“CASO CENTONOVE”, A FEBBRAIO DAL GUP: IL PM CARCHIETTI CONTESTA UNA NUOVA IPOTESI DI BANCAROTTA

24 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Si terrà il 22 febbraio davanti al gup Monica Marino l’udienza preliminare sul caso dell’Editoriale Centonove srl, al centro di un’inchiesta del sostituto procuratore Antonio Carchietti, per alcune ipotesi di bancarotta. Sono coinvolti il giornalista ed editore Enzo Basso, Giuseppe Andrea Ceccio, Giuseppe Garufi, Francesco Pinnizzotto e Graziella Lombardo. Devono rispondere a vario titolo e con un diverso grado di responsabilità, dei reati di bancarotta fraudolenta (“impropria”), falso in bilancio e frode fiscale. Rispetto al quadro iniziale dell’inchiesta il sostituto Carchietti contesta adesso una nuova ipotesi di bancarotta, legata al fallimento della “Eveneto scarl”, di cui devono rispondere, secondo l’accusa, Basso, Garufi e Lombardo. Le indagini hanno permesso di accertare che gli indagati, tutti soci, amministratori e dipendenti di 8 società operanti nel settore dell’editoria e create nell’ultimo decennio, si sarebbero resi autori di ripetute irregolarità nella redazione dei bilanci al fine di occultarne lo stato di crisi, simulando in tal modo, una solidità patrimoniale inesistente che avrebbe loro consentito di beneficiare di ulteriori finanziamenti che poi non venivano ‘restituiti’, come previsto dalla legislazione in materia. Di recente i giudici del riesame hanno annullato integralmente i provvedimenti a carico di Ceccio e Pinizzotto “…disponendo l’immediata cessazione degli effetti e delle prescrizioni inerenti alla misura cautelare personale in esecuzione” (era l’obbligo di firma); per Basso i giudici hanno accolto parzialmente la richiesta di riesame, annullando il provvedimento solo per due capi d’imputazione (“B” ed “F”), mentre hanno confermato la detenzione domiciliare per tutto il resto delle ipotesi di reato. Rassegnaweb da gazzetta del sud – Nuccio Anselmo