Regge l’accusa di truffa – Assenteismo allo Iacp di Messina, 65 condanne in appello. Eccole. La storia dell’inchiesta

10 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Regge anche in appello la sentenza di condanna per i dipendenti dello IACP di Messina finiti sotto processo per assenteismo. La maxi inchiesta, che balzò agli onori delle cronache nazionali perché coinvolse quasi tutti i dipendenti dell’Istituto, si chiuse in primo grado con 78 condanne nel gennaio 2016.

In serata giudici della Corte d’Appello hanno confermato le condanne, anche se con diversi sconti di pena. Definito il non doversi procedere per due imputati nel frattempo deceduti, Loredana Cipiti e Ulisse Cambria, e disposte diverse assoluzioni parziali. Assolti da un capo d’imputazione Mario Carmelo Cacciola, Patrizia Emanuele, Maurizio Giliberto, Antonio Giuseppe mancuso, Giovanni Munafò. E ancora: scagionati Salvatore Barbaro, Giuseppe Vento, Maria Bagnoli e Maria Zona dai reati di truffa, perché non punibili per particolare tenuità del fatto; assolto Giovanni Munafò da un capo d’imputazione, perché non punibile per particolare tenuità del fatto.

Tutti sono stati assolti dall’accusa di interruzione di pubblico servizio e condannati per truffa.

Il processo d’appello che in totale comprendeva 76 imputati, si è suddiviso in due tronconi, uno che contava 71 imputati ed uno stralcio nei confronti di altre 5 persone.

Questa la sentenza: Pietro Certo 6 mesi, Maria Grazia Arena 6 mesi, 15 giorni, Maria Della Neve Barbera 6 mesi, Giuseppa Rosalba Billè 7 mesi e 5 giorni, Cardile Antonino 6 mesi, Valerio Antonino Colicchia 4 mesi, Filippo Di Stefano 4 mesi, Giuseppe Crisafulli 4 mesi, Antonio Giuseppe Mancuso 4 mesi,  Vincenza Matrascia 7 mesi e 20 giorni, Pasquale Mazzeo 4 mesi, Angela Mazzone 4 mesi, Anna Morabito 4 mesi, Santi Panarello 6 mesi e 10 giorni, Antonino Puglisi 1 anno e 15 giorni, Francesco Ragno 7 mesi, Salvatore Scarcella 5 mesi, Gabriele Scolaro 4 mesi, Gaetano Sidoti 6 mesi, Carmela Tringali 4 mesi, Tiziana Versaci 4 mesi, Pietro Visalli 5 mesi, Antonino Novak 1 anno, Maurizio Giliberto 4 mesi, Gaetano De Salvo, 6 mesi, Santi Grillo 4 mesi, Liliana Buffo 6 mesi e 10 giorni, Giovanni Bombaci 5 mesi, Paolo Bombaci 6 mesi e 5 giorni, Giuseppe Previti 6 mesi e 5 giorni, Sebastiano Pino 1 anno ed 1 mese, Antonino Salvatore Aliberto 1 anno e 3 mesi, Maria Grazia Micalizzi 4 mesi, Giuseppina Cacciola 5 mesi, Antonino Bonanno 6 mesi, Maria Mollura 1 anno ed 1 mese, Eugenio Bella 1 anno e 2 mesi,  Giovanni Luigi Santoro 7 mesi,  Ernesto Scorza 4 mesi, Elio Sidoti 1 anno, 1 mese e 15 giorni, Alessandro Sisci 4 mesi, Alfonsina Raffone 6 mesi e 25 giorni, Paolo Milone 4 mesi, Concettina Tommasini 1 anno e 10 giorni, Rosa Orioles 6 mesi e 20 giorni, Carmelo Mario Cacciola 6 mesi, Tommasa Grasso 4 mesi, Gaspare Accordo 4 mesi, Ileana Algisi 4 mesi, Rocco Micale 4 mesi, Salvatore Pizzi 4 mesi, Salvatore Cicero 1 anno, 1 mese e 15 giorni, Vincenzo Musicò 1 anno e 10 giorni, Valentina Denaro 4 mesi e 5 giorni, Maria Gaudio 6 mesi e 10 giorni, Marianna Ricci 7 mesi e 20 giorni,  Domenico Oliva 6 mesi e 7 giorni, Giovanni Rinaldo 4 mesi, Patrizia Emanuele 6 mesi e 10 giorni, Antonio Zanghì 4 mesi, Ninfa Oliva 1 anno e 1 mese, Daniele Gemelli 6 mesi, Carmelo Gilibisco 4 mesi, Giuseppa Testagrossa 1 anno ed 1 mese.

