LA RIFLESSIONE, LA POLEMICA: LA CONTROREPLICA DELL’AVV. FABIO REPICI, “QUELLA DI MARCHETTA? QUASI UNA CONFESSIONE”

17 ottobre 2017 Inchieste/Giudiziaria

Riceviamo e pubblichiamo la replica dell’avvocato Fabio Repici all’architetto Maurizio Marchetta che aveva voluto replicare (leggi qui)

LA RIFLESSIONE DELL’AVV. REPICI: MAURIZIO MARCHETTA, “CON CATTAFI SOLO UN RAPPORTO PROFESSIONALE”

alla riflessione firmata dal legale e pubblicata da questo giornale nei giorni scorsi (leggi sotto) http://http://www.stampalibera.it/2017/10/15/la-dura-riflessione-dellavv-fabio-repici-maurizio-marchetta-e-la-latitanza-dellantimafia/.

 

Confesso: non sono un «opinionista disinteressato, neutro e terzo», nemmeno sull’architetto massone Maurizio Marchetta, imputato di mafia ventennale. Aggiungo: gramscianamente disprezzo gli «indifferenti», coloro che Manzoni descrisse come «Que’ prudenti che s’adombrano delle virtù come de’ vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi», e senza i quali Marchetta nel rispetto della legge affronterebbe il processo a suo carico (rinviato al 24 maggio 2018) da carcerato, anziché a piede libero. Ma poi mi chiedo: che vorrà dire «opinionista disinteressato, neutro e terzo»? Secondo Marchetta uno può essere distaccato dai propri pensieri? Non ho dubbi che egli, se mai ne ha avuti, riesca a stare separato dai pensieri (e quelli da lui), ma questa è una sua peculiarità, direi unica al mondo.

E di che si lamenta, Marchetta, a proposito di quanto ho scritto giorni fa? Difficile capirlo, anche per effetto della scarsa familiarità con la lingua italiana sua e di chi ha corretto (si fa per dire) il suo scritto.

Nulla dice sul fatto che egli sia imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, per la sua contiguità alla famiglia barcellonese di Cosa Nostra. Si deve desumere che almeno questo l’ha capito e non lo contesta.

Approfitta, invece, per minimizzare i suoi rapporti con Rosario Pio Cattafi, il processo per mafia a carico del quale riassume peraltro erroneamente ed eliminando l’unica statuizione irrevocabile di quel processo, che ha visto condannato Cattafi per calunnia ai danni miei e del collaboratore di giustizia Bisognano, essendo invece l’imputazione di mafia a carico di Cattafi oggetto del giudizio di rinvio ancora da celebrare davanti alla corte di appello di Reggio Calabria. Ma sui rapporti fra Marchetta e Cattafi (e i boss Rao e Di Salvo e altri ancora) qualcuno dovrebbe ricordare all’architetto massone che a denunciarli per la prima volta fu la commissione prefettizia del 2006 che comprendeva pure il dr. Giuseppe Anzalone, da Marchetta molto stimato. L’imputato Marchetta fa finta di niente (prendiamo atto che sui suoi rapporti con i boss Rao e Di Salvo, col mafioso milazzese Santino Napoli, sul voto di scambio con la mafia a favore suo e dell’on. Beninati e su tutto il resto nulla ha da obiettare, quasi una confessione) e ne approfitta per sproloquiare, rovesciando contro di me le stesse tesi false sostenute da Cattafi e che hanno procurato a quest’ultimo la condanna irrevocabile per calunnia ai miei danni, nonostante le false dichiarazioni al riguardo rese al tempo proprio dal difensore di Marchetta in favore di Cattafi.

Anzi, proprio su questo il silenzio di Marchetta è peggio che assordante. Cosa pensa del proprio avvocato, che da difensore di una parte civile costituita contro Cattafi, prima davanti alla corte di appello di Messina e poi davanti alla corte di Cassazione è intervenuto in difesa di Cattafi? Se Marchetta può liberamente far finta di niente su questo, il quesito sarà a breve posto alla direzione distrettuale antimafia di Messina, per sapere se quel comportamento, al di là delle valutazioni sull’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, non rappresenti un caso di scuola di favoreggiamento continuato.

Avv. Fabio Repici