PROCESSO TRATTATIVA, I GIUDICI RESPINGONO LA RICHIESTA DEI PM DI RISENTIRE SARO CATTAFI

19 ottobre 2017 Inchieste/Giudiziaria

Scontro tra il consulente della difesa di Marcello Dell’Utri e i consulenti della Procura sulle intercettazioni delle conversazioni tra il boss Giuseppe Graviano e il detenuto Umberto Adinolficaptate dalle microspie in carcere, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Gli esperti interpellati dal legale dell’ex senatore di Forza Italia hanno riascoltato le conversazioni captate in carcere e smentiscono che Graviano abbia mai pronunciato la parola “Berlusca”.

Si tratta di un passaggio chiave di uno dei dialoghi intercettati in cui, secondo l’accusa che ha depositato le conversazioni audio e le trascrizioni, il capomafia parla di presunti favori fatti da Silvio Berlusconi a Cosa nostra, che la mafia avrebbe ricambiato con le stragi del ’92 e del ’93. Per il consulente di Dell’Utri, che verrà sentito, Graviano non avrebbe detto “Berlusca” ma “bravissimo”. L’esperto contesta anche la trascrizione di altri due dialoghi in cui, per la Procura, si parlerebbe di Berlusconi. In uno il nome dell’ex premier sarebbe incomprensibile, in un altro invece di “B” si sentirebbe “Mi”. Un contrasto non da poco che coinvolge anche i tecnici nominati dalla corte d’Assise che celebra il processo che, invece, concordano con quelli dell’accusa.

Ed è per questo che la conversazione (10 aprile 2016) tra il boss e Adinolfi, è stata ascoltata in aula. La corte ascolterà di nuovo il nastro in camera di consiglio. Al termine dell’udienza di oggi i giudici hanno respinto la richiesta dei pm di risentire il barellonese Rosario Cattafi. Il processo prosegue domani con l’esame di Graviano in videoconferenza che dovrebbe chiudere l’istruttoria dibattimentale. La procura dovrebbe cominciare la requisitoria a fine novembre.