Forza Nuova, il pestaggio di Ursino. Due fermati, uno è Giovanni Codraro di Milazzo

22 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria

Sono Carlo Mancuso, 28 anni, e Giovanni Marco Codraro, di 26, i presunti aggressori del leader di Forza Nuova, Massimo Ursino. Entrambi fanno parte del centro sociale Anomalia. Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ha firmato il provvedimento di fermo. L’accusa è pesantissima: tentato omicidio in concorso con altre persone al momento ignote. Si tratta delle due delle sei persone che hanno partecipato al pestaggio in via Dante. Il fermo riguarda Mancuso e Codraro, studente il primo e cuoco il secondo, perché solo i loro volti sarebbero rimasti impressi nel video di una telecamera di sicurezza. La risposta della Digos è stata immediata. Il provvedimento è stato notificato ai due fermati che si trovano negli uffici della Questura con altre tre persone che, almeno per il momento, possono tornare a casa. Intanto si terrà domani, davanti al gip di Palermo Roberto Riggio. I fermati appartengono al ‘Malarazza’, lo studentato occupato che si trova all’interno dell’istituto dei sordomuti di via Cavour, a pochi passi dalla prefettura. Altri quattro giovani antagonisti sono indagati sempre per tentato omicidio.

Codraro, di Milazzo, arrestato nel 2016, non è nuovo alle cronache giudiziarie. Nel luglio 2016 il Gup di Cremona aveva assolto il ventottenne di Milazzo, che studiava a Palermo, dal reato di devastazione e saccheggio, e lo aveva condannato a nove mesi e 23 giorni di reclusione pena sospesa per resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza è stata appellata. A Palermo scesero in piazza per chiedere la sua liberazione.

Codraro, studente di ingegneria, faceva parte del Collettivo universitario autonomo di Palermo. Gli scontri si erano verificati durante una manifestazione dei centri sociali e dei comitati antifascisti a Cremona. Adesso per entrambi si deve attendere al convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari.

Durissime le parole dell’avvocato Giorgio Bisagna: “Si tratta di un’ipotesi sproporzionata e meramente vendicativa che sarà ridimensionata alla prova dei fatti”.