Giustizia: de Lucia, circolare Pignatone? A Messina è già in vigore

25 ottobre 2017 Senza categoria

“Da qualche giorno la Procura di Messina si è munita di un provvedimento organizzativo in tema di iscrizioni nel registro degli indagati che, contenutisticamente, è assimilabile alla circolare del Procuratore di Roma”. Lo ha detto all’Adnkronos il Procuratore di Messina, Maurizio de Lucia, commentando la circolare varata nei giorni scorsi dal Procuratore di Roma, sulle iscrizioni nel registro degli indagati. Secondo Pignatone “procedere ad iscrizioni non necessarie è tanto inappropriato quanto omettere le iscrizioni dovute. Questa considerazione porta anzitutto ad escludere che l’iscrizione di un nominativo rappresenti ‘atto dovuto’ – si legge nella circolare del 2 ottobre firmata da Giuseppe Pignatone – con riferimento al soggetto cui il privato o la polizia giudiziaria attribuiscono il reato nella denuncia o nella querela. Tale errata conclusione, che talora si riscontra nella prassi, è frutto di una interpretazione impropria dell’art. 335 c.p.p (norma che impone l’immediata iscrizione di colui al quale il fatto è attribuito)”.
“La circolare si è resa necessaria in forza delle modifiche attuate dal Legge entrata in vigore nell’agosto di quest’anno – dice ancora il Procuratore di Messina che per anni è stato sostituto alla Direzione nazionale antimafia – E’ chiaro che condividiamo totalmente il pensiero del Procuratore di Roma”.  La circolare di Giuseppe Pignatone, procuratore capo della Repubblica di Roma, del 2 ottobre 2017, comunica a tutti i componenti del suo ufficio, quindi compresi gli aggiunti e i sostituti: “Sostenere che una querela o una denunzia debbano comportare automaticamente iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto, è un errore. Non sta scritto da nessuna parte. Anzi, la Cassazione ha affermato che il potere di disporre delle iscrizioni al modello 21 attribuisce impropriamente alla polizia giudiziaria o al privato un potere che non ha”.
Aggiunge la Cassazione che spetta esclusivamente al pubblico ministero e alla sua “ponderata valutazione”, quando sussistano non “meri sospetti” ma specifici elementi indizianti. Nelle sette pagine delle istruzioni sono indicati elementi di prudenza e di attinenza a fatti concreti e non a illazioni.

QUI IL TESTO INTEGRALE
https://stefanoceccanti.files.wordpress.com/2017/10/testo-circolare-pignatone-su-registro-indagati.pdf