LA RIFLESSIONE – MESSINA, ARTE DI STRADA: A più di un anno dalla proposta di Regolamento i principali sostenitori sono gli Artisti ed i Consigli di Quartiere.

Di Antonio Ramires – A Dicembre del 2016 veniva depositata presso la Presidenza del Consiglio Comunale, la proposta di Regolamentazione per l’esercizio dell’Arte di Strada nel Comune di Messina. Lo ricordo bene poiché, in veste di proponente, in quel periodo componente della Segreteria Provinciale dei Giovani Democratici di Messina, sedevo accanto ai due Consiglieri Comunali primi firmatari della proposta. Si chiudeva una fase di collaborazione tra me Cecilia Caccamo ed Antonella Russo volta alla stesura del testo, che è stato scritto dopo un’attenta ricerca e comparando alcuni dei Regolamenti presenti nel territorio nazionale ed in città come Roma, Milano, Firenze etc. L’intento era anche quello di offrire sin da subito una certa apertura nei confronti di tutte le forze politiche rappresentate in consiglio comunale. La risposta fu positiva, perché la proposta, rivolta a tutti i consiglieri comunali, venne sottoscritta da un consistente numero di componenti del Consiglio esponenti di diversi gruppi all’interno del massimo consesso cittadino. Nei mesi successivi è seguita una fase di discussione nei Quartieri i quali ad oggi, posso dirlo secondo la mia esperienza, sono stati gli unici rappresentanti delle istituzioni locali ad offrire spunti utili alla promozione della proposta nel territorio. Infatti è grazie alla sensibilità di molti Consiglieri e dei Presidenti di Circoscrizioni che in città si è avuto la possibilità “provare” l’efficacia che il fenomeno dell’Arte di Strada può avere nello sviluppo dell’intrattenimento e soprattutto nel processo di sviluppo culturale della città. Ma se l’iniziativa ha riscosso un certo successo è merito soprattutto degli Artisti locali, che hanno offerto le loro performance, non gratuitamente, come qualcuno ha voluto ambiguamente affermare, bensì secondo la prassi comune a tutti gli artisti di strada di esibirsi spontaneamente prevedendo offerte libere a cappello. Non è facile, in generale, per un’artista, soprattutto se giovane, accettare di esibirsi gratuitamente e troppe volte ciò accade in manifestazioni anche pubbliche, ma è chiaro che il tema è assai diverso e sono felice di informare tutti, ed è la cosa che più importa, che gli artisti coinvolti si sono esibiti consci di quello che facevano e soprattutto felici di supportare la proposta.

Eppure non è bastato neanche l’aver prodotto momenti di spazio per l’arte di strada, come non è servita a nulla fino adesso l’ordinanza promulgata e poi prorogata, per rendere possibile l’effettivo esercizio dell’arte di strada secondo le leggi in materia di ordine pubblico e sicurezza. Mi preme qui chiarire che da parte di chi scrive non c’è mai stata una presa di posizione contraria nei confronti della ratio di questa ordinanza, a differenza di parte del Consiglio Comunale che ricordo non la prese bene e che poco dopo ha bocciato il testo in Commissione Regolamenti; anzi, ammetto che è stata utile per chi come me si è reso disponibile a coordinare, ove richiesto, la presenza di artisti in veste di artisti di strada, in manifestazioni pubbliche che a mio avviso, e non solo mio, sono stati eventi di estrema positività. Avanzo però alcune perplessità nei riguardi di un organo, in questo caso l’Assessorato collettivo alla Cultura, che, se avesse avuto veramente l’interesse di operare con efficacia, avrebbe potuto puntare su una maggiore promozione a sostegno dell’ordinanza, così da coadiuvare efficacemente il percorso della proposta. A più di un anno da quella conferenza stampa, avvenuta precisamente il 16 di Dicembre presso il Salone delle Bandiere, e dopo numerosi incontri con i Consigli di Quartieri, in particolare presso la II, la III, la IV, la V, e la VI Circoscrizione, dopo numerose partecipazioni di artisti locali come artisti di strada in eventi pubblici e di piazza, e dopo una raccolta di firme avviata anche dai Giovani Democratici di Messina, ed ancora in corso, si rischia di dover affrontare la discussione in un Consiglio Comunale evidentemente disinteressato o peggio correre il rischio che la proposta si inabissi definitivamente.

Il mio impegno è sempre stato scevro da esigenze pubblicitarie o di propaganda, ma questo non si può altrettanto dire per chi, utilizzando il proprio ruolo “istituzionale”, facendone un uso del tutto originale, ha cercato di accreditarsi presso gli organi si stampa. Da parte mia vi è stato solo il desiderio di dare un contributo pratico e politico, con gli strumenti in mio possesso, strumenti democratici, quali la già citata raccolta firme, ancora in corso, e timidamente – ahimè – condivisa dai GD di Messina.

Rivolgo al Consiglio Comunale, organo preposto a discutere la proposta, la richiesta di assumere un comportamento intellettualmente onesto guardando al contenuto del testo e non alla sua provenienza politica, osservando le realtà presenti nel territorio italiano, confidando nella voglia di tutti di costruire un’immagine di Messina che accoglie l’arte e che vive di bellezza.

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