BARCELLONA: COOP. ‘CITTA’ FUTURA’ E LA VIOLAZIONE DELLE LEGGI FALLIMENTARI, TRE INDAGATI

18 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Leonardo Orlando – Dopo lo scandalo degli anni 90 che portò in carcere un ex vice presidente del consiglio comunale e un maresciallo dei carabinieri, si torna a parlare della cooperativa Città futura di Barcellona, impegnata con fondi pubblici e mutui agevolati concessi dalla regione nella costruzione di un complesso edilizio di 32 appartamenti in via Angelo Cambria. Il procuratore Crescenti ha concluso le indagini preliminari con l’emissione degli avvisi di garanzia per i reati di violazione delle leggi fallimentari nei confronti di Sebastiano Amato, 72 anni, presidente del cda della società cooperativa edilizia ‘Città futura’, del vicepresidente della stessa coop Tindaro Porcino, 54 anni e del componente del cda Aldo Coppellino, 63 anni, tutti di Barcellona. I tre indagati, in qualità di membri del Cda della coop, secondo la Procura, avrebbero “aggravato il dissesto della stessa società, astenendosi dal richiedere tempestivamente la dichiarazione di fallimento e non attivando i loro poteri-doveri di vigilanza e segnalazione previsti dagli articoli 2406 e 2485 del Codice civile”, nella parte cui lo stesso codice prevede precisi obblighi per gli amministratori di società. Nel caso specifico – secondo la Procura – dopo aver conseguito l’oggetto sociale per il quale era stata costituita la cooperativa che prevedeva appunto la realizzazione di appartamenti, gli amministratori della ‘Città Futura’ procedevano alla vendita agli stessi soci dei 32 alloggi nonostante gli stessi amministratori fossero a conoscenza di ‘ingenti debiti in capo alla cooperativa stessa’. Debiti stimati in 903.671 euro e con ciò “causando così un danno alla cooperativa ed ai creditori sociali consistito nell’azzeramento pressoché totale del valore del patrimonio sociale e correlativamente della garanzia patrimoniale dei creditori”. Secondo la stessa procura, il reato sarebbe stato commesso il 25 febbraio 2014, giornata in cui è stato verificato il fatto in quanto è stata emessa la sentenza del Tribunale di Barcellona con la quale veniva dichiarato lo stato di insolvenza della cooperativa edilizia. Ai tre indagati si contesta la commissione dei reati previsti per la violazione delle leggi fallimentari. Tra le parti danneggiate potrebbe esserci il Comune che solo di recente ha pagato una ingente somma per oneri di esproprio maggiorati dai costi del contenzioso e ciò senza rivalersi sulla stessa cooperativa che ha avuto in concessione il terreno. rassegnaweb da gazzetta del sud