Barcellona: Una spietata aggressione. Condannato a 2 anni Munafo’. Assolti Chiofalo e Bagnato

3 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Leonardo Orlando – Barcellona – Per una violenta e spietata aggressione ad opera di personaggi coinvolti nelle recenti operazioni di mafia avvenuta in pieno giorno il 14 giugno 2010 ad danni di un uomo che aveva avuto il torto di chiedere a soggetti mafiosi di spostare un furgone che intralciava il traffico, solo adesso a distanza di quasi 8 anni, è stato il collaboratore di giustizia Franco Munafò, 33 anni di Barcellona, e assolti altri due soggetti ritenuti complici dello sesso Munafò perché i numerosi testimoni che hanno assistito la pestaggio non hanno “visto e sentito nulla”. Il giudice monocratico Giuseppa Abate ha infatti condannato soltanto Munafò, difeso dall’avv. Adriana Fiormonti, a due anni di reclusione del pagamento dei danni da liquidarsi in separata sede nei confronti della vittima che ha subito il pestaggio ed ha avuto il coraggio di riconoscere il suo aggressore che nel frattempo si è pentito e sulla vicenda non ha riferito nulla salvando i suoi ex compagni di merende. La vittima infatti si è costituita parte civile con l’avv. Sergio Alfano. Sono stati invece assolti, per non aver commesso il fatto, altri due presunti complici, Domenico Chiofalo, 32 anni e dal solo reato di favoreggiamento, Antonino Bagnato, 36 anni, tutti di Barcellona, coinvolti a vario titolo nelle ultime operazioni antimafia, difesi dagli avv. Tommaso Calderone e Sebastiano Campanella. Il pm Agatino Allegra aveva invece chiesto la condanna per tutti gli imputati: 2 anni per Munafò e Chiofalo e 1 anno e 4 mesi per Bagnato.
L’assoluzione di Domenico Chiofalo deriva dal mancato riconoscimento dello stesso sia da parte della vittima e dell’unico testimone oculare, un uomo di 85 anni che all’epoca, oltre a soccorrere la vittima, rese testimonianza contribuendo al riconoscimento di un quarto componente del gruppo di aggressori, Sebastiano Chiofalo, 24 anni, rivelatosi nell’operazione Gotha VII effettuata la scorsa settimana, uno dei più temibili postini del racket delle estorsioni. Chiofalo all’epoca minorenne per questa stessa vicenda è stato già condannato a due anni di reclusione dal Tribunale per i minori. L’assoluzione, invece, di Antonino Bagnato, che rispondeva di favoreggiamento per aver prestato il furgone su cui viaggiavano i tre e che intralciava il traffico in via Kennedy, è stata determinata dalla scarsa qualità delle immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite all’epoca dai carabinieri del Ris. Infatti quello che in apparenza sembrava un banale diverbio tra automobilisti si è rivelato un violento pestaggio. In favore della vittima è intervenuto solo l’anziano che all’epoca aveva 85 anni; mentre avventori di un bar situato all’angolo, si sono dileguati e una volta convocati dai carabinieri hanno dichiarato di non aver visto nulla. Invece, come risulta dalla testimonianza della tessa vittima e dell’unico teste che ha avuto il coraggio di indicare l’identità di Sebastiano Chiofalo arrestato di recente per mafia hanno assistito al pestaggio senza impedire l’aggressione. Fonte: Gazzetta del Sud