LA CITTADINANZA AL DALAI LAMA? UNO SCANDALO A PALAZZO ZANCA CHE NEL 2003 PERO’ PREMIAVA IN SILENZIO, COL CREST DELLA CITTA’, IL FACCENDIERE FILIPPO BATTAGLIA

23 agosto 2017 Cronaca di Messina

di Edg – Chissà quale reazione provocherebbe oggi sui social la notizia che una delegazione venezuelana guidata dal commerciante di armi, noto da decenni alle cronache giudiziarie, Filippo Battaglia e’ stata ricevuta a Palazzo Zanca in pompa magna e con gli onori dovuti soltanto alle grandi autorità internazionali. Sicuramente all’epoca (2003) la notizia di una delegazione di militari, burocrati e affaristi venezuelani guidati dal faccendiere italo-peruviano Battaglia (già amministratore unico della Battaglia Holding, della Corpelia S.A. e della Rami S.A., società finanziarie registrate all’estero, che volle l’avvocato Saro Cattafi come proprio testimone di nozze), addirittura meritevoli per le più alte autorità locali comunali, di targhe ricordo e del prezioso Crest della città, finì in poche ore nel dimenticatoio. Tutto questo succedeva 14 anni fa, nell’ormai lontano ottobre 2003, l’11 per l’esattezza, quando l’attuale sindaco Accorinti aveva da un paio di stagioni scalato il Pilone, guidava il movimento No Ponte alla rivolta e al massimo veniva criticato alla fermata del tram tra l’altro appena inaugurato. Le recenti polemiche sulla cittadinanza onoraria al Dalai Lama e sulle intitolazioni di alcune strade alle 21 donne costituenti, le feroci diatribe nate e continuate su facebook mi hanno fatto tornare in mente un momento istituzionale che ricordo per l’indignazione che manifestai allora nell’immediato soltanto ad amici e colleghi, essendo come tutti privo di una piazza telematica, mentre le testate on line si contavano sulle dita di una mano. A premiare la delegazione venezuelana fu un gruppo di professionisti della politica, ieri assessori e oggi consiglieri, più qualche altro ex consigliere nel frattempo finito tra le maglie della giustizia.

IL CREST DELLA CITTA’ IN DONO
Un comunicato ufficiale dell’ufficio stampa del comune datato 11 ottobre 2003 ci annunciava la visita di una delegazione del governo del Venezuela appena giunta in Italia e subito ricevuta a Palazzo Zanca dal Presidente del Consiglio Comunale Umberto Bonanno, arrestato nel 2007 per l’inchiesta ‘Oro Grigio’, dai vicepresidenti Giuseppe Capurro (anche lui arrestato nell’operazione ‘Matassa’) e Fabio D’Amore, e dagli ex assessori comunali (oggi consiglieri comunali) Carlo Abbate (condannato un mese fa per l’inchiesta ‘Gettonopoli’ a 4 anni e 6 mesi) e Elvira Amata. Dopo il benvenuto alla delegazione formata da un console generale del Venezuela negli Stati Uniti, da un primo consigliere personale del presidente della Repubblica del Venezuela, da un responsabile di una società petrolifera venezuelana, da assistenti di presidente e ministri, il presidente del consiglio comunale Bonanno consegnò targhe ricordo ai rappresentanti del Governo venezuelano e addirittura il Crest della città che venne donato al console Borgo e all’intermediario Filippo Battaglia quale riconoscimento per il suo “impegno a favore dell’economia locale” dagli assessori dell’epoca Abbate e Amata.

COSE VENNERO A FARE I SUDAMERICANI NELLA CITTA’ DELLO STRETTO?
Ma quale era la mission impossible dei venezuelani nella città dello Stretto? Dal comunicato dell’epoca veniamo a sapere che nel pomeriggio, guidati dal commerciante d’armi messinese Filippo Battaglia, i sudamericani si recarono ai Cantieri Navali Rodriquez, accolti dall’avvocato Aldo Cuzzocrea, presidente allora della Rodriquez Engineering, per definire le trattative, seguite appunto da Battaglia per la Rodriquez, in Venezuela, con il governo di Hugo Chavez, relative alla fornitura di acquastrada e pattugliatore guarda costa, che il cantiere Rodriquez costruiva per la Marina Militare Italiana, e per le possibili intese su una joint venture con la società Dianca, cantiere della Marina Militare Venezuelana. Dopo Messina, i rappresentanti del Paese dell’America latina raggiunsero Bergamo, per visitare le Cartiere Paolo Pigna, incontrando per l’occasione il Presidente Carillo Pesenti Pigna. D’intesa con il governo locale, le Cartiere avrebbero dovuto sviluppare un progetto finalizzato al risanamento della Cartiera venezuelana Venepal.

Se un merito va dato al sindaco movimentista sicuramente è  quello di aver creato su tutta l’azione amministrativa e del consiglio comunale una forte azione di controllo, a volte anche patologica e strumentale, ma sempre migliore di quella, se non inesistente, quantomeno passiva che si aveva ai tempi dei suoi predecessori.

Rimane il fatto che se prima c’era chi amava premiare chi le armi le vendeva e di armi si arricchiva adesso c’è chi preferisce sparare su chi della pace ha fatto il suo credo e la sua missione. E i protagonisti, a distanza di anni, sono sempre più o meno gli stessi.

 

Nelle foto di Enrico Di Giacomo il faccendiere Filippo Battaglia durante la visita a Messina della delegazione venezuelana.