SOTTUFFICIALE DELLA GDF MORI’ AL POLICLINICO: CINQUE MEDICI A GIUDIZIO. MA PRESCRIZIONE VICINA

18 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Leonardo Orlando – A cinque anni dalla morte del sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Torre, originario di Castroreale, deceduto a 54 anni il 6 marzo 2013 a seguito di complicazioni post operatorie di quello che veniva definito un banale intervento chirurgico di asportazione di alcuni noduli tiroidei, il gip del Tribunale di Messina, Simona Finocchiaro, su richiesta del pm Francesca Rende, ha disposto il rinvio a giudizio di cinque medici della Chirurgia del Policlinico di Messina. Dovranno rispondere in parte di omicidio colposo e inoltre di una serie di falsità che sarebbero state indicate nella relazione allegata alla cartella anestesiologica e nel referto medico, nel quale si indicava un orario diverso da quello effettivo in cui si è svolta l’operazione chirurgica e ciò secondo l’accusa “al fine di garantirsi l’impunità”. Ad essere stati rinviati a giudizio nel processo che inizierà il prossimo 13 luglio e dunque – va puntualizzato – con eventuali responsabilità tutte da accertare – i medici che componevano l’equipe operatoria: Ettore Gagliano, Domenica Paparo, Mario Salibra, che dovranno rispondere di omicidio colposo per aver concorso a causare il decesso di Giuseppe Torre. Assieme a primi tre, sono stati rinviati a giudizio anche i due medici anestetisti, Rossella Siliotti e Alessandra Arena, alle quali sono contestati tre diversi capi d’accusa per una serie di attestazioni ritenute false circa gli orari in cui è stato effettuato l’intervento operatorio e i successivi tentativi di rianimazione. Nel procedimento i familiari della vittima si sono costituiti parte civile (difensori di fiducia gli avvocati Guglielmo D’Anna e Francesco Certo), citando come responsabile civile anche l’azienda sanitaria Policlinico universitario di Messina. Lo stesso Policlinico si è nel contempo costituito parte civile per richiedere agli imputati, in caso di condanna, il ristoro dei danni subiti. I familiari della vittima temono adesso la prescrizione dei reati contestati e ciò a causa dei gravi ritardi, cinque anni, con cui si è giunti al rinvio a giudizio: il deposito della consulenza tecnica d’ufficio disposta dalla Procura di Messina e depositata il 4 agosto 2015 ed il rinvio a giudizio solo ieri. La prescrizione maturerebbe a settembre 2010. E per questo che gli stessi familiari di Giuseppe torre si sentono abbandonati da quello Stato che il loro congiunto ha servito come sottufficiale di Guardia di finanza prestando servizio a Milazzo e Messina. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud