Il ponte sullo Stretto? Lo faranno le Ferrovie dello Stato. A dirlo l’ad Renato Mazzoncini

10 ottobre 2017 Cronaca di Messina

Il ponte sullo Stretto? Lo faranno le Ferrovie dello Stato. A dirlo l’ad Renato Mazzoncini parlando in una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha illustrato risultati e progetti del gruppo ad un anno dalla presentazione degli obiettivi al 2026.

“Abbiamo cominciato anche con le infrastrutture al Sud: è partito il cantiere della Napoli-Bari e sono stati stanziati 10 miliardi di investimenti in Sicilia per il triangolo Messina, Catania, Palermo. E anche la linea passante di Palermo è in fase di ultimazione. Il Ponte di Messina secondo me va fatto. Non c’è motivo per non completare il corridoio. Il problema del Ponte è il modello di project financing: è sbagliato pensare che possa essere finanziato al 100% dai privati. Fa parte del corridoio ferroviario perciò va finanziato con gli stessi criteri. Bisogna capire come farlo rientrare nei corridori ferroviari europei dal punto di vista normativo”.

Mazzoncini parla del futuro di FS che non sarà solo sui binari ma significherà anche bus, strade intelligenti e servizi ai viaggiatori. Un gruppo così diverso che potrebbe anche cambiare nome e lo stesso ammette candidamente.

“Ci stiamo pensando, ma sono molto affezionato al nome attuale (…) Non dobbiamo pensare al cliente come l’utente che si muove solo con il treno, piuttosto al viaggiatore che vuole spostarsi. Il servizio da offrire è quindi la mobilità. Ma oggi, in Italia, l’80% delle persone si sposta ancora con l’auto privata. Noi dobbiamo aggredire quella percentuale. Per le merci, dobbiamo rivolgerci invece al 93% che avviene su gomma. Per questo serve una rivoluzione nei trasporti. E Fs la può attuare anche attraverso il digitale, che è poi il quinto pilastro del nostro piano”.