BARCELLONA: FALSI ORTAGGI BIOLOGICI, NEI GUAI LA COOPERATIVA SALAMITA. TRE INDAGATI

26 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria
Leonardo Orlando – Barcellona – L’accusa mossa dalla Procura di Barcellona che ha concluso le indagini preliminari, effettuando anche un sequestro preventivo per equivalente del valore di 120 mila euro, nei confronti di tre persone, una di Barcellona e altre due di Siracusa, tutte indagate per l’illecita commercializzazione dalla Sicilia verso la Germania di di quasi 500 tonnellate di falsi ortaggi biologici, è di associazione per delinquere finalizzata alla frode aggravata nell’esercizio del commercio.
Nell’inchiesta della Guardia di finanza della Tenenza di Barcellona, coordinata dal sostituto procuratore Federica Paiola, indagato principale è il noto imprenditore di Barcellona, Nunziato Salamita, 79 anni, legale rappresentante della società “Cooperativa Salamita”, tra le prime aziende agricole italiane che da oltre 40 anni produce e commercializza, in particolare con il mercato tedesco, prodotti agricoli biologici siciliani. La stessa “Cooperativa Salamita”, quale persona giuridica, risulta indagata nell’inchiesta per gli stessi reati di illecita commercializzazione di quasi 500 tonnellate di falsi prodotti biologici. La Guardia di finanza al comando del capitano Luigi Atalarico, ha anche dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per equivalente per un valore di oltre 120.000 euro ai danni della società Cooperativa Salamita che commerciava – come si legge nel comunicato diffuso dal Comnado provinciale della Guardia di finanza – “prodotti agricoli falsamente designati come provenienti da agricoltura biologica, per un peso complessivo di 467 tonnellate, perlopiù destinati al mercato estero”. Per raggiungere il valore del sequestro per equivalente la Guardia di finanza ha sequestrato denaro contante per 30 mila euro; mentre per compensare la restante parte del valore di 90 mila euro è stato necessario imporre il sequestro di una quota pari alla stessa somma sul capannone dell’azienda situata in via Milite Ignoto a Barcellona. Il sequestro per equivalente era stata già tentato senza successo nel 2015. Adesso invece è stato riattualizzato con la conclusione delle indagini. Si tratta tuttavia di una sorta di “ipoteca” sull’immobile che non pregiudica l’attività aziendale. A ricevere l’avviso di garanzia e contestuale comunicazione di chiusura delle indagini, oltre al fondatore dell’azienda Nunziato Salamita, difeso dall’avv. Francesco Aurelio Chilemi, risultano indagati la titolare dell’azienda agricola di Siracusa Simona Tommasi, 48 anni, dell’omonima ditta individuale “Tommasi”; assieme alla donna è indagato anche il marito, Salvatore Fortuna, 50 anni, considerato l’amministratore di fatto dell’azienda, entrambi difesi dall’avv. Antonio Randazzo, i quali avrebbero prodotto e venduto alla Cooperativa Salamita prodotti agricoli non ancora biologici, ma nella fase di conversione che dura alcuni anni. I finanzieri di Barcellona hanno scoperto l’illecito commercio indagando assieme agli ispettori dell’Unità investigativa centrale dell’Icqrf – Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e con i carabinieri del Reparto carabinieri tutela Agroalimentare di Messina. RASSEGNAWEB DA GAZZETTA DEL SUD