Una 43enne messinese eredita 2 miliardi di lire, ma non valgono più niente

20 ottobre 2017 Cronaca di Messina

Sta facendo discutere in Sicilia la vicenda di una 43enne casalinga di Messina, Lidia D’Agostino, che nel luglio scorso è venuta a Lugano per aprire una cassetta di sicurezza ereditata dallo zio paterno, deceduto celibe e senza figli.

All’interno della cassetta di sicurezza presso l’UBS di Lugano la donna ha trovato ben 2 miliardi di lire, tra banconote di vario taglio e titoli di Stato. Felice del ritrovamento, si è subito recata agli sportelli di Bankitalia per la conversione del denaro in euro, ma le è stato detto che non era più possibile. Il termine decennale per il cambio delle lire in euro era infatti fissato al 2012.

La donna si è quindi affidata a un avvocato per far valere i propri diritti.

Il termine decennale stabilito per il cambio delle lire in euro è scaduto nel 2012 però, come afferma l’avvocato Annalisa De Angelis che segue gli interessi della donna e sta seguendo la causa con la Banca d’Italia, “come sostiene ampiamente la Giurisprudenza, qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire“. ”Intanto alcuni cittadini, in casi praticamente identici avevano sollevato l’illegittimità costituzionale del decreto Monti (art. 26 D.L. 121 del 6.12.2011) che aveva sancito l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. Intanto la sentenza 216/2015 della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma Monti, riportando il nostro Paese sulla lunghezza d’onda degli altri Paesi della Comunità europea” afferma ancora il legale della Sig.ra Lidia.

Negli scorsi giorni l’avvocato ha quindi inviato una lettera alla Banca d’Italia, chiedendo il versamento alla sua assistita di un totale di 1’032’913,80 euro e minacciando ulteriori azioni in caso di risposta negativa.

In molti attendono di conoscere la risposta della Banca d’Italia, anche perché si stima che in Svizzera si trovino ancora ben 5’000 miliardi di lire. Tutti soldi che al momento non è possibile cambiare in euro, ma che i proprietari non hanno nessuna intenzione di conservare in qualità di pezzi da collezione.