L’INCHIESTA SUL COMUNE DI BARCELLONA: AFFIDAMENTI DI PICCOLI LAVORI, COPPOLINO SPADRONEGGIAVA. INDICAVA DITTE VICINE E PARTECIPAVA AGLI UTILI

Leonardo Orlando – Barcellona – L’ex assessore Angelo Coppolino che ha dimostrato di avere avuto mano libera nella gestione di taluni lavori pubblici effettuati al cimitero e nelle aree pubbliche della di Barcellona avrebbe “pagato” i suoi debiti con le imprese che avevano effettuato lavori privati per la sua famiglia facendo in modo di far assegnare da funzionari comunali compiacenti lavori pubblici al cimitero e interventi di manutenzione in piazze, ville comunali ed edifici pubblici. Le carte dell’inchiesta giudiziaria svelano particolari assai inquietanti sulle modalità di gestione dell’attività amministrativa dell’ex assessore Angelo Coppolino che aveva facili ingerenze anche in altri settori che riguardavano soprattutto i lavori pubblici, settore nel ale lo stesso aveva competenze specifiche perché amministratore dell’impresa di famiglia. Una gestione “privatistica” degli affidamenti di piccoli lavori pubblici nei quali, con la compiacenza di funzionari, si preferivano talune ditte considerate vicine all’assessore. Lo stesso assessore almeno in caso avrebbe anche preteso di suddividere con l’imprenditore che aveva realizzato i lavori, dedotte le spese, i profitti della costruzione di un cellario realizzato nel cimitero per far fronte all’emergenza casata dalla mancanza di loculi. All’interno del Municipio Angelo Coppolino non agiva da solo. Al suo fianco il padre ed il fratello, che avevano libero accesso al Comune.
Dall’attività investigativa della polizia coordinata dal vicequestore Mario Ceraolo, emerge una informativa allegata agli atti dell’inchiesta che riassume la trama delle modalità con cui opereva l’ex assessore. Infatti viene descritta nel dettaglio che l’intervento per la costruzione dei loculi al cimitero è stato affidato ad una delle due ditte edili dell’imprenditore Sebastiano Barca per un importo di circa 40 mila euro. L’accordo sarebbe stato che, pagate le spese, la somma guadagnata doveva essere divisa tra la famiglia Coppolino e lo stesso imprenditore che era molto vicino al’ex assessore tanto da essere di fatto tra i dirigenti della ex squadra di calcio “Asd Barcellona”, di recente radiata dai campionati. Barca avrebeb assunto anche due operai che in realtà erano dipendenti della ditta dei Coppolino. La polizia ha poi appreso che i costi avevano superato l’importo messo a disposizione dal Comune e ciò ha creato contrasti tra l’imprenditore ed i soci occulti. Lo stesso Barca che in epoca antecedente aveva avuto assegnato un lotto artigianale risultato contaminato dall’amianto, aveva avuto promesso da Coppolino un altro lotto che in realtà on fu poi assegnato perché appannaggio di altro imprenditore “segnalato” da altro assessore. I Coppolino aveva proposto “l’affare” del cimitero ad altro imprenditore, sempre con il sistema della suddivisione dei guadagni, che invece ha rifiutato come egli stesso ha poi raccontato durante l’interrogatorio della polizia alla presenza del sostituto procuratore Matteo De Micheli.
Altri lavori assegnati per compensare un “debito”, sarebbero stati affidati alla ditta “Su Edil Impianti srl” di Sebastiano Piccolo, vicino alla stessa squadra di calcio utilizzata come serbatoio di voti. Piccolo ha eseguito una serie di interventi di riparazione di impianti e sistemazione di aree verdi prima ancora “senza prima ottenere gli affidamenti con atti amministrativi” e ciò grazie – sottolineano gli investigatori – “al libero arbitrio dell’assessore Coppolino”. I lavori eseguiti: la riparazione della grande fontana di piazza Duomo, la fontana di piazza Libertà, le riparazioni alla caldaia del palazzetto dello sport, la pulizia dell’area verde di Sant’Andrea. Piccolo aveva installato per conto della ditta di Copplino un impianto antincendio in una scuola di Giammoro ed era creditore di 18 mila euro dalla famiglia dell’assessore e la concessione de lavori sarebbe stata fatta per compensare il debito che non era stato onorato e stava creando contrasti tra le parti. Altro affidamento la sistemazione dell’area antistante il teatro Mandanici fatta affidare dall’assessore Coppolino alla ditta Vincenzo Sottile, il quale aveva eseguito lavori nel “B&B Mandanici” finito poi sotto sequestro. Per la polizia il corrispettivo dei lavori eseguiti al B&B furono compensati con l’affidamento dei lavori eseguiti nella villa Primo Levi, con spese a carico del Comune. Rassegnaweb – Fonte Gazzetta del sud