MESSINA: Caso Ylenia Bonavera, condannato a 12 anni Alessio Mantineo

10 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria

I dieci anni di carcere chiesti dal pm Antonio Carchietti non sono sufficienti. Quella bottiglia di benzina tirata addosso alla ex fidanzata che aspettava un bimbo da lui è tentato omicidio. A nulla è valsa la strenua quanto imbarazzante difesa di lei. Il gup di Messina Salvatore Mastroeni è andato oltre: dodici anni di reclusione per Alessio Mantineo, il giovane che un anno fa, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, comprò una bottiglia di benzina e poi diede fuoco a Ylenia Bonavera, che per fortuna se la cavò con ustioni nella parte bassa del corpo, ma poi perse il bambino.

Il giudice non ha minimamente creduto alla versione di Ylenia che, un mese fa, era andata in aula a scagionare Alessio, continuando a dichiararsi innamorata di lui e a dire di voler tornare a vivere insieme all’uomo che le aveva dato fuoco l’anno prima. “Non è stato Alessio, non ho visto chi era, aveva un cappuccio, ma non era Alessio”. Peccato che, nell’immediatezza dell’agguato, Ylenia aveva detto sia alla madre che ai vicini di casa che era stato Alessio a bussare alla porta di casa in piena notte e a versarle la bottiglia di benzina addosso e a darle fuoco.

La squadra mobile di Messina arrivò in poche ora sulle tracce di Mantineo dopo aver trovato le immagini di un distributore di benzina vicino al rione Bordonaro in cui si vedevano chiaramente le immagini del giovane che, in piena notte, circa un quarto d’ora prima dell’agguato, riempiva una bottiglia di plastica con un litro di benzina pagandola un euro. “Serviva per il motorino, ero rimasto a secco”, si è giustificato. Ma la coincidenza è stata ritenuta poco credibile dagli inquirenti e dal giudice che ieri ha accolto, andando oltre, l’impianto accusatorio dei pm della Procura guidata da Maurizio de Lucia.

La ragazza riportò ustioni di secondo e terzo grado su gambe, fianchi e caviglie. Rimase ricoverata per diversi giorni nel reparto di chirurgia plastica del Policlinico. “Penso che sia una sentenza giusta – dice Anna Giorgio, madre di Ylenia – perchè mia figlia è viva, sono soddisfatta”.” Ha retto l’ipotesi accusatoria – dice l’avvocato Salvatore Silvestro, difensore di Alessio Mantineo – speravamo in una sentenza di assoluzione o comunque in una riqualificazione della condotta in lesioni gravi, verificheremo nei successivi gradi di appello”. da palermo.repubblica.it