Per lo stralcio queste le condanne: Antonino Danzè 6 mesi e 5 giorni, Donata Latteri 5 mesi, Antonino Piana 6 mesi, Silvio Costanzo e Salvatore Pietrafitta 6 mesi. A tutti concesso il beneficio della non menzione.

Tutti dovranno rifondere le spese processuali alla parte civile, stabilite in 1500 euro.

IL PROCESSO DI PRIMO GRADO

Si era chiuso con 78 condanne ed una assoluzione il processo per truffa sui casi di assenteismo all’Iacp, istituto autonomo case popolari di Messina. I giudici della Prima sezione penale del Tribunale avevano disposto condanne che oscillavano da un minimo di quattro mesi di reclusione ad un massimo di un anno e cinque mesi, con pena sospesa per tutti. Una sola l’assoluzione con formula piena.

LE ASSOLUZIONI: UNA SOLA PERSONA ASSOLTA TOTALMENTE E CON FORMULA PIENA, IL DIPENDENTE GIOVANNI MICALI, DA DUE CAPI D’IMPUTAZIONE CONTESTATI: PER IL PRIMO CON LA FORMULA ‘PER NON AVER COMMESSO IL FATTO’, PER IL SECONDO CON LA FORMULA ‘PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE’. HANNO POI REGISTRATO ASSOLUZIONI PARZIALI DA ALCUNI CASI D’IMPUTAZIONE I DIPENDENTI MARIA BIGNOLI, GISEPPA TESTAGROSSA, NINFA OLIVA, ROSA ORIOLES, DOMENICO OLIVA ANGELA MAZZONE, GIUSEPPE PREVITI E SANTI PANARELLO.

Ecco le condanne: un anno e 5 mesi per Maria Mollura; un anno 4 mesi per Antonino Salvatore Aliberto; 1 anno e 3 mesi per Giuseppa Testagrossa ed Eugenio La Bella, 1 anno e due mesi per Sebastiano Pino, Ninfa Oliva, Salvatore Cicero ed Elio Sidoti; 1 anno e un mese per Concetta Tommasini, Vincenzo Musicò, Antonino Puglisi e Antonino Novak; 10 mesi per Francesco Ragno; 9 mesi per Giovanni Santoro; 8 mesi per Vincenza Matrascia e Marianna Ricci; 7 mesi per Maria Grazia Arena, Rosalba Billè, Giuseppe Ioffridda, Alfonsina Raffone, Patrizia Emanuele e Rosa Orioles; 6 mesi per Maria Barbera Della Neve, Giuseppe Vento, Paolo Bombaci, Antonino Danzè, Antonino Bonanno, Liliana Buffo, Santi Panarello, Carmelo Cacciola, Antonino Cardile, Pietro Certo, Loredana Cipitì, Maria Gaudio, Gaetano Sidoti, Giuseppe Previti, Domenico Oliva, Ulisse Cambria, Daniele Gemelli, Antonino Sergio Piana, Gaetano De Salvo; Ancora: 5 mesi per Pietro Visalli, Giuseppina Cacciola, Donato Latteri, Giovanni Bombaci e Salvatore Scarcella, 4 mesi a Maria Bagnoli, Salvatore Barbaro, Giuseppa Galeano, Valentina Denaro, Tommasa Grasso, Maria Grazia Micalizzi, Angela Mazzone, Giovanni Rinaldo, Gabriella Scolaro, Antonio Zanghì, Gaspare Accordo, Ilenia Algisi, Valeria Colicchia, Filippo Di Stefano, Carmelo Gibilisco, Maurizio Giliberto, Antonio Giuseppe Mancuso, Paolo Milone, Ernesto Scorza, Alessandro Sisci, Carmela Tringali, Tiziana Versaci, Francesco Anastasi, Santi Grillo, Rocco Micale, Giuseppe Crisafulli, Pasquale Mazzeo, Anna Morabito, Giovanni Munafò, Salvatore Pizzi, Renato Villari, Maria Zona. Per tutti il giudice ha sospeso la pena, soltanto per alcuni ha disposto la non menzione. Decise anche sostanziose multe. Il risarcimento allo Iacp, invece, sarà quantificato in sede civile. 

