30 Giugno 2017 Cronaca di Messina e Provincia

VULLO RESTA AL PAPARDO FINO AL 15 AGOSTO: Nomine in sanità, congelata la rotazione dei manager di Asp e ospedali

Congelate per un mese e mezzo le nomine varate in giunta due giorni fa dei commissari di Asp e ospedali in scadenza di mandato. L’assessorato alla Salute ha inviato una nota ai nove direttori generali, firmata dall’assessore Baldo Gucciardi e dal presidente della Regione Rosario Crocetta, in cui comunica la proroga dell’incarico per altri 45 giorni, in attesa di definire l’iter per il commissariamento già deliberato. Anche Michele Vullo dell’ospedale Papardo di Messina, l’unico degli uscenti non riconfermato, resterà in sella almeno fino al 15 agosto.

La Regione prende così tempo dopo le polemiche suscitate dalle rotazioni che hanno causato fibrillazioni nella maggioranza di governo. La linea tracciata dal governatore e dall’assessore era confermare i manager uscenti che, da commissari, avrebbero guidato le aziende fino alle nuove nomine che farà il prossimo governo regionale. Ma a sorpresa ci sono state rotazioni e cambi di poltrona. A Messina non è stato confermato Michele Vullo alla guida dell’ospedale Papardo: al suo posto la dirigente dell’assessorato Maria Letizia Di Liberti. Come chiesto dal Pd agrigentino e dal deputato dem Giovanni Panepinto, trasferito dall’Asp di Agrigento Salvatore Ficarra, che va all’Asp di Ragusa. All’Asp di Agrigento va quindi Gervasio Venuti, che lascia la poltrona di manager di Villa Sofia Cervello a Palermo a Maurizio Aricò, fino a ieri alla guida dell’Asp di Ragusa. L’unico al momento non confermato nemmeno in un’altra azienda è Vullo, per il quale si stanno facendo approfondimenti tecnici sui requisiti dopo alcuni esposti arrivati in assessorato. Se tutto sarà ok, sarà nominato commissario del Policlinico di Messina.

Ma i cambi non sono piaciuti a Sicilia futura, il movimento dell’ex ministro Salvatore Cardinale ormai in rotta con Crocetta da tempo. Ficarra, ad esempio, era un nome gradito all’area di Sicilia futura. Non a caso in giunta ha fatto la voce grossa l’assessore di riferimento, Maurizio Croce. Tensione anche con l’assessore Antonello Cracolici, che ha difeso la conferma di Vullo poi rinviata. E la partita non è ancora chiusa: domani la giunta si riunirà di nuovo e la questione commissariamento potrebbe tornare all’ordine del giorno.

Intanto a fare la voce grossa è il sindacato dei medici Cimo: “Questo ulteriore rinvio appare come una scelta sciagurata – attacca il vicesegretario regionale Angelo Collodoro – perché arriva dopo avere prodotto una delibera di giunta di governo in cui venivano indicati direttori trombati o addirittura senza titoli. Adesso tutti questi rimarranno ai loro posti già delegittimati da quella delibera e in più dimezzati dei loro poteri, in quanto dovranno provvedere solo all’ordinaria amministrazione”. In ballo, per esempio, ci sono questioni importanti come l’avvio dell’iter del reclutamento del personale. Entro domani, infatti le aziende dovranno provvedere a inviare in assessorato il piano triennale delle assunzioni, e poi – secondo il cronoprogramma dettato dall’assessorato – potranno dare il via all’infornata, dando la priorità alle discipline dell’emergenza e urgenza che più soffrono per la carenza di personale. “Lo scorrimento delle graduatorie che era il primo atto da compiere per dare il via alle assunzioni – continua Collodoro – non rientra nell’ordinaria amministrazione o tra gli atti urgenti ed indifferibili. Quindi si rischia la paralisi in un momento drammatico per la sanità siciliana, con gli organici al collasso e dopo tante promesse. Il governo regionale probabilmente vuole arrivare sotto elezioni e gestire le assunzioni in campagna elettorale. A nostro avviso una scelta sciagurata anche perché ha lasciato in sella direttori generali che sono stati delegittimati al governo stesso”.