TUTTI I DETTAGLI DI UN TERREMOTO GIUDIZIARIO E POLITICO – BARCELLONA, DIVIETO DI DIMORA PER IL SINDACO MATERIA. ARRESTATO L’EX ASSESSORE COPPOLINO. OBBLIGO DI DIMORA A SANTA TERESA PER SANTI ALLIGO

16 febbraio 2018 Cronaca di Messina

 Divieto di dimora per abuso d’ufficio per il sindaco di Barcellona, Roberto Materia. Materia, eletto nel maggio del 2015, dopo la sfiducia a Maria Teresa Collica, non potrà più risiedere nella città che amministra e non potrà esercitare le funzioni di primo cittadino: per lui potrebbe, dunque, scattare la sospensione della prefettura. Mentre è in carcere da stamattina il suo ex assessore allo Sport, Angelo Coppolino. Sono in tutto otto le misure cautelari per amministratori e funzionari del Comune per i reati di concussione, abusivismo e falso.

Tra questi anche l’ex segretario comunale, Santi Alligo, padre del giudice monocratico del Tribunale di Barcellona, Francesco Alligo. All’ex segretario comunale viene contestato il favoreggiamento personale e il falso, ed è stato sottoposto a obbligo di dimora. Sospeso dalle funzioni l’ex vice comandante della polizia municipale, Salvatore Di Pietro. Falso ed abuso d’ufficio per Bruno Isgrò, direttore dei lavori, sottoposto a divieto per sei mesi di esercitare la professione. Isgrò è fratello dell’artista Emilio. Ai domiciliari Carmelo Rucci funzionario dell’ufficio Tecnico edilizia privata e concessioni edilizie, cognato di Isgrò. Falso, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità per i due tecnici comunali, Francesco Livoti e Giuseppe Bonomo, sospesi dalle funzioni.

È il primo esito di un’indagine che è partita alla fine del 2015, quando, nella notte tra l’8 e il 9 dicembre, l’auto dell’allora assessore Coppolino fu danneggiata da colpi di fucile. Scattarono subito le indagini della polizia e della Dia.

Un approfondimento con intercettazioni che permise di ricostruire i rapporti di Coppolino con la criminalità organizzata, e le coperture amministrative per i lavori abusivi a favore dell’assessore. Due attività, il B&B Mandanici e il ristorante di fronte, in pieno centro storico, alle spalle del Palazzo comunale, ricavati da due vecchi edifici ristrutturati e abusivamente ampliati. I due edifici sono entrambi riconducibili all’ex assessore, sono infatti intestati alla moglie e alla cognata (moglie del fratello di Coppolino) costretto a dimettersi dopo che furono rese note le indagini a suo carico e che i due locali furono sequestrati.

“A Coppolino va l’apprezzamento per il senso delle istituzioni dimostrato e per l’attività svolta come assessore, con passione e spirito di servizio”, aveva accolto così le dimissioni del suo assessore, il sindaco Roberto Materia.

I lavori completamente abusivi in pieno centro storico proprio alle spalle del Palazzo comunale, erano stati realizzati – secondo gli inquirenti – grazie alle coperture dell’Ufficio tecnico, dell’ufficio abusivismo e sanatorie. Questo è quanto è emerso dalle indagini della polizia di Barcellona, coordinate dal pm Matteo De Micheli. Dall’alba di stamattina l’esecuzione delle misure.

ECCO I DETTAGLI

A vario titolo sono stati notificati atti con la sospensione del servizio per alcuni funzionari del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

I NOMI: Misure cautelari per il funzionario dell’ufficio tecnico Edilizia Privata Carmelo Rucci (sospeso dal servizio e ristretto ai domiciliari), Giuseppe Bonomo, Francesco Livoti e Salvatore Di Pietro, vice comandante dei vigili urbani (sospesi dal servizio). 

