LA POLEMICA – I costi per il Dalai Lama a Messina: Scintille tra l’ex presidente dei revisori e il sindaco Accorinti. “Errori da matita blu”. La replica di Zaccone

Pubblichiamo di seguito il comunicato dell’amministrazione comunale con cui si ironizza sulle competenze dell’ex presidente dei revisori dei conti del Comune Dario Zaccone e la replica di quest’ultimo.
Attorno alla visita del Dalai Lama alla Città di Messina stiamo assistendo a gravi atti di strumentalizzazione politica e di palese disinformazione. È comprensibile (per quanto di basso livello sia) che personaggi minori in cerca di visibilità e quarti d’ora di notorietà si lancino in maniera sguaiata sulla vicenda. Più sorprendente che soggetti che hanno svolto ruoli importanti a servizio delle istituzioni si sentano legittimati a esprimersi in maniera non competente, creando confusione nell’opinione pubblica.
L’ex Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, mostrando di non conoscere la materia, ha ironizzato sulla delibera di Giunta e si è prodotto in una dotta disquisizione secondo cui, essendo Taormina Arte una fondazione, la sua gestione deve essere improntata alla distinzione tra fondatori e amministratori, con totale autonomia di questi ultimi rispetto ai primi. Alla luce di tale spiegazione, Zaccone conclude: “Ergo… se la delibera prevede di destinare il fondo di dotazione a copertura delle spese della Suprema autorità religiosa tibetana… la stessa è nulla e ogni eventuale ultronea destinazione è un contributo specifico che pagano i cittadini messinesi”. Due errori da matita blu in questa breve conclusione. 1: TaoArte non è una “fondazione” tradizionale, ma una “fondazione di partecipazione”; 2. L’iniziativa è autofinanziata con la vendita dei biglietti; il fondo di dotazione serve solo per le anticipazioni di cassa.
Zaccone confonde la “fondazione” tradizionale con la “fondazione di partecipazione”. I tratti della fondazione di partecipazione sono: “a. la pluralità di fondatori o di partecipanti …; b. la partecipazione attiva alla gestione dell’ente da parte di tutti i fondatori…”. In altre parole, mentre nelle “fondazioni” tradizionali nessun fondatore può dare indicazioni operative su come usare il patrimonio; nelle “fondazioni di partecipazione”, al contrario, i fondatori partecipano attivamente alla gestione, la cui amministrazione non è indipendente, ma “servente” (come dice la Corte dei Conti del Lazio nel parere 151/2013). Ora, Taormina Arte Antica è una fondazione di partecipazione. Ergo… le considerazioni del dott. Dario Zaccone sono sbagliate, perché frutto di confusione tra “fondazione” tradizionale e “fondazione di partecipazione”. In relazione a quanto riferito circa le dichiarazioni del Commissario di Taoarte, Pietro Di Micieli, è bene precisare che la somma di 120.000 € entra nel bilancio della fondazione come fondo di gestione e può essere utilizzata per le finalità della Fondazione per realizzare eventi. In questo caso, il socio fondatore Comune di Messina ha dato una indicazione di uso specifico e la somma rappresenta una clausola di salvaguardia nel caso in cui non si dovessero coprire le spese. Trattandosi di fondo di gestione e non di dotazione patrimoniale (altro elemento di confusione nel commento), tale destinazione è pienamente legittima. Ci dispiace che Zaccone abbia perso un’altra occasione per tacitare chi afferma che le sue posizioni e le sue sovraesposizioni mediatiche sembrano essere motivate da ragioni diverse da quelle strettamente tecniche.
Ci dispiace soprattutto che provincialismo, interessi politici, opportunismi di ogni sorta stiano oscurando un evento di rilievo mondiale che riguarda la nostra città. Il Dalai Lama è un premio Nobel, in sua difesa la comunità dei Nobel per la Pace ha fatto fallire un vertice organizzato dal Sudafrica, il Dalai Lama ha parlato al Parlamento Europeo ed è intervenuto lo scorso anno alla conferenza mondiale sui diritti umani di Ginevra, ha la solidarietà del mondo libero e di personaggi di rilievo mondiale. La sua lotta nonviolenta e pacifica per l’autonomia del Tibet lo rende testimone di valori altissimi di spiritualità e di libertà.
Chiediamo alla città, alle forze politiche, alla comunità sociale di unirsi attorno a questa testimonianza in nome dei valori della nostra società, della nostra civiltà, della nostra Città. Per questa ragione il Sindaco vorrà insignirlo come primo destinatario del premio “Costruttori di pace”, istituito nella riunione di Giunta di martedì 8 agosto per dare evidenza a personalità od organizzazioni che costruiscono con la loro vita e la loro testimonianza i valori essenziali della pace e del rispetto dei diritti e delle libertà di tutti gli uomini e donne.

