MERCOLEDÌ AL TEATRO VITTORIO EMANUELE GLI STUDENTI UNIME INCONTRANO VINICIO CAPOSSELA

In occasione dell’imminente spettacolo “Ombre nell’inverno” al Teatro Vittorio Emanuele, mercoledì 15 novembre alle ore 17, nella sala Sinopoli (4° piano) si terrà l’incontro con l’artista Vinicio Capossela.
L’incontro dedicato a tutti gli studenti universitari, sarà aperto anche a tutti gli abbonati.
L’iniziativa rientra nel quadro degli accordi tra l’Ateneo e l’Ente Teatro e consentirà agli studenti Unime di confrontarsi con artisti e personaggi del mondo della spettacolo.
Per l’organizzazione di questo primo appuntamento è stato coinvolto il Dipartimento Cospecs (ma l’incontro – come detto – è aperto agli studenti di tutti i Dipartimenti). Dopo i saluti del direttore della sezione musica dell’Ente Teatro, Matteo Pappalardo, coordinerà il confronto la prof.ssa Katia Trifirò, docente a contratto di Teoria e Tecnica dell’attore presso l’Ateneo.
Vinicio Capossela, nato in Germania, da genitori di origine irpina, si autodefinisce “rabdomante senza requie” che insegue insaziabilmente suoni, storie, culture e personaggi di ogni epoca, riuscendo sempre a fagocitarne l’essenza, l’odore, il fascino, attraverso una sorta di bizzarra sospensione del tempo e dell’incredulità. La sua visione del mondo si trasfigura per incanto in un canzoniere straripante e universale, eppure sempre inconfondibile, grazie anche alla qualità letteraria dei testi, che gli ha consentito di avviare una fortunata carriera parallela di scrittore. Pluri-premiato (quattro Targhe Tenco) è, dalla stragrande maggioranza della critica, considerato un artista totale.
Il suo album d’esordio, “All’una e trentacinque circa”, risale al 1990 e si aggiudica la Targa Tenco fra le opere prime. Ad esso ha fatto seguito “Modì”, che porta l’artista in tutta Italia con il suo primo tour, mentre nel 1992 avviene l’incontro con il cinema. Capossela accetta una piccola parte nel film “Non chiamarmi Omar”, la cui colonna sonora è tratta dallo stesso “Modì”. Le continue conferme che fioccano, riguardo la sua vita artistica, conducono al terzo album “Camera a sud”, nel 1994. L’anno successivo scorre tra concerti memorabili (uno su tutti, al Teatro de la Ville di Parigi, registra il tutto esaurito). Nella primavera del 1996, viene avviata la registrazione del quarto album, “Il ballo di San Vito”, la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale di Marc Ribot alla chitarra. Parte dal Lodigiano il tour teatrale de “Il ballo di San Vito”, nel corso del quale verranno realizzati alcuni filmati dai quali prenderà corpo in breve tempo un homevideo dal titolo “Liveinvolvo”. Questo, inoltre, sarà anche il titolo del quinto album, registrato con il supporto musicale della Kokani Orchestrar; il 6 ottobre del 2000 esce il sesto album “Canzoni a Manovella”, da lui stesso prodotto con la collaborazione di Pasquale Minieri. Quest’ultimo album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci, Pascal Comelade, e, oltretutto, ospita anche una soprano giapponese, Mayumi Torikoshi. Dopo la raccolta “L’indispensabile” (2003), esce nel 2006 l’album “Ovunque proteggi”, seguito dall’album “Da solo” (2008). Risale al 2016 l’ultimo lavoro di grandi proporzioni intitolato “Canzoni della Cupa”. L’album parla soprattutto dell’Irpinia, ed è stato anticipato dal brano “Il Pumminale” (apprezzatissimo anche su You Tube dove continua ad ottenere uno spropositato numero di visualizzazioni, il singolo rappresenta un viaggio onirico legato alla misteriosa figura del lupo mannaro). In precedenza era stata la volta di “Marinai, Profeti e Balene” (2011) e “Rebetiko Gymnastas” (2012).

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