CEFALU’, OPERAZIONE ‘TRIADE’: IN MANETTE ANCHE MESSINESE

17 ottobre 2017 Cronaca di Messina

Si chiama “Triade” l’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Cefalù in quattro province siciliane: Messina, Catania, Siracusa e Agrigento. Operazione che ha portato all’arresto di 9 persone che rubavano mezzi meccanici in tutta la Sicilia. Una decina i furti accertati, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro. Recuperati alcuni dei mezzi trafugati per un valore di circa 300mila euro. L’indagine ha preso il via dopo alcuni furti di autocarri e veicoli da cantiere all’interno di depositi e magazzini edili di Cefalù e Campofelice di Roccella, in particolare ad essere oggetto dei furti piccole aziende e imprenditori edili che, a seguito di tali eventi, vedevano compromessa la propria capacità di operare sul mercato. I carabinieri dopo le prime indagini hanno accertato che tutti i furti, commessi dal 2015, avevano lo stesso modus operandi e riconducibili a una gang ben organizzata, che operava secondo una precisa suddivisione di compiti.

Il Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della procura della Repubblica, ha emesso nove ordinanze di custodia cautelare per i reati di furto aggravato in concorso, ricettazione e riciclaggio. Arrestati Giovanni Messina, 43 anni, Sebastiano Pirrello, 51 anni, Cristian Foti, 30 anni, originario della provincia di Messina, Salvatore Litrico, 53 anni (già detenuto nel carcere di Ragusa), e Sebastiano Busacca, 20 anni (detenuto nell’Istituto penale per i minorenni di Catania), tutti domiciliati nell’ambito della provincia di Catania, e ancora Luca Coniglio, 38 anni di Canicattì, Carmelo Gambacorta, 64 anni di Camastra, Aldo Scauzzo Taragnino, 43 anni di Capizzi e, infine Stefano Breci, 36 anni residente ad Augusta.

Secondo le indagini condotte dai militari della compagnia di Cefalù, Giovanni Messina, Stefano Breci, Sebastiano Pirrello, Cristian Foti, Sebastiano Busacca e Aldo Scauzzo Taragnino andavano in avanscoperta per individuare gli obiettivi da colpire e i mezzi da rubare e procedevano materialmente alla commissione dei furti. Salvatore Litrico e Luca Coniglio erano i ricettatori con il compito di rivendere i mezzi ad altre imprese, spesso ma non sempre ignare della provenienza furtiva. Invece Carmelo Gambacorta si occupava della creazione di documentazioni e attestazioni false (fatture e certificati di conformità). “Questa operazione ha messo la parola fine a un’organizzazione criminale specializzata nei furti dei mezzi d’opera e alla loro successiva ricettazione”, afferma il colonnello Antonio Di Stasio.