29 Giugno 2017 Senza categoria

Lettera aperta del Fronte popolare autorganizzato al Sindaco Renato Accorinti e agli Assessori

Scriviamo per discutere di Beni Comuni e di Diritto all’Abitare. E, in particolare, di un edificio pubblico abbandonato che, da quando è stato dissequestrato nel 2015, è stato chiuso, rifiutato dalla stessa Anffas, che lo aveva utilizzato per più di 20 anni e, infine, rifiutato anche dalla Fondazione Tao Arte, probabilmente a causa degli irrisolti ai quali neanche la Magistratura ha saputo fare luce. Parliamo inoltre di un progetto di Co- Housing Sociale, gestito da 6 nuclei familiari. Parliamo di un orto sociale, una colonia felina autogestita, uno spazio attrezzato per bambini aperto alla cittadinanza, un laboratorio/serra didattica, una sala mostre e cineforum, una ludoteca popolare e tanto altro ancora. Come, per esempio, l’autorecupero dal basso, in attesa di una Legge Regionale che lo regolamenti.
Sono queste le parole chiave di un progetto nato dal bisogno (quello costituzionale all’abitazione), ma refrattario tuttavia alle appropriazioni e alla sottrazione dei beni pubblici dal patrimonio comune. Un progetto, dunque, irregolare ma non “illegalista”; che rifiuta, pertanto, il principio della guerra tra poveri e che si ostina a non intaccare il diritto legittimo all’abitazione popolare. Ma che pur tuttavia è fermo nell’affermare il dovere-diritto di non lasciare marcire la proprietà immobiliare pubblica in presenza di uno straordinario bisogno abitativo, del proliferare degli sfratti esecutivi e del rifiuto categorico della strada o della comunità famiglia come unici orizzonti realistici di vita.
Questa occupazione, insomma, nasce dalla constatazione di quanto sia diffuso il malessere in una città e in un Paese che, in barba alle retoriche sulla ripresa, è afflitta dalla morsa strutturale della disoccupazione, del precariato, del lavoro in nero, del costo degli affitti e dell’insufficienza delle politiche sociali: delle misure di sostegno al reddito così come di quelle a sostegno della genitorialità o dell’abitare.

Auspichiamo che la vostra assenza di parola contenga in realtà un’intima soddisfazione per il modo in cui questi muratori, lavoratori poveri e perennemente precari, con molta prole a carico, vi abbiano preso sul serio e abbiano creduto che la trasformazione della società dipendesse innanzitutto da loro stessi. Che fosse, cioè, necessario indignarsi e prendere controllo delle proprie vite, in barba agli oppressori, proprio come Renato ci ha insegnato negli appassionanti mesi della sua campagna elettorale.

Dopo questo vostro lungo silenzio ci aspettiamo finalmente una presa di parola politica, che non deleghi al sistema penale la gestione di una questione che prima di tutto è sociale.

Sindaco e Assessore, rompete gli indugi e abbracciate i vostri compagni…

 

Fronte Popolare Autorganizzato – Si Cobas Messina

Comitato Bouganville Occupata

Un passo indietro neanche per prendere la rincorsa…