OPERAZIONE GOTHA 7: IL PIZZO SU UNA MEGA VINCITA ALLA SLOT MACHINE. L’AVVERTIMENTO: DUE BOTTIGLIE INCENDIARIE CON CARTUCCE DA FUCILE

27 gennaio 2018 Inchieste/Giudiziaria
Leonardo Orlando – Barcellona – Ogni occasione era buona per imporre il “pizzo”. Persino una vincita di 500 mila euro realizzata il 16 settembre del 2011 ad una “slot machine” installata nel punto “Snai di via Del Mare di Barcellona da due giovani del luogo, fatto riportato anche dai giornali e televisioni perché i vincitori per l’eccessivo entusiasmo non hanno saputo tenere riservata la vittoria, è stata “tassata” dal gruppo mafioso che con le estorsioni spaziava da un settore merceologico all’altro. I due giovani vincitori, Giuseppe Bonina e Salvatore Cutropia premiati dalla “slot machine” con la vincita record di ben 500 mila euro furono costretti per paura dopo avere ritrovato due bottiglie incendiarie con relative cartucce da fucile da caccia calibro 12 a pagare concordando grazie all’intercessione di un partente dei due giovani presso la famiglia mafiosa la cifra di 2 mila euro quale contributo all’organizzazione. A rivelare la vicenda è stato lo stesso pentito Franco Munafò il quale ha raccontato agli inquirenti che egli stesso assieme a Domenico Chiofalo e Salvatore Chiofalo, venuti a conoscenza del fatto che i due ragazzi avevano realizzato la grossa vincita di gioco, avevano deciso di sottoporli ad estorsione. Infatti il successivo 29 settembre sia Salvatore Cutropia sulla sua auto, ma anche la suocera di Giuseppe Bonina, ritrovarono due bottiglie incendiarie alel quali erano state allacciate due cartucce da fucile da caccia calibro 12. Entrambi i fatti furono denunciati a polizia e carabinieri che pur avendo messo sotto controllo i telefoni non riuscirono ad individua glia autori del gesto. Infatti coma ha raccontato di recente il pentitole vittime avrebeb cercato i carnefici per “aggiustare” la questione e patteggiare il “pizzo”. All’epoca – secondo la versione di Munafò sarebbe stato “il padre di uno di quei ragazzi che aveva interessato
Massimiliano Munafò per “sistemare l’estorsione””. In effetti quest’ultimo si sarebbe fatto consegnare la somma di circa 2.000 euro dai due ragazzi, “chiudendo in quel modo la questione” del pizzo sulla mega vincita. fonte da gazzetta del sud