L’INCHIESTA SUL COMUNE DI BARCELLONA. LE RICHIESTE DELLA PROCURA: INTERCETTAZIONI TELEFONICHE ANCHE DENTRO IL MUNICIPIO

17 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria

L’attività investigativa che ha portato all’emissione delle 8 misure cautelari, tante quante erano state richieste, è stata condotta sul campo dagli agenti della squadra giudiziaria del commissariato di Barcellona all’epoca diretto dal vicequestore Mario Ceraolo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali anche all’interno del Municipio. Le richieste di ordinanze coercitive ed interdittive che erano state avanzate dalla Procura il 10 ottobre 2017, con successiva integrazione del 7 dicembre 2017, erano state diverse. Infatti la Procura chiedeva l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per l’ex assessore Angelo Coppolino; gli arresti domiciliari per il vice comandante della polizia municipale Salvatore Di Pietro, stessa misura per l’arch. Carmelo Rucci e per i geometri Francesco Livoti e Giuseppe Bonomo. Inoltre una seconda misura cautelare di divieto di dimora in provincia di Messina, in relazione ad altri reati, per lo stesso vice comandante della polizia municipale Di Pietro, per l’arch. Rucci, per Livoti e Bonomo. Invece per il sindaco Roberto Materia, per l’arch. Isgrò, per il segretario generale Santi Alligo, era stata avanzata per tutti richiesta di misura cautelare di divieto di dimora nella Regione Sicilia. Nell’inchiesta risulta indagato in stato di libertà anche il fratello dell’ex assessore, Felice Coppolino, per il quale la Procura non ha ritenuto necessario chiedere la misura cautelare. Rassegnaweb – di Leonardo Orlando da Gazzetta del Sud