BARCELLONA: OPERAZIONE ‘RICICLO’, CONCLUSE LE INDAGINI PER L’EX SINDACO DI MAZZARRA’ BUCOLO E I VERTICI DI TIRRENOAMBIENTE. I CONTRIBUTI VERSATI ALLA PARROCCHIA DI DON ANDREA CATALANO

24 ottobre 2017 Inchieste/Giudiziaria
Leonardo Orlando – Barcellona – La Procura di Barcellona ha concluso le indagini scaturite dall’operazione “Riciclo” sui contributi versati alla parrocchia di Mazzarrà Sant’Andrea dalla società mista TirrenoAmbiente, proprietaria della più grande discarica della provincia di Messina, che sarebbero stati utilizzati come cassa bancomat dall’ex sindaco Salvatore Bucolo.
Il sostituto procuratore Alessandro Liprino, contestualmente alla conclusione delle indagini, ha firmato cinque avvisi di garanzia per altrettanti indagati per i quali si ipotizzano le ipotesi di reato di corruzione e peculato, in concorso tra loro. Nell’inchiesta, scattata l’8 settembre del 2015 con gli arresti di quattro delle cinque persone coinvolte nell’indagine, figurano indagati l’ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Salvatore Bucolo ed i vertici della TirrenoAmbiente. Si tratta degli ex amministratori delegati della stessa società mista che si sono succeduti nel Cda: Giuseppino “Pino” Innocenti, 64 anni, di Borgo Vercelli e Giuseppe Antonioli, 56 anni, di Borgomanero. Indagati anche l’ex Ad della stessa società “TirrenoAmbiente”, l’ex senatore piemontese di Forza Italia Lorenzo Piccioni, 63 anni e l’ex presidente Antonello Crisafulli, 56 anni, di Barcellona, l’unico che all’epoca non fu arrestato.
Stralciate invece le posizione di altre due persone che figuravano inizialmente indagate: l’anziano ignaro parroco don Andrea Catalano, nel frattempo deceduto, sul cui conto corrente bancario – grazie ad una delega – venivano effettuate le movimentazioni di denaro incriminate e il collaboratore d badante del parroco Rodolfo Torre, per il quale è stata avanzata richiesta di archiviazione.
La vicenda, ricostruita dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza del Comando provinciale di Messina, è stata ricostruita grazie alle movimentazioni effettuate sul conto corrente dell’anziano ignaro parroco don Andrea Catalano. L’ex sindaco Bucolo, poi dimessosi a seguito dell’arresto, si rivolgeva ad uno dei collaboratori della chiesa, Rodolfo Torre, il quale aveva una delega ad operare sul conto corrente del prete, e chiedeva a questi la consegna di determinate somme per spese non meglio specificate. Dal conto corrente del parroco sarebbero risultati, infatti, prelievi che il collaboratore dalla parrocchia avrebbe consegnato – come riferito dal collaboratore del prete – a semplice richiesta al sindaco del paese. Sindaco che in precedenza, così come avrebbero accertato gli investigatori, si sarebbe adoperato a far presentare le richieste di finanziamento al parroco che apponeva una semplice firma su un foglio che gli veniva sottoposto. Di circa 38 mila euro erogati da TirrenoAmbiente sarebbero rimasti 14 mila euro. Soldi che poi sono stati trasferiti su un apposito conto corrente intestato alla parrocchia e non più al prete che aveva più di 80 anni. I finanzieri sarebbero risaliti ai prelievi grazie agli accertamenti bancari effettuati sul conto del sacerdote, ma anche alle intercettazioni telefoniche. Un ruolo determinante nelle indagini lo avrebbe svolto l’ex factotum della parrocchia Rodolfo Torre, difeso dall’avv. Diego Lanza, che ha rivelato i particolari che hanno permesso alla Guardia di finanza di inchiodare l’ex sindaco accusato di aver lucrato sui contributi destinati alla parrocchia in occasione delle feste di Natale e per quelle della processione della patrona Maria Santissima delle Grazie. Lo stesso collaboratore del prete ha permesso agli inquirenti di ricostruire i vari momenti in cui sono stati prelevati dal conto del parroco i soldi concessi sotto forma di contributo da TirrenoAmbiente.  Rassegnaweb – Da Gazzetta del Sud –