La replica di Zaccone
“Prendo atto che al Comune di Messina c’è comprensibile nervosismo, tale da esporsi così tanto (non si capisce bene chi sia l’estensore, ma credo di riconoscerne la penna) fino al punto di tirar fuori la matita blu. Ne deduco quindi che deve essere un Professorone. Peccato però che gli sfugga o forse no più di un particolare. Per iniziare, al fine di qualificare una “Fondazione di partecipazione” è necessario che l’atto costitutivo e lo statuto posseggano, alcune caratteristiche di struttura dell’atto. Ne cito solo una per tutte secondo la quale la denominazione deve specificare la definizione della natura dell’ente, (quindi deve essere scritto obbligatoriamente che non trattasi di fondazione tradizionale “….. è costituita una Fondazione di Partecipazione denominata ecc…”) Di seguito, riporto tuttavia gli altri elementi necessari a qualificare una Fondazione di partecipazione che devono essere contenuti nei documenti citati. (Fonte fondazione notariato http://elibrary.fondazionenotariato.it/articolo.asp?art=06/0609&mn=3)

1) qualificanti specificamente l’ente quale fondazione di partecipazione quali:

· la pluralità dei soggetti fondatori (sono possibili, anzi naturali, adesioni successive;

· la definizione della natura dell’ente;

· la struttura, articolazione degli organi e relative norme di funzionamento (nella fondazione di partecipazione a differenza che nella fondazione classica i fondatori partecipano attivamente alla vita della fondazione, determinandone le scelte operative e strategiche);

· la formazione progressiva del patrimonio, la varietà degli apporti possibili per natura, entità e tipo del diritto conferito, anche con atti di dotazione successivi; è opportuna e rilevante per la vita dell’ente, la distinzione tra apporti patrimoniali al fondo di dotazione ed al fondo di gestione, apporti definitivi e apporti attributivi di diritti temporanei;

· gli equilibri gestionali e decisionali che possono essere proporzionati all’entità degli apporti (la democraticità, ove ritenuta necessaria, può essere garantita da pareri e decisioni consultive e/o nomine neutrali per esempio nel caso dei revisori);

2- necessari e/o opportuni al fine del procedimento di riconoscimento quali:

· la definizione dell’ambito territoriale e delle materie in cui la fondazione opera, la previsione della delega a soggetti determinati per i relativi adempimenti, l’apposizione di vincolo al fondo di dotazione, la congruità del patrimonio allo scopo – entità minima; l’indipendenza della nomina del revisore;

3- resi necessari e/o opportuni per la presenza di enti pubblici tra gli enti fondatori quali:

· la necessaria ricostruzione e indicazione dell’iter interno per l’assunzione delle delibere di adesione e dotazione dell’ente e dell’iter per definire la nomina dei membri degli organi;

4- resi necessari e/o opportuni in considerazione di quanto disposto da normative specifiche quali:

· la necessità di ottemperare a indicazioni previste dalle disposizioni in materia di Onlus, o da decreti ministeriali in materia di partecipazione dei Ministeri stessi ad enti privati quali fondazioni, o a clausole sulla devoluzione dei beni in caso di trasformazione o scioglimento previste nelle dette, o altre, normative di settore.

Per non tediare i lettori, e facilitarle le operazioni di riscontro, allego lo statuto della Fondazione che purtroppo non si trova, come invece dovrebbe essere, nel sito della fondazione. Sarà il Professore che ha scritto la nota dell’amministrazione dopo un’ attenta lettura a valutare l’uso migliore della sua matita blu, se quindi utilizzarla per me o per se.

Dario Zaccone

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