I RETROSCENA DELL’ARRESTO: IL POLIZIOTTO INFEDELE. “DROGA A BARCELLONA”. AD ACCUSARLO PENTITI E INTERCETTAZIONI

1 febbraio 2018 Cronaca di Messina

Dalle indagini condotte dagli agenti del commissariato di Adrano, Francesco Palana, assistente capo della Polizia di Stato, arrestato nell’ambito dell’operazione Adranos, era una vera e propria talpa all’interno del commissariato di Adrano. L’attività investigativa ha consentito di accertare che a Palana il clan Santangelo avrebbe fornito un cellulare: un filo diretto per discutere di affari legati alla droga; ad accusare il poliziotto pentiti e intercettazioni. Il collaboratore di giustizia, Antonino Zignale, ha detto ai magistrati che “la cocaina veniva data al poliziotto gratuitamente”. Secondo gli inquirenti in cambio l’assistente capo della Polizia “dava al clan informazioni su tutte le operazioni di polizia in corso”. E c’è anche un altro pentito, Valerio Rosano, che accusa Francesco Palana: “Io ho saputo in carcere che c’era un poliziotto del commissariato di Adrano che era molto vicino a Salvatore Crimi e che ci forniva informazioni sulle indagini e sulle operazioni in corso, e percepiva uno stipendio mensile dal clan di 1000 euro. Lo sesso inoltre acquistava da noi la cocaina e la rivendeva nel suo paese che se ben ricordo è Barcellona Pozzo di Gotto. Ricordo in occasione dell’operazione denominata ‘Adernò’ che Zignale si lamentava del fatto che questo poliziotto aveva avvisato il clan, ma non aveva detto nulla allo stesso Zignale ed a mio fratello Francesco che non avevano potuto nascondersi, mentre gli altri avevano potuto nascondersi grazie alle sue informazioni”. Un poliziotto che per evitare di essere intercettato parlava di pezzi di ricambio per auto. “Senti una cosa… vedi che io mi sono informato per quel pezzo… per la tua macchina… lì… che qui ci sono quattro amici… cose che… che mi rispettano… 65 euro… costa”.