L’OPINIONE: CLARETTA E LA PREVALENZA DEI CRETINI di Antonio Papalia

Soltanto un cretino stantio come Gene Gnocchi, che non vale nemmeno l’unghia dei quinto dito di un piede di chi in quella trasmissione e in quel ruolo lo ha preceduto, poteva tirare fuori quella battuta miserabile che ha fatto ridere solo i cretini.
Una frase squallida e infelice da mettere assieme a tutte le altre che servono solo a tenere acceso quell’odio che in Italia non si è mai spento da settantacinque anni.
E soltanto la leggerezza di un conduttore come Giovanni Floris, che avrebbe dovuto immediatamente prenderne le distanze e non lo ha fatto, poteva suscitare poi tutto il rumore, giustificato, che sta suscitando.
L’odio tra italiani in Italia continuerà, perché lo tengono acceso a turno i cretini di destra e i cretini di sinistra, cretini da cui forse non ci libereremo mai.
Cretini che poi votano.
Cretini come il leghista Attilio Fontana, candidato alla presidenza della regione Lombardia, che ancora oggi sproloquia di razza bianca.
Cretini come Gene Gnocchi che ancora oggi paragona a un maiale Claretta Petacci, senza che ci sia nessun motivo storico per potere fare questo indecente accostamento.
Povera Claretta, che non sappiamo fra l’altro, perché quando fu appesa anche lei a testa in giù insieme a Mussolini, e la gonna le scivolò in basso, la si vide che era senza mutande.
E tra le tante ipotesi del perché fosse senza mutande, c’è anche quella, inquietante, che possa essere stata violentata da quegli assassini davanti a Mussolini per farlo soffrire di più prima di ucciderlo.
E se così è stato, il branco non poteva certo preoccuparsi di rimetterle le mutande.
Quelli sì, porci. Se così è andata.
Non Claretta, che al massimo poteva essere solo una povera stupida. Ma Mussolini doveva essere tenuto vivo e processato, non eliminato. Ne aveva diritto il mondo e ne avevano diritto gli italiani.

P.S.: questo post è stato modificato, mi scuso se il primo ha toccato sensibilità che non era nelle mie intenzioni sfiorare”

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