimento)

Driftin’
(Pearl Jam)

Setting Forth

No Ceiling

Far Behind

Guaranteed

Rise

Picture in a Frame
(Tom Waits)

The Kids Are Alright
(Who)

Out of Sand

Better Man
(Pearl Jam)

Porch
(Pearl Jam)

Bis:

Isn’t It a Pity
(George Harrison)

Crazy Mary
(Victoria Williams)

Jeremy
(Pearl Jam) (con Red Limo String Quartet)

“Heroes”
(David Bowie) (con Red Limo String Quartet)

Just Breathe
(Pearl Jam) (con Red Limo String Quartet)

Lukin
(Pearl Jam) (con Red Limo String Quartet)

Song of Good Hope
(Glen Hansard) (con Glen Hansard)

Sleepless Nights
(Everly Brothers) (con Glen Hansard)

Society
(Jerry Hannan) (con Glen Hansard)

All Along the Watchtower
(Bob Dylan) (con Glen Hansard) (e con Red Limo String Quartet)

 

secondo bis:
Hard Sun
(Indio cover) (con Glen Hansard) (e con Red Limo String Quartet e le figlie di Eddie)

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