Catania come Messina. La Interdata dell’assessore Cuzzola scriverà il piano di riequilibrio

23 febbraio 2018 Cronaca di Messina

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Catania Bene Comune che interviene sulla esternalizzazione della redazione del piano di riequilibrio del comune di Catania alla Interdata srl, la società privata dell’assessore al bilancio del comune di Messina Enzo Cuzzola.

L’impresa di Reggio Calabria Interdata Cuzzola Srl, per trentamila euro, scriverà il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Catania, sostituendosi alla Giunta, alle organizzazioni sindacali, ai consiglieri comunali e alle associazioni cittadine.

L’amministrazione Bianco ha infatti deciso di esternalizzare la redazione della delibera più importante per la città: un documento contabile che sconvolgerà la vita delle catanesi e dei catanesi fino al 2033, prevedendo privatizzazioni, tagli, svendita di immobili, aumento delle tasse, blocco delle assunzioni e orientando gli investimenti.

La discussione e la redazione dei documenti di programmazione economica, in democrazia dovrebbero toccare agli organismi istituzionali eletti, dovrebbero passare da una concertazione con le parti sociali, dovrebbero coinvolgere i consigli di municipalità (sempre più mortificati) e dovrebbero prevedere la partecipazione delle cittadine e dei cittadini e delle associazioni. Con provvedimento del Ragioniere Generale A04/43 del 2 febbraio l’amministrazione ha invece affidato tali compiti a una ditta di Reggio Calabria, la Interdata Cuzzola Srl, legata a Enzo Cuzzola attualmente assessore al bilancio del Comune di Messina. Il compenso previsto per la società di consulenza sarà di trentamila euro, pagati ovviamente dalle cittadine e dai cittadini. Enzo Cuzzola è stato collaboratore del Centro Studi Enti Locali, società privata di Pisa, di cui è componente Fabio Sciuto presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Catania. Un intollerabile conflitto d’interessi. Alla redazione della rimodulazione del piano di rientro lavoreranno diversi dipendenti della Interdata Cuzzola dei quali Catania Bene Comune ha chiesto all’amministrazione la pubblicazione di nomi e curricula.

Già due anni fa l’Amministrazione Bianco tentò di affidare al Centro Studi Enti Locali la redazione dell’aggiornamento del piano di rientro. Operazione fortunatamente bloccata grazie alla mobilitazione di Catania Bene Comune e di altre associazioni del territorio.

Catania Bene Comune considera molto grave la scelta dell’amministrazione comunale di cedere a privati le principali prerogative democratiche che spettano all’ente locale. È un atto che avvilisce la democrazia e delegittima l’esistenza degli organismi politici e della pubblica amministrazione. Affidare a privati la redazione delle delibere svuota di senso la cosa pubblica e quindi il controllo democratico dell’attività amministrativa.

Come si evince dal capitolato d’appalto previsto dall’amministrazione Bianco infatti alla società Interdata Cuzzola sono affidati compiti di natura politica e di analisi dei bisogni della città che è scandaloso e gravissimo delegare a privati.

Prima l’amministrazione Bianco impone alla città una rimodulazione del piano di rientro, gravando dei debiti anche le future generazioni, e poi platealmente sancisce la propria incapacità a redigere il piano, affidandosi ai privati.

Ci chiediamo chi presenterà il piano di riequilibrio al consiglio comunale? Come faranno i revisori dei conti ad emettere un parere su un documento contabile scritto da una società esterna, senza alcun coinvolgimento degli attori sociali e politici del territorio? Nel capitolato d’appalto per la redazione del piano è prevista anche la scrittura del discorso per l’assessore al bilancio o le slides per il sindaco?

Ogni mese le cittadine e i cittadini catanesi pagano profumatamente il lavoro degli assessori comunali, delle dirigenti e dei dirigenti degli uffici. Lo fanno perché essi svolgono mansioni a nome dell’intera città, nell’interesse della città. Si chiama democrazia, si chiama repubblica.

La scelta di cedere ai privati le decisioni politiche di bilancio è assurda, intollerabile. Ma se proprio l’Assessore al bilancio vuole difendere tale scelta abbia la decenza di dimettersi: è stato sostituito da una società privata. È inutile continuare a pagare il suo stipendio.

I conti pubblici devono tornare ad essere gestiti dalle cittadine e dai cittadini, serve un audit del debito, per smettere di pagare i soliti affaristi e speculatori, e la sperimentazione di bilanci partecipati, decisi dal basso attraverso il coinvolgimento della cittadinanza. Tutto il contrario di ciò che ha fatto in questi anni l’Amministrazione Bianco.

Catania Bene Comune