I RISARCIMENTI: SEMPRE IN SENTENZA IL COLLEGIO AVEVA DECISO LA CONDANNA DI TUTTI GLI IMPUTATI AL PAGAMENTO DELLE SPESE PROCESSUALI E AL RISARCIMENTO DEI DANNI PER LA PARTE CIVILE, IL COORDINATORE GENERALE DELLO IACP GRAZIA MARIA GIACOBBE. L’ENTITA’ SI E’ STABILITA NEL CORSO DI UN NUOVO PROCEDIMENTO IN SEDE CIVILE, MENTRE PER LE SPESE PROCESSUALI SOSTENUTE FU LIQUIDATA LA SOMMA DI 12.000 EURO, OLTRE ALLE SPESE GENERALI. L’INDAGINE PRESE AVVIO DALLA DENUNCIA SPORTA IL 29 GIUGNO 2010 PROPRIO DALLA GIACOBBE.

L’INCHIESTA

Il processo scaturisce dall’operazione “Badge sicuro” del 2012 che porto’ l’Istituto autonomo case popolari alla ribalta negativamente.

Era il dicembre 2012 quando con 4 arrestati, 54 denunciati con obbligo di firma e 23 semplicemente denunciati, accusati di falso ideologico e truffa aggravata allo Stato, scattò l’operazione “Badge sicuro”. 81 dei 96 dipendenti dell’Iacp finirono nell’inchiesta della Procura di Messina. 81 assenteisti scoperti dalla Guardia di Finanza che nel febbraio precedente, per 35 giorni, aveva monitorato, pedinato, accertato quanto accadeva nella sede dell’istituto autonomo case popolari.

Impiegati che abbandonavano le loro scrivanie per stazionare al bar, per fare shopping, per sbrigare faccende personali. Tutto filmato: spostamenti e complicità dei colleghi. Le telecamere di sorveglianza, infatti, poste all’interno dell’Iacp,in entrambi gli ingressi, mostrarono impiegati che “strisciavano” tre-quattro tesserini identificativi alla volta. Per favorire i “compagni di truffa”. Per essere, a loro volta, favoriti la volta seguente. 35 giorni di “intrallazzi” con il badge fecero scattare le 4 ordinanze cautelari ai domiciliari, richieste dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore Antonio Carchietti. Scattarono anche ben 77 denunce. Tre anni dopo, le condanne per 78 dipendenti.

I RISVOLTI AMMINISTRATIVI: GLI INDAGATI CONDANNATI, SARANNO ANCHE CHIAMATI A RISARCIRE IL DANNO PATRIMONIALE, PARI AGLI STIPENDI DEI PERIODI DI MANCATA PRESTAZIONE LAVORATIVA E AL DANNO ALL’IMMAGINE SUBITA DALL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, E SUL FRONTE AMMINISTRATIVO SI E’ GIA’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ISTRUTTORIA PRELIMINARE CONDOTTA DALLA COMMISSIONE DISCIPLINARE DELLO IACP. L’ORGANO, AL TERMINE DELLE VALUTAZIONI SULLE SINGOLE POSIZIONI, E DOPO AVERE ASCOLTATO LE CONTRODEDUZIONI DEGLI INTERESSATI, NEL MAGGIO DEL 2013 DISPOSE QUATTRO LICENZIAMENTI, 33 SOSPENSIONI DAL SERVIZIO (PER UN PERIODO COMPRESO TRA 1 E 50 GIORNI), 5 CENSURE SCRITTE E 30 ARCHIVIAZIONI. PER 37 IMPIEGATI, INVECE, IL GIUDIZIO FU SOSPESO, IN ATTESA DELL’EVOLUZIONE PROCESSUALE. ADESSO QUINDI LA COMMISISIONE TORNERA’ A RIUNIRSI PER ADOTTARE LE NUOVE DETERMINAZIONI PER GLI ALTRI 37 DIPENDENTI.