BARCELLONA: PENTITO CONDANNATO… PER FURTO DI ENERGIA ELETTRICA

15 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria

L’ultimo dei collaboratori di giustizia in ordine di tempo, Bernardino ‘Dino’ Mendolia, originario di Merì e residente a Barcellona, che si è rivelato determinante con le sue rivelazioni sulle estorsioni tanto da aver contribuito alla riuscita dell’operazione ‘Gotha VII’, portata a termine da carabinieri e polizia lo scorso 24 gennaio, dopo l’arresto dei capi dell’organizzazione si era ridotto in povertà tanto che il Tribunale lo ha adesso condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa (senza la sospensione della pena) per furto aggravato di energia elettrica. Infatti negli ultimi tempi, prima di iniziare la collaborazione, Dino Mendolia, deciso dall’avv. Marcello Colonna, ha conosciuto giorni difficili tanto da temere di essere ucciso perché aveva tentato di rubare nella casa dell’ex boss Carmelo D’amico. Assieme a lui che ammesso in videoconferenza dalla località segreta le sue responsabilità è stata condannata anche l’ex moglie a 6 mesi di reclusione, con pena sospesa, difeso dall’avv. Mera Alosi. A chiedere le condanne il pm Francesco Cannavò. Il pentimento di Dino Mendolia, che si è autoaccusato senza essere mai indagato per questi fatti, di ben 14 estorsioni, è avvenuto lo scorso anno perché lo stesso temeva per la sua vita per il furto in casa di Carmelo D’Amico. In quella occasione il collaboratore fu salvato dalla moglie che avrebbe fatto da palo attendendo il marito in auto e chiamando poi i carabinieri della Compagnia di Barcellona perché una volta resasi conto che il marito era stato sorpreso all’interno della casa di D’Amico temeva il peggio. Mendolia era entrato a fare parte della famiglia ‘barcellonese’ a partire dall’anno 2013. In precedenza era stato detenuto per traffico di sostanze stupefacenti sino al 2 marzo 2005, a seguito di una condanna alla pena definitiva di 3 anni e 8 mesi inflitta dalla corte d’appello di Milano. fonte: gazzettadelsud