Divieto di esercizio per l’architetto Bruno Isgrò. Al sindaco Roberto Materia è stato notificato l’atto della Procura con cui si è disposto che il primo cittadino dimori fuori da Barcellona Pozzo di Gotto (il sindaco sarebbe intervenuto sospendendo l’incarico al Comandante dei Vigili Urbani Lino La Rosa, adesso a Messina). Obbligo di dimora a Santa Teresa di Riva per l’ex segretario Comunale Santi Alligo

 

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA

Un indagine lunga e laboriosa quella che ha portato all’emissione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive ed interdittive nei confronti di amministratori e funzionari del Comune di Barcellona. Ad eseguirla i poliziotti del Commissariato locale; ad emetterla il Gip del Tribunale di quel Comune dott. Fabio Gugliotta. L’attività investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Matteo De Micheli ha presso il via  nel 2014.

Intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati, sopralluoghi, analisi e sequestro di documenti ed edifici sono alcuni degli strumenti investigativi che hanno permesso di muovere specifici addebiti a carico di:

1) Angelo Coppolino (ex assessore allo Sport e Politiche Giovanili Sportive, Industria, Caccia e Pesca, Servizi Demografici e Toponomastica, Rapporti con i Quartieri, Programmazione e Manutenzione Impianti Sportivi) in carcere per concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso.

2) Salvatore Di Pietro (vice comandante della Polizia Municipale) sospeso da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune per falso ed abuso d’ufficio induzione indebita di dare o promettere utilità.

3) Carmelo Rucci (funzionario dell’Ufficio Tecnico Edilizia Privata, Concessioni Edilizie e Sanatoria) ai domiciliari per concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso.

4) Bruno Isgrò (architetto): divieto di esercitare la professione per 6 mesi, per falso ed abuso d’ufficio.

5) Francesco Livoti (tecnico comunale) sospeso da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune per falso ed abuso d’ufficio.

6) Giuseppe Bonomo (tecnico comunale) sospeso da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune per falso ed abuso d’ufficio.

7) Santi Alligo (ex segretario generale): obbligo di dimora nel Comune di residenza per uso di atti falsi e favoreggiamento personale.

8) Roberto Materia (sindaco): divieto di dimora e di ingresso nel Comune di Barcellona per abuso d’ufficio, la cui condotta è rappresentata dall’avere revocato illegittimamente l’incarico dell’allora comandante della Polizia Municipale.

Irregolarità riguardanti immobili riconducibili al Coppolino ed ad alcuni suoi familiari originavano approfondimenti che lasciavano trasparire le pressioni esercitate dall’Assessore su tecnici e amministratori compiacenti al fine di occultare, per l’appunto, le macroscopiche difformità ed i conseguenti illeciti edilizi. False attestazioni, omissione di accertamenti, velocizzazione indebita delle relative pratiche, omissione di atti dovuti, in sintesi, le condotte che, dietro la sapiente regia del Coppolino il quale in tal modo ne traeva un ingiusto vantaggio patrimoniale, venivano perpetrate dagli indagati animati dalla speranza di ottenere futuri vantaggi. Nello specifico questi i reati contestati e le relative misure adottate:

concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso per il Coppolino, al quale è stata applicata la misura cautelare in carcere e per il Rucci sottoposto invece alla misura degli arresti domiciliari;

falso ed abuso d’ufficio per Isgrò, Livoti, Bonomo e Di Pietro cui viene altresi’ contestata l’induzione indebita di dare o promettere utilità sottoposti alla misura interdittiva della sospensione da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune ad eccezione dell’Isgrò a cui è stata imposta la misura del divieto di esercitare la professione di architetto per mesi 6;

uso di atti falsi e favoreggiamento personale per Alligo al quale è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza;

abuso d’ufficio per Materia, la cui condotta è rappresentata dall’avere revocato illegittimamente l’incarico dell’allora Comandante della Polizia Municipale, sottoposto al divieto di dimora e di ingresso nel Comune di Barcellona.