Successo per il concerto del Quartetto di Cremona e Gloria Campaner dedicato a Schubert

26 febbraio 2018 Culture

Una grande serata in onore di Franz Schubert. Ottima partecipazione di pubblico, sabato (24 febbraio) al Palacultura “Antonello”, al concerto del Quartetto di Cremona, formazione musicale di prestigio, e della pianista di fama internazionale Gloria Campaner. L’evento – uno degli appuntamenti inseriti nel ciclo “Schubert 1818-1828: il decennio decisivo” – è stato curato dalla stessa Associazione Bellini nell’ambito della Stagione concertistica promossa in collaborazione con l’Accademia Filarmonica.

Sul palcoscenico dell’Auditorium del “PalAntonello”, gli artisti hanno incantato gli spettatori presenti in sala con i brani cameristici più conosciuti di Schubert e pubblicati solo dopo la precocissima morte del compositore austriaco. “La morte e la fanciulla” (Quartetto n. 14 in Re min. D. 810), eseguito dalla formazione costituita da Cristiano Gualco e Paolo Andreoli (violino), da Simone Gramaglia (viola) e Giovanni Scaglione (violoncello) e a cui la Nippon Music Foundation ha concesso in prestito il “Paganini Quartet” di Antonio Stradivari, e “La trota” (Quintetto in La magg. D. 667) magistralmente interpretato dallo stesso Quartetto di Cremona, da Gloria Campaner e da Davide Vittone, formidabile contrabbassista.

Ed è stato proprio il M° Vittone a presentare il concerto e il tour tra l’Italia e la Svizzera che sta vedendo impegnati gli artisti protagonisti dell’evento di sabato scorso al Palacultura: «Una tournée impreziosita dal “Paganini Quartet” è sicuramente un’opportunità che non capita tutti i giorni. Questi concerti – ha concluso il contrabbassista – rappresentano inoltre importanti momenti di incontro e condivisione».

Soddisfatto del successo riscosso, il presidente dell’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini”, Giuseppe Ramires: «Il concerto che abbiamo proposto ha rappresentato senz’altro uno degli eventi più prestigiosi tra quelli inseriti nel cartellone di spettacoli promosso in collaborazione con l’Accademia Filarmonica. Abbiamo pensato di dedicare un intero ciclo a Franz Schubert e in particolare agli anni in cui vide la luce la parte più importante della produzione artistica di questo grandissimo